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Lavoro: è sempre boom di voucher in FVG (+40% in un anno)

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lavoroIl Friuli Venezia Giulia, con le Marche, è la regione italiana in cui il fenomeno del lavoro accessorio è maggiormente diffuso in relazione ai livelli occupazionali (la sua incidenza è pari al 2,3% in Fvg e al 2,4% nelle Marche). Nel 2015 in regione, a quanto emerge da un’indagine Ires Fvg su dati Inps e Istat curata dal ricercatore Alessandro Russo, si sono venduti quasi 5,3 milioni di voucher, un milione e mezzo in più rispetto al 2014 (+40%). Negli anni precedenti si è progressivamente passati da meno di 250mila voucher venduti nel 2009 a 3,8 milioni nel 2014, una tendenza comune all’intero territorio nazionale; dopo una fase di sperimentazione iniziata ad agosto 2008 in occasione delle vendemmie, l’utilizzo dei buoni lavoro ha registrato una crescita esponenziale.

I comparti

Il ricorso al lavoro accessorio in Fvg (e in Italia) ha riguardato principalmente il terziario: nel 2015 commercio, servizi e turismo hanno assorbito il 40% del totale. In flessione solo l’agricoltura (-7,4%), proprio il comparto per cui era stato concepito originariamente lo strumento. La finalità iniziale, mutuata dalle esperienze di altri paesi europei, era infatti quella di regolamentare rapporti di lavoro occasionali a carattere saltuario e di breve durata. Con la riforma contenuta nella legge 92 del 2012 viene permesso di fatto l’utilizzo di lavoro accessorio per qualsiasi tipologia di attività. Tanto che nell’ultimo anno è cresciuto soprattutto l’aggregato “altre attività”, dove il numero dei voucher è quasi raddoppiato (+92%); incrementi rilevanti anche nei lavori domestici (+87%), nelle manifestazioni sportive e culturali (+41%) e nel turismo (+34,5%).

I canali di vendita

L’Ires Fvg evidenzia inoltre la sempre maggiore facilità di reperimento dei voucher da parte dei datori di lavoro. A partire dal 2014 il canale di vendita principale in regione non è più costituito dalle sedi provinciali dell’Inps (dove è stato acquistato solo il 7,7% dei voucher nell’ultimo anno) ma dai tabaccai (72,3%); a seguire la procedura telematica (11,2%).

I prestatori

Sempre nel 2015 il lavoro accessorio ha riguardato oltre 50mila persone in Fvg (1,4 milioni in tutta Italia), in gran parte giovani (la metà ha meno di 35 anni) e donne (sono il 56%). La quota femminile impegnata in attività retribuite con i buoni lavoro è la più elevata a livello nazionale dopo la Valle d’Aosta. La componente femminile risulta maggioritaria in tutti settori, tranne che nelle attività agricole e nell’ambito del giardinaggio e delle pulizie.

I compensi

I voucher riscossi in Fvg hanno sfiorato i 4 milioni nel 2015, il 74,6% di quelli venduti. Il numero medio per lavoratore ammonta a circa 78, per un compenso netto di 587 euro all’anno. Non si rilevano significative differenze in base al sesso, mentre le retribuzioni crescono decisamente all’aumentare dell’età del prestatore (almeno fino ai 65 anni).

Le variazioni nelle regioni

Se la crescita nazionale dei voucher venuti nel 2015 rispetto al 2014 è stata del 35,7%, il Fvg ha fatto registrare l’incremento più contenuto (+8,1%); il Trentino Alto Adige è invece l’unica regione che ha evidenziato una diminuzione (-9,1%). Più in generale le regioni del Nordest, dove tale fenomeno si è affermato già da alcuni anni, mostrano variazioni inferiori rispetto al resto del Paese (complessivamente l’aumento è del 25%).

Lo scarto venduti/riscossi, le considerazioni dell’Ires Fvg

Un elemento anomalo che emerge dai dati diffusi dall’Inps è costituito dal notevole scarto esistente tra il numero di voucher venduti, oltre 115 milioni nel 2015 (per un valore nominale complessivamente pari a 1,15 miliardi di euro), e quelli riscossi, ossia 88 milioni. Tale forte discrepanza si può riscontrare su tutto il territorio nazionale e risulta particolarmente accentuata in Trentino Alto Adige, dove il numero di voucher riscossi è pari ad appena la metà di quelli venduti. È possibile che, trattandosi di dati amministrativi, successivi aggiornamenti delle banche dati possano in parte ridurre tale divario, ma è anche vero che questi dati erano già stati anticipati (e dunque avallati) il 22 marzo da un report congiunto, elaborato da Ministero del Lavoro e Inps. Peraltro, nel comunicato che accompagnava il report, si sosteneva la necessità di rendere questo strumento pienamente tracciabile, per evitare «comportamenti illegali ed elusivi delle aziende che acquistano il voucher, comunicano l’intenzione di utilizzarlo ma poi lo usano solo in caso di controllo da parte di un ispettore del lavoro». Il fatto che un quarto dei buoni lavoro venduti non siano stati riscossi sembra confermare questa tendenza, anche perché l’Inps aveva calcolato (nel suo Rapporto Annuale 2013) che, tra la data di acquisto dei voucher da parte dei committenti e la data di riscossione effettiva da parte dei lavoratori, passano in media meno di 2 mesi (circa 50 giorni). L’attività ispettiva, sempre secondo il Ministero del Lavoro, ha inoltre confermato che le violazioni più ricorrenti sono rappresentate dall’utilizzo del lavoratore per più ore o più giornate rispetto a quelle dichiarate, oppure dal pagamento della retribuzione in parte attraverso buoni lavoro e in parte “in nero”. Sempre dalla lettura dello stesso report si apprende che a livello nazionale ci sono 15 committenti che nel 2015 hanno comprato voucher per un valore superiore a 1 milione di euro (ciascuno).

