Aperitivo a Grado

“Note Nuove” con i turchi Baba Zula

babazula.jpgvenerdì 9 novembre 2007, ore 21 Teatro Palamostre, P.le Diacono – UDINE
Finalmente al via la serie di appuntamenti musicali che l´Associazione Culturale Euritmica dedicherà alle nuove espressioni musicali, dal pop al jazz, al rock e world music, nell´ambito del programma di ScenAperta.
Il primo appuntamento è in programma venerdì prossimo con il gruppo turco BABA ZULA, protagonista di uno show di musiche e immagini assolutamente affascinante.

BABA ZULA
La metropoli di Istanbul può essere considerata una porta che mette in comunicazione due realtà storicamente molto diverse tra oriente e occidente, e nel corso della sua lunga storia, è stata luogo di incontro e mescolanza di diverse anime culturali ed etniche, fase che continua ancor oggi.
“Quando hai la possibilità di crescere con la musica di Zeki Müren e dei Pink Floyd e non ti riconosci pienamente in nessuno dei due, allora non hai altra scelta che trovare il tuo cammino”. Ed è proprio questo spirito e questa ricerca che guida la musica dei Baba Zula.
Sono passati più di dieci anni da quando hanno cominciato a fare della sperimentazione sonora il loro marchio di fabbrica: nati a Istanbul nel 1996, i Baba Zula (il nome significa nel gergo della capitale turca “papà pusher”) sono formati da Levent Akman (percussioni, strumenti ritmici, ninnoli), da Murat Ertel (voci, saz, il tradizionale liuto turco, e altri strumenti a corda) e Cosar Kamçi al darbuka e percussioni. I tre, unendo strumenti orientali come il darbuka, il saz elettrico (primo e unico strumento tradizionale turco ad essere stato elettrificato) con suoni elettronici e moderni, sono senza dubbio riusciti a trovare la soluzione necessaria a istituire il ponte musicale tra oriente ed occidente, creando una musica del tutto peculiare da loro stessi ribattezzata “Oriental dub”. Come ci sono riusciti? Con un sound incredibilmente innovativo.
Il primo pilastro è costruito sull’eredità musicale delle generazioni passate e proveniente dal cuore di Istanbul, espressione in musica della passata tradizione sufi-islamica, e della musica anatolica preislamica, dei tempi degli sciamani. L’ampio arco è formato da un insieme di suoni naturali, registrati in presa diretta e poi campionati.
Il secondo pilastro è ancorato all’anima che da sotto emerge, ovvero quel rock’n roll di stampo occidentale preso a piene mani dagli anni settanta e riletto in chiave moderna, con elementi elettronici che hanno ampliato gli orizzonti ed elevato ad una nuova dimensione la Turkish Folk Music.
Un brano dei Baba Zula nasce in modo davvero intrigante: si parte da un gioco di improvvisazione e rielaborazione il cui risultato viene poi codificato, attraverso registrazioni e ripetizioni, fino a definire gli elementi base delle loro composizioni, i temi, le melodie, lo stile. A un suono progressivo e al tempo stesso viscerale, ad un’ossessione ritmica e ad uno spiccato senso della melodia, si accompagnano spesso dei testi politicamente espliciti, tanto che ben cinque canzoni del loro penultimo disco sono state proibite dalla radio e dalla televisione nazionale turca, fra le quali “Galiba hamileyim (Penso di essere incinta)” e “Ozgür ruh (Spirito libero)”.
I Baba Zula fanno uso di questa “improvvisazione” anche nei concerti, nella videoarte e nelle installazioni ed in tutte le altre forme d’espressione che entrano nel loro spettacolo grazie alla collaborazione dei numerosi artisti che spesso li affiancano nelle loro esibizioni. E’ del 2004 infatti l’innesto della disegnatrice “live” Ceren Oykut come membro fisso della band: la sua presenza sul palco ha aggiunto un importante aspetto visivo, di stampo “club culture”, alle prestazioni live del gruppo.
