Aperitivo a Grado

Mittelfest: 26 lug

facebook

mittel 09Il messaggio globale di fratellanza e unione fra le genti chiuderà il cartellone di MittelFest 2009, con un epilogo che ribadisce l’abolizione di tutti i muri e le divisioni. A simboleggiare la condivisione di sogni, speranze, parallelismi d’intenti  è il gran galà di danza con nomi internazionali: l’evento speciale appositamente creato per coronare la 18.ma edizione del festival sarà un invito,  sinuoso come i passi di danza, ma al tempo stesso deciso, a superare le distinzioni. Balleranno artisti di tutte le nazionalità e di tutte le provenienze, in un amalgama di culture, tradizioni e linguaggi. Prima che le luci serali facciano risplendere questa parata di stelle,  una lunga serie di densi appuntamenti si snoderanno nella giornata conclusiva: da una prima assoluta di prosa, alla conclusione della trilogia ideata da Marco Maria Tosolini, passando per le note dell’Albania con il Coro Polifonico di Tirana, l’invasione sovietica di Praga e l’Orchestra di fiati di Gorizia, un evento speciale inserito ex novo nel calendario dell’ultima giornata.
Prosa: Un’esplorazione dentro il teatro che assurge a lezione di vita e a spunto di riflessione per cercare rapporti di significanza con il reale. La prima assoluta Eclisse Totale nasce da un romanzo della scrittrice nata a Sacile, Pia Fontana, e scomparsa recentemente: lo spettacolo che si svolge alle 20.30 nel Convitto Nazionale Paolo Diacono, per la regia di Franco Però, indaga i comportamenti che ci impongono la società e ci pongono in conflitto interiore, in un’instabilità frutto di scelte non fatte, rinviate o casualmente occorse. Un viaggio nel cinismo degli atteggiamenti, nelle decisioni spesso improvvise, fatali, incalcolabili e nel destino comune rappresentato dal momento dell’eclisse che ognuno vivrà a modo suo e immagina secondo le sue aspettative. Protagonisti una coppia di mezza età, una signora da poco vedova e un giovanotto in cerca di avventure (Omero Antonutti, Valeria Ciangottini, Alessandra Raichi, Gualtiero Burzi).
Dalla difficoltà delle relazioni umane, del passaggio-scambio fra generazioni lontane che tentano un confronto, dalla pesantezza dei destini che s’incrociano, alla riattualizzazione di un evento storico che ha segnato per sempre il destino di Praga e rivivrà momenti tragici nell’opera, in prima assoluta, La mia primavera di Praga, in scena alle ore 19, al Teatro Ristori, nato in occasione del quarantennale di una stagione riformista bloccata dalla repressione, icona del teatro civile. Agli albori del socialismo reale, del volto riformista del socialismo ‘umano’, incoraggiato dalle riforme avviate da Alexander Dub?ek. Lo spettacolo – firmato da Jitka Frantova, che recita come attrice – è una produzione Farhneheit 451 Teatro e vede insieme Italia e Repubblica Ceca: vanta il riconoscimento giunto dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il pubblico, a quarant’anni dalla primavera di Praga, ritornerà con la memoria a quei fatti: ai primi mesi del  ’68 quando la Cecoslovacchia, dopo un periodo di quasi libertà, dovrà fare i conti con l’invasione dei carri sovietici Per il regista, Daniele Salvo, lo spettacolo si pone come un “piccolo gesto umano per ricordare una persona che non c’è più e un periodo storico archiviato troppo in fretta”.
Musica: Capitolo conclusivo per la trilogia Musiche dall’Inferno ideata da Marco Maria Tosolini: l’ultimo atto (ore 18, castello Canussio), nella Roma fascista e nell’Italia del dopoguerra, ha come tema LiberArti FuturIsmi AntiDeologic: Si racconta un evento eccezionale: visto che nel 1942, al teatro dell’Opera di Roma, viene messo in scena, nonostante fossero in vigore le leggi razziali del 1938, l’opera “Wozzeck” di Alban Berg, con sovvenzioni statali. Il recital svela altre storie dimenticate della musica in Italia spesso collegata, attraverso veri e propri geni oscurati, alla grande tradizione europea (Busoni, Respighi, Casella, Ghedini, Dalla piccola), ma anche all’Oriente più visionario incarnato da Scelsi.
Dagli sprazzi di libertà, spesso negata, alle melodie che fanno risuonare luoghi e colori di una terra intrisa di evocazioni mitteleuropee: l’Albania. La musica etnico-religiosa albanese catturerà il pubblico alle 18.45 nel Santuario di Castelmonte: il Coro Polifonico di Tirana, una delle realtà corali con maggior appeal dei Balcani, fonde melodie magiche, sacrali e misteriche, svelando un mondo sconosciuto. Fondato nel ’90, il Coro ottenne nel 2005 il riconoscimento dall’Unesco di “Patrimonio culturale dell’Umanità”. Inoltre, un fuori programma allieterà la giornata di domenica: alle ore 17 l’Orchestra Civica di Fiati “Città di Gorizia” diretta dal maestro Giorgio Magnarin suonerò nella chiesa di San Francesco. In programma il “Nabucco” di Verdi, “Robin Hood” di Kamen, la sinfonia “Leichte Kavallerie” di F. Von Suppè, “Celtic Flutes” di K. Gable, “Rapsodia in blu” di G. Gershwin.
Danza:  Per la prima volta nella storia del Mittelfest la danza ha potuto beneficiare di un percorso tutto suo, grazie alla volontà precisa di valorizzare quest’arte. Nel segno della danza calerà il sipario sulla 18.ma edizione del MittelFest, quasi un messaggio benaugurale, visto che ballerini provenienti da tutto il mondo si esibiranno in un grand galà d’eccezione, a partire dalle ore 22, dando vita a forme, colori, movimenti che si fonderanno in una comunicazione univoca: contro le differenze, contro le separazioni, contro le distinzioni. La kermesse “Stelle della nuova Europa” (Piazza Duomo, ore 22.00) è curata da Daniele Cipriani e vede la presenza di étoiles internazionali come Silvia Azioni, Maxim Beloserkovski, Denys Cherevychko, Irina Dvorovenko, Olga Esina, Maria Iakovleva, Bojana Nenadovic Otrin, Giuseppe Picone, Oleskandr Ryabko, Vladimir Shishov. A dirigere l’Orchestra Mitteleuropea sarà il maestro Alfondo Scarano. La produzione vede la Big Frog Entertainment, l’Orchestra Mitteleuropea e MittelFest 2009. I passaggi coreografici più cool sono tratti da ballets quali Giselle, il Lago dei Cigni, Don Chisciotte, Raymonda. Danzeranno insieme, in una danza metaforicamente mitteleuropea, artisti italiani e internazionali provenienti dai maggiori teatri del mondo. Da Mosca a Vienna, da Amburgo a Parigi, passando per New York.  Un viaggio nella danza europea con uno sguardo privilegiato verso la scuola russa; un tributo alla danza come fonte di dialogo per la nuova Europa.

364