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	<title>Udine20.it &#187; compagno</title>
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		<title>Udine: Fontanini e Honsell uniti contro la RAI e la mancata programmazione in friulano</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:17:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Provincia on. Pietro Fontanini è tra i firmatari, assieme al sindaco di Udine Furio Honsell, al rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno, al presidente della Società filologica friulana Lorenzo Pelizzo e al Vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine mons. Guido Genero, della diffida inviata ai Ministeri competenti, ad Agcom e alla Rai in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55582" title="fontahonsell" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2012/01/fontahonsell.jpg" alt="fontahonsell" width="630" height="400" />Il presidente della Provincia on. Pietro Fontanini è tra i firmatari, assieme al sindaco di Udine Furio Honsell, al rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno, al presidente della Società filologica friulana Lorenzo Pelizzo e al Vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine mons. Guido Genero, della diffida inviata ai Ministeri competenti, ad Agcom e alla Rai in merito all’inadempienza della sede regionale di quest’ultima relativa alla tutela della lingua friulana. Il documento invita ad adottare tutte le misure necessarie in materia di tutela della lingua “friulana” e, in particolare, a prevedere e garantire la programmazione di trasmissioni televisive in lingua friulana nell’ambito territoriale del Friuli. La diffida, indirizzata ai Ministeri dell’economia e delle Finanze e dell’interno, alla Rai (sede di Roma e di Trieste) nonché all’Agcom, è stata redatta dal Comitato per l’autonomia ed il rilancio del Friuli in collaborazione con il Codacons regionale.<br />
«Il perpetrarsi della mancata attuazione da parte del servizio radiotelevisivo pubblico delle trasmissioni in marilenghe è oltraggioso per la nostra dignità di popolo – tuona Fontanini &#8211; . I diritti di una minoranza linguistica, sanciti a ogni livello normativo, da quello europeo a quello nazionale, continuano ad essere violati. Non vedo perché a fronte di una così puntuale tutela legislativa si voglia continuare con questo atteggiamento offensivo. Certo – prosegue Fontanini – si può buttare tutto nel calderone della crisi, che ci sono cose più importanti. Ma non bisogna dimenticare che il diritto di un popolo a vedere rappresentata la propria identità non è questione marginale. Perché, quando potrebbero essere adottate soluzioni virtuose, si preferisce invece l’immobilismo? Perché anziché applicare la legge, continuiamo a rimanere alle spalle di grandi realtà come quella in Spagna della Catalogna. Lì – aggiunge – vi sarebbe come minimo un’insurrezione popolare se accadesse una cosa del genere». Quanto al contesto nazionale vi sono realtà che non debbono affrontare strade così tortuose per affermare un diritto. «Si pensi al caso “nostrano” della lingua slovena – puntualizza Fontanini -, dove una minoranza meno popolosa rispetto a quella friulana, per il solo non trascurabile fatto di avere alle spalle uno Stato ha un proprio spazio ben definito nelle programmazioni Rai. Una considerazione – sottolinea Fontanini – va poi fatta in riferimento all’attuale quadro normativo nazionale con la determinazione del Governo a voler far scomparire la Province. Che fine farà il popolo friulano se già adesso, con l’esistenza di un ente che in larga parte lo rappresenta, siamo quasi alle barricate per la mera applicazione di leggi in vigore. Quando il Friuli sarà solo “un pezzo” di Regione che fine farà il popolo friulano? La Rai – conclude Fontanini – ci chiede di pagare il canone: stante il fatto che i friulani versano ogni anno regolarmente questa tassa, sarebbe opportuno che, per lo meno, si prevedesse di destinare una parte di queste ingenti risorse per la realizzazione di programmi in lingua friulana».</p>
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		<title>La rettore Compagno diventa sottosegretario? Alle 19 la lista del Governo dirà se è vero</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 13:53:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6338" title="compagno" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/07/compagno.jpg" alt="compagno" width="630" height="391" />A lanciare il gossip, davvero dirompente, è stato il blog &#8220;Il perbenista&#8221; che venerdì ha esploso il colpo: la rettore Cristiana Compagno sarebbe candidata al posto di sottosegretario nel governo Monti. A sponsorizzarla secondo il blogger udinese sarebbe stata l&#8217;area del PD. Aldilà della paternità politica dell&#8217;iniziativa sulla quale peraltro si potrebbe discutere molto a lungo, rimane l&#8217;ipotesi che la rettore dell&#8217;università di Udine possa arrivare a ricoprire un ruolo importante come quello di segretario. A indicarla, senza voletr per forza cercare della politica  potrebbe essere stato il neo ministro all&#8217;ambiente Corrado Clini, già presidente di Area Sceince Park. Più probabile però che la Compagno qualora fosse indicata come sottosegretario andasse a ricoprire un sottosegretariato nel ministero dell&#8217;Istruzione, Università e ricerca sotto la guida del ministro Francesco Profumo.</p>
<p>Inutile dire che oltre alla ridda di voci sul&#8217;immediato futuro della rettore Compagno si è già acceso un ampio dibattito su quello che potrebbe essere il futuro politico della stessa: le voci sul suo conto erano già circolate copiose e andavano sull&#8217;intero arco costituzionale e su tutte le poltrone in scadenza nel 2013: Regione, Provincia, comune. Interpellata al riguardo qualche mese fa la Rettore aveva chiaramente liquidato il discorso con un perentorio &#8220;chiacchiericcio&#8221;</p>
<p>Alle 19 di oggi lunedì 28 novembre da Roma dovrebbe arrivare la lista dei sottosegretari. vedremo se ci sarà anche la Compagno</p>
