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Le foto del crollo Udinese a Siena: è allarme

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DSC_203Con l’ennesima sconfitta esterna a Siena per 1-2, in casa dell’ultima in classifica, l’Udinese apre ufficialmente una crisi che mette in bilico, inevitabilmente, mister Marino che avrà probabilmente una ultima chance domenica in casa contro il Cagliari

Udinese: che succede

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Marino mischia le carte a inizio partita inserendo a sorpresa Sammarco al posto di D’Agostino. Davanti il tridente è composto da Romero, Floro Flores e Isla, comlici le assenze fra squalifiche e infortuni. Siena e Udinese non esprimono un gioco particolarmente convincetne ma gli uomini dell’ex avvelenatisimo Malesani passano al 21 della ripresa in uno dei pochi momenti di forcing della gara con una prodezza dal limite dell’area di Maccarone che lascia secco Handanovic. Marino corre ai ripari e inserisce D’Agostino e Corradi al posto di Sammarco e Isla e poi anche Lodi al posto di Isla. Mentre il Siena rischia il raddoppio con Calaiò l’Udinese trova il suo primo vero titro in porta al 34° della ripresa con un occaisone di Lodi su sponda di Corradi. Al 88° la doccia fredda definitiva. Il siena con un rilancio  lungo pesca Ghezzal che salta Zapata e beffa Handanovic in uscita. Solo al 93 con D’Agostino i friulani riescono ad accorciare le distanze. Terzultimo posto a 5 punti. Udinese peggiore squadra in trasferta con due punti in sette trasferte; 4 gol fatti e 10 subiti. Domenica prova d’appello per Marino che dovrò provare a sconfiggere in casa lo spumeggiante Cagliari di Allegri.

Marino ai microfoni di Radio Rai

Siamo stati poco incisivi, forse c’è qualcosa che non va sotto l’aspetto psciologico, non abbiamo fatto nulla di importante nel corso della partita. Il Siena ha avuto lo spirito giusto e noi abbiamo meritato lo sconfitta

Non possiamo attaccarci a episodi e assenze altrimenti non se ne esce dobbiamo giocare in maniera diversa, con lo spirito giusto e con al fame. Oggi non si è visto l’atteggiamento giusto dobbiamo cambiare registro. La squadra è quasi la stessa dell’anno scorso, dobbiamo cambiare atteggiamento, dobbiamo tornare a essere noi stessi sia in casa sia fuori, anche perchè anche incasa potevamo fare meglio. E’ chiaro che con la palla che brucia le cose sono più difficili

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