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Mirco Sacher è deceduto per un azione meccanica violenta

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Mirco Sacher
Mirco Sacher, il pensionato delle Fs trovato senza vita alla periferia di Udine il 7 aprile 2013, della cui morte si sono accusate due ragazzine, sarebbe deceduto per una “azione meccanica violenta”. E’ la conclusione del perito del tribunale per i Minorenni di Trieste, Claudio Rago, al processo per omicidio a carico delle adolescenti. La conclusione non è molto diversa da quella della Procura, che parlava di “asfissia da strozzamento con contemporaneo schiacciamento del torace e dell’addome”.
La perizia è stata discussa oggi in aula nel corso di una lunga udienza, durata oltre tre ore. Nell’ambito della discussione è stata anche evidenziata la ricostruzione dei fatti compiuta tempo fa dai consulenti della difesa delle due ragazzine – la fisiatra Laura Manzoni, presente in aula, e il neurologo Riccardo Budai – per i quali, invece, le conclusioni del perito si baserebbero su “elementi aspecifici”. Vale a dire su “segni non pertinenti per concludere in maniera chiara né in un senso né nell’altro”. Sempre i consulenti della difesa, nominati dagli avvocati Federica Tosel, Luigi Francesco Rossi e Santina Campo, concludono per una “morte neurogena”. L’udienza, cui le due adolescenti non hanno partecipato per una scelta dei difensori in considerazione della natura troppo tecnica dell’udienza, e che rischiava di diventare cruenta, è stata aggiornata al 31 marzo per la discussione della perizia psicologica che deve valutare la maturità delle due adolescenti, e che i periti del tribunale non hanno ancora depositato.

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