Aperitivo a Grado

KORN a Pordenone – 22 febbraio

korn.jpgLa stagione del rock duro apre a Pordenone con un concerto evento epr tutti gli amanti del genere: i KORN si esibiranno infatti nella città sul Noncello nel Palasport. Il concerto, organizzato da Azalea Promotion, è una delle due esibizioni che il gruppo terrà in Italia.

biografia degli artisti (da mtv.it)

La rivoluzione chiamata Korn inizia la sua opera demolitrice a Bakersfield, in un lurido paesino californiano vicino alla Death Valley. Tutta la frustrazione di James ‘Munky’ Shaffer, di Brian ‘Head’ Welch, di Reginald ‘Fieldy Snuts’ Arvizu e di David Silveria si riversa negli strumenti musicali del loro gruppo, i LAPD.
Quando i quattro convincono Jonathan Davis, uno studente di medicina legale, a fare da cantante, i neonati Korn trovano il loro genio nero: il rock post-grunge sta per cambiare. Per sempre.
Dopo aver firmato con un’etichetta sussidiaria di Sony (Immortal) esce nel 1994 il loro primo album, l’omonimo “Korn“: un terremoto che scardina la logica del genere, ibridando terrificanti bordate metal con stilemi hip hop, perversioni funk e melodie infantili nere come la pece.
Inizia a questo punto un’intensissima attività live di supporto a mostri sacri del metal come Megadeth, Marilyn Manson e Ozzy Osbourne, ed è proprio on the road che i Korn costruiscono e consolidano il loro strepitoso successo. Il 1996 è l’anno del seminale “Life Is Peachy“, che nella prima settimana di uscita raggiunge direttamente il terzo posto delle classifiche di Billboard.
Dopo essere stati headliner al Lollapalooza, i Korn incidono nel 1998 il loro terzo e fortunato album “Follow The Leader“, promosso alla grande da singoli come “Freak On A Leash” o “Got The Life“. I
1999: i Korn incendiano il palco di Woodstock. Esce anche “Candyass” degli Orgy, prima azzeccata pubblicazione dell’etichetta dei Korn, la Elementree; nello stesso anno la band affronta il suo quarto LP.
Lo stile creato da Davis e compagni è ormai territorio di caccia per formazioni agguerrite e violentissime: il rischio per i pionieri di Bakersfield è di rimanere indietro, superati dai propri stessi figli e da una moda che ha spinto ancora oltre il nu-metal, fino ad esaurirne, forse, ogni risorsa creativa. “Issues” ristabilisce le gerarchie e schianta i pretendenti al trono; il singolo viene presentato (in tipico Korn style) in un episodio di South Park.
Alla fine del 2001 il combo entra nello studio di registrazione e nell’estate del 2002 esce finalmente l’attesissimo “Untouchables“: scompare il cantato rap e la voce di Davis si fa sempre più maniaca e malleabile, in un disco che elimina il grasso in eccesso (fronzoli-vecchiume-banalità) per ridare alla visione dei Korn potenza e concretezza.

Finalmente, il primo singolo: si intitola “Did My Time“, è potentissimo e fa da theme-tune per il secondo film di Lara Croft. A novembre esce l’album “Take A Look In The Mirror“, registrato nello studio itinerante allestito sul tourbus della band, impegnata nell’Ozzfest. Oltre alle canzoni nuove, c’è anche una cover di “One” dei Metallica.

Torniamo alla musica. Sul finire del 2004 il valido “Greatest Hits Vol. 1” ripercorre tutta la carriera della band e aggiunge al lotto due cover bizzarre e azzeccate, “Word Up” dei Cameo e “Another Brick In The Wall” dei Pink Floyd. L’edizione limitata CD+DVD offre anche il video del concerto al mitico CBGB di New York. In più, i Korn sfornano un pezzo, “Threat“, per il videogioco “Halo 2”.
Poi, a inizio 2005, l’armonia interna ai Korn si spezza. Brian Welch, inseguendo una vocazione impellente, decide di lasciare i compagni per dedicarsi completamente a Gesù Cristo: all’impegno di predicatore cattolico pensa di affiancare la carriera solista e di imbarcarsi in un reality sulla sua vita di ferreo praticante.
La separazione avviene proprio nel mezzo delle registrazioni del successore di “Take A Look In The Mirror“, che comunque proseguono con giusto qualche piccolo ritardo: l’album esce a fine anno e mostra i Korn alle prese con stimoli sperimentali, tra metal, funk e una spolverata di industrial. I produttori, questa volta, vengono pescati dal mondo del pop-rock, come The Matrix e Atticus Ross.

Il passaggio da Sony a EMI viene celebrato con l’album “See You On The Other Side” (dicembre 2005), prodotto dal frontman Jonathan Davis insieme ai già citati The Matrix e Atticus Ross. Un passo avanti nella concezione rivoluzionaria della musica hard (che si lega perfettamente ai primi tempi del gruppo) con una tracklist esplosiva e furiosa e la solita espressione lirica oscura & candida nella sua schizofrenica altalenanza di emozioni. Un’irresistibile tendenza industriale che viene sintetizzata nel primo singolo, “Twisted Transistor“, ibrido funk dal sapore metallico e dalla potenza martellante. Le immagini che accompagnano il video vedono Lil’ Jon, Xzibit, Snoop Dogg e David Banner come i protagonisti!
Dopo la tournée mondiale (che conosce alcune date cancellate a causa di un problema medico di Jonathan Davis), nel corso del 2006 escono due compilation. La prima è “Live & Rare“, la seconda è “Chopped, Screwed, Live And Unglued” (raccolta di remix e brani live in 2 CD più 1 DVD).
Poi è ancora tempo di tracce dal vivo, però in versione acustica: a metà novembre 2006 la band annuncia infatti l’arrivo di “MTV Unplugged: Korn” (inizio 2007). Peccato per i fan che alla fine delle registrazioni il batterista David Silveria annunci di volersi prendere una pausa: la cosa è temporanea e tale viene considerata anche dal gruppo, ma l’esigenza di lavorare al nuovo album di materiale originale porta Terry Bozzio dietro i tamburi (c’è un’altra new entry non definitiva: Zac Baird alle tastiere).

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
563