
Le scuole hanno ormai chiuso i battenti, ma nella calda estate vacanziera leggo, tramite la stampa locale, che a Cervignano del Friuli si è aperto un dibattito tra genitori, dirigenti scolastici e amministrazione comunale sulla reintroduzione della “divisa” obbligatoria per gli alunni di scuole elementari e medie.
Molti genitori, infatti, lamentano le discriminazioni e le offese subite dai figli da parte dei coetanei, perché non vestono alla moda o non possono permettersi abiti firmati.
Sono molto sensibile a questo tema perché, più volte, ascoltando anche discorsi al riguardo riportati dalla mia bimba, sono rimasta sconcertata di quanto si dia importanza al look, alle tendenze modaiole fin dalla più giovane età.
Certo le “prese in giro” a scuola ci sono sempre state. Fanno parte delle normali schermaglie tra compagni…
Ma oggi sono solo questo o c’è dell’altro? Si può lasciar correre?
Mi torna alla memoria un fatto della scorsa estate.
Tra le bimbe andavano di moda dei braccialetti di gomma colorati.
“Mamma me li compri? Tutte le mie amiche li hanno…”
In cuor mio sapevo che prima o poi avrei ceduto, ma avevo deciso di farle capire che non bisogna essere condizionati in maniera eccessiva dai comportamenti altrui e che “i soldini” si potevano spendere in altre cose, piuttosto che in pezzettini di gomma.
Sembrava aver inteso la cosa, tanto che aveva smesso di chiedere.
Poi mi capitò di intercettare questa conversazione
“Allora non li hai ancora?”
“No”
“Perché? Li hai chiesti a tua mamma?”
“Sì”
“E allora?? Ti ha detto no?”
Silenzio – assenso
“Cos’è forse non ha i soldi per comprarteli?”
Lei rimase zitta, rossa in viso e con le labbra serrate. Io feci un esercizio di yoga mentale per non intervenire e poi andai nel primo giornalaio disponibile e le comprai un quantitativo di braccialetti che trovò, alcuni giorni dopo, e con cui fece la sua bella figura, alla faccia delle amiche viperette e tendenziose.
Qui si è trattato di pochi Euro, ma nel caso di abiti griffati o del famigerato cellulare le cose sono diverse, specie in periodi di crisi come quello attuale, che coinvolge, purtroppo, numerose famiglie.
Ecco perché sono favorevole all’utilizzo del grembiule alla scuola dell’infanzia e alla primaria, ma mi piacerebbe anche la divisa per le secondarie.
Perché no?
Dopo tutto copiamo tante cose dal mondo anglosassone, perché non anche questa?
Certo, come sempre, non è la soluzione delle soluzioni, ma è qualcosa.
Un piccolo passo per prevenire, almeno in parte, una serie di potenziali delusioni e piccole grandi sofferenze non solo per i figli, ma anche per i genitori.
Voi cosa ne pensate?
Siete favorevoli o contrari?
Mi piacerebbe, come sempre, sentire la vostra!
Pensieri e parole di una mamma a spasso nella rete. Tutti i giovedì su www.udine20.it
Cristina oltre a scrivere questa rubrica tutti i giovedi su Udine20 ha un suo blog: http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.com/





2 Comments
Non so se il grembiule possa cambiare effettivamente qualcosa. Mettendola sul drastico si potrebbe dire che evitando l’ostacolo dei confronti semplici tra bambini sfruttando i grembiuli, il problema si sposterà ancora avanti e il confronto magari si porrà in un età più adulta, in un contesto in cui non si è pronti ad affrontare la cosa… se prima non si è affrontata questa sfida formale alle scuole inferiori.
Sono, insomma, convinta che ognuna di queste piccole beghe che si affrontano in età scolare, abbiano lo scopo di costituire il mosaico che è la forza di ogni individuo.
Del periodo delle elementari ricordo le primissime fregature della mia vita… con le compagnette che mi aspettavo sarebbero statae semplicemente amiche fedeli.
E se non avessi avuto quel confronto con la vita reale non avrei vissuto meglio, avrei semplicemente scoperto l’amarezza più tardi, come mi è capitato per altre situazioni dalle quali i miei mi hanno preservata… ad un certo punto mi si sono catapultate tutte davanti come un boomerang e mi sono dimenticata i periodi in cui i problemi non li avevo perché non mi ci facevano avvicinare… dovevo affrontarli, punto e basta. Pronta o no!
Lasciamo che i bambini si sbuccino le ginocchia, quando saranno da soli sapranno come medicarsi meglio. Anche se la presenza di mamma sarà sempre utile, per quella parolina sicura e affettuosa che non può mai mancare
Cris, è giusto preoccuparsi, ma per me i bambini a quell’età hanno la fortuna di vivere una palestra importante con i rischi limitatissimi (con la giusta attenzione), quindi come genitore ne approfitterei e userei, come fai tu, un po’ il bastone e un po’ la carota!
Ti trovo molto equilibrata
Grazie Kisal per il tuo pensiero