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Per ripulire dai rifiuti abbandonati la A28, 80 mila euro all’anno

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Cittadini e imprese scaricano le immondizie nelle scarpate che fiancheggiano l’autostrada. Batterie esauste, materassi, armadi e perfino eternit

Una quantità di rifiuti per chilometro trenta volte superiore rispetto a quella normalmente prodotta dall’utenza sul resto della rete autostradale gestita da Autovie Venete; raddoppio della frequenza settimanale della raccolta rifiuti; 80 mila euro circa all’anno di esborso in più il costo economico sostenuto dalla Concessionaria. Sono i numeri che disegnano il quadro di un’abitudine quasi radicata nell’area del pordenonese, dove rifiuti di tutti i generi vengono scaricati ai bordi dell’autostrada A28 dai “pendolari della spazzatura”, privati cittadini, ma anche imprese, che abbandonano di tutto nelle scarpate che fiancheggiano il nastro d’asfalto. Un’abitudine incivile che negli ultimi quattro anni registra un trend in costante crescita (+ 20 % all’anno), dovuto – probabilmente – all’introduzione della raccolta differenziata spinta avviata dalla Provincia e dai Comuni limitrofi. Certo, scaricare rifiuti indifferenziati, vecchi materassi, armadi, batterie esauste e perfino eternit a lato dell’autostrada non costa: tanto qualcuno ci penserà poi a ripulire! Il colmo è, in linea con la nuova filosofia di pensiero che furoreggia ormai in Italia, che sotto accusa non viene messo chi sceglie di trasformare i bordi dell’autostrada in una sorta di discarica a cielo aperto, ma la Concessionaria che non ripulisce abbastanza velocemente. Autovie Venete appalta il servizio di pulizia di tutta la rete autostradale (carreggiata e pertinenze) a ditte esterne, che ogni settimana provvedono a raccogliere le immondizie e – periodicamente – a spazzare e lavare la sede viabile, sfalciare l’erba, potare le siepi, effettuare insomma tutti quegli interventi di manutenzione indispensabili per mantenere la pulizia, il decoro, e anche la gradevolezza dell’ambiente che circonda l’autostrada. Nell’area attraversata dalla A28 il servizio è stato raddoppiato e la raccolta viene effettuata due volte alla settimana. Non soltanto. Gli ausiliari alla viabilità, gli operai della manutenzione d’urgenza e gli operatori che gestiscono il servizio, segnalano tempestivamente la presenza di rifiuti considerati “anomali”, che vengono rimossi al massimo entro 24 ore, compresi quelli pericolosi. Al fine di essere tecnicamente preparata alla rimozione tempestiva di ogni tipo di rifiuto pericoloso sversato o abbandonato nelle pertinenze autostradali, Autovie Venete ha organizzato, mediante imprese esterne specializzate, un apposito servizio di pronto intervento ecologico, in grado di assicurare la messa in sicurezza in emergenza in tempi brevissimi. Ebbene, l’impegno della società per garantire un livello di igiene e sicurezza ambientale qualitativamente elevato, sono numerosi i casi in cui le piazzole e le scarpate, appena ripulite dalle immondizie abbandonate, vengono nuovamente riempite nell’arco di pochi minuti. Ci sono perfino “padroncini” , gli autotrasportatori che lavorano per conto terzi, che usano questi spazi come luogo prediletto dove scaricare la merce scaduta e non consegnata. Se i trasgressori, fino ad ora, hanno beneficiato di una sorta di impunità, con l’introduzione del “pacchetto sicurezza 2009” e del Nuovo Codice della Strada, le sanzioni sono state inasprite e le multe possono arrivare fino a 500 euro per gli utenti privati e fino a 25 mila euro per le imprese. Qualora l’abbandono di sostanze pericolose provochi inquinamento del suolo, oltre alla sanzione verrà imposto il ripristino delle condizioni ambientali iniziali, pena l’apertura di un procedimento penale. Pochi sanno che oltre alle Forze dell’ordine, le sanzioni possono essere comminate anche dal servizio di vigilanza di Autovie Venete abilitato a questo compito. Diversi trasgressori sono già stati “colti in flagrante” e Autovie Venete ha programmato, per i prossimi mesi, l’intensificazione del servizio di controllo. Purtroppo l’unico strumento deterrente in questi casi di manifesta inciviltà, resta l’alleggerimento del portafoglio

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