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		<title>Udine: l&#8217;Università ha risanato i conti. In un anno recuperati 8 mln di euro</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 11:14:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-44754" title="1cristiana_compagno" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/05/1cristiana_compagno-1024x683.jpg" alt="1cristiana_compagno" width="631" height="420" />Udine, 25 maggio 2011 – L’Università di Udine chiude il 2010 cancellando il segno negativo dai propri dati di bilancio, grazie al completo risanamento dei conti dell’amministrazione centrale. Per la prima volta dopo diversi anni, infatti, l’amministrazione centrale chiude l’esercizio 2010 portando l’avanzo dell’amministrazione centrale al 31 dicembre 2010 a + 238 mila euro, recuperando integralmente il disavanzo pregresso che, a fine 2009, era di – 7,8 milioni di euro. Un risultato che nel corso del 2010 è stato raggiunto grazie alla combinazione di diversi fattori. Il disavanzo di bilancio è stato recuperato a seguito dell’attualizzazione dei crediti relativi ai contributi regionali per l’edilizia (per circa 3,4 milioni di euro) cui si aggiunge, ed è questo il risultato più significativo, la realizzazione di un risultato di gestione della parte corrente di + 4,5 milioni di euro. (<a href="http://www.udine20.it/uidne-il-bilancio-della-ricerca-delluniversita/" target="_blank">qui il bilancio della ricerca</a>)<span id="more-44753"></span>Un importo del risultato corrente che è stato conseguito grazie alla prudente politica di bilancio intrapresa che vede una riduzione di spese di 1,7 milioni di euro (in prevalenza spese di personale e funzionamento) e, rispetto alle previsioni di inizio anno, registra più entrate (circa 2 milioni di euro) dovute soprattutto alla premialità sui risultati conseguiti (maggiore Fondo di finanziamento ordinario FFO ed entrate proprie). A questo si è aggiunto un saldo positivo di ulteriori 0,8 milioni di euro nella gestione dei residui (crediti e debiti di esercizi pregressi).</p>
<p>Il 2010 per l’Università di Udine «è stato – commenta il rettore Cristiana Compagno – un anno di sofferti, ma grandi successi, che vedono nel completo recupero del disavanzo di bilancio dell’amministrazione centrale e nella riorganizzazione dipartimentale i risultati più importanti».</p>
<p>«Abbiamo operato – spiega Compagno – con un lavoro costante e all’insegna del percorso riformatore, tutt’oggi in corso, avviato nel 2008 attraverso l’impegnativo piano di rientro, stilato e presentato a fine 2008 al Ministero. Atto questo di grande responsabilità e programmazione, punto di riferimento costante su cui è stata monitorata la situazione economica-finanziaria dell’Ateneo. La nostra Università ha saputo così dimostrarsi dinamica e reattiva, ha confermato di saper fare sacrifici e operare scelte difficili ma necessarie, comunque entro un quadro strategico di mantenimento e riqualificazione degli investimenti nella didattica e nella ricerca, assicurando la sostenibilità delle azioni intraprese all’interno di un quadro di riferimento generale che vede costantemente ridurre i finanziamenti statali alle università».<br />
Alla presentazione dei dati di bilancio consuntivo 2010 sono intervenuti, con il rettore, il direttore amministrativo Daniele Livon e il delegato alla ricerca e trasferimento tecnologico Michele Morgante. Morgante, in particolare, ha esposto i principali risultati raggiunti dalla ricerca d’Ateneo nell’anno 2010, illustrando i risultati relativi alla produzione scientifica, ai finanziamenti alla ricerca e alla forza lavoro della ricerca.<br />
Assegnazioni statali. Nel 2010 è continuato il processo di applicazione della legge 1/2009 di finanziamento al sistema universitario che, a fronte di una riduzione complessiva del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) di sistema del 3,72%, ha visto un incremento dal 7% al 10% della quota di FFO assegnata ai singoli atenei in base a criteri di premialità basati su parametri di misurazione della qualità dei risultati della didattica e della ricerca. L’Università di Udine ha così ottenuto l’1,23% della somma complessiva della quota premiale di FFO a livello di sistema (8,9 milioni di euro rispetto ai 720 complessivamente disponibili), ottenendo un FFO di circa 75 mila euro. «Sono dati – spiega il rettore – che testimoniano come l’Ateneo possa ottenere maggiori risorse nel momento in cui queste sono ripartite a seguito di valutazione dei risultati e non su base storica. Considerando il rapporto tra la quota premiale a valere sul FFO e FFO complessivo assegnato, l’Università di Udine si colloca stabilmente tra le prime dieci università italiane».<br />
Premialità e prospettive. La distribuzione di importi maggiori sulla quota premiale del FFO «è un segnale positivo – sottolinea Compagno – che, tuttavia, compensa solo parzialmente il sottofinanziamento storico del nostro Ateneo». Nonostante tutto, infatti, l’entità di FFO assegnato nel 2010 all’Università di Udine (1,1% di sistema) rimane inferiore di circa il 10% rispetto a quella derivante dal modello premiale (1,23%). A fronte di prospettive non positive dal punto di vista dei finanziamenti alle Università, «il vero snodo da affrontare e perseguire – dice Compagno – è rappresentato dai nuovi sistemi che la legge 240/10 ha individuato per creare un circolo virtuoso che premi gli atenei più efficienti e capaci di ottimizzare la destinazione del finanziamento pubblico a favore della didattica e della ricerca».</p>
<p>Principali azioni 2010<br />
Personale docente e ricercatore. Il 2010 è stato nel complesso un anno di consolidamento dell’organico, risorsa fondamentale per il conseguimento degli obiettivi di produzione culturale e trasferimento delle conoscenze dell’Università. L’ateneo ha portato a termine 19 assunzioni di docenti (8 ricercatori, 5 ordinari, 6 associati) di cui 9 di personale già inquadrato nell’ateneo, a fronte di 31 cessazioni definitive dai ruoli universitari (19 ordinari, 8 associati, 3 ricercatori, 1 assistente). Unico dato negativo è legato alle riduzioni dei finanziamenti ministeriali che hanno comportato il superamento del limite del 90% nel rapporto tra spese fisse e FFO (91,62%) con conseguente blocco delle assunzioni per il 2011. «L’auspicio – dice il rettore – è che il Ministero renda al più presto operativa la disposizione contenuta nella legge 240/10 che prevede la ridefinizione di tale limite che, come dimostrano i dati positivi di bilancio raggiunti, non sembra essere il più adeguato a misurare la sostenibilità finanziaria delle spese di personale».<br />
