Aperitivo a Grado

Mittelfest: 25 luglio

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mittel-094Beethoven-day: sabato 25 luglio il Mittelfest, al suo penultimo giorno di marcia, elogia un grande interprete delle note con due spettacoli che spaziano dai quartetti all’inno ufficiale dell’Unione Europea. La sensucht ritorna protagonista con i racconti drammatici di esilii forzati e di abbandoni necessari; da malinconiche storie d’amore all’universo mitteleuropeo di Franz Kafka; alla caduta del muro di Berlino rappresentato attraverso un percorso di danza al di qua e al di là della divisione materiale. A meno due giorni dalla conclusione del festival internazionale, il sabato ‘mittelfestiano’ si arricchisce di tutti gli influssi della grande Europa declinati secondo i generi dell’arte.
Musica: Omaggio al primo grande romantik della storia d’Occidente che ha traghettato la musica dal classico al romantico. Il sipario si alza sulla vita e le opere di Beethoven cui sabato 25 luglio viene dedicato un tributo speciale con ben due spettacoli che si preannunciano carichi di emozioni. L’Orecchio di Beethoven (ore 17.30, chiesa di San Francesco) è una fotografia musicale sulla biografia del musicista, raccontata in cinque scene e cinque tempi, con la voce narrante di Massimiliano Finazzer Flory e il quartetto d’archi composto da Fulvio Liviabella (violino), Rodolfo Cibin (violino), Giorgio Baiocco (viola), Marco Radaelli (violoncello). Massimiliano Finazzer Flory, noto autore e interprete teatrale, oltre che saggista ed editorialista E Assessore alla Cultura del Comune di Milano, cura rassegne culturali sul territorio nazionale: il suo nome è legato a In viaggio con Virgilio, il racconto dell’Eneide, e lo Specchio di Borges, opere di cui è al tempo stesso regista ed attore. L’orecchio dell’anima di Beethoven si farà sentire attraverso cinque quadri: la vita e le opere, ritratto fisico e umano, sonata a Kreutzer, il testamento di Heiligenstadt. Il musicista di Bonn si potrà ‘leggere’ seguendo l’itinerario: opere 18, 59, 131, 130, un percorso coronato dalla versione quartettistica dell’Inno alla Gioia, preludio sublime che anticipa il pathos che si potrà sperimentare alle 21, nel convitto nazionale P. Diacono, con LA NONA DI BEETHOVEN suonata dalla Philarmonie der Nationen di Berlino. La compagnia tedesca farà vibrare la capitale longobarda eseguendo quello che viene definito l’inno alla fratellanza universale, alla corrispondenza di anime ed intelletti, messaggio che s’inserisce perfettamente nella colonna portante della 18.ma edizione del festival. Si parla di libertà, di comunione, condivisione: opera immortale arricchita con le liriche ispirate da Schiller e ritrovamento di un linguaggio a una sole voce, non a caso scelto come vocabolario comune per la patria europea, in grado di far ritrovare intelletti ed anime delle varie nazioni.
Prosa: L’angoscia dell’esodo, il dolore lancinante dell’esilio forzato, la nostalgia di casa: la storia della famiglia dei Karin assurge ad epopea di un intero popolo in fuga nel romanzo breve di Irène Némirovsky, nata a Kiev nel 1903, figlia di un ebreo russo di origini francesi: il suo Come le mosche d’Autunno  (produzione Mittelfest 2009 per MittelFest e Benevento Festival)  con Maria Ariis, Marco Casazza, Francesco Migliaccio, Maurizio Repetto, Gloria Sapio, mette in scena, alle ore 19.30 nella chiesa di Santa Maria in Corte, oltre allo stile riconoscibilissimo dei romanzi russi dell’800, la fuga di molti intellettuali costretti a dire addio alla loro amata terra. E’ la storia toccante di Tat’jana Ivanova, balia in una famiglia russa: ad un certo punto la microstoria si fa macrostoria non appena i destini dei protagonisti vengono investiti dalla Rivoluzione. Inizia la marcia sofferta a Marsiglia, Parigi, ma Tat’jana non riesce a scordare gli inverni russi, i lunghi corridoi, le sconfinate sale da ballo. Molto più di un romanzo quello della  Némirovski, visto che si rispecchia la sua personale biografia: nel 1917 la sua famiglia deve lasciare San Pietroburgo per rifugiarsi in Francia dove Iréne inizia la carriere di scrittrice: il suo primo romanzo è David Golden.
