Palmanova Outlet Village: mostra d’arte contemporanea “Emozioni in segno”

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Il mese dell’amore porta con sé una nuova collettiva al Palmanova Outlet Village. Da martedì 9 a lunedì 29 febbraio 2016 la clientela della cittadella dello shopping friulana potrà, tra un acquisto e l’altro, visitare la nuova ed eclettica temporanea d’arte contemporanea “Emozioni in segno”.

Quattro i grandi maestri del panorama nazionale ed internazionale esporranno al Village: Gianni Borta, Giorgio Celiberti, Piero De Martin, Nello Taverna.  Nello specifico: Gianni Borta presenterà una decina di opere grafiche dai colori avvolgenti e incanterà con le sue esplosioni floreali; Giorgio Celiberti esporrà una decina di grafiche polimateriche sul tema dei cuori e presenterà, in anteprima  assoluta per i clienti del Village – la nuova collezione di gioielli-scultura; il maestro orafo e scultore Piero De Martin esibirà l’estrosità delle sue creazioni caratterizzate da forme che rappresentano spazialità, armonia e ricerca e, infine, Nello Taverna trasporterà i presenti nel magico mondo dei monocromi.

La collettiva, curata da Elisabetta Cudicio  di Spazio Arte28, sarà aperta dal lunedì al venerdì, dalle ore 14.30 alle ore 19.00, e nelle giornate di  sabato e domenica, dalle ore 10.30 alle ore 19.00.

Sponsor dell’esposizione, oltre al Palmanova Outlet Village, è l’olio extra vergine di oliva Oriamia.

 

 

BIOGRAFIA GIANNI BORTA

É considerato un protagonista di quella che è ormai conosciuta come arte naturalistica; per i temi trattati e i risultati conseguiti, comincia ad essere visto come un caposcuola. Espone dal 1961.  Ha partecipato a 850 esposizioni in Italia ed all’Estero(Biennali, Trivenete, Quadriennale, Nazionale di Roma, Suzzara, Arte Fiera di Bologna, Expo Levante a Bari, Kunstmesse 1979 a Basilea, Fiera di Wash – Art Fair Washington (U.S.A.), 15ª Biennale Internazionale di Grafica a Lubiana (SLO), “Mithos Italien” e “Kunst aus Italien” (dal futurismo alla Transavanguardia) a Müchen, 1° Grand Prix Alpe Adria Galerija Tivoli a Lubiana, Fiera Internazionale di Francoforte, Fiere d’Arte di Padova, Vicenza e Artes di Udine, Tüyap Istambul Art Fair Mak-Kunst Wien 96. Biennale di Grafica a Cracovia) conseguendo 220 affermazioni tra premi nazionali ed internazionali.

Ha tenuto 160 personali nelle principali città (Milano, Genova, Roma, Bologna, Venezia, Verona, Firenze, Trieste, Padova, Torino, Bruxelles, New York, Londra, Parigi, Caracas, Monaco di Baviera, Rosenheim, Heidelberg, Grenoble, Lione, Amsterdam, Basilea, Solingen, Praga, Istambul, Vienna. In campo internazionale ha partecipato a mostre in Austria, Jugoslavia, Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti d’America, Svizzera, Australia, Belgio, Venezuela, Argentina, Olanda, Ungheria, Repubblica Ceca, Turchia ecc. Sue opere in musei, Enti e Istituti Pubblici.  Dedicate alla sua opera trasmissioni radio televisive. Numerose le opere d’arte realizzate in edifici pubblici: mosaici in scuole, piazze, monumenti, case circondariali, ospedali, impianti sportivi e giudiziari. Notevole l’attività anche come grafico, disegnatore, illustratore di libri, manifesti e riviste. La sua attività è  documentata presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia e l’Archivio per l’Arte italiana del Novecento, a Firenze “Kunsthistoriches Istitut in Florenz”.

 