Personale tecnico amministrativo. Nel 2010 si è concluso il percorso delle stabilizzazioni (che ha portato alla trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato per  12 unità di tecnici amministrativi e 8 collaboratori ed esperti linguistici) ed è proseguita la politica di contenimento dei contratti a tempo determinato. Tenuto conto delle 10 cessazioni di personale , l’organico complessivo del personale tecnico amministrativo (di ruolo e a tempo determinato) è così passato da 555 unità del 2009 a 534 unità nel 2010. «Una riduzione importante – dice il rettore – su cui è difficile ipotizzare ulteriori razionalizzazioni anche alla luce delle ristrutturazioni organizzative in atto». A livello nazionale, infatti, l’Ateneo si colloca al quinto posto nel rapporto tra personale impegnato nel servizio alla didattica e alla ricerca (tecnici amministrativi) e personale docente e ricercatore, «segno di un elevato livello di qualità ed efficienza della nostra macchina organizzativa».<br />
Offerta formativa, supplenze e contratti. Nell’a.a. 2010/2011, anche a fronte dei sempre più stringenti requisiti imposti dalla normativa ministeriale, è proseguito il percorso di riforma e revisione dell’offerta formativa che si è tradotto in una riduzione complessiva di 5 corsi di laurea rispetto all’anno precedente. E’ inoltre continuato l’impegno dell’ateneo nella razionalizzazione delle spese per supplenze e contratti, passate dai 3,2 milioni di euro del 2009 ai 2,3 milioni del 2010 (-27%).<br />
Riorganizzazione della ricerca. L’azione principale realizzata va individuata nel riassetto organizzativo dipartimentale che ha visto la confluenza dei precedenti 28 Dipartimenti in 14 nuove strutture e che ha interessato complessivamente circa 730 tra docenti e ricercatori e 150 unità di personale tecnico-amministrativo. La riorganizzazione «ha di fatto anticipato per molti aspetti i principi individuati dalla legge 240/10 – afferma Compagno &#8211; e costituisce la base su cui pianificare gli ulteriori interventi previsti dalla riforma universitaria che sono collegati alla riorganizzazione dipartimentale». L’ateneo ha infatti avviato un processo di revisione della struttura del bilancio d’ateneo che, a decorrere dal 2011, ha visto il passaggio al bilancio unico in vista dell’imminente ed epocale passaggio alla contabilità economico patrimoniale dal 2011.<br />
Internazionalizzazione.<br />
Con l’obiettivo di accrescere la dimensione internazionale della didattica e della ricerca scientifica, nel corso dell’anno è stata pianificata l’attivazione di contratti per studiosi stranieri in qualità di “Visiting Professors” presso il nostro ateneo. Tali esperienze sono state finalizzate allo svolgimento di moduli didattici nell’ambito del secondo e terzo livello della formazione di durata non inferiore alle due settimane, nonché allo svolgimento di attività seminariali ed attività di ricerca. Relativamente inoltre agli interventi a favore della mobilità, pur in presenza di una significativa riduzione dei finanziamenti europei (-11% rispetto all’a.a. 09/10), gli organi di governo dell’ateneo hanno deciso di sostenere 1924 mensilità destinate alla mobilità studentesca Erasmus a.a. 10/11.<br />
Territorio.<br />
L’Ateneo ha curato nel 2010 rapporti di positiva collaborazione che hanno consentito di definire importanti accordi attuativi con diverse istituzioni territoriali. Accanto al più importante finanziatore istituzionale (Regione FVG) vanno ricordati gli accordi stipulati con la Fondazione CRUP (che con quasi 1 milione di euro si conferma il principale finanziatore istituzionale privato dell’ateneo), la Provincia di Udine, il Consorzio Universitario del Friuli e il Consorzio Universitario di Pordenone. Da segnalare che non può tuttavia considerarsi strutturalmente a regime la tipologia e la natura dei rapporti con il territorio rispetto al quale l’ateneo dovrà nel futuro portare avanti l’opera di consolidamento.<br />
Edilizia.<br />
Dal lato dell’edilizia, nel corso del 2010 le attività sono state numerose e coerenti con la programmazione 2009-2011 e per ciascuno dei 4 poli (scientifico, medico, economico-giuridico, umanistico) sono state completate aule, laboratori di ricerca, e avviati i processi di riordino urbano. In particolare sono stati perseguiti importanti obiettivi di forte intensificazione del processo di polarizzazione delle attività didattiche e di ricerca (completamento delle grandi aule del polo giuridico-economico e della biblioteca di chimica, realizzazione delle grandi aule del polo scientifico e della sede presso l’edificio ex basket inaugurate nel 2011), è stato stipulato l’accordo quadro con il sistema Gorizia per gli insediamenti di didattica e di supporto gestionale nella sede isontina che attende ora la conferma dei finanziamenti promessi, è terminata l’acquisizione dei terreni nella zona dei Rizzi che consentiranno all’ateneo di pianificare lo sviluppo del polo scientifico. L’ateneo ha inoltre provveduto ad espletare le procedure per la alienazione di alcuni immobili e terreni non strategici (Via Muratti, Via Cotonificio, Via Larga) che tuttavia hanno dato risposte parziali rispetto alle attese.</p>
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		<title>Università FVG: nato coordinamento per alta formazione</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 19:51:59 +0000</pubDate>
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Firmato oggi, a Udine, l&#8217;atto costitutivo del Coordinamento regionale per l&#8217;alta formazione, nuovo organismo consultivo della Regione per la rappresentanza delle istanze degli studenti delle università di Udine e di Trieste, della Sissa e dei due conservatori di Udine e Trieste. Alla sigla dello statuto del coordinamento, che si occuperà di temi connessi ai progetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-32430" title="UNIVERSITA UDINE" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/10/UNIVERSITA-UDINE.JPG" alt="UNIVERSITA UDINE" width="630" height="317" /><br />
