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Snaidero basket: i programmi per il futuro

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snaidero-basket-qpps_539569901409589lg.jpgSnaidero termina per lasciare il testimone a qualcuno a Udine. Periodo di priorità per Udine, poi valuteremo ogni offerta queste le prime indiscrezioni dalla conferenza stampa in corso in questo momento.

Nel pomeriggio odierno, presso l’azienda Snaidero Rino Spa a Majano, s’è tenuta un a conferenza stampa del presidente della Snaidero Basketball ing. Edi Snaidero. Questi i passi salienti della conferenza: «La premessa con cui voglio partire – ha dichiarato Snaidero – è che sono soddisfatto di questi 10 anni di basket che uniti ai 12 di mio padre fanno 22 in totale. L’impegno della mia famiglia in questo periodo è stato prevalentemente economico, ma non dimenticherei il tempo dedicato e la passione profusa. Abbiamo cercato sempre di fare bene e ci assumiamo tutte le responsabilità di quanto fatto. Già la scorsa estate mi ero accorto di fare moltissima fatica a seguire il progetto sportivo e ora comunico a tutti che intendo terminare la mia esperienza e sono disponibile a cedere il testimone. Oggi ho incontrato il sindaco Furio Honsell, con cui ci impegneremo a trovare una soluzione, e nei prossimi giorni terminerò di informare le altre istituzioni. Siamo pronti ad agevolare qualsiasi soluzione seria e concreta, esistono già dei contatti, chi vuole farsi avanti questo è il momento giusto. La Legadue costa molto meno che la serie A e credo che rappresenti una base interessante per ripartire».

 

Edi Snaidero lascia la pallacanestro Udine. Lo ha detto oggi in un incontro stampa a Majano, quartier generale del gruppo industriale friulano, lo stesso presidente della Snaidero basket. “Dopo dieci anni di duro lavoro – ha detto il patron Edi – la spinta propulsiva si è esaurita. Lascio. Chi vuole prendere la società faccia un passo avanti. Questo è il momento giusto”. Edi ha giustificato il suo ‘passo indietro’ con esigenze di lavoro nell’azienda di famiglia. Dopo aver ricordato i motivi che dieci anni fa lo spinsero a prendere la società cestistica friulana, Edi Snaidero ha spiegato che “nelle trattative che seguiranno darà ascolto soprattutto alle cordate friulane”. Ha anche precisato “di aver informato le autorità e le istituzioni locali e regionali della sua decisione” e sottolineato che “alcune proposte sono già arrivate”. Edi Snaidero prese la pallacanestro udinese in serie A2. Sulla base di un progetto la riporto in A1 dove è rimasta fino a quest’anno. La Snaidero, infatti, è ultima in classifica e scenderà in lega due. (ANSA).

In serata maggiori dettagliE così dopo la richiesta di chiarezza da parte dei tifosi che domenica al Carnera hanno anche esposto uno striscione al riguardo è convocata per oggi pomeriggio una conferenza stampa che dovrebbe togliere i veli sul futuro societario Si era partiti con Attilio Caja (Don Camillo) per poi passare a Romeo Sacchetti (Peppone) prima di un tragicomico finale affidato al duo Allen Blasone. La sconfitta di oggi della Snaidero, contemporanemante alla vittoria della Gmac di Pancotto contro Pesaro condanna alla matematica retrocessione della Snaidero dalla A1 alla (forse)  A2.

 

Già nella scorsa estate il Patron Edi Snaidero aveva cercato ripetutamente qualcuno che ne condividesse i fini e lo assecondasse nella sua impresa di basket coadiuvandolo con uno sponsor che si è concretizzato nell’Electrolux.

 

caja.jpgSi è partiti con un coach di nome, Attilio Caja,  che si è trovato in mano una sorta di armata brancaleone priva di un playmaker degno di questo nome affidata alle lune di un giocatore modesto come Jackson e all’acerbo D’Ercole.Per contro viene pescato dal cilindro una buona guardia tiratrice come Anderson (che però non difende nemmeno se gioca a scacchi). In più arrivano una raffica di figurine (di quelle due per uno come la serie B di tanti anni fa) come Gomes (messo in campo solo per l’addio) e Bernardo Musso che almeno ci mette la grinta (e qualche punto) nelle occasioni in cui viene chiamato in campo. Rimane il capitano dell’armata Di Giuliomaria. Tanto carattere e poca utilità. Buona invece l’annata di Antonutti che quando è stato chiamato in causa ha raramente deluso e in alcune occasioni si è caricato la squadra sulle spalle. A chiudere il quadretto arriva l’austriaco Ortner (discontinuo) e i due venezuelani Romero e Torres. Innanzitutto l’età di Torres pare dubbia a tutti e anche lui dopo un partenza incoraggiante si spegne via via fino a essere tagliato nella settimana post pasquale. Romero è la vera anima della squadra. l’ultimo a mollare, l’unico a provarci sempre (l’unico ad averne i mezzi?).

