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Salvatores verso l’ultimo ciak di “Come Dio comanda”

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salvatores.jpgGabriele Salvatores si avvia verso l’ultimo ciak del suo nuovo film “Come Dio comanda” (previsto per i prossimi giorni) e sceglie il Friuli per raccontarne storia ed emozioni. «È un film di suspense – ha detto in serata a Maniago (Pordenone), sede delle ultime cinque settimane di lavorazione – con una trama molto coinvolgente. Ti prende all’inizio – ha raccontato – e non ti molla fino alla fine».

«Dal punto di vista stilistico – ha spiegato Salvatores – ho potuto provare delle cose nuove e applicare a un thriller, di genere, come questo, tecniche di ripresa molto contemporanee e nuove, come le macchine a mano, il fatto di poter girare a 360 gradi, lasciare gli attori a volte liberi di improvvisare». Per il regista vincitore del premio Oscar, «questa pellicola é un punto di arrivo per certe cose – ha sottolineato – che avevo fatto, ma un punto di partenza per qualcosa che spero di poter fare ancora. Un film molto caldo anche se ambientato in un posto molto freddo». Salvatores ha sottolineato la bellezza del Friuli, dove ha girato il film tratto dall’omonimo romanzo di Nicolò Ammaniti, autore al quale il regista si era già ispirato per “Io non ho paura”. «In questi due libri – ha spiegato Salvatores – si racconta una cosa molto importante: il passaggio dall’età infantile, adolescenziale, a quella adulta, e in particolar modo il distacco da chi ti protegge, cioé dai genitori. Un distacco – ha concluso – doloroso, ma necessario».

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