Mamma 2.0 – L’esperienza di “Tagesmutter”, un alternativa al nido d’infanzia

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Questa settimana prendiamo un caffè virtuale con Lisa Del Pino che ci racconta la sua esperienza di “Tagesmutter” (letteralmente: mamma di giorno).
Lisa è un’educatrice ed è anche una mamma fermamente convinta che i primi tre anni del bambino siano fondamentali per la costruzione della personalità. Per questo ha deciso di aprire la sua casa ad altri bimbi, iniziando quest’esperienza al tempo stesso utile per gli altri, ma anche arricchente per lei ed i suoi figli.
Lisa, infatti, gestisce il nido familiare “La Farie” nella sua casa di Corno di Rosazzo (UD) ( http://www.nidilagerla.it/scheda_associazione_lisadelpino.php) e gentilmente ha accettato di rispondere alle mie domande per far conoscere questa tipologia di servizio che recentemente è stata anche regolamentata a livello regionale.

Che cos’è, o meglio, chi è una Tagesmutter?
La Tagesmutter è una persona qualificata, uomo o donna, che dedica il proprio tempo ad accogliere ed educare dei bambini mettendo a disposizione la propria abitazione ed i suoi spazi.

Come si diventa Tagesmutter? Servono requisiti particolari?
E’ da poco uscito il Regolamento Regionale (DPR n°230 del 4/10/2011 pubblicato sul BUR n.42 del 19/10/2011) che prevede i requisiti necessari per svolgere questo tipo di lavoro. Per coloro che non possiedono una qualifica scolastica sarà previsto un corso professionale annuale.

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Quanti bambini puoi tenere a casa e di quale fascia d’età?
Si possono accogliere al massimo cinque bambini contemporaneamente, di una fascia d’età compresa tra i 3 ed i 36 mesi. Gli eventuali figli della Tagesmutter, se presenti quando è aperto il servizio, sono compresi nel numero.

Che orari fai?
Il servizio è caratterizzato da una grande flessibilità di orario, quindi è possibile concordare direttamente con i genitori le fasce orarie in cui preferiscono portare il proprio figlio, sapendo di lasciarlo così in un posto sicuro ed adeguato alle sue necessità, per il tempo di cui necessitano.
Personalmente sono del parere che bimbi così piccoli abbiano il diritto di trascorrere più tempo possibile con mamma e papà, e se questo non dovesse essere sempre possibile per motivi lavorativi o altro, bisognerebbe cercare di trovare per il proprio bimbo un luogo simile alla propria casa, con pochi rumori e non troppi bambini che urlano, per cercare di mantenere un sano equilibrio e tranquillità.

Come si svolge, in sintesi, la tua giornata con i bambini?
La giornata tipo non si discosta molto da quella che fa una mamma tutti i giorni…Appena arriva il bimbo/a si accoglie, si comincia a proporre qualche gioco o qualche lettura, poi si canta, si fanno le passeggiate, si può andare al parco ed incontrare nuovi amici oppure giocare con le costruzioni inventando magari qualche bella storia. La cosa essenziale è che vengono rispettati i ritmi del bambino: sonno-veglia, orari e personalizzazione dell’alimentazione e dell’ igiene personale.

Cosa succede quando uno dei bimbi che ti sono affidati si ammala? E quando si ammala la Tagesmutter?
Funziona come negli Asili Nido: quando un bambino è malato- febbre, gastroenteriti, malattie epidemiche o altro- si chiede cortesemente ai genitori di tenerlo a casa per poterlo curare meglio.
Se invece si ammala la Tagesmutter c’è la possibilità che il servizio rimanga aperto, poichè quest’ultima è coadiuvata da almeno una persona di sua fiducia.

7) Come si trova una Tagesmutter? Ci sono delle associazioni o dei siti dedicati?
Al momento in Friuli opera l’associazione La Gerla reperibile al sito:
www.nidilagerla.it

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Parliamo di costi: quali sono le tariffe? Sono fisse o variabili e chi le stabilisce?
Le tariffe vengono stabilite annualmente dall’Associazione e variano a seconda della fascia oraria che viene scelta direttamente dai genitori.

Consiglieresti ad una mamma di diventare Tagesmutter? Se sì perchè?
E’ un bel lavoro, io ho due figli ed uno in arrivo ed è bello vederli crescere in un contesto familiare tranquillo, avendo la possibilità di socializzare con altri bimbi, che a loro volta hanno la loro personalità, più o meno prevalente sugli altri e quindi è interessante assisterli ed aiutarli ad affrontare i loro piccoli scontri costruttivi, soprattutto in un periodo egocentrico come quello, che ad esempio, attraversa un bambino di due anni quando a lui tutto è dovuto e “guai a chi tocca i miei giochi”.

Concludo riportando una frase di Donadel che caratterizza il nome e l’operato dell’associazione:
“Tutte le cose positive – quali emozioni, esperienze, relazioni affettive – che il bambino riceve nei primi tre anni di vita, le porterà con sé nell’arco della sua esistenza come uno zainetto di positività”.

Grazie Lisa e buon lavoro!

E voi cosa ne pensate? Conoscevate già le Tagesmutter?
Vi sembra siano una valida alternativa al nido d’infanzia?
Aspetto i vostri commenti.

Cristina oltre a scrivere questa rubrica tutti i giovedi su Udine20 ha un suo blog: http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.com/

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