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E’ di omicidio l’ipotesi al centro delle  ndagini dei carabinieri dopo il ritrovamento del corpo di Eufemia Rossi, 56 anni, di Latisana avvenuto la mattina del 2 aprile verso le 9  sull’argine di un canale a Cesarolo, tra San Michele e San Vito al Tagliamento.

3apr – Il convivente di Eufemia Rossi, la barista di 56 anni di Latisana (Udine), uccisa e trovata sull’argine di un canale a San Michele del Tagliamento (Venezia), e’ stato posto in stato di fermo stamani dai carabinieri di Portogruaro e Venezia. L’uomo, Gianni Lirussi, 65 anni, e’ stato sottoposto dai militari a un lungo interrogatorio cominciato ieri e protrattosi tutta la notte. Ma, secondo quanto si e’ appreso, ha tenuto sempre un atteggiamento non collaborativo, senza confermare ne’ peraltro smentire le proprie responsabilita’ davanti agli inquirenti. Sono in corso accertamenti tecnici su diversi aspetti, volti in particolare a chiarire la scena del crimine.

La denuncia della scomparsa della donna, che gestiva un bar nell’ospedale di Latisana dal 1972 ,era stata fatta dal convivente. Sul corpo  sono state trovate tracce di sangue “C’é una forte probabilità che il delitto sia stato perpetrato in provincia di Udine”. Lo hanno riferito fonti investigative dei carabinieri della compagnia di Udine. Per questo motivo nella località dove è stato rinvenuto il cadavere di Eufemia Rossi è in corso un sopralluogo da parte del comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Udine, Fabio Pasquariello, e del sostituto procuratore di Udine Maria Caterina Pace.



E’ confermata l’ipotesi che a causare il decesso della donna sia stato l’intervento di terzi e che quindi si proceda per omicido.  I militari hanno  sentito e stanno continuando a sentire alcune persone, tra le quali il convivente della donna, Gianni Lirussi, assicuratore in pensione, originario di Pozzuolo. Era stato proprio quest’ultimo che ieri ne aveva denunciato la scomparsa. Al momento, secondo quanto si è appreso da fonti investigative, non sarebbe stato ancora deciso alcun provvedimento restrittivo. Ad un primo esame medico, il corpo non presenta segni evidenti di ferite da arma da taglio, ma mostra colpi alla testa e tumefazioni al volto.

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