Aperitivo a Grado

Produttore e consumatore sempre più vicini grazie ai “Mercati della terra”

ang_6975.jpgSi chiama “Mercati della terra” e nasce sull’onda del successo riscosso dai farmer’s market, i mercati degli agricoltori. È la nuova iniziativa marchiata Slow Food Italia finalizzata a valorizzare la filiera corta, l’economia locale e la stagionalità dei prodotti, attraverso la creazione di una rete di mercati contadini. Uno di questi, il primo in Friuli Venezia Giulia e il secondo in Italia dopo l’esperienza pilota a Montevarchi in Toscana, verrà attivato a San Daniele del Friuli con cadenza mensile, ogni terzo sabato del mese. Il primo appuntamento, infatti, è per sabato 18 ottobre dalle ore 9,00 sotto la Loggia della Biblioteca Guarneriana (nel centro del borgo). Hanno già confermato la loro presenza 30 aziende agricole (il numero potrebbe aumentare nel corso delle varie edizioni visto che la partecipazione è aperta ma anche ridursi a seconda della stagionalità dei prodotti) con sede nel raggio di una quarantina di chilometri dal capoluogo collinare, rispettando così uno dei parametri sanciti dal disciplinare dell’iniziativa. Molteplici le categorie merceologiche esposte che dovranno rispettare il regolamento stilato da Slow Food Italia. Per i consumatori non ci sarà che l’imbarazzo della scelta visto che sulle bancarelle potranno trovare prodotti caseari e da forno, carni bovine e suine fresche e insaccati, latte, ortaggi, frutta e molto altro ancora proprio come in un supermercato, ma con la certezza di poter acquistare prodotti di stagione, garantiti e distribuiti direttamente dal produttore.

L’iniziativa, che rientra in un partenariato siglato tra la Camera di Commercio di Udine e il Parco Agroalimentare di San Daniele, è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’ente economico. “I Mercati della Terra – ha affermato il presidente Giovanni Da Pozzo – rappresentano un’ulteriore occasione per qualificare il comparto agricolo, cresciuto qualitativamente e attualmente in grande trasformazione, che ricopre un ruolo significativo nella nostra economia. L’iniziativa, sostenuta in gran parte con risorse camerali, consente anche di valorizzare il territorio e le sue eccellenze in una delle cornici storiche più belle della provincia”. Sulle caratteristiche del progetto si è soffermato Giulio Colomba, presidente del Consiglio dei Garanti Slow Food Fvg. “L’obiettivo è avvicinare sempre di più produttori e consumatori; stimolare la creazione di contatti e legami; favorire una maggiore conoscenza delle specificità espresse dal territorio; diffondere la cultura alimentare e diminuire l’impatto ambientale riducendo anche il trasporto delle merci”. Alla presentazione della versione friulana dei “Mercati della Terra” erano presenti pure l’assessore provinciale all’Agricoltura Daniele Macorig, il presidente del Parco Agroalimentare di San Daniele, Gino Marco Pascolini (“Con questo progetto, vogliamo realizzare l’eccellenza produttiva, ambientale ed economica”), Rosanna Clocchiati ed Elsa Bigai, dirigenti di Coldiretti, partner dell’iniziativa. Al progetto collaborano anche il Comune di San Daniele Del Friuli e Confagricoltura.

I “Mercati della Terra” rispondono all’esigenza, diventata pressante negli ultimi anni, di riavvicinare i consumatori ai produttori, la terra alla tavola (con i non trascurabili benefici ambientali): i consumatori trovano bevande e cibi sani, sicuri e con un’origine chiara, avendo la possibilità di conoscere i produttori e chiedere loro informazioni su ciò che acquistano; gli agricoltori si assumono direttamente la responsabilità di ciò che vendono e possono raccontare direttamente le caratteristiche dei prodotti e il lavoro che sta dietro e dentro la loro qualità. Nei “Mercati della Terra” i prezzi sono equi, trasparenti e motivati: ripagano la fatica di chi lavora e le materie prime necessarie per ottenere un prodotto di qualità.

I produttori che aderiscono al “Mercato della Terra” possono unicamente vendere generi da essi stessi coltivati, allevati, raccolti, catturati, conservati, trasformati esibendo un’autocertificazione che documenta il processo produttivo. Oltre agli adempimenti di legge richiesti in relazione all’etichettatura e alla tracciabilità del prodotto, viene incentivata ogni informazione supplementare per “raccontare” il prodotto con attività di educazione ambientale, alimentare e formativa nei confronti del consumatore.

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