Grazie anche alla presenza di affascinanti “belly dancers”, i Baba Zula infatti si presentano ai fans con uno show live davvero unico fatto di un mix di discipline artistiche che vanno dalla danza, alla poesia, al teatro, all´animazione, ottenendo una scintillante festa audio-visiva.
Il gruppo, che fin dagli esordi ha cercato collaborazioni da musicisti esterni ospitati sia negli album che nei concerti, è stato accompagnato nel corso degli anni da grandi nomi come Selim Sesler e Husnu Senlendirici (al clarinetto), dalla cantante canadese BrennaMacCrimmon (specializzata nella musica folk balcanica), da Okan Ozpoyraz e Fahrettin Aykut (alla batteria), da Tuncel Kurtiz e Ahmet Ugurlu (attori famosi in patria e musicisti di spessore), da Ralph Carney da San Francisco (sassofonista), dalla diva Semiha Berksoy (la prima cantante dell’Opera turca e disegnatrice) oltre che da Fred Frith e Jaki Liebezeit. Le collaborazioni per cui sono più noti in Europa sono tuttavia quelle con musicisti “occidentali”, come il celebre mago del dub Mad Professor, che ha prodotto due loro dischi, “PsychoBelly Dance Music” e il più recente “Belly Double”, dopo essersi occupato di grandi nomi come Massive Attack, The Orb e Lee Perry; o quelle con altri due noti musicisti giamaicani come Sly Dunbar e Robbie Shakespeare, con i quali la fusione creativa di ritmi e sonorità reggae e tradizione orientale ha ulteriormente spinto in avanti l’evoluzione della loro musica. Ulteriori influenze sono derivate dal loro recente tour in Giappone che li ha avvicinati alla musica dell’estremo oriente.
La discografia dei Baba Zula è composta da cinque dischi. L’album di debutto “Tabutta rovasata = Sommersault in the coffin” (1996) include la colonna sonora originale del primo film del regista Dervis Zaim che porta lo stesso nome; il secondo, del 1999, “Three plays from seventeen pieces”, comprende le musiche create per gli spettacoli “Il piccolo principe”, “Frog Tales” e “Kitchen accidents”.
Dopo “Psychebelly dance music” del maggio 2003, il quarto album “Duble Oryantal” viene realizzato nel 2005 e rappresenta il culmine di anni di spericolate avventure musicali, annoverando come al solito un talentuoso ed eclettico cast di supporto. Oltre a Dunbar e Shakespeare, va ricordato Alexander Hacke, bassista del gruppo tedesco “Einsturzende Neubauten” e dei “City Solution”, Ozkan Ugur, artista rock-pop e Mehmet Gureli, nella triplice veste di scrittore-disegnatore-musicista.
Con “Roots”, realizzato quest´anno, i Baba Zula tornano alla loro formazione originale. Questa produzione viene definita dai critici come “piena di divertimento, eccitazione, vigore, eccentricità, originalità e tradizione… proprio come Istanbul”. Nell’album le influenze della tradizione turca si amalgamano con importanti lavori di compositori e scrittori come Neset Ertas e Pir Sultan Abdal.
L´impegno del gruppo però non si limita solo al campo della musica fine a sé stessa, ma anche alla sua applicazione alle arti visive. I rapporti con il cinema e il teatro sono infatti da molto tempo una costante del lavoro dei Baba Zula, che hanno realizzato diverse colonne sonore per film e pièce teatrali. La loro esperienza musicale è stata inoltre al centro del documentario “Crossing the bridge” del regista Faith Akin dedicato alla realtà musicale della capitale turca e vincitore della Palma d´Oro a Cannes.
La band ha inoltre partecipato ha numerosi festivals musicali come il Roskilde in Danimarca, il Sofia Film Festival, l’Arezzo Wave Festival e molti altri.
Il tour autunno-inverno 2007 è partito il 22 settembre da Gent, in Belgio, e continuerà fino al 29 novembre per un totale di 18 date, di cui soltanto due in Italia: a Catania e a Udine. Il tour toccherà anche Francia, Germania, Austria, Slovenia, Bosnia, Serbia e Turchia.

BIGLIETTI
Biglietto intero ¤ 18.00
Biglietto ridotto ¤ 15.00
Biglietto studenti ¤ 12.00

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