Aperitivo a Grado

Presentato il Progetto di recupero della “Fornace Zegliacco”

foto-pres-fornace.jpgNella sala consiliare del Comune di treppo grande, gremita di pubblico, è stato recentemente presentato il progetto di recupero della vecchia Fornace di Zegliacco, in comune di Treppo Grande. In apertura il Sindaco Giordano Menis ha ripercorso la storia della fornace, e degli spazi adiacenti, dal momento della sua dismissione, in seguito al terremoto del 1976,  soffermandosi su tutti i tentativi attuati negli anni, da parte dell’Amministrazione comunale, per trovare una destinazione che rimediasse al grave stato di degrado in cui versa la struttura. All’incontro erano presenti Roberto Molinaro, Assessore regionale alla Cultura, ed Elena Lizzi, Assessore provinciale alla Cultura, che hanno portato il loro saluto complimentandosi tra l’altro per l’iniziativa che sta per avviarsi e trovare concreta realizzazione. Anche l’Amministratore Delegato Policarpo Gallo della società  Land Real Estate, proprietaria della fornace, è intervenuto spiegando le motivazioni che hanno indotto la Società ad impegnarsi nell’intervento.  I progettisti del recupero, Anna Baldo e Valentina Piccino, hanno quindi presentato, a nome della  proprietà proponente, la proposta di intervento di recupero conservativo e nuova edificabilità in un terreno di proprietà situato in Località Zegliacco per una superficie complessiva di mq 87.550. L’area interessata comprende il sedime e gli immobili dell’ex fornace ed uno degli stagni denominati Pozzon. L’intervento prevede, per questa prima fase, il recupero dell’area e il restauro filologico della fornace per destinare una parte, una volta recuperata, a “Museo delle Fornaci”, quindi trasferirla al Comune. Il recupero è per una parte, ma significativa, appoggiato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con un contributo ad hoc per il restauro, sulla base della L.R. 24/97 Archeologia industriale,  per un importo di un milione di euro, vincolato alla cessione di una parte del bene per pubblica utilità. Vale la pena ricordare che all’interno del territorio del Comune di Treppo Grande, in località Zegliacco, fu costruita nel 1946 questa fornace per la produzione di laterizi, da una famiglia di imprenditori di Tarcento, con la prospettiva di produrre mattoni per la ricostruzione postbellica. Già dal 1866, anno di annessione alla giovane Italia della Provincia del Friuli (le attuali provincie di Udine e Pordenone), furono impiantate fornaci del tipo “a fuoco continuo“; il brevetto del fuoco continuo fu presentato all’Esposizione Industriale di Parigi nel 1852 dal tedesco Friedrich Hoffmann, questo ritrovato rivoluzionò in modo inarrestabile l’industria dei laterizi, che da attività artigianale diffusa in tutta Europa, divenne industria vera e propria, poiché il suo sistema prevedeva la cottura continua dei laterizi.Fu proprio in Comune di Treppo Grande che il signor Fabretti, negoziante udinese, decise di edificare una delle prime fornaci a fuoco continuo privilegiato sistema Hoffmann, per mostrare il metodo di cottura rivoluzionario ed economico, rispetto ai precedenti sistemi, acquistando direttamente dall’inventore Hoffmann il brevetto. Tra il 1866 e il 1920 furono costruite in tutto il Friuli poco meno di 50 fornaci del tipo continuo, anche perché la conformazione geologica del terreno offriva ottima argilla atta alla fabbricazione dei laterizi. In sintesi il complesso della fornace è relativamente recente, ma le origini tuttavia sono profondamente radicate nella storia del sito e, per sua stessa natura, la fornace si inserisce all’interno di quella civiltà delle fornaci in Friuli, retaggio ed evoluzione di una tradizione dapprima artigianale e poi industriale secolare. Perché un museo. Non è casuale la scelta di un museo proprio nel momento in cui sembra di assistere ad un moltiplicarsi  incontrollato e incessante di “non luoghi”, estranei ad ogni contesto, prevalenti (si pensi ai centri commerciali) al punto di configurare i territori di appartenenza  come indifferenziati ed omogenei. Con la proposta del museo si vuole invece soffermarsi sul tema dell’ identità del luogo.E’ un’esigenza ormai condivisa e avvertita anche dai più giovani, per conoscere e comprendere le matrici culturali di una trasformazione antropica del paesaggio e degli insediamenti che rappresentano la memoria e l’intima essenza, ovvero l’identità di un luogo.L’identità di un luogo si identifica così con un processo complesso e stratificato nel tempo, denso di eventi, individuali e collettivi, naturali e artificiali, improvvisi accadimenti e lente graduali trasformazioni che hanno prodotto e accumulato manufatti, opere di ogni genere e forma, che tangibilmente rappresentano la traccia sensibile della nostra storia.Si pone inoltre come un modello culturale avanzato, capace di attivare nuovi processi di coinvolgimento di flussi turistici e di opzioni per il tempo libero di massa, un tempo prevalentemente orientati  a nostalgici desideri di ritorno alla natura che sembrano adesso sempre più rivolti ed interessati a quelle esigenze di ricerca e riappropriazione d’identità che si esprime nel rapporto uomo-ambiente-storia.

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