Dalla lontananza struggente che fa rimpiangere luoghi e affetti della patria perduta a racconti in grado di superare gli steccati del tempo e dello spazio: la nuova edizione per Mittelfest e Benevento Festival Malinconia delle Scimmie mette a fianco il racconto di Franz Kafka (Una conferenza accademica) e il lavoro dello scrittore inglese Ian McEwan (Diario di un primate in cattività) sul palcoscenico del teatro Ristori alle 22.30. Gianpaolo Poddighe e Gianluca Ferrato tentano un’operazione di incontro fra due scrittori soltanto apparentemente lontani nel tempo: il racconto di Kafka, pubblicato per la prima volta nel 1917 sulla rivista Jude, narra di una scimmia che, di fronte ai membri di un’accademia appunto, spiega il suo percorso di inserimento nella società degli uomini. Un’apparente emancipazione visto che il traguardo finale è deludente e, tutto sommato, la scimmia preferiva restare fra i suoi simili, evitando di perdere le sue origini. Dall’altra parte, McEwan fa parlare sempre una scimmia che deve lottare con il sentimento – umanissimo – della depressione che attanaglia la sua dolce metà, una scrittrice che consuma le ore sulla macchina da scrivere per catturare l’ispirazione. Entrambi i racconti mettono in luce i limiti della natura umana e l’origine dell’uomo: bestia evoluta ma malinconica e depressa.
Danza: La formazione italo-tedesca Movingtheatre.de, nata nel 1997 su iniziativa di Achim Conrad e Bernd Sass, porta sulla scena la prima nazionale Site Specific, per la coreografia di due italiani – Massimo Gerardi ed Emanuele Soavi – che hanno creato le coreografie in collaborazione con il regista, attore e drammaturgo Achim Conrad. La compagnia italo-tedesca, in cooperazione con il Festival “Sommerblut”/Colonia e con il sostegno del comune di Colonia, cerca di far riflettere sulle conseguenze e sui molteplici significati prodotti da un muro, primo fra tutti quello di Berlino, ma in maniera ideale, sugli effetti e le esperienze delle barriere materiali e metafisico-simboliche. Gli spettatori, alle ore 23, al convitto nazionale P. Diacono, saranno fisicamente divisi in due gruppi e dovranno operare una scelta: seguire soltanto uno dei due performer. Alla fine tutti potranno conoscere ‘l’altra parte’, ciò che si trova oltre il muro in una coesistenza universale che sarà riuscita ad eliminare gli ostacoli. Si tratta di una performance multidisciplinare, in un mix fra danza, teatro e installazioni multimediali. “Gerardi e Soavi – scrive il quotidiano di Colonia RundSchau – sono alla ricerca dei veri sentimenti nell’anima delle due Germanie; la performance ci insegna, o ci obbliga, a cambiare prospettive e punti di vista sulle cose”. I due ballerini si muoveranno in due quadri scenici distinti: il primo all’interno di un quadro restrittivo dove sono in vigore pesanti limitazioni alla libertà e ai diritti, il secondo all’interno di una società apparentemente pro libertà, caratteristicamente post-industriale. Entrambi però arriveranno al rifiuto della propria condizione.
Teatro di Figura: Il delicato rapporto fra crisi economica e tagli alla cultura viene affrontato nello spettacolo che si svolge alle ore 18, alla chiesa Santa Maria dei Battuti, Come gli Etruschi uscirono dalla crisi, atto unico ideato e messo in scena da Gigio Brunello e Gyula Molnar. E’ l’ultima puntata della saga di Ginetto Coniglio: lo spettacolo è nato per volontà del CTA di Gorizia che ha chiesto a Brunello di analizzare una tematica specifica: i tagli alla cultura, in un contesto generale in cui la cultura non sembra avere lo spazio che meriterebbe, soppiantata dalla cattiva maestra televisione e dal superfluo. La scena è quella di un povero Arlecchino a cui hanno tagliato la testa: cade a pezzi, non ha più risorse, è senza maschera: il suo volto viene solcato dalle rughe, spunta la barba bianca, è al capolinea. Che fine farà il sostegno alla cultura? Verrà mangiata dal coccodrillo?
MittelIncontri: Il programma prevede per l’ultimo faccia a faccia con i protagonisti del festival una conversazione, alle ore 11, al caffè San Marco, con Gigio Brunello che racconterà il dietro le quinte del teatro di figura, insieme al direttore artistico Roberto Piaggio: a condurre l’incontro il critico teatrale Roberto Canziani. Alle ore 12 ultimo appuntamento con “Prove d’Europa”: il giornalista e vicedirettore del Tg5, Toni Capuozzo, intervista l’ex ministro degli esteri sloveno Dimitrij Rupel, in un incontro coordinato dal caporedattore dell’Ansa del Friuli Venezia Giulia, Alfonso Di Leva, sul tema Vent’anni dal muro: emozioni della storia, presagi di futuro.
Mittellimmagini: Il filone-Koepp viene riproposto con l’ultimo filmato, sabato 25 luglio, a partire dalle 21.30, Neues in Wittstock (Novità da Wittstock), film sulle grande trasformazioni che si sono registrate dopo l’abbattimento del muro e sui cambiamenti sociali e culturali intercorsi, in special modo analizza la vita delle operaie della fabbrica di Wittstock dopo la fine del muro. La rassegna del 25 luglio, oltre all’omaggio a Koepp, riserva, alle 23, una pellicola francese Live-Berlin, firmata Robert Kramer.

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