Aperitivo a Grado

Mittelfest: 22 luglio

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mittel 09Tutto pronto a Cividale per accogliere il genio polacco Krzysztof Penderecky nella sua unica tappa italiana dell’estate.  Un onore per la capitale longobarda e per tutto il Friuli Venezia Giulia poter vantare la presenza dell’autore che ha firmato le musiche composte per il film “Katyn” diretto da Andrzej Wajda e candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2008, che narra il dramma di 20 mila ufficiali e soldati polacchi massacrati nella foresta di Katyn nel 1940 per ordine di Stalin, oltre che essere celebre firma di un brano-cult della pellicola di Stanley Kubrick, Shining.
Densissima la giornata di mercoledì 22 luglio che, oltre al concerto diretto dal grande musicista e compositore polacco, riserva l’attesissimo tributo a Nureyev, la interpretazione di Orson Welles da parte dell’attore friulano Giuseppe Battiston, la prima nazionale della compagnia slovacca Divadlo Alexandra Duchnovi?a, il taglio del nastro del ciclo di recital Musiche dall’Inferno, oltre  al faccia a faccia con l’ex premier Petre Roman.
Musica: Si annuncia come un grande concerto quello di Krzysztof Penderecky e i Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna che, in una coproduzione con Emilia Romagna Festival, trascineranno il pubblico, alle ore 19 nella chiesa di San Francesco, in un excursus nella poetica novecentesca del grande repertorio polacco.
Penderecki si esibisce nell’unica tappa italiana dell’estate. La spiritualità cattolica del compositore, il suo radicamento nella cultura classica e al tempo stesso la sua voglia di osare nelle sperimentazioni, renderanno il concerto un evento unico nello scenario internazionale. L’eclettismo costituirà uno dei leitmotiv dei capolavori che verranno interpretati mercoledì sera: la versione per archi (1994) dell’Agnus Dei e parte del Requiem polacco (1980) dove, nell’originale, la dimensione corale s’impone sulla scena. Prima della versione per archi, verranno suonati tre pezzi in stile antico tratti dalla colonna sonora di un film di Wojciech Has, del 1965, “Il manoscritto trovato a Saragozza” ispirato al noir firmato da Jan Potocki, esibizione seguita da un pezzo onirico e neoclassico, il Concerto per orchestra d’archi della violinista Grazyna Bacewicz (1909-1969), infine la Trauermusik per orchestra d’archi di Witold Lutoslawski (1913-1994) composta in memoria di Bela Bartok e plasmata, pur nella coerenza tutta polacca, da influssi della dodecafonia di scuola viennese. A suggellare l’evento concertistico la poliedricità affascinante di Henry Mikolaj Górecki, coetaneo di Penderecki e considerato fondatore della Nuova Scuola Polacca:  rivivrà il suo Drei Stücke im alten Stil.
Taglio del nastro, mercoledì 22 luglio, alle ore 18, al castello Canussio, per la trilogia in forma di recital Musiche dall’Inferno, L’Orchestra delle ragazze di Auschwitz: da un’idea di Marco Maria Tosolini, con le parole di Tosolini, le liriche di Paolo Antonio Simioni e il canto di Sonia Dorigo, il primo recital è dedicato alla memoria e la racconto di Fania Fènelon (Goldstein il vero nome) e delle ragazze dell’orchestra di Auschwitz, in una riemersione dei canti dell’autrice e di altri composti da autori deportati, e molto spesso morti, nei lager. Questi brani vengono riproposti alternati a liriche poetiche di Ernesto Cardenal, candidato al Nobel nel 2005 e teologo della liberazione.
