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Ioan: campagna di sensibilizzazione per difendere autonomia Amga

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Udine – La cittadinanza deve sapere: è in pericolo l’indipendenza dell’Amga. Con uno spirito trasparente e in nome della massima informazione possibile da fornire all’opinione pubblica, il leader del centrodestra in Consiglio Comunale, Adriano Ioan, assieme ai capigruppo della minoranza, ha presentato, nella sala del Gonfalone a Palazzo D’Aronco, la campagna di sensibilizzazione sulla ‘questione’ Amga e la possibilità di una fusione dell’ex municipalizzata con la società Hera di Bologna. Il claim scelto per i manifesti che verranno affissi dall’8 ottobre in città e resteranno visibili per circa tre settimane inneggia alla difesa ad oltranza di una ricchezza da mantenere: “Salviamo l’autonomia dell’Amga” con una disposizione grafica particolare giocata sulla sottolineatura delle parole-civetta ‘amo’-‘mia’-‘amga’. “Dal 2000 l’Amga ha portato avanti una strategia industriale precisa, che le consentisse di arrivare preparata alle tre gare per la distribuzione del gas che si terranno anche sul nostro territorio nel 2014 e nel 2015 . Pertanto l’ipotesi della fusione abbracciata dal sindaco entra in collisione con un percorso intrapreso da quasi tredici anni, con tanto di imprimatur del cda stesso dell’Amga che ha votato all’unanimità il piano industriale teso appunto a sostenere la fattibilità della corsa in solitaria per le reti”.
Il ragionamento de portavoce del centrodestra a Palazzo D’Aronco è consequenziale: “Ora, dal momento che il cda Amga è stato nominato dalla giunta di centrosinistra, se il sindaco avesse reputato che non fosse realistico il piano approvato, allora, previo passaggio in Consiglio Comunale, luogo deputato a motivare l’eventuale insussistenza del piano stesso, avrebbe dovuto quanto meno licenziare il cda per comprovata incompetenza, dopo di che avrebbe potuto dare il via alle danze di integrazioni e fusioni con altre società. Poiché ciò non è avvenuto, si suppone che il piano predisposto, fra l’altro da una società internazionale, sia motivato quanto alla possibilità per l’ex municipalizzata di vincere le gare con un impegno finanziario stimato in 50 milioni di euro, cifra che avrebbe potuto essere reperita o accedendo al mercato del credito oppure facendo entrare un partner finanziario nel capitale Amga”, ha spiegato Ioan. Come se non bastasse, inoltre, “quand’anche, per assurdo l’Amga – e dico ‘per assurdo’ vista l’analisi su cui si fonda la certezza per l’ex municipalizzata non solo di poter restare sul mercato ma anche di crescere – avesse perso le gare, nessuno scenario negativo si sarebbe spalancato, visto che ci sarebbe stato il rimborso (130 milioni)”.
Alla luce di questo quadro tracciato da Ioan, “è evidente che la strada della fusione è antitetica a tutto il percorso intrapreso e mai messo in dubbio dal sindaco di Udine”. Tutta l’opposizione è compatta nel ribadire che “dobbiamo mantenere un patrimonio economico-sociale, oltre che umano e di competenze manageriali che, venendo meno, rischia di depauperare ulteriormente il nostro territorio”, ha rincarato Ioan, formulando un ringraziamento ai pentastellati che hanno contribuito, con la richieste di audizioni in commissione, all’approfondimento della querelle. In ogni caso, trattandosi di un’operazione finanziaria da 200 milioni di euro, “sarebbe opportuno interpellare l’opinione pubblica… non aveva il sindaco la mania, in campagna elettorale, di lanciare referendum a spron battuto?”.
Entrando più nel dettaglio economico-finanziario, Enrico Berti (Pdl) ha lanciato un sos per il forte indebitamento del gruppo Hera; se dal 2003 il valore del titolo in Borsa è cresciuto, dal 2009 il guadagno è stato eroso di circa il 23 per cento, come se non bastasse Hera ha chiesto un ulteriore finanziamento alla BCE di altri 300 milioni di euro per progetti sulla rete impianti collocati nel nordest italiano. Quale sarà poi la ricaduta territoriale in caso di fusione? L’esperienza della fusione con Acegas spa non lascia ben sperare…, ha chiarito Berti. Se dal canto suo Mario Pittoni (Ln) ha condiviso la battaglia, Loris Michelini (Identità civica) ha gridato allo scandalo per “il mandato disatteso dal primo cittadino, incluso quello di avviare una trattativa riservata” che non vincola solo Amga ed Hera alla riservatezza, ma anche ad una trattativa esclusiva che confligge con il regime della concorrenza, pertanto “si profila una questione politica: il sindaco ha agito con obiettivi ben lontani dalla salvaguardia dei posti di lavoro e dell’autonomia. Le conseguenza? Il mercato verrà destabilizzato e verranno falsate le trattative”.

PIAZZA PRIMO MAGGIO – A suggello dell’incontro con i media, un passaggio è stato dedicato alla vexata quaestio del parcheggio di Piazza Primo Maggio, complici dei documenti che il leader Adriano Ioan è riuscito ad ottenere, mostrando pubblicamente i tracciati delle reti fognarie della zona coinvolta (la rete attuale e quella post-lavori). Ebbene, dall’esame delle cartografie si evince un dato incontrovertibile: uno dei due tronchi interferisce visibilmente con il ‘buco’, questa è la ragione che ha spinto l’amministrazione comunale a rifare la fognatura, peccato che la motivazione addotta pubblicamente dal sindaco, nel corso dell’ultimo incontro con la popolazione in sala Ajace, suonasse diversa, ovvero fosse legata alla necessità di rifare in ogni caso una fognatura considerata obsoleta e quindi da sostituire. “Questa non è la verità – ha tuonato Ioan – riprova ne sia che, guardando le piantine, subito dopo aver intersecato il buco, il tronco riprende esattamente il percorso come nel primo progetto…e così altri 100 mila euro inutilmente spesi gravano sulle tasche dei cittadini”. Questi soldi avrebbero potuto essere impiegati per realizzare le fognature nei luoghi in cui sono ancora a cielo aperto…

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