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Solenghi ne: “Le nozze di Figaro”

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solenghiSono due le date a Monfalcone per Tullio Solennghi che interpreta“Le nozze di Figaro” il capolavoro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, l’autore considerato il “figlio teatrale” di Molière, dal quale eredita la genialità, e il “padre teatrale” di Feydeau, al quale insegnerà l’arte del vaudeville. La commedia “Le nozze di Figaro” fu scritta nel 1778, come secondo capitolo della cosiddetta “trilogia di Figaro” (che comprende anche Il Barbiere di Siviglia e La madre colpevole). Tre anni dopo, nel 1781, venne presentata agli attori della Comedie Francaise, che la accettarono per “acclamazione”. Re Luigi XVI la censurò per immoralità, vietandone la rappresentazione per tre anni. Ma, come si direbbe oggi, fu tutta pubblicità gratuita. A Parigi infatti si formò un partito pro-Figaro capeggiato addirittura da Maria Antonietta, che era ansiosa di veder rappresentato il nuovo lavoro di Beaumarchais. Le nozze di Figaro è un’allegra commedia in un mondo che crolla: è l’ultima grande commedia del teatro settecentesco prima della Rivoluzione Francese. Sembra addirittura che Napoleone avesse definito il capolavoro di Beaumarchais “la Rivoluzione in azione”. La storia di Figaro è tutto un equilibrio sopra la follia, dove il teatro diventa lo specchio della storia: la Storia di un mondo sull’orlo di un abisso, ma anche la storia privata di una famiglia in crisi. La famiglia fondata sul matrimonio è, infatti, il tema centrale della commedia. I conflitti familiari, lo scontro tra ciò che è giusto socialmente, e ciò che è sbagliato moralmente, la lotta tra natura e cultura, sono i cardini sui quali si svolge “la folle giornata” de Le nozze di Figaro. (Dalle note di regia di Matteo Tarasco).

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