Aperitivo a Grado

Maria Ippoliti, pioniera del paesaggismo en plein air

ippoliti.JPGAlla Galleria d’Arte Moderna dal 16 maggio al 31 agosto. In occasione dell’inaugurazione, venerdì 15 alle 15.30 un incontro di studio con la partecipazione di numerosi studiosiPartendo dallo studio delle opere acquisite dalla Fondazione artistica Marangoni per le collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Udine, e grazie al fortunato ritrovamento di un nucleo di dipinti e bozzetti, si inaugura sabato 16 maggio la mostra “Maria Ippoliti. Una pioniera del paesaggismo en plein air”, visitabile fino al 31 agosto nella Galleria di via Ampezzo. L’allestimento propone una personalità di grande pittrice paesista, finora quasi sconosciuta, vissuta e attiva fra fine Otto e inizio Novecento. Maria Ippoliti, nata a Udine nel 1861, infatti, fu tra le prime donne a esporre sulla scena internazionale delle Biennali veneziane e si dedicò totalmente alla pittura di paesaggio, formandosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
La mostra proposta dalla Galleria cittadina presenta una sequenza di oltre trenta dipinti dell’artista, frutto di prestiti di collezionisti veneti e friulani, ed è affiancata da altre opere di altri pittori paesisti provenienti dalla sua collezione o conservate presso le civiche collezioni, a partire da Guglielmo Ciardi, Millo Bortoluzzi, Beppe ed Emma Ciardi, Giuseppe Davanzo, Giuseppe Miti Zanetti, Ferruccio Scattola, Francesco Sarorelli, Antonio Bornancin, Vittore Antonio Cargnel e molti altri, a formare all’interno del Museo un particolare itinerario dedicato al paesaggismo tra Otto e Novecento.
Se, dunque, l’apertura ufficiale è prevista per sabato 16, già il giorno prima, 15 maggio, alle 15.30 sempre alla Gamud, è in programma il primo appuntamento a corollario della mostra. Una sorta di vernissage, che prevede un convegno intitolato “Ottocento tutto nuovo” con la partecipazione di numerosi studiosi ed esperti del settore chiamati a Udine per fare il punto sugli studi in corso dedicati in particolare alla pittura di paesaggio di fine secolo in area veneta.
Maria Ippoliti dipinse inizialmente paesaggi veneziani, come l’Interno di San Marco conservato presso la Galleria d’Arte Moderna di Udine e presentato alla Biennale del 1897, dove venne acquisito dalla commissione Marangoni. Si spinse poi in cerca del motivo tra i torrenti e gli alpeggi delle Dolomiti bellunesi, con una particolare predilezione per le acque specchianti dei laghetti alpini come si “raccontato” nel dipinto Sul Cordevole, esposto anch’esso alla seconda edizione della Biennale e presente in mostra. Maria Ippoliti dimostrò anche una particolare attenzione agli effetti atmosferici, così come ben esemplificati nel Crepuscolo gelido, che dalla terza Biennale di Venezia è transitato alle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia.
La pittrice udinese dipinse anche i paesaggi della pedemontana friulana, in particolare nei dintorni di Polcenigo, dove visse e operò a partire dai primissimi anni del Novecento. Greti di fiumi colti tra il Livenza, il Tagliamento e il Torre, fissando le prime vedute paesaggistiche di Tarcento, di Venzone, con una pittura di tocco, ricca di effetti atmosferici, fedele alla resa ottica del soggetto, interessata al paesaggio di natura e meno alla figura umana, puro accessorio o motivo relegato all’orizzonte. Dopo un’infanzia trascorsa a Udine, all’interno di una famiglia agiata di origini nobiliari, nel gennaio del 1885 completò la sua formazione trasferendosi a Venezia, dedicandosi alla pittura da professionista, e come tale partecipando a varie esposizioni, in particolare tra il 1897 e il 1898 a Praga, Torino e Firenze,oltre alle già ricordate edizioni del 1897 e del 1899 della Biennale veneziana, e nel 1903 figurò all’Esposizione regionale di Udine. Sposata nel 1901 a Dante Giuseppe Sbrojavacca, lasciò Venezia per trasferirsi a Polcenigo ritirandosi a vita privata, ma continuando a coltivare la sua passione per la pittura di paesaggio.
In occasione della mostra verrà pubblicato un ampio catalogo documentario, il quarto Quaderno d’Archivio, della serie promossa dal Museo e dedicata ad approfondimenti sugli artisti e architetti presenti nelle collezioni civiche, a cura di Isabella Reale, che segue in particolare, sul filone della serie “Arte. Protagonisti del Paesaggio fra Otto e Novecento”, quello dedicato al pittore Francesco Sartorelli nel 2007.

L’esposizione, come ricordato, sarà aperta dal 16 maggio al 31 agosto con orario continuato dal lunedì alla domenica dalle 10.30 alle 19 (chiuso martedì). Attivata anche una formula-offerta per i biglietti d’ingresso (intero 5€, ridotto 2,5€, scuole 1€) che prevede l’ingresso gratuito alla mostra su Lea D’Orlandi a palazzo Giacomelli nel caso in cui si visiti la mostra su Maria Ippoliti (e viceversa).

Fonte: Comune di Udine

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