Aperitivo a Grado

Siria: intervento militare “alleato” imminente – DIRETTA Al Jazeera

facebook

Il presidente Barack Obama prevede che il Congresso darà il via libera all’intervento militare in Siria. “Lo sono”, ha risposto il presidente alla domanda se si sentiva fiducioso sull’esito del dibattito parlamentare. Obama, riferisce il sito Politico, ha parlato prima di un incontro alla Casa Bianca con alcuni membri chiave del Congresso, in vista del dibattito sull’intervento contro il regime di Damasco.

QUI DIRETTA ALJAZEEERA

 

“Questo non è L’Iraq e non è l’Afghanistan – ha detto il presidente Usa – si tratta di un passo limitato e proporzionato che manderà un messaggio non solo al regime di Assad, ma anche agli altri Paesi che avessero intenzione di mettere alla prova le regole internazionali, su quali sarebbero le conseguenze”.

Lo speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, il repubblicano John Boehner, ha annunciato il suo sostegno alla richiesta del presidente Barack Obama al Congresso per l’autorizzazione all’intervento militare in Siria. Lo riferisce il sito Politico.

“E’ qualcosa che gli Stati Uniti devono fare – ha detto Boehner, al termine di un incontro alla Casa Bianca con Obama, riferendosi all’intervento militare contro il regime di Damasco – Sosterrò la richiesta del presidente per un’azione e credo che i miei colleghi dovrebbero farlo anche loro”. Secondo lo speaker della Camera, “si deve rispondere all’uso di queste armi (chimiche) e solo gli Stati Uniti hanno la capacità di fermare Assad e di avvertire gli altri nel mondo che questo tipo di comportamento non sarà tollerato”.

Il presidente francese, Francois Hollande, da Parigi, nel corso di una conferenza stampa con il presidente tedesco, Joachim Gauck, ha affermato che di fronte alle “prove” di un “massacro chimico” la comunità internazionale ha la responsabilità di intervenire.

“Quando avviene un massacro chimico – ha detto Hollande – quando il mondo ne è informato, quando le prove sono fornite ed i responsabili noti, allora ci deve essere una risposta”. Allo stesso tempo, Hollande e Gauck hanno auspicato che sulla Siria “si possa raggiungere una soluzione politica”.

Hollande ha poi annunciato l’intenzione di rivolgersi ai francesi ‘quando avrà in mano tutti gli elementi. Per mercoledì è previsto al Parlamento di Parigi il dibattito sull’ipotesi di un intervento militare in Siria cui potrebbe seguire un voto.

Der Spiegel Online citando una comunicazione riservata ai parlamentari del capo del BND, Bundesnachrichtendienst, Gerhard Schindler, riferisce che una telefonata intercettata da ufficiali di intelligence tedesca confermerebbe le responsabilità del regime di Assad nell’attacco con gas sarin del 21 agosto.

Intanto, resta alta la tensione. Il ministero della Difesa russo ha rilevato il lancio di due missili balistici nel Mediterraneo in direzione est. Il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, ha informato dell’episodio il presidente Vladimir Putin.

Secondo l’agenzia Interfax il lancio è stato rilevato alle 10.16 ora di Mosca (le 8.16 in Italia) dalla stazione radar di Armavir, nel Mar Nero. Un portavoce del ministero della Difesa di Mosca ha riferito che “la traiettoria di questi oggetti andava dalla zona centrale del Mediterraneo verso la zona orientale della costa mediterranea”.

Ma l’ambasciata russa a Damasco, secondo quanto riportano i media russi, ha reso noto che nella capitale siriana non ci sono stati segnali di attacchi missilistici o allarmi.

Un ‘mistero’ forse risolto. Infatti il ministero della Difesa israeliano, riferisce YnetNews, in collaborazione con le forze Usa ha completato con successo un’esercitazione di lancio e intercettazione radar di un missile Sparrow. E’ quindi possibile, secondo la stampa israeliana, che l’avvistamento russo facesse riferimento a questa esercitazione.

Intanto un gasdotto nel nordest della Siria è finito nel mirino di un attacco. Lo rende noto l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana che attribuisce l’attacco a ”terroristi armati”, termine con cui il regime di Damasco indica i ribelli. In seguito all’attacco nella zona di Safira, a nord di Dayr az-Zor, è stato chiuso un impianto che produce 1,5 milioni di metri cubi al giorno di gas.

 

 

 

454