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SALUTE: INAUGUARATO IL CAP DI MANZANO A SERVIZIO DI 24MILA CITTADINI

Manzano, 1 dic – “Abbiamo avviato un vero cambiamento
culturale: la realizzazione di una riforma attraverso la quale,
grazie anche ai Centri di assistenza primaria (Cap), non è più il
cittadino che gira attorno alla sanità, ma è il sistema sanitario
che deve girare intorno ai nostri cittadini”.

Con queste parole la presidente della Regione Friuli Venezia
Giulia Debora Serracchiani è intervenuta oggi a Manzano
all’inaugurazione ufficiale del Cap che serve i Comuni di
Buttrio, Premariacco, San Giovanni al Natisone, Corno di Rosazzo
e Manzano, per una platea di oltre 24mila abitanti.

La struttura, che oggi ha avuto il suo battesimo ufficiale ma che
è già operativa da ottobre, offre in primo luogo un servizio di
orientamento per gestire al meglio le problematiche afferenti
alla salute della persona. La contemporanea presenza dei medici
di medicina generale e degli specialisti, integrati in un modello
organizzativo che li vede condividere le fasi di cura del
paziente, viene incontro alle esigenze delle fasce più fragili,
come i malati cronici e gli anziani.

Anche l’operatività, garantita dalle otto di mattina alle otto di
sera dal lunedì al venerdì e due ore al sabato, più la notte dal
servizio di guardia medica, fa del Cap un presidio strategico
idoneo a rispondere ai bisogni dei cittadini.

In questa prospettiva, proprio attraverso il lavoro dei Centri di
assistenza primaria, l’ospedale verrà sempre più riservato agli
acuti, come ha evidenziato il direttore sanitario dell’Azienda
sanitaria universitaria integrata (Asui) di Udine, Giampaolo
Canciani.

Particolare soddisfazione è stata espressa dall’assessore
regionale alla Salute Maria Sandra Telesca, la quale ha
sottolineato come i Cap rappresentino la miglior risposta a chi
parlava della riforma sanitaria come di un libro dei sogni.
“Stiamo portando avanti – ha affermato Telesca – un’idea nuova di
gestione della salute dei cittadini che prevede un sistema nel
quale i Cap non siano solo un luogo fisico, ma un modo di
lavorare dove tutti gli operatori dialogano confrontandosi fra di
loro”. Evitando, fra l’altro, in questo modo, che debba essere il
singolo paziente a informare i diversi medici del proprio
percorso diagnostico e delle cure intraprese.

“Tutto ciò che stiamo realizzando – ha detto ancora l’assessore
Telesca – lo dobbiamo in primo luogo alla professionalità e alla
competenza delle risorse umane impiegate nel sistema sanitario
regionale”.

A tal riguardo il direttore generale dell’Asui di Udine Mauro
Delendi ha messo in rilievo il valore aggiunto
dell’organizzazione del Cap, ovvero quello “di far parlare ai
medici un linguaggio comune: in questo modo riusciamo a fare
squadra e non competizione”.

Ma è stata la presidente Serracchiani, infine, ad indicare la
prevenzione quale uno dei prossimi progetti da portare avanti nei
Cap, anche attraverso una costante opera di informazione rivolta
ai cittadini per favorire corretti stili di vita all’interno di
un puntuale monitoraggio medico.
ARC/GG/ppd

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