Aperitivo a Grado

Pradè: “Serviva un elettroshock”

“Non è stato facile per me parlare con Davide Nicola e il suo staff: anche nel calcio esistono i rapporti interpersonali, e questa è stata una decisione difficile da prendere. Ho letto oggi sui giornali che prendiamo decisioni alla leggera, ma posso assicurare che qui c’è tutto fuorché leggerezza. Sono due mesi che dico di eliminare polemiche futili, chiedendo di concentrare le forze di tutti per arrivare alla salvezza. Questo è il momento per capirlo fino in fondo. Oggi a tutti – e quando dico tutti intendo tutti, dallo spogliatoio ai media – serviva un elettroshock. Arriva sotto forma di un allenatore dalle caratteristiche forti, un allenatore che ha esperienze internazionali, dalle idee tecniche che si sposano con quelle dell’Udinese. Ribadisco per l’ennesima volta che la famiglia Pozzo mi ha preso per prendere delle decisioni e intendo prenderle fino in fondo. Non ci conoscevamo, io e Igor, prima di ieri, ma la sua personalità e la sua conoscenza del calcio hanno subito attirato la mia attenzione. Quest’anno non avrà gli stessi problemi che ha trovato l’anno scorso grazie al buon lavoro svolto dal tecnico precedente, ma a lui chiedo identità e forza. Cerchiamo di raggiungere l’obiettivo salvezza, perché le altre squadre dietro vanno forte, pertanto gli rivolgo il mio più sentito ringraziamento per aver accettato questa sfida. Questa, lo ribadisco, non è una decisione presa con leggerezza, ma con consapevolezza”.

Lei parlava di mentalità: cosa non vi è piaciuto dell’operato di Nicola? 

“Non critico il lavoro svolto da Davide Nicola. Il problema è che ora ho bisogno di dare consapevolezza a tutto l’ambiente. Le decisioni, arrivati a questo punto del campionato, le prende la classifica e i primi che se ne devono rendere conto sono i calciatori. Lo spogliatoio non se l’aspettava: serviva perciò un cambiamento radicale, anche per prendere consapevolezza di quello che stiamo rischiando”. 

Continuiamo a cambiare allenatori. Non ci si credeva abbastanza in Nicola?

“Nessuno credeva che potessimo trovarci nella situazione in cui ci troviamo adesso. Ci serve un allenatore con la “presunzione” di Tudor, la sua grinta e la sua personalità. Non potevamo aspettare oltre, perché ora ci aspettano cinque partite consecutive».

C’è progettualità dietro a questa decisione?

“Io ho detto a Igor: dimostrami in queste undici partite che sei tu l’uomo giusto per l’Udinese”. Abbiamo fatto degli errori e adesso dobbiamo essere bravi a capire quali sono e porvi rimedio. Ora dobbiamo portare la barca in porto, cioè raggiungere la salvezza, e solo dopo si prenderanno delle decisioni”.

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