BIOGRAFIA GIORGIO CELIBERTI

È uno degli ultimi artisti viventi ad aver partecipato alla prima Biennale di Venezia del dopoguerra, quella curata dal critico Rodolfo Pallucchini. Inizia a dipingere giovanissimo, imponendosi subito per la sua originalità di linguaggio tanto che, appena diciannovenne, partecipa alla Biennale di Venezia del 1948. Si iscrive al Liceo Artistico di Venezia e poi frequenta lo studio di Emilio Vedova. Grande amico di Tancredi con il quale condivideva la ricerca pittorica di impronta informale in opposizione all’accademismo. Nei primi anni Cinquanta si trasferisce a Parigi, dove rimane per due anni, e qui entra in contatto con i maggiori rappresentanti della cultura francese; vince poi una borsa di studio a Bruxelles che gli permette di approfondire le sue ricerche sull’Avanguardia. Dopo questo periodo di studio, parte per Londra per poi spostarsi negli Stati Uniti, dove soggiorna in Messico, a Cuba, in Venezuela; da queste esplorazioni ne deriverà quel repertorio di segni che poi rielaborerà negli anni successivi. Durante questo periodo di viaggi continua comunque ininterrottamente la sua attività espositiva nelle gallerie italiane. Nel 1965 l’artista riceve un forte impatto emotivo dalla visita al campo di concentramento di Terezin, vicino a Praga, dove migliaia di bambini ebrei prima di essere trucidati avevano lasciato, testimonianze toccanti della loro tragedia. Da quella esperienza realizza il ciclo che lo rende noto al grande pubblico: quello dei “Lager”, costituito da tele preziose per impasti e per cromie, tanto spesse e materiche da proporsi già in forma di bassorilievi. A questi seguono, negli anni Settanta, i “Muri antropomorfici”, opere in cui l’ archeologia entra nella pittura in modo diretto e in cui il tentativo dell’artista è quello di placare l’angoscia per la guerra, per l’ingiustizia sull’uomo, per i pericoli della tecnologia. Da qui derivano i lembi di muri visti nelle celle dei campi di concentramento, in quelle tracce, unica memoria di esistenze annullate. A partire dai primi anni Sessanta Celiberti si  dedica anche alla scultura, fino a produrre negli ultimi 15 anni grandi sculture in bronzo, acciaio e pietra. La sua curiosità creativa lo ha portato a dedicare la sua attività artistica anche alla grafica originale, con una produzione molto qualificata di incisioni in bianco e nero e di serigrafie astratte, anche a colori, molto spesse e materiche.

 

 

 

 

 

Ha esposto in tutto il mondo: Strasburgo, Bruxelles, Salisburgo, Milano, Ferrara, Londra, Torino, Düsseldorf, Roma, Madrid, Parigi, Genova, Venezia, Bologna, Trieste, Livorno e Chicago. Dal 1989 al 1991 ha realizzato un grande affresco presso la Sala Congressi dell’Hotel Kawakyu Shirahama, in Giappone. Nel 1997 è la volta di Villa Manin a Passariano, nel 1998 espone una personale alla Galleria Angel Orentsanz di New York, al Museo di St. Paul de Vence e al Museo di Zagabria. Nei due anni successivi si svolgono sue mostre a Umago, Lubiana e Monaco di Baviera. Nel 2003 Celiberti vince il Premio Sulmona e nel 2004 la sua città natale, Udine, gli dedica una ricca retrospettiva ospitata al Teatro “Giovanni da Udine”.

 

BIOGRAFIA PIETRO DE MARTIN

Nato a Castions di Strada (UD), vive e opera a Codroipo (UD). È docente di arte orafa presso il Liceo Artistico “Giovanni Sello” di Udine, nella sezione design del gioiello. Il maestro riesce a esternare in ogni opera plastica, soprattutto nelle terrecotte policrome, la preziosità tipica dei suoi gioielli. L’andamento fluido delle composizioni e la sovrapposizione dei piani creano un impatto visivo dalla suggestiva scansione spaziale, instaurando un rapporto dialettico tra i materiali utilizzati. Le sue “pittosculture” denotano una forte connotazione caratteriale nel dimostrare che l’opera plastica vive di vita propria. Grazie all’irradiazione energica del colore steso sulla superficie con grande leggerezza, il connubio tra il rigore compositivo e il lirismo si rivela armonioso e misurato al tempo stesso. Piero De Martin è conosciuto per l’estrosità delle sue creazioni caratterizzate da forme che rappresentano spazialità, armonia e ricerca. Nel 1986, in occasione del decennale del terremoto in Friuli, realizza la scultura in oro per l’Onorevole Giuseppe Zamberletti e nel 1991 la medaglia per la cittadinanza onoraria conferita dall’Amministrazione Comunale di Codroipo al Cardinale Glemp.

 

BIOGRAFIA NELLO TAVERNA 

Nato nel 1950 a San Giorgio di Nogaro (UD). Inizia a dipingere giovanissimo ed espone già alla fine degli anni 60. Al suo lavoro si sono interessati autorevoli critici in giornali, riviste, cataloghi d’arte, trasmissioni televisive. Ha esposto in tutta Italia e all’estero, in Gallerie, Musei e Sale espositive pubbliche e private.

È presente in vari cataloghi d’arte della Mondadori, de Agostini e altre case editrici. La sua opera è conosciuta a livello internazionale. Abbandonata la pittura di maniera, negli anni ’80 lo vedono immerso in una sperimentazione di forme e materiali diversi quali: terra, sabbia, sale, cera, cenere e ceramica.

Verso la fine degli anni ‘80 il suo lavoro si concentra sulla ricerca dell’energia e dell’armonia dei movimenti dell’acqua della sabbia e del vento. In quel periodo ha inizio un’attività collaborazione con importanti Gallerie italiane e la diffusione nel mondo di affiches delle sue opere con le “ARTI GRAFICHE RICORDI”.

Nel 1998 l’incontro in Toscana con il gallerista Tiziano Forni di Bologna segna un sodalizio professionale di fiducia che lo porta ad esporre in molte città italiane.

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