Firmato oggi, a Udine, l&#8217;atto costitutivo del Coordinamento regionale per l&#8217;alta formazione, nuovo organismo consultivo della Regione per la rappresentanza delle istanze degli studenti delle università di Udine e di Trieste, della Sissa e dei due conservatori di Udine e Trieste. Alla sigla dello statuto del coordinamento, che si occuperà di temi connessi ai progetti didattici tra i diversi centri regionali di alta formazione e di diritto allo studio, erano presenti i rettori delle università di Udine Cristiana Compagno e di Trieste Francesco Peroni, i direttori della Sissa di Trieste, Guido Martinelli, del Conservatorio di Udine, Franco Calabretto, e l&#8217;assessore regionale all&#8217;Istruzione e Università Roberto Molinaro. &#8220;Un momento importante &#8211; ha commentato il rettore Compagno &#8211; perché le voci degli studenti superano la frammentazione diventando voce unica, in un momento difficile in cui per il sistema dell&#8217;alta formazione è necessario fare sistema e massa critica&#8221;. Il coordinamento, presieduto in questa prima seduta da Corrado Coppola, presidente del Consiglio degli studenti dell&#8217;università di Udine, diventerà un organismo consultivo per la Regione, che ha intenzione di inserirlo come fonte di &#8216;parere obbligatorio&#8217;, ha detto Molinaro, nella legge di riforma del sistema universitario che approderà in consiglio regionale la prossima settimana. &#8220;Siamo soddisfatti di questo passo &#8211; ha detto il rettore di Trieste Peroni &#8211; ma non vorremmo che i disegni di ingegneria istituzionale mettessero in secondo piano la vera questione, che resta quella del sottofinanziamento del sistema universitario italiano e regionale&#8221;. Un allarme a cui si è associato il rettore dell&#8217;ateneo friulano, rivolgendo un appello all&#8217; assessore Molinaro: &#8220;Occorre potenziare gli investimenti &#8211; ha detto &#8211; perché 4,5 milioni di spesa corrente della Regione non sono sufficienti a garantire gli impegni crescenti del sistema universitario per l&#8217;implementazione della riforma e per migliorare i livelli di prestazione&#8221;.</p>
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		<title>Udine: dall&#8217;Università si chiede equità nella ripartizione dei fondi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 22:21:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Udine, 11 novembre 2010 – Il Senato accademico dell’università di Udine ha incontrato oggi, su invito del rettore Cristiana Compagno, l’assessore regionale all’istruzione, università e ricerca Roberto Molinaro. Nel corso della riunione, dove «si è lungamente discusso in un clima di dialettica costruttiva – dice il rettore Cristiana Compagno – di politica universitaria regionale», il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12625" title="compagno1" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/12/compagno1.jpg" alt="compagno1" width="651" height="434" />Udine, 11 novembre 2010 – Il Senato accademico dell’università di Udine ha incontrato oggi, su invito del rettore Cristiana Compagno, l’assessore regionale all’istruzione, università e ricerca Roberto Molinaro.<span id="more-33312"></span> Nel corso della riunione, dove «si è lungamente discusso in un clima di dialettica costruttiva – dice il rettore Cristiana Compagno – di politica universitaria regionale», il rettore ha presentato «gli importanti risultati – continua Compagno – conseguiti dall’ateneo nelle 4 aree di risultato di organizzazione didattica, ricerca, razionalizzazione organizzativa ed equilibri di bilancio». Il rettore esprime grande soddisfazione «per l’annunciata esclusione da parte dell’assessore di processi di fusione tra università e regionalizzazione delle stesse».</p>
<p>Il Senato accademico dell’Università di Udine, inoltre, ribadendo la richiesta di emendamento del disegno di legge regionale 97 sui “Finanziamenti al sistema universitario regionale” già avanzata lo scorso marzo all’assessore Rosolen, «ha presentato – riferisce Compagno – una proposta scritta di emendamento con la richiesta che questo sia inserito nel testo del disegno di legge, affinché venga rispettato il principio di equità e perequazione tra atenei regionali».</p>
<p>In un momento di grave difficoltà dal punto di vista finanziario del sistema universitario anche a livello nazionale «oggi – dice Compagno – è più che mai necessario affermare principi politici di equità e perequazione all’insegna di una crescita equilibrata dell’intero sistema». In particolare, Il Senato accademico udinese chiede che nei criteri di allocazione delle risorse fra atenei regionali si tenga conto dello squilibrio nell’assegnazione delle risorse ministeriali, che vedono a oggi Udine sottofinanziata.</p>
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		<title>Udine: al centro Balducci un convegno per &#8220;umanizzare il mondo&#8221; &#8211; 23/26 sett</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 18:48:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Giustizia e legalità”, “Pace e diritti umani”, “Accoglienza e convivenza”, “Terra, acqua e ambiente vitale”: sono quattro i percorsi che fanno da filo conduttore al 18° convegno “Spiritualità per umanizzare il mondo”, tradizionale evento organizzato dal Centro di accoglienza e promozione culturale Ernesto Balducci, in programma dal 23 al 26 settembre a Udine, a Zugliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/09/tello.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-29281" title="tello" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/09/tello.jpg" alt="tello" width="630" height="400" /></a>“Giustizia e legalità”, “Pace e diritti umani”, “Accoglienza e convivenza”, “Terra, acqua e ambiente vitale”: sono quattro i percorsi che fanno da filo conduttore al 18° convegno “Spiritualità per umanizzare il mondo”, tradizionale evento organizzato dal Centro di accoglienza e promozione culturale Ernesto Balducci, in programma dal 23 al 26 settembre a Udine, a Zugliano e ai laghi di Fusine. <span id="more-29280"></span></p>
<p>-          Il Convegno, aperto dal responsabile del Centro Balducci Don Pierluigi <strong>Di Piazza,</strong> inizierà <strong><span style="text-decoration: underline;">giovedì 23 settembre</span></strong> al <strong>Teatro Nuovo Giovanni da Udine</strong> con gli interventi di saluto del Sindaco di Udine Furio <strong>Honsell, </strong>del Rettore dell’Università di Udine Cristiana<strong> Compagno</strong>, e del filosofo Massimo<strong> Cacciari </strong>(video-registrato)<strong>. </strong>Seguono le riflessioni di Ivone<strong> Gebara, </strong>Teologa della liberazione (Brasile) “<em>“L’anima femminile e il volto materno di Dio nella teologia della liberazione con tutti gli esseri viventi”, </em>Jürgen <strong>Moltmann, </strong>Pastore evangelico e teologo (Germania), <em>“Una religione comune della Terra. Religioni mondiali in una prospettiva ecologica”, </em><strong>Mons</strong>. Luis Infanti<strong> de </strong><strong>la Mora</strong><strong>, </strong>Vescovo Aysen in Patagonia (Cile) di origini friulane, <em>“Dacci oggi la nostra acqua quotidiana</em><em>”.