Palmanova: mura, nuovi crolli; il sindaco “Soldi bloccati da mesi”

palmanovaCome Comune troviamo grandi difficoltà nell’utilizzare i fondi messi a disposizione dallo Stato e della Regione FVG. Cinque milioni di euro già stanziati, che però non possiamo utilizzare per le grandi difficoltà nel trovare l’accordo con il Segretariato regionale del MIBACT per il FVG. Sono davvero arrabbiato a vedere la nostra città, patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO, subire questa sorte. Basta burocrazia, bisogna agire subito perché i tempi per la progettazione e la concretizzazione sono di per se lunghi”. Con queste parole il Sindaco di Palmanova Francesco Martines esprime tutta la sua rabbia dopo i nuovi crolli subiti dalla cinta muraria della città stellata, a seguito delle ingenti piogge di questi giorni. Alcuni metri delle mura, a lato di Porta Udine, sono infatti stati danneggiati da una frana.

“I cittadini non capiscono come sia possibile che un bene di tale valore storico possa subire questi danni. Io, in prima persona, come primo rappresentante del Comune ci metto la faccia e sento il malumore crescente delle gente a causa di questi crolli. Per questo continuo a chiedere al Ministero e Regione che nominino un commissario per velocizzare l’iter dei lavori e poterli far partire quanto prima. Già il crollo dell’ottobre 2016 ci è costato 250.000 euro per la sola messa in sicurezza di un immobiliare. Altra soluzione sarebbe quella di girare tutti i fondi al Comune (attualmente 2 milioni sono in capo all’Amministrazione comunale mentre 3 sono di diretta gestione della Soprintendenza). Siamo pronti a farci carico della responsabilità dei lavori. Ma serve agire in fretta. Se io avessi avuto tutti i fondi, l’iter progettuale sarebbe già partito”.

La proposta è che il Comune svolga il ruolo di stazione appaltante e si occupi dei progetti e della realizzazione delle opere. Mentre alla Soprintendenza rimanga il compito di direzione dei lavori. Il protocollo d’intesa siglato tra Serracchiani, Franceschini e Martines chiede di condividere il percorso per utilizzare le risorse.

“Sono mesi che discutiamo con il Segretariato regionale del MIBACT per il FVG e Soprintendenza le modalità di intervento da attuare ma nulla si sta muovendo. Non si trova una forma giuridica che possa andare bene. Con l’allungarsi dei tempi, rischiamo di perdere il finanziamento. E questo sarebbe un danno incalcolabile”.

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