Aperitivo a Grado
facebook

cu8f2478.JPGE così il campionato dell’Udinese si conclude con una brutta, ma insignificabte sconfitta allo stadio Meazza di Milano. Adesso al via gli europei con Di Natale e Quagliarella, poi mercato e a settembre appuntamento con l’Europa
L’Udinese non ce la fa: non solo a fermare il Milan, ma proprio a reggere fino alla fine di un campionato tirato e arrivato alla conclusione con le energie all’osso. I Bianconeri ci han provato anche, ma c’è stato davvero poco da fare.

Troppe le speranze di Champions dei Rossoneri per riuscire ad arginarli. E troppo poche le motivazioni residue dei bianconeri per riuscire a metterci qualcosa in più della mera didattica.


LA PARTITA – Pinzi e Zapotocny sono gli unici cambi che Marino ha apportato per questa ultima gara di campionato. Per il resto la stessa formazione che aveva perso col Cagliari. Nel Milan Inzaghi, Kakà e Seedorf davanti per cercare la Champions.
L’Udinese sembra nei primi minuti voler riscattare l’ultima gara e al 4° con Di Natale impegna severamente Kalac. Il MIlan però non è da meno e un minuto dopo Kakà mette il panico nella difesa bianconera. La gara è comunque aperta e giocata senza timori da entrambe le squadre. I risultati dagli altri campi forse spingono più il Milana cercare il gol, ma la difesa bianconera tutto sommato tiene.
AL 27° poi da registrare un miracolo di kalac che nega il gol a Quagliarella che di testa da pochi metri colpisce a botta sicura. L’Udinese dunque tiene botta ad un Milan abulico e che ha solo nei singoli qualche guizzo. E il vantaggio ottenuto con Mesto è obiettivamente più che meritato, anche se nel finale Kakà spreca una occasionissima, dimostrando che al Milan c’è qualcosa che non va.
La ripresa comincia col Milan che manda in campo Cafu e Pato alla ricerca di un risultato che però non sembra facile ottenere. La mossa però appare azzeccata e Pato al 5° ristabilisce il pareggio sfruttando una difesa che non ha saputo contenere la percussione rossonera. A questo punto il Mialn ci crede di più e trova con Inzaghi il 2-1 tanto desiderato. Il 3-1 di Cafu infine è accademia, così come quello di Seedorf. Il Milan ha anche un rigore dalla sua, ma Handanovic è strepitoso.

L’Udinese non ce la fa più, ma comunque gli va dato merito di aver cercato di impensierire il Milan fino alla fine, anche se le energie erano davvero finite.

Insomma la classica partita di fine stagione, che dimostra ancora una volta che nel calcio le motivazioni sono tutto.
Ora è già tempo di futuro: l’Udinese ha fattoi un ottimo campionato e ha ottimi giocatori in squadra. Ma il risultato raggiunto è un punto di partenza non di certo di arrivo. Per crescere occorre puntellare ancora questa squadra, migliorarla soprattutto per quanto concerne alcuni aspetti, come le alternative ai vari ruoli, e cercando giocatori che possibilmente le diano anche una fisionomia diversa in base all’avversario. L’udinese ha dimostrato infatti specie nel finale di torneo di non avere più molte soluzioni a disposizione se non le giocate dei numerosi campioni che la compongono. Per questo per crescere ancora bisogna cercare di tenere tutti questi campioni e creare una rosa ancora più competitiva.

Intanto è motivo d’orgoglio sapere che tanti titolari saranno protagonisti ad Euro 2008. E se la crescita di quest’anno continuerà, come tutti auspicano, e i giocatori non si sentiranno arrivati, siamo certi che il numero di nazionali aumenterà ancora. Poi ci penserà Marino a gestirli al meglio. Infondo, in quest’ultima gara di campionato un encomio particolare se lo merita: era da tanto tempo che l’Udinese non aveva un gioco ed una organizzazione come questa. Il merito sicuramente è anche suo.


(Articolo a cura di www.udineseblog.it)

456