Partita con questa armata la Snaidero si trova ben presto invischiata in una lotta per non retrocedere molto dura (16 squadre invece di 18) e una strepitosa vittoria contro Roma sembra segnare una nuova via per gli uominidi Caja. Niente da fare. al suo posto poche settimane dopo viene chiamato l’eroe di Nantes Meo Sacchetti.

sacchetti1.jpgA ruota arrivano due nuovi giocatori spacciati come playmaker: Joseph Forte e Buskevics. Nel frattempo una cordata guidata da Teo Alibegovic entra in società con un generoso sponsor (Arfin) che prelude a cambiamenti futuri. Forte, tagliato dalla Gmac, è un nome di grande spessore, un giocatore come detto da Mario Ghiacci in conferenza stampa: “che non potevamo non prendere vista l’occasione tecnica ed economica”.

Infatti. Forte inanella una serie di prestazioni indegne giocando al posto di Jackson (pseudo tagliato) che rimane simpaticamente a dar consigli ai giocatori in panchina, mentre Buskevics, dopo l’illusone della prima partita si scioglie come neve al sole e mentre Forte continua a mettere a rischio la pazienza dei tifosi il buon Buscopan (il suo soprannome) finisce constantemente in panchina e poi pian piano in tribuna.

E poi si arriva alla farsa finale. Snervati dalle prestazioni inguardabili di Forte, la dirigenza Snaidero ispirata forse dal Carnevale decide di mettere fuori squadra Forte (salvo poi reintegrarlo visti gli infortuni contingenti) per affidarsi al ritorno (il quarto) di Jerome Allen.

allen.jpgAnche il buon Jerome, eroe di tante battaglie a Udine, deraglia clamorosamente dai binari guidando la Snaidero a un’altra serie di sconfitte inguardabili (su tutte la sconfitta interna con Pesaro – partita nella quale va in panchina anche il figlio del vicepresidente) fino alle comiche finali: A Sacchetti viene affiancato il faraone Mario Blasone che dopo due partite perse (strano però!) ne rileva la panchina in coabitazione con l’allenatore giocatore Allen.

L’arrivo di Blasone ha prodotto comunque il taglio di Jackson e, nell’ultima settimana prima della retrocessione matematica, anche quello di Torres. Quindi la sconfitta a Biella (86-69) che incastrata con i risultati delle concorrenti condanna la Snaidero alla A2. Forse.

Già da tempo corrono voci di corridoio che portano a scenari diversi: cessione dei diritti, retrocessione in A2, ripescaggio in A1.

prima opzione: cessione dei diritti: se ne parla dallo scorso agosto: Snaidero alla fine della stagione cederà i diritti del basket, a meno di trovare un partner molto forte in grado di accolarsi parte dell’ingente spesa (si parla di un budget di due milioni e mezzo.) Le voci continuano a correre e vista l’impercorribilità di una squadra regionale con Trieste e Gorizia rimangono inpiedi fino a oggi due ipotesi: cessione diritti a Trieste o, voce assai più concreta, a Verona.

seconda opzione: retrocessione in A2: come da copione la Snaidero retrocede ma con un budget inferiore si può ricostruire una stagione dignitosa in A2 con un probaile (re)ingresso ufficiale in società di Teoman Alibegovic con mansioni da scoprire (general menager?)

terza opzione: ripescaggio in A1: opzione nata nell’ultimo periodo, la Snaidero anche retrocedendo potrebbe essere ripescata in A1 visto lo stato economico di alcune società della massima serie: di qui l’invito della società a inseguire comunque le vittorie perchè una penultima posizione potrebbe essere utile per un ripescaggio.

quarta opzione: conivolgimento delle istituzioni: si era parlato della regione come partner possibile (ma resistevano dei dubbi per un finanziamento a una città tralasciando gorizia e trieste). ma la società optrebbe bussare anche alle porte di provincia e comune. Lo stesso Messaggero Veneto aveva ipotizzato una formula con una partecipazione del comune guidato dal sindaco Honsell

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