OGM: Coldiretti, gli italiani non li vogliono

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In merito alla sentenza emessa dalla Corte di giustizia europea in materia di Ogm, Coldiretti Fvg, in linea con la posizione nazionale, sottolinea come il caso sollevato nel 2014 dall’agricoltore friulano Fidenato si riferisce a un quadro normativo superato dalla legislazione vigente. Il nostro Paese, precisa il presidente regionale di Coldiretti Dario Ermacora, si colloca infatti tra i tanti Stati membri dell’Ue che hanno vietato la semina di Ogm sulla base della direttiva comunitaria approvata nel 2015.

«La nostra perdurante contrarietà alle coltivazioni Ogm – sottolinea Ermacora –, come rileva il nostro presidente nazionale Roberto Moncalvo, è legata a questioni di sicurezza ambientale, ma soprattutto al fatto che esse perseguono un modello di sviluppo che è alleato dell’omologazione e va in direzione opposta alla tutela e alla valorizzazione del made in Italy».

L’agricoltura italiana – ricorda inoltre Coldiretti nazionale – è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e con la decisione – conclude la Coldiretti – di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene peraltro in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea.

Un’indagine Coldirettyi/ixé divulgata proprio in occasione della sentenza della Corte di giustizia europea, conferma tra l’altro il “no” di quasi 8 italiani su 10 (76%) al biotech nei campi.

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