Maltempo: Panontin, con picchi di chiamate attese inevitabili

112 è modello deciso a livello nazionale

Trieste, 11 ago – “In situazioni di forte e diffuso maltempo,
come quella che si è verificata ieri, è purtroppo inevitabile che
vi siano dei picchi di telefonate con moltissime richieste di
soccorso. Accade ora come in passato, quando a gestire le
telefonate non era il 112 ma il centralino dei Vigili del Fuoco o
altre centrali operative. A differenza di quanto accadeva prima,
il 112 è tenuto a mantenere sempre aperta la linea: nessuna
chiamata può cadere per sovraccarico della linea telefonica”.

Lo precisa l’assessore regionale alla protezione civile Paolo
Panontin, in relazione alle critiche sul funzionamento del 112,
ricordando che tra le 16.30 e la sera sono arrivate circa 5mila
telefonate.

“Il 112 – spiega Panontin – è obbligato, ai sensi del protocollo
sottoscritto con il ministero degli Interni, a processare tutte
le telefonate in arrivo e a dare una risposta. Lo fa
incrementando il personale quando sono previste emergenze ed
eventualmente anche smistando le telefonate in eccesso verso
un’altra centrale, a Brescia, con cui esiste uno specifico
accordo”.

“Questo è il sistema, mentre in passato, quando il cittadino si
rivolgeva ad esempio al 115 dei Vigili del Fuoco, semplicemente
se le telefonate erano troppe trovava la linea occupata e doveva
riprovare”.

“La differenza sostanziale è questa: il 112 riceve la telefonata,
la elabora, identifica il cittadino chiamante, ne individua la
posizione e trasmette la telefonata al secondo livello, ovvero
all’operatore dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri o della
Polizia e dell’emergenza sanitaria. E’ a quel punto che si mette
in moto la macchina dei soccorsi”.

Secondo Panontin “sono dunque le centrali di secondo livello che,
in caso di picchi come ieri, non riescono a dare la risposta che
ci si aspetta, in quanto sovraccariche”.

Infatti “la chiamata al 112 rimane ‘aperta’ e il cittadino ha la
sensazione di non avere la risposta, ma non è così: non ha la
risposta del centralino di secondo livello”, conclude Panontin
ribadendo che il sistema strutturato su due livelli è stato
adottato a seguito degli obblighi imposti dall’Unione europea di
attivare il 112 in tutta Europa. Lo stato italiano – Governo
Berlusconi, ministro Maroni – lo ha sperimentato a Varese e poi
esteso a tutta la Lombardia. Noi siamo i secondi in Italia e
stiamo semplicemente attuando ciò che lo Stato ci impone di fare.
È un modello che noi non possiamo scegliere e che può essere
cambiato solo da una decisione del Governo nazionale. Da parte
nostra rimane naturalmente il forte e continuo impegno a
migliorare il servizio che siamo tenuti a fornire alla nostra
popolazione. Da qui la decisione presa a fine giugno di
incrementare il personale del 112″.
ARC/PPD/com

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