Mamma 2.0 – Responsabilità… Da dove si comincia?

bambino-triste

Capita che un bambino diligente e sempre bravo a scuola un giorno corra da mamma, in preda al panico e alla più nera disperazione…
“Mamma, ho dimenticato per sbaglio il libro a scuola e non posso fare il compito. Cosa faccio adesso? La maestra mi metterà 5..”
La mamma è molto dispiaciuta, perché sa bene che si tratta di una svista e cerca di consolare come può il piccolo afflitto che, nel mentre, medita già in cuor suo la soluzione all’inghippo.
“Mamma, per favore, puoi scrivere una giustificazione per la maestra? Solo per questa volta. Poi starò attento. Non lo farò più.”
Mamma sospira.
Il potere persuasivo di quegli occhioni, di quel labbruccio increspato hanno una forza tale, che, credetemi, solo trovandosi in situazioni analoghe si può comprendere appieno.
Mamma sente, però che è giunto un momento fatidico, uno di quelli in cui, da genitore, si trova a poter scegliere tra due opzioni.
La prima, quella più facile e immediata: prendere il libretto, scrivere e sottoscrivere quella frase di giustificazione che avrebbe rasserenato suo figlio nel giro di un attimo e consentito a mamma di tornare a fare quello che stava facendo.. E’ una svista, dopotutto..Lui è bravo e non accadrà più.
La seconda, la più difficile: quella di spiegare che no, mamma non avrebbe scritto alcuna giustificazione, che lui avrebbe dovuto armarsi di coraggio, assumersi le sue responsabilità, scusarsi con la maestra per l’accaduto e accettarne le inevitabili conseguenze.
Mamma ha sospirato di nuovo di fronte a quelle due opzioni e ha scelto la seconda strada, imponendosi calma e pacata fermezza di fronte agli occhi lucidi e all’inevitabile pianto a seguire. Ha smesso completamente di fare ciò che stava facendo, si è seduta è ha esposto le sue ragioni.
Gli eventi di questi giorni hanno innescato in me questo collegamento, perché, come rilevato da pochi nel marasma del circo mediatico allestito attorno alla tragedia del Giglio, è facile additare il codardo dal divano di casa e considerare addirittura un eroe chi opera, viceversa, secondo il proprio dovere.
Eccessi di una società in cui il senso di responsabilità è cosa rara e scaricare la responsabilità è drammatica consuetudine. Esempi se ne trovano ovunque e a volte, costano molto molto cari.
Forse troppo spesso noi genitori scegliamo per i nostri figli quella prima opzione, quella giustificazione così veloce, così senza problemi… E’ ancora piccolo…Si tratta di una svista…Non accadrà più..
Credo invece che educare alla responsabilità sia davvero una delle sfide dell’essere genitori oggi, ancora più di ieri, che è da piccoli che si comincia e con le piccole cose..

E voi cosa nepensate? Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni…

Cristina oltre a scrivere questa rubrica tutti i giovedi su Udine20 ha un suo blog: http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.com/

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