Danza: Il tributo al grande ballerino russo, Rudolf Nureyev, è un inno alla libertà di pensiero e di espressione. La prima assoluta di Voglio essere libero, ideata e realizzata in esclusiva per Mittelfest 2009 con la coproduzione della Daniele Cipriani Entertainment, in scena mercoledì 22 luglio alle ore 21.30 in piazza Duomo, nasce dallo spirito di collaborazione fra il compositore e pianista Valter Sivilotti, il coreografo Michele Merola, direttore artistico del MMCompany, e il regista Walter Mramor. Nove ballerini danzano per parlare di amore negato, diviso dai muri, di altri muri idealmente evocati. Si narra la storia di un sentimento diviso per sempre dal muro, quello fra il ballerino russo Nureyev e il ballerino della Germania dell’Est, Teja Kremke. Un tributo all’amore, alla libertà, all’abbattimento delle barriere. Si danza non solo su un amore naufragato per sempre, ma anche perché i muri non siano, oggi, causa di nuove sofferenze, dolori, addii.
Prosa: Ritorna Orson Welles. Il suo revival avviene con le parole e con il fisico del possente Giuseppe Battiston in cui si ‘reincarna’ l’autore di “Quarto Potere”, riconosciuto come uno dei più bei film della storia. Orson Welles’ Roast, scritto da Michele De Vita Conti, che è anche regista, e lo stesso Battiston, è una produzione della Fondazione Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Imaie. Sembrerà, mercoledì 22 luglio, al Teatro Ristori alle ore 20, di trovarsi di fronte a Welles in carne e ossa: accappatoio di spugna, bianco, extralarge, barba folta e l’immancabile sigaro fra la dita. Ecco a voi il redivivo regista. Di che cosa parlerà? Aneddoti, pensieri, i suoi film, la sua vita. Le ipotesi sono tante. Di certo si sa che l’attore Battiston insieme a De Vita hanno lavorato allo spettacolo di prosa a partire da una selezione di interviste rilasciate da Welles. Si ripercorre la biografia del cineasta, al pari delle sue idiosincrasie, prima fra tutte quella per l’immagine.
A restituire attualità alla storia del secolo appena trascorso sarà la compagnia slovacca Divadlo Alexandra Duchnovi?a, in prima nazionale, in La Musica di Karol Horák (mercoledì 22 luglio, ore 22, chiesa Santa Maria dei Battuti, ore 22), leader, negli anni ’60 e ’70 di una fra le formazioni maggiormente attive nell’area del teatro studentesco e indipendente, quella dell’Università Pavol Jozef Safarik di Prešov.
MitteIincontri: Il faccia a faccia con i protagonisti del festival si rinnova tutti i giorni alle 11, al caffè San Marco: mercoledì 22 luglio la stampa e il pubblico potranno ascoltare un’anticipazione di Voglio essere libero con il coreografo Michele Merola e potranno conoscere Marta Bevilacqua, coreografa e regista di Nervi – il corpo eroico, in prima nazionale, oltre alle interpreti Anna Giustina e Valentina Saggin che si esibiranno giovedì 23 luglio, alle 22, al convitto P. Diacono. Conduce gli incontri il direttore artistico Walter Mramor. Alle 12 il testimone passa a un leader che ha vissuto la cortina di ferro e anche il post crollo del comunismo: l’ex premier nella Romania dopo l’era Ceausescu, Petre Roman, parlerà, alle ore 12, caffè San Marco, sui nuovi muri, intervistato dal giornalista Stefano Mensurati, ideatore e conduttore di Radio City.

MittelImmagini: la rassegna documentarista prosegue, alle ore 21.30 in Foro Giulio Cesare, con i frammenti di un viaggio in Palestina-Israele, il road-movie Route 181, firmato dal palestinese Michel Khleifi e dall’israeliano Eyal Sivan che continuano il loro viaggio segnato dalla linea di separazione del muro d’Israele. Nella giornata dell’omaggio a Nureyev, anche MittelImmagini dedica al ballerino russo la pellicola firmata Claudio e Dino Risi Rudolf Nureyev alla Scala, del 2005 (inizio ore 23) che s’incentra sui trent’anni di storia ed emozioni: il ballerino rivive nelle immagini inedite degli archivi della Scala e nei ricordi di amici e partner.

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