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Pordenone: uccide un cervo, denunciato un bracconiere – FOTO

PORDENONE, 01/10/2013 – La Polizia Locale della Provincia di Pordenone, nel mese di settembre, ha messo a segno una serie di blitz nel territorio alpino e nelle campagne della pianura pordenonese. Tre le persone denunciate. I risultati delle operazioni antibracconaggio sono stati illustrati questa mattina dal dirigente dott. Samuele Grandin, colonnello comandante del Corpo di Polizia Locale e dall’assessore provinciale alla caccia, pesca e sicurezza Stefano Zannier che, ha sottolineato come, «i risultati ottenuti siano l’ennesima dimostrazione dell’efficenza del Corpo di Polizia Locale della Provincia di Pordenone». «Questa è senza dubbio la migliore risposta – ha aggiunto Zannier – a tutte le critiche che, a sproposito, spesso vengono strumentalmente elevate». Il dirigente Grandin ha inoltre osservato come, solo uno dei tre soggetti deferiti all’autorità giudiziaria sia cacciatore.

BLITZ AL PARCO NATURALE DOLOMITI FRIULANE – L’operazione più eclatante è stata portata a termine nella notte tra sabato e domenica, in località San Martino, nel Comune di Erto e Casso, all’interno del Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane. Il servizio predisposto dal colonnello Grandin, mirato al contrasto del fenomeno del bracconaggio nel territorio alpino, ha portato al rinvenimento, all’interno del Parco di un esemplare di cervo femmina adulto da poco abbattuto. Gli agenti, dopo aver predisposto un appostamento, alle 4 del mattino di domenica, notavano un fascio di luce artificiale posto ad illuminare i prati circostanti alla ricerca di animali selvatici. Alle prime luci dell’alba, gli operatori notavano una persona che giungeva sul luogo dove era posizionato il cervo abbattuto. Subito dopo la persona si allontanava e dopo pochi minuti giungeva in loco con una slitta di legno, (attrezzo usato tipicamente in montagna per il trasporto di materiale) per caricarvi la cerva trascinandola sino alla propria abitazione. A quel punto scattava il blitz e la confessione da parte dell’uomo dell’abbattimento dell’animale la sera precedente. Quindi, duranti i controlli di polizia giudiziaria, il ritrovamento (ed il sequestro) all’interno dell’abitazione del bracconiere dell’arma utilizzata per l’abbattimento, nello specifico una carabina di calibro 22 munita di silenziatore auto costruito, con relativo caricatore contenente 6 proiettili e ed il bossolo a vuoto del colpo sparato. Gli agenti provvedevano a contestare al bracconiere la detenzione illegale di arma comune da sparo, l’alterazione di arma comune da sparo, l’utilizzo di mezzo vietato per l’esercizio venatorio, l’abbattimento di un esemplare di cervo femmina adulto all’interno del Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane.

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OPERAZIONE NELLO SPILIMBERGHESE – Altro deferimento all’autorità giudiziaria risale allo scorso 26 settembre quando, nella pedemontana spilimberghese (nella zona di Travesio) durante una azione di caccia, un cacciatore è statp “pizzicato” e denunciato per l’abbattimento di un esemplare di cervo maschio adulto al di fuori del periodo di caccia consentito per la specie. Anche in quel contesto, gli agenti in servizio hanno provveduto al sequestro della carcassa del cervo, e del fucile calibro 30.06 munito di ottica d’ingrandimento e relativo bossolo della cartuccia sparata.

OPERAZIONE A SACILE – Un ultima operazione è stata portata a termine con successo nel Comune di Sacile lo scorso 27 settembre quando, durante un servizio di vigilanza venatoria, gli agenti delle Polizia provinciale rinvenivano lungo una siepe, in un fondo agricolo, la presenza di una rete da uccellegione(10 mt x 2 mt). A lato della rete, era posizionata una gabbia contenente un esemplare di tordo bottaccio usato come richiamo. A seguito di un puntuale appostamento, nelle prime ore del mattino, ujn uomo veniva colto sul fatto, mentre era intento a sistemare la rete. Gli accertamenti di polizia giudiziaria successivi, hanno portato al ritrovamento presso la sua abitazione di 4 reti da uccellagione, di cui è vietata la detenzione, alcuni esemplari vivi di avifauna tra cui un lucherino, 2 merli, 3 tordi sasselli, tutti detenuti illegalmente in quanto privi di anello inamovibile di riconoscimento. Gli agenti provvedevano subito alla liberazione dell’avifauna abile al volo e al deferimento del bracconiere all’autorità giudiziaria. Al bracconiere veniva contestato il reato di uccellagione, detenzione di specie cacciabili e non cacciabili detenute illegalmente.

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