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Onde Mediterranee: Sabato 12 Luglio

onde.jpgOnde Mediterranee e il Comune di Monfalcone insieme per il Centenario del Cantiere Navale con il concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio in Piazza della Repubblica a Monfalcone sabato 12 luglioDopo l’enorme successo della seconda Notte Bianca Mediterranea, un maremoto di oltre 30.000 persone che ha allegramente invaso e sconvolto la tranquilla Monfalcone, Onde Mediterranee non poteva avere conclusione migliore con un concerto, ad ingresso libero, straordinario e molto atteso: quello dell’acclamata Orchestra di Piazza Vittorio, in programma sul grande palcoscenico di Piazza della Repubblica, sabato 12 luglio, con inizio alle 21.30.

Questo grande evento, che celebra il Centenario del Cantiere Navale ed è realizzato in sinergia con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Monfalcone, rappresenta una sintesi perfetta dello spirito di questa manifestazione, giunta all’undicesima edizione, che ha sempre saputo trovare codici di pace e di dialogo attraverso la musica e le arti e che è cresciuta fino a diventare una delle kermesse più seguite, originali, dinamiche e propositive del Friuli Venezia Giulia.

Piazza Vittorio a Roma, quartiere Esquilino, un coacervo di culture, di suoni, di fragranze esotiche e sapori; gente tutta diversa eppure tutta uguale.

La storia è iniziata qui, da un gruppo di artisti, cineasti, musicisti e scrittori, che nel 2002 ha fondato l’associazione Apollo 11 per salvare lo storico Cinema Apollo dalla sua trasformazione in sala Bingo, con la volontà di trasformarlo in una sorta di laboratorio creativo multidisciplinare.

Mario Tronco, ex membro della Piccola Orchestra Avion Travel, crede da subito all’idea di un’orchestra multietnica e riesce a creare un gruppo composto da una ventina di musicisti provenienti da comunità e culture diverse, ognuno con i suoi strumenti e il suo bagaglio di musica popolare, un meltin-pot di tradizioni, memorie e nuove sonorità, strumenti sconosciuti, melodie magicamente universali, voci del mondo, insomma. L’Orchestra di Piazza Vittorio rappresenta un’esperienza forse unica al mondo, che assegna all’Italia un primato di cui essere fieri. Nel 2007 l’Orchestra ha infiammato il pubblico newyorkese del Tribeca Film Festival di Robert De Niro, ricevendo applausi a scena aperta e un’interminabile ovazione finale.

È la prima ed unica orchestra, nata con l’auto-tassazione di alcuni cittadini, che ha creato posti di lavoro e garantito permessi di soggiorno per eccellenti musicisti provenienti da tutto il mondo. Questi musicisti rappresentano l’incarnazione perfetta di un mondo ideale e multiculturale in cui le differenze sono finalmente solo un valore aggiunto. Basta guardarli tutti insieme, sul palco, per comprendere quanto sia possibile portare un messaggio di fratellanza e di pace ben più efficace di proclami, comizi e dibattiti televisivi.

Ma al di là del suo valore politico e sociale l’Orchestra si fa portatrice di un contenuto musicale e artistico unico, e lo fa promuovendo la ricerca e l’integrazione di repertori musicali diversi e spesso sconosciuti al pubblico italiano, costituendo anche un mezzo di recupero e di riscatto per musicisti stranieri che vivono a Roma a volte in condizioni di emarginazione culturale e sociale.

L’Orchestra in questo senso ha ottenuto un importante risultato: stabilire nel tempo un rapporto di continuità attraverso un contributo minimo garantito ai musicisti. L’obiettivo finale è la creazione di un’orchestra multietnica stabile che rappresenti al meglio questo mondo eterogeneo.

L’Orchestra di Piazza Vittorio è anche un pluri-premiato film documentario diretto da Agostino Ferrente, proiettato nel corso della Notte Bianca Mediterranea, in Piazza Falcone e Borsellino lo scorso 5 luglio. Si tratta di un’opera che racconta la genesi dell’orchestra in uno straordinario miscuglio multietnico di storie, umanità e musica.

Quando l’orchestra inizia a suonare, però, tutta la retorica va a farsi benedire, travolta dalla forza di una musica che non lascia scampo tanto è carnale e viscerale, più forte di qualunque discorso sul “buono” e sul “giusto” possa venire in mente. Una musica densa di suggestioni che riesce ad essere allo stesso tempo libera ed organizzata, legata alle tradizioni e rivolta verso il futuro. Musica che fa battere il tempo a chiunque, capace di catturare ogni gamma di orecchio, dal più raffinato al più distratto. Musica da canticchiare, da ballare, da gustare in santa pace. Musica di tutti, per tutti; un sound che riunisce ipnotiche sonorità indiane e ritmi incalzanti sudamericani, matrici blues e calde vocalità africane.

L’Orchestra di Piazza Vittorio è un “prodotto” senza target, una meravigliosa anomalia nel mare contaminato del pop che non può essere incasellata in nessuna categoria di comodo. C’è un modo solo per capire e godere della loro musica: liberare la mente ed ascoltare.

L’orchestra di Piazza Vittorio è:

Houcine Ataa (Tunisia, voce)

Peppe D’Argenzio (Italia, sax baritono, clarinetto basso)

Evandro Cesar Dos Reis (Brasile, voce, chitarra classica, cavaquinho)

Omar Lopez Valle (Cuba, tromba, flicorno)

Awalys Ernesto “El Kiri” Lopez Maturell (Cuba, batteria, congas, mani, piedi e cori)

John Maida (Stati Uniti, violino)

Eszter Nagypal (Ungheria, violoncello)

Gaia Orsoni (Italia, viola)

Carlos Paz (Ecuador, voce, flauti andini)

Pino Pecorelli (Italia, contrabasso, basso elettrico)

Raul “Cuervo” Scebba (Argentina, marimba, glockenspiel, congas, percussioni varie)

El Hadji “Pap” Yeri Samb (Senegal, voce, djembe, dumdum, sabar, shaker)

“Kaw” Dialy Mady Sissoko (Senegal, voce, kora, piede)

Giuseppe Smaldino (Italia, corno)

Ziad Trabelsi (Tunisia, oud, voce)

Mario Tronco (Italia, direttore artistico, piano fender)

Onde Mediterranee Associazione Culturale

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