</em></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Venerdì 24 settembre</span></strong> dalle ore 9.30 alle 12.30, nella Sala mons. Luigi Petris del <strong>Centro “E. Balducci” a Zugliano,</strong> incontro di conoscenza e scambio fra le persone provenienti dai diversi luoghi del Pianeta. Alle 13 pranzo, dalle 15 alle 17<strong> </strong>preparazione all’evento di domenica 26 ai laghi di Fusine. Alle ore 18 il saluto del sindaco di Pozzuolo del Friuli Nicola Turello e gli interventi di Roberto <strong>Scarpinato, </strong>Procuratore Generale di Caltanisetta, per anni fra i magistrati della procura antimafia di Palermo {<em>GIUSTIZIA-LEGALITA’</em>}, Moubarakou<strong> Daouda, </strong>Imam della Grande Moschea di Cotonou (Benin) {<em>DIRITTI UMANI-PACE</em>}, Ilario<strong> Ammendolia, </strong>Sindaco di Caulonia (Reggio Calabria) {<em>ACCOGLIENZA-CONVIVENZA</em>}, Kathryne Elizabeth<strong> Webster, </strong>Suora di origine statunitense che vive nell’Amazzonia brasiliana, consorella di Dorothy, martire nel 2005 {<em>TERRA, ACQUA, AMBIENTE VITALE</em>}. Alle 21<strong> </strong>cena conviviale. <strong></strong></p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Sabato 25 settembre</span></strong> dalle ore 9.30 alle 13, sempre al Centro Balducci, interventi su <strong>GIUSTIZIA-LEGALITA’ </strong>a cura di<strong> </strong>Soumanou Seibou Toleba, (Benin), mons. Mauro Montagnoli (vescovo della diocesi di Ilehus, Bahia-Brasile), e su <strong>DIRITTI UMANI-PACE, </strong>con<strong> </strong>Surood Ahmad (Iraq), Samia Walid (Afghanistan), Bernard Dossou Degboe (Benin). Dopo una pausa si riprende con il tema <strong>ACCOGLIENZA-CONVIVENZA, </strong>parleranno<strong> </strong>Mons. Abba Musiè (vescovo di Embidir, Etiopia), Lobsang Dhondhen (Tibet), segue il percorso <strong>TERRA, ACQUA, AMBIENTE VITALE,</strong> con<strong> </strong>Two Bears-Due Orsi (USA), Padre Andrés Tamayo (Honduras), Oscar Olivera (Bolivia). Segue dialogo con i partecipanti e pranzo. Dalle 15 alle 19.30 incontro per l’approfondimento nei <strong>lavori di gruppo</strong>. <strong>Giustizia, legalità: </strong>Soumanou Seibou Toleba (Benin), mons. Mauro Montagnoli (Bahia-Brasile), Bernardo Bouisson (Algeria), Bernard Dossou Degboe (Benin), Silvia Pellegrino (Italia), Choedup, Libera FVG, vescovo Abba Musiè (Etiopia), Dekyi Dolkar (India); <strong>Pace, diritti umani: </strong>Moubarakou Daouda (Benin), Saraphina Njoki Mwangi (Kenya), Surood Mohammed Falihi Ahmad (Iraq), Lubna Masarwab (Palestina), G.Lobsang Phende, Tavolo delle Pace FVG, Beati Costruttori di Pace, Lobsang Dhondhen (Tibet); <strong>Accoglienza, convivenza: </strong>Two Bears-Due Orsi (USA), Jean Pierre Piessou (Togo-Italia), Eva Jemn (Svezia), Muhammed Khateb (Palestina), Thupten Kalsang, Comunità Arcobaleno (Gorizia), Comunità S. Martino al Campo (Trieste), Tenzin Khando (India); <strong>Terra, acqua, ambiente vitale: </strong>P. Andrés Tamayo (Honduras), Oscar Oliveira (Bolivia), mons. Luis Infanti De La Mora (Cile), Mariselva Garcia Reyes (Messico), Juan Pablo Orrego (Cile), Christine Dupres (USA), Dechi Dolkar, CEVI (Udine), Manuela Schillaci (CIMI)-Brasile/Italia, Chodup Tsering Lama (Tibet), Madhuresh Kumar (India), Alok Agarwal (India), Essossinam Balouki (Togo). Alle ore 20<strong> </strong>cena, momenti di scambio, parole e musica.</p>
<p>-         <strong><span style="text-decoration: underline;">Domenica 26 settembre</span></strong><strong> </strong>il convegno &#8211; con la collaborazione di ASCA (Associazione delle Sezioni Montane del CAI) e del Soccorso Alpino, e con l’adesione di Legambiente del FVG onlus, WWF, Carnia in Movimento e Mountain Wilderness Italia &#8211; si sposta ai Laghi di Fusine (lago superiore). Dopo il saluto del <strong>sindaco di Tarvisio</strong><em> </em>Renato Carlantoni<strong>, </strong>di<strong> Arnoldstein </strong>Erik Kessier<strong>, </strong>e di<strong> Kranjska Gora</strong> Iure Jerav, di<em> </em>Mario Di Gallo, Presidente ASCA, e di Graziano Brocca,<em> </em>Presidente Soccorso Alpino, sono previsti gli interventi dell’alpinista Nives <strong>Meroi</strong> e del poeta Pierluigi <strong>Cappello</strong>, <strong>premio Viareggio 2010.</strong> Quindi, i rappresentanti delle diverse spiritualità del Pianeta esprimeranno, ognuno con la propria ritualità, parole, gesti, simboli in relazione alla terra, all’acqua, gli alberi, le montagne e tutti gli esseri viventi. All’unisono, nelle proprie lingue, dichiareranno il loro impegno per un’etica mondiale per la giustizia, la pace, l’ambiente vitale. Parteciperà anche il Dipartimento di salute mentale di Udine con il coro “Nove per caso” e alcune persone detenute presso la Casa Circondariale di Udine con delle brevi riflessioni. Alle 13 momento conviviale, in serata ritorno al Centro Balducci per la cena comunitaria e la Festa dei popoli.</p>
<p>Un appuntamento itinerante di grande spessore culturale, quello di settembre, che ha assunto negli anni dimensioni planetarie, attraendo ospiti e partecipanti da tutto il mondo. Quest’anno il confronto è sulle diverse spiritualità, l’incontro e il dialogo fra di esse, il loro significato e impatto rispetto alle grandi questioni della giustizia, della pace, dell’ambiente vitale.<br />
“Con questo 18° Convegno &#8211; spiega Don Di Piazza &#8211; il Centro continua a mantener fede all’impegno assunto nel settembre 1992, quando la dedica non formale a padre Ernesto Balducci comportava un continuo impegno culturale come dimensione intrinseca dell’accoglienza a persone provenienti da diversi luoghi del Pianeta: per comprendere le motivazioni della loro presenza, la loro umanità, le loro culture e fedi religiose, per alimentare costantemente una spiritualità, una cultura, una politica della convivenza fra le differenze, per nutrire l’appartenenza alle nostre comunità locali e insieme a quella planetaria, guardando proprio a quell’”Uomo Planetario” prefigurato da Padre Balducci”.</p>
<p>Com’è nell’esperienza dei convegni del Centro Balducci, le riflessioni partiranno dalla storia, con voci provenienti da diversi luoghi del mondo e dalle nostre comunità locali. Dialogheranno fra loro arricchendosi, sollecitando l’impegno dei partecipanti; comunicheranno donne e uomini conosciuti assieme a rappresentanti umili e pieni di ricchezza e di forza. Si concluderà con una celebrazione planetaria ai laghi di Fusine, dove  rappresentanti delle diverse spiritualità esprimeranno parole, canti, gesti, simboli in relazione all’acqua, alla terra, alle piante, ai fiori, alle montagne, al fuoco; e dove tutte le persone presenti leggeranno nelle lingue proprie la dichiarazione dell’impegno per un’etica planetaria per la giustizia, la pace, i diritti umani, la convivenza pacifica fra le differenze, la salvaguardia di tutti gli esseri viventi, dell’intero eco-sistema.</p>
