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Regeni: mozione di un consigliere di Torviscosa “Brutalità degna delle dittature

regeniTorviscosa, 18 agosto 2017 – A seguito dei recenti sviluppi della vicenda riguardante Giulio Regeni, il consigliere comunale di Torviscosa Mareno Settimo presenta al Sindaco la mozione che trovate in calce. Spiega il consigliere: “Una vicenda atroce che continua ad avere risvolti agghiaccianti: chiunque di noi potrebbe avere un figlio o un fratello o un amico come Giulio ed è fondamentale che ce lo ricordiamo sempre, finché la verità non sarà portata alla luce di tutti. Spero che altre amministrazioni condividano questa mozione o si facciano promotrici di altre iniziative simili da discutere nei nostri consigli comunali, che rappresentano ancora un potente strumento di democrazia e partecipazione”.

Al signor Sindaco del Comune di Torviscosa

Mozione
Oggetto: sviluppi della vicenda Giulio Regeni

Io sottoscritto, in qualità di consigliere Comunale, espongo quanto segue:

premesso che

  • il 25 gennaio 2016 nella capitale egiziana del Cairo scompare, in circostanze non ancora chiarite, il giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, nostro corregionale;
  • il 3 febbraio 2016 il suo corpo senza vita e con evidenti segni di tortura viene ritrovato presso Giza, all’estrema periferia del Cairo;

rilevato che

  • la collaborazione da parte delle autorità egiziane per la ricostruzione dei fatti e l’individuazione delle responsabilità è stata finora scarsa e inefficace, quando non addirittura macchiata da evidenti tentativi di depistaggio che inducono a ritenere verosimile l’esistenza di pesanti connessioni tra gli assassini di Regeni e il governo egiziano;
  • la responsabilità istituzionale dell’Egitto nel rapimento e nell’omicidio di Regeni è avanzata da più fonti, tra cui di recente il New York Times, che non solo individua come esecutori i servizi segreti egiziani, ma afferma anche che la Casa Bianca aveva fornito pesanti prove in merito al Governo italiano;
  • nonostante le indagini non abbiano finora portato a risultati significativi e l’atteggiamento delle autorità egiziane non sia fondamentalmente mutato, il Governo italiano ha deciso, alcuni giorni or sono, di rimandare in Egitto il proprio ambasciatore che era stato richiamato in Italia nell’aprile 2016 proprio in risposta alla evidente ritrosia egiziana a chiarire i fatti;

considerato che

  • Giulio Regeni si trovava in Egitto per motivi di studio connessi al dottorato di ricerca in Politiche internazionali che gli era stato conferito dall’Università di Cambridge, realtà accademica il cui prestigio non lascia dubbi sulle qualità e capacità del giovane ricercatore e sulla valenza delle sue ricerche;
  • proprio come Giulio, decine di migliaia di giovani italiani qualificati, laureati o diplomati, lasciano ogni anno l’Italia alla ricerca di opportunità lavorative o di studio all’estero, al punto che ogni famiglia italiana è testimone del fenomeno attraverso i propri figli o i figli di amici e conoscenti;
  • Giulio Regeni è stato sottoposto a torture di una brutalità degna dei peggiori sistemi repressivi e delle peggiori dittature;
  • le organizzazioni di difesa dei diritti umani, in primis Amnesty International, denunciano la gravissima condizione dell’Egitto e hanno accertato che nel corso del 2016 le “autorità hanno fatto ricorso ad arresti arbitrari collettivi”, “hanno sottoposto centinaia di detenuti a sparizione forzata”, “hanno torturato e maltrattato detenuti”, “hanno fatto ricorso a un uso eccessivo e letale della forza durante le normali operazioni di ordine pubblico”;
  • tra l’Egitto e l’Italia esistono importanti relazioni economiche in grado, purtroppo, di condizionare anche le relazioni politiche e diplomatiche;
  • l’Egitto, per la fortunata collocazione geografica e l’importante patrimonio archeologico, si propone all’Italia anche come destinazione turistica;
  • la recente decisione del Governo italiano e, parimenti, l’iniziativa del Comune di Trieste, che ha rimosso dalla facciata del Municipio lo striscione promosso da Amnesty International “Verità per Giulio Regeni”, lasciano immaginare che questa infame vicenda potrebbe essere col tempo dimenticata e confermano che la richiesta di verità non può essere delegata alle sole istituzioni;

chiedo che il Sindaco, la Giunta e l’intera Amministrazione Comunale si impegnino:

  • a confermare vicinanza e solidarietà alla famiglia di Giulio Regeni;
  • a prodigarsi nei confronti della cittadinanza per mantenere viva la memoria sulla vicenda, richiamando in particolare l’attenzione sul fatto che Giulio Regeni, figlio di questa terra, rappresenta tutti i nostri figli;
  • a esprimere al nuovo ambasciatore italiano in Egitto la richiesta per un impegno coerente e risoluto nella ricerca della verità;
  • a invitare la cittadinanza ad esprimere il proprio dissenso nei confronti sia del sistema repressivo instaurato in Egitto sia delle recenti decisioni del Governo italiano richiamate in premessa, escludendo l’Egitto dalle proprie mete turistiche almeno finché quel paese non dimostri di voler fattivamente collaborare per stabilire la verità sull’atroce morte di Giulio Regeni.

Torviscosa, 18 agosto 2017                                                      Mareno Settimo
Consigliere Comunale

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