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Lo Sguardo dei Maestri

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sguardomaestri.gifDopo nomi del calibro di Bresson, Buñuel, Tati, Ophüls, Dreyer, Fellini, Bergman, Welles e Resnais, la decima edizione de Lo Sguardo dei Maestri si appresta a dare il via alla retrospettiva dedicata, quest’anno, a Mizoguchi Kenji (1898-1956), uno dei registi ritenuti universalmente tra i più grandi della storia del cinema. Dal 6 novembre presso le sale di Cinemazero di Pordenone e dal 7 presso l’udinese Visionario, si avrà modo di ripercorrere la carriera del regista giapponese

Premiato con il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia 1953, I racconti della luna pallida d’agosto (Ugetsu Monogatari), trasposizione di due diversi racconti dello scrittore giapponese del diciottesimo secolo Ueda Akinari, rappresenta uno dei vertici dell’opera di Kenji Mizoguchi.
Il film prevede una forma circolare: i due personaggi principali Tobei e Genjuro, due vasai che vivono in un povero villaggio nelle montagne, per salvarsi dalle conseguenze della guerra (Genjuro perderà la moglie Myagi, assassinata durante un attacco) e seguire le proprie ambizioni di gloria e di ricchezza, si dividono ognuno per il proprio cammino. Genjuro vuole arricchirsi vendendo i suoi vasi, suo cognato Tobei vorrebbe, invece, diventare un Samurai, ma la moglie verrà rapita dai soldati che ne faranno una prostituta.
Le due storie e i due protagonisti si riuniranno solo alla fine (terza e ultima parte del racconto), in cui sogni di gloria e di ricchezza svaniscono e la vita “normale” riprende di nuovo il sopravvento.
La prima parte del film si situa su un piano eminentemente realistico: sullo sfondo della guerra ciò che predomina sono gli elementi naturali. Nella seconda parte, Genjuro e Tobei si rifugiano nella città non solo per sfuggire al saccheggio e alla morte, ma anche per perseguire le loro ambizioni.
La conclusione è carica di una morale presente in tutte le opere di Mizoguchi, un cinema in cui l’elemento portante è la saggezza, il perdono e l’amore. Ne I Racconti della luna pallida d’agosto la presenza del bene e del male fa parte dell’esperienza necessaria ad una presa di coscienza, ad un percorso che qui presenta dei risvolti quasi iniziatici.
La ricchezza del film di Mizoguchi è dovuta anche alla semplicità della regia, alla sua chiarezza, all’intelligenza e al taglio di una sceneggiatura straordinaria, ad un equilibrio costante tra personaggi e aspetti della realtà, descritta in tutta la sua poesia e nella sua brutalità. Il film sarà proiettato a Cinemazero di Pordenone domani, 6 novembre alle ore 20.45 e mercoledì 7 novembre al Visionario di Udine alle ore 20.30 preceduto da una breve premessa di Giorgio Placereani.
La decima edizione de Lo Sguardo dei Maestri è organizzata dal Centro Espressioni Cinematografiche di Udine, Cinemazero di Pordenone e La Cineteca del Friuli di Gemona e gode del sostegno del Ministero della Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, delle Province e dei Comuni di Pordenone e Udine.
La manifestazione è sostenuta dal prezioso contributo della FONDAZIONE CRUP
Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone.

Grazie al protocollo d’intesa sottoscritto dal Centro Espressioni Cinematografiche di Udine con L’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (ERDiSU) gli studenti universitari di Udine avranno accesso gratuito a tutte le proiezioni del Visionario, previa presentazione del libretto universitario.

fonte: CEC Udine

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