<p>“Come si potrebbe, infatti, parlare di spiritualità dimenticando la giustizia, la legalità, i diritti umani? &#8211; afferma Di Piazza. &#8211; O trascurando l’impegno non violento, attivo e costante per la costruzione della pace? Come si potrebbe invitare a vivere le spiritualità senza sentirle come forza interiore per l’accoglienza di ogni altro, con la sua diversità, specie di chi fa fatica, di bambini, donne e uomini stranieri? E come si potrebbe parlare delle diverse spiritualità separandole dall’attenzione nei confronti di tutti gli esseri viventi, dell’intero eco-sistema? E dentro al soffocamento del materialismo e del consumismo, non avvertiamo forse le diverse spiritualità per la forza propria e per il reciproco arricchimento come esigenza profonda per la nostra vita, per le nostre comunità, per la comunità planetaria?”</p>
<p>“Siamo orgogliosi che la scelta del luogo dove celebrare questo ricco dialogo tra spiritualità sia caduta sui laghi di Fusine &#8211; dichiara il Sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni. &#8211; Questo posto di confine, antesignano del rapporto dei popoli, è un’oasi di pace. Con i sindaci di Arnoldstein e Kranjska Gora verremo a dare il nostro messaggio di collaborazione tra lingue e nazionalità diverse, che hanno condiviso sport, comunicazione e amicizia. La pista ciclabile che collega le nostre città da pochi mesi è il segno che il confine non è una frattura, bensì un passaggio che unisce”.</p>
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		<title>Arrivederci e non addio a Francesco Macagno</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:26:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Il professor Francesco Macagno, direttore della SOC  di Neonatologia e Patologia Neonatale e direttore del Dipartimento di Assistenza Integrata Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Udine,  va in congedo il primo dicembre per raggiunti limiti d’età.
Piemontese, classe ’39 arrivò a Udine nel ‘77, dopo essersi specializzato all’Universitaetas-Kinderklinik e aver lavorato 9 anni al Burlo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-12492" title="Macagno Gonano" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/Macagno-Gonano.jpg" alt="Macagno Gonano" width="600" height="396" /><br />
Il professor Francesco Macagno, direttore della SOC  di Neonatologia e Patologia Neonatale e direttore del Dipartimento di Assistenza Integrata Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Udine,  va in congedo il primo dicembre per raggiunti limiti d’età.</p>
<p>Piemontese, classe ’39 arrivò a Udine nel ‘77, dopo essersi specializzato all’Universitaetas-Kinderklinik e aver lavorato 9 anni al Burlo di Trieste, divenendo primario nel febbraio del ‘78.</p>
<p>Trentadue anni a Udine, docenze alle Università di Berna, Parigi, Bocconi, Trieste, Udine e alla Bocconi, 15 incarichi presso il ministero della Salute, 9 incarichi presso la Regione FVG, numerose ricerche in campo nazionale e internazionale sono solo le tappe più salienti di un curriculum vitae di decine di pagine.</p>
<p>Ieri (30 novembre), in una sala gremita, il saluto ai direttori, ai colleghi e a tutto il personale medico dell’ospedale S. Maria della Misericordia. Ma il direttore generale Carlo Favaretti ha chiarito che non si tratta di un addio, ma di un arrivederci:<br />
&lt;&gt;.</p>
<p>Il professor Francesco Macagno ha rivelato: &lt;&gt;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mostra sul sisma a Venzone</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 07:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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L’inaugurazione della mostra-laboratorio sul sisma è stata motivo di nuova riflessione, a Venzone, sulla gestione delle emergenze. Il governatore Renzo Tondo ha ricordato la capacità della comunità friulana di far fronte all’imprevisto grave, quale fu il terremoto del 1976; una forza che oggi, pur in diverse circostanze, va rimessa in campo per risollevarsi dalla crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8886" title="venzone" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/10/venzone.jpg" alt="venzone" width="600" height="400" /></p>
<p>L’inaugurazione della mostra-laboratorio sul sisma è stata motivo di nuova riflessione, a Venzone, sulla gestione delle emergenze. Il governatore Renzo Tondo ha ricordato la capacità della comunità friulana di far fronte all’imprevisto grave, quale fu il terremoto del 1976; una forza che oggi, pur in diverse circostanze, va rimessa in campo per risollevarsi dalla crisi economica. “Ci vuole grande senso di responsabilità &#8211; ha detto &#8211; e, in particolare in queste occasione, bisogna essere fermi ed esser capaci di dire di no, se serve anche prendendo delle decisioni impopolari”. Per il taglio del nastro degli spazi della memoria di Palazzo Orgnani Martina un esercito di sindaci ed ex-amministratori che hanno ripercorso gli anni del post-terremoto, ricordando tutta la normativa che ha permesso ai privati cittadini, ai Comuni e alla Regione di rimettere in piedi i paesi disastrati. Il rettore dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, ha sottolineato l’importanza della mostra-laboratorio come luogo privilegiato per raccolta, elaborazione e confronto dei dati sul composito universo che ruota attorno al terremoto. “Questo di Venzone è un centro di importanza nazionale e internazionale &#8211; ha detto -, in grado di diventare punto di riferimento di enorme utilità teorico-pratica per esportare conoscenze e soluzioni partendo dall’esperienza reale”. Dopo la ricostruzione, quindi, la mostra Tiere Motus, diventa un contenitore aperto, dove concentrare anno dopo anno, con la collaborazione di tutti, testimonianze, documenti e soprattutto la memoria viva di una tragedia superata. Non un museo, quindi, ma uno spazio ove attingere, da ogni parte del mondo, insegnamenti, consigli, modelli e soluzioni concrete applicabili nei processi di gestione delle emergenze di ogni Paese della terra scosso dalla furia dei terremoti. Non solo: il laboratorio è capace di fornire, grazie a un elevatissimo contenuto tecnologico-scientifico, nozioni e direttive in materia di staticità edile. I poche parole è il “modello Friuli” che, sfruttando i più innovativi sistemi di catalogazione e comunicazione virtuale, si apre in maniera ancora più generosa al resto del mondo. “Siamo onorati di ospitare questo centro &#8211; ha detto il sindaco di Venzone, Amedeo Pascolo &#8211; perché ci dà la possibilità di restituire almeno un po’ di quell’aiuto che ci è stato offerto nel momento dell’emergenza”. E in questo contesto, il senatore del Pdl Ferruccio Saro ha fatto riferimento al terremoto in Abruzzo: “Buona è stata la gestione dell’emergenza con tetti temporanei realizzati in tempi record per i senza casa ma sul piano della ricostruzione del centro storico siamo ancora al punto zero e questo è preoccupante. Va imitato il modello Venzone o di Gemona, e celermente, altrimenti assisteremo, nei prossimi anni, a un divampare di polemiche”.</p>