Il commercio risulta il settore dove è minore lo scarto tra voucher riscossi e venduti (i primi costituiscono quasi il 90% dei secondi), seguito dal turismo (88%) e dalle attività di giardinaggio e pulizia (87%). Al contrario i lavori domestici (53%), le manifestazioni sportive e culturali (62%) e le attività non classificate (67%) presentano i divari più marcati. Quest’ultimo raggruppamento in origine comprendeva le attività non codificate svolte da studenti, pensionati, percettori di prestazioni a sostegno del reddito, lavoratori in part-time, oltre al lavoro in maneggi e scuderie, all’insegnamento privato e supplementare, alla consegna porta a porta. Poi, con la progressiva liberalizzazione dell’utilizzo dei voucher, ha finito per comprendere anche settori come l’edilizia e l’industria, ed è diventata la categoria più rilevante dal punto di vista numerico (nel 2015 ha assorbito il 42% del totale dei voucher venduti).

Tab. 1 – Numero di lavoratori retribuiti con voucher per regione, 2014-2015

2014

2015

var. ass

var. %

Abruzzo

24.891

39.335

14.444

58,0

Liguria

31.660

48.333

16.673

52,7

Sicilia

30.826

46.351

15.525

50,4

Puglia

71.361

103.953

32.592

45,7

Toscana

70.963

102.899

31.936

45,0

Sardegna

35.746

51.714

15.968

44,7

Lombardia

145.488

207.868

62.380

42,9

Campania

37.692

53.196

15.504

41,1

Emilia-Romagna

118.929

161.777

42.848

36,0

ITALIA

1.017.220

1.380.030

362.810

35,7

Umbria

17.894

24.038

6.144

34,3

Lazio

45.519

61.067

15.548

34,2

Marche

48.365

64.339

15.974

33,0

Piemonte

80.988

106.649

25.661

31,7

Calabria

17.156

22.566

5.410

31,5

Veneto

131.444

170.913

39.469

30,0

Basilicata

11.853

15.246

3.393

28,6

Molise

7.316

9.321

2.005

27,4

Valle d’Aosta

4.337

5.370

1.033

23,8

FVG

46.565

50.356

3.791

8,1

Trentino-Alto-Adige

38.227

34.739

-3.488

-9,1

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps. Le regioni sono ordinate in base alla variazione %

Tab. 2 – Numero di lavoratori retribuiti con voucher per area, 2014-2015

2014

2015

var. ass.

var. %

NORDOVEST

262.473

368.220

105.747

40,3

NORDEST

335.165

417.785

82.620

24,7

CENTRO

182.741

252.343

69.602

38,1

SUD

170.269

243.617

73.348

43,1

ISOLE

66.572

98.065

31.493

47,3

ITALIA

1.017.220

1.380.030

362.810

35,7

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Fig. 1 – Numero medio lavoratori retribuiti con voucher / media occupati Istat (valori %), 2015

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps e Istat

Tab. 3 – Numero medio lavoratori retribuiti con voucher / media occupati Istat (valori %), 2015

(a) N. medio lavoratori retribuiti con voucher

(b) Media occupati Istat (migliaia)

(a/b) Rapporto %

NORDOVEST

82.983

6.721

1,2

NORDEST

92.651

4.943

1,9

CENTRO

54.826

4.851

1,1

SUD

52.496

4.033

1,3

ISOLE

20.255

1.918

1,1

ITALIA

303.210

22.465

1,3

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps e Istat

Tab. 4 – Voucher (valore nominale pari a 10 euro) venduti e riscossi per regione, 2015

voucher venduti

voucher riscossi

riscossi / venduti (%)