<p>Tondo: stessa forza per uscire dalla crisi &#8211; Saro: per l’Aquila si imiti subito il modello Friuli &#8211; Compagno: un centro di valenza internazionale<strong></p>
<p>Un viaggio pieno di emozioni dal 6 maggio al 2009 </strong></p>
<p>La mostra-laboratorio sul sisma, per chi la visita da “turista”, racconta la storia della coraggiosa gente del Friuli che si è trovata da un giorno all’altro senza abitazione, lavoro e, in molti casi, con un congiunto in una bara. Al pari di quanto è stato fatto a Erto-Casso e a Longarone per la tragedia del Vajon, con due allestimenti multimediali di grande impatto emotivo, anche a Palazzo Orgnani Martina si cammina in silenzio lungo un percorso espositivo che è un viaggio nel tempo e nelle emozioni di chi visse il 6 maggio del ’76. Si compone di immagini, testi, video e pagine di giornali che fanno venire i brividi e che danno l’idea di ciò che il Friuli si trovò ad affrontare. La forza delle comunità, gli aiuti, le sperimentazioni, la solidarietà e le normative. Tutto comunicato con la forza dei volti delle donne, dei bambini, degli anziani e dei soccorritori. La sala che ripropone il crollo del duomo di Venzone fa vivere un’emozione non da poco nelle persone che il rumore sordo della scossa del 6 maggio e di quella di settembre lo sentono ancora dentro, come fosse ieri. Un plastico del Friuli Venezia Giulia si illumina mostrando la sequenza di scosse dal 6 maggio fino alla fine di quell’anno che segnò la fine di un’epoca per la nostra regione e l’inizio di una nuova era, anche e soprattutto sotto il profilo culturale.</p>
<p><strong>La registrazione con webcam dei ricordi di tutti </strong></p>
<p>Da oggi, perché nulla si perda e perché tutti possano sentirsi parte di un grandioso viaggio che ha portato al raggiungimento del “miracolo Friuli”, nella mostra-laboratorio sul sisma si potrà lasciare la propria personale traccia. Accanto alle postazioni multimediali che raccolgono migliaia di immagini e dati su tutti i paesi colpiti dalla tragedia, è stato allestito infatti un angolo “intimo”. Lo formano uno schermo con cui è facile interagire anche per chi di computer non ne capisce molto: è un monitor touch screen, uno schermo tattile (a sfioramento) che consente all’utente di dare dei comandi al computer toccandolo con le dita. Con poche semplici azioni, stando seduti su una sedia, si attiva una piccola telecamera che registra le parole dell’utente e il suo volto. I filmati vengono poi salvati e archiviati in modo da essere poi visti da tutti. Ognuno può, in questo modo, contribuire ad arricchire la già enorme mole di dati, testimonianze e documenti presenti nel centro. L’accesso è libero a chi il sisma l’ha vissuto, a chi ha dato una mano, a chi vuole ricordare una vittima (i nomi di tutti i morti vengono proiettati su uno schermo nero, a intervalli). E ieri, nonostante siano passati già 33 anni, davanti a queste immagini, molti non sono riusciti a trattenere le lacrime.</p>
<p><em><strong>a cura di Paola Treppo<br />
tratto da: <a href="http://ilgazzettino.it/" target="_blank">Il Gazzettino</a></strong></em></p>
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		<title>Udine, la 9^ università d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 09:44:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Università di Trento, i politecnici di Milano e di Torino sono fra le Università migliori in Italia.Udine è nona in classifica Così comincia la classifica degli atenei più virtuosi secondo una prima analisi fatta dal ministero dell&#8217;università e della ricerca scientifica sulla base di nuovi criteri di valutazione approvati oggi dal Consiglio dei ministri. Trento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/07/compagno.jpg"><img class="size-medium wp-image-6338 alignleft" title="compagno" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/07/compagno-300x186.jpg" alt="compagno" width="370" height="180" /></a>L&#8217;Università di Trento, i politecnici di Milano e di Torino sono fra le Università migliori in Italia.Udine è nona in classifica<span id="more-6337"></span> Così comincia la classifica degli atenei più virtuosi secondo una prima analisi fatta dal ministero dell&#8217;università e della ricerca scientifica sulla base di nuovi criteri di valutazione approvati oggi dal Consiglio dei ministri. Trento, ad esempio, pur essendo un piccolo Ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca. Molte le Università del Centro-Sud promosse: Roma &#8216;Tor Vergata&#8217;, l&#8217;Università di Chieti e Pescara, l&#8217;Università della Calabria, l&#8217;Università Politecnica delle Marche, l&#8217;Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l&#8217;Università del Sannio di Benevento. Agli ultimi posti Macerata, Foggia, Palermo e Messina  <em>fonte Ansa</em></p>
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<a href="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/trieste_luca-6.jpg" title="Sfida al Molo Audace - 3 febbraio 2012Bora a 135 km/h"  ><img title="Bitta" alt="Bitta" src="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/thumbs/thumbs_trieste_luca-6.jpg" /></a>
<a href="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/trieste_luca-5.jpg" title="Sfida al Molo Audace - 2 febbraio 2012Bora a 80 km/h"  ><img title="Il Molo nel ghiaccio e la nave fantasma" alt="Il Molo nel ghiaccio e la nave fantasma" src="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/thumbs/thumbs_trieste_luca-5.jpg" /></a>
<a href="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/trieste_luca-2.jpg" title="Sfida al Molo Audace - 1 febbraio 2012Bora a 120 km/h"  ><img title="La Bora" alt="La Bora" src="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/thumbs/thumbs_trieste_luca-2.jpg" /></a>