Basilicata

847.264

693.201

81,8

Sardegna

3.858.072

3.155.191

81,8

Puglia

5.425.961

4.436.446

81,8

Emilia-Romagna

14.360.339

11.729.110

81,7

Liguria

3.867.146

3.132.765

81,0

Marche

5.073.799

4.104.555

80,9

Abruzzo

2.475.352

1.962.609

79,3

Veneto

15.163.584

11.979.527

79,0

Molise

498.022

390.740

78,5

Toscana

8.032.974

6.289.448

78,3

Lombardia

20.939.050

16.241.625

77,6

ITALIA

115.079.713

87.981.801

76,5

Piemonte

9.439.045

7.122.732

75,5

Campania

2.932.707

2.189.441

74,7

FVG

5.282.656

3.939.619

74,6

Umbria

1.971.175

1.460.697

74,1

Sicilia

2.820.919

2.057.878

73,0

Calabria

1.346.269

909.459

67,6

Valle d’Aosta

459.708

308.074

67,0

Lazio

5.496.919

3.513.280

63,9

Trentino-Alto Adige

4.788.752

2.365.404

49,4

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Tab. 5 – Voucher venduti e riscossi per settore, 2015

voucher venduti

voucher riscossi

voucher non riscossi

riscossi / venduti (%)

Commercio

18.680.980

16.617.038

2.063.942

89,0

Turismo

17.608.061

15.438.584

2.169.477

87,7

Giardinaggio e pulizia

4.885.399

4.264.905

620.494

87,3

Servizi

13.874.612

11.915.952

1.958.660

85,9

Attività agricola

2.201.604

1.878.951

322.653

85,3

Attività non classificate

48.543.216

32.565.577

15.977.639

67,1

Manifestazioni sportive e culturali

4.397.132

2.722.459

1.674.673

61,9

Lavori domestici

4.888.709

2.578.335

2.310.374

52,7

Totale

115.079.713

87.981.801

27.097.912

76,5

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps. Settori ordinati in base al rapporto % voucher riscossi/voucher venduti

Fig. 2 – Numero di voucher venduti in FVG (milioni), 2008-2015

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Tab. 6 – Numero di voucher venduti nel Nordest e in Italia, 2014-2015

Regione

2014

2015

Var. ass.

Var. %

Veneto

9.689.850

15.163.584

5.473.734

56,5

Emilia-Romagna

8.785.880

14.360.339

5.574.459

63,4

FVG

3.770.561

5.282.656

1.512.095

40,1

Trentino-Alto Adige

3.611.927

4.788.752

1.176.825

32,6

Nordest

25.858.218

39.595.331

13.737.113

53,1

Italia

69.181.075

115.079.713

45.898.638

66,3

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Tab. 7 – Numero di voucher venduti in FVG per settore di attività, 2014-2015

Settore di attività

2014

2015

Var. ass.

Var. %

Commercio

844.605

878.331

33.726

4,0

Turismo

506.635

681.604

174.969

34,5

Servizi

581.290

582.624

1.334

0,2

Lavori domestici

145.352

272.226

126.874

87,3

Giardinaggio e pulizia

159.977

166.269

6.292

3,9

Attività agricola

179.119

165.899

-13.220

-7,4

Manifestazioni sportive e culturali

113.342

159.889

46.547

41,1

Altre attività

1.240.241

2.375.814

1.135.573

91,6

Totale

3.770.561

5.282.656

1.512.095

40,1

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Tab. 8 – Voucher per canale di vendita (%), FVG 2008-2015

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

Tabaccai

0,0

0,0

2,2

8,7

16,3

39,1

56,4

72,3

Procedura telematica

2,7

0,6

3,4

6,0

8,4

12,5

10,6

11,2

Sedi INPS

97,3

99,4

94,4

85,4

71,9

39,6

19,9

7,7

Uffici postali

0,0

0,0

0,0

0,0

3,4

8,3

12,2

7,0

Banche

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

0,5

1,0

1,8

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Tab. 9 – Prestatori di lavoro accessorio in FVG per classi di età, 2014-2015

Classe di età

2014

2015

Var. ass.

Var. %

<25 anni

12.104

12.884

780

6,4

25-34

10.793

12.045

1.252

11,6

35-44

8.343

9.059

716

8,6

45-54

6.936

7.914

978

14,1

55-64

4.697

4.991

294

6,3

>64 anni

3.692

3.463

-229

-6,2

Totale

46.565

50.356

3.791

8,1

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Fig. 3 – Numero di prestatori di lavoro accessorio in FVG per classi di età, 2015

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Tab. 10 – Prestatori di lavoro accessorio in FVG per attività di impiego e sesso (%), 2015

Settore di attività

Femmine

Maschi

Totale

Lavori domestici

91,8

8,2

100,0

Commercio

65,0

35,0

100,0

Turismo

58,1

41,9

100,0

Servizi

56,2

43,8

100,0

Manif. sportive e culturali

54,1

45,9

100,0

Altre attività

51,8

48,2

100,0

Giardinaggio e pulizia

44,3

55,7

100,0

Attività agricola

27,0

73,0

100,0

Totale

56,2

43,8

100,0

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Fig. 4 – % di donne tra i prestatori di lavoro accessorio, 2015

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

Tab. 11 – Compenso netto medio annuo per settore e sesso (euro), FVG 2015

Settore di attività

Femmine

Maschi

Totale

Lavori domestici

732

734

732

Servizi

689

706

696

Giardinaggio e pulizia

714

639

672

Commercio

550

514

538

Manif. sportive e culturali

531

512

522

Turismo

506

461

487

Attività agricola

235

312

291

Altre attività

648

713

680

Totale

592

580

587

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Inps

619