<a href="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/trieste_luca-7.jpg" title="Sfida al Molo Audace - 3 febbraio 2012Bora a 130 km/h??!!"  ><img title="Sfida al Molo Audace" alt="Sfida al Molo Audace" src="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/thumbs/thumbs_trieste_luca-7.jpg" /></a>
<a href="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/trieste_luca-3.jpg" title="Sfida al Molo Audace - 1 febbraio 2012Bora a 120 km/h"  ><img title="La Bora" alt="La Bora" src="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/thumbs/thumbs_trieste_luca-3.jpg" /></a>
<a href="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/trieste_luca-8.jpg" title="Sfida al Molo Audace - 5 febbraio 2012Bora in calare"  ><img title="Trame ghiacciate" alt="Trame ghiacciate" src="http://www.udine20.it/wp-content/gallery/freddo-febbraio-2012/thumbs/thumbs_trieste_luca-8.jpg" /></a>
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		<title>Università di Udine &#8211; Anno Accademico 2008 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 11:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Per questioni di tempo cito solo quelle che si trovano già in un buon stato di avanzamento: Sono state avviate le procedure di valutazione della ricerca attraverso la definizione di indicatori bibliometrici, differenziati per quattro macroaree scientifiche e si stanno definendo i meccanismi di allocazione delle risorse secondo criteri condivisi di qualità e di merito; abbiamo inoltre intrapreso, in accordo con i Direttori di Dipartimento, un processo di autovalutazione dei gruppi di ricerca al fine di procedere ad una mappatura della ricerca di Ateneo. ... In particolare, la valutazione delle aree geografiche su cui maggiormente puntare, il potenziamento della progettualità europea (progetti Tempus, Erasmus Mundus), l’offerta formativa in lingua inglese, i processi di reclutamento per stranieri, siano essi studenti ai vari livelli o ricercatori, le convenzioni finalizzate con enti e istituzioni italiane e straniere, il potenziamento dei dottorati per stranieri, l’istituzione di corsi in lingua inglese e il potenziamento delle iniziative didattiche congiunte di I, II e III livello con Paesi stranieri sono tutti elementi sui quali stiamo lavorando e per i quali svilupperemo delle azioni a breve, medio e lungo termine.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/03/img_2642.JPG" height="180" width="370" alt="img_2642.JPG" />Ieri è stato aperto dal Magnifico Rettore dell&#8217;Università di Udine Cristina Compagno l&#8217;anno accademico 2008-2009. Vi proponiamo il discorso integrale<span id="more-3919"></span><!--StartFragment--><a href="http://www.udine20.it/universita-di-udine-anno-accademico-2008-2009/3922/" title="img_2641.JPG" rel="attachment wp-att-3922"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/03/img_2641.JPG" alt="img_2641.JPG" /></a><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/03/img_2642.JPG" alt="img_2642.JPG" /><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/03/img_2648.JPG" height="400" width="600" alt="img_2648.JPG" /><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/03/img_2652.JPG" alt="img_2652.JPG" /><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/03/img_2834.JPG" alt="img_2834.JPG" /><a href="http://www.udine20.it/universita-di-udine-anno-accademico-2008-2009/3927/" title="img_2866.JPG" rel="attachment wp-att-3927"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/03/img_2866.JPG" alt="img_2866.JPG" /></a>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Prof.ssa Cristiana Compagno</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Sua Eccellenza Signor Ambasciatore Antonio Zanardi Landi, Signor Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, Autorità, Colleghi, Studenti, Signore e Signori,</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Si inaugura oggi simbolicamente il XXXI anno accademico dell’Università degli Studi di Udine. È un onore per me condividere con tutti voi l’emozione di questa cerimonia solenne che è occasione di bilanci e di progetti per il futuro, ed è, soprattutto, un momento di incontro e di dialogo con la nostra comunità di riferimento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Vorrei rivolgere un breve saluto ai nostri ospiti stranieri</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><em><span lang="EN-GB" style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma" xml:lang="EN-GB">Honourable Rectors and Presidents, distinguished guests, it is my privilege to give my warmest welcome here in Udine on the occasion of this ceremony making the symbolic opening of our thirty first Academic year.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">E nella lingua di questa terra, vorrei porgere a tutti un affettuoso saluto di accoglienza</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><em><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Dopo dal salût in inglês, la lengo de comunicazion globâl cun dut lu mont, lu Retùor de Universitât furlano no po no puartâ un salût encjo te lengo de nesto comunitât regjonâl. La mê fevelo, lu cjargnel da Rigulât, chê fevelo che a suno cun chesto bielo -o finâl, a è uno varietât rispiet al furlan centrâl, di riferiment; a è uno varietât ma, encjo par chesto reson, motîf di ricjecio e di braùro par uno comunitât, como chê furlano, che a puarto tal côr las resons profondos da la pluralitât di espression e dal rispiet pe diversitât lenghistico e culturâl.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ho scritto il testo di questa relazione con l’obiettivo di descrivervi i risultati raggiunti in questi mesi di attività, collocandoli in un quadro prospettico di strategia, senza nascondere le difficoltà e le criticità che naturalmente si interpongono tra obiettivi e risultati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">IL SISTEMA UNIVERSITARIO NAZIONALE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Prima di addentrarci nell’analisi delle caratteristiche, anche evolutive, del nostro Ateneo, credo sia doveroso, in questo momento più che mai, soffermarsi sulla criticità che sta attraversando il sistema universitario nazionale, anche per esprimere il sentimento di disagio di una comunità scientifica spesso posta al centro di attacchi mediatici generalisti e indiscriminati senza precedenti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ritengo sia eticamente necessario che si faccia un’informazione corretta, senza superficiali generalizzazioni, denunciando ciò che deve essere giustamente denunciato, ma riconoscendo al contempo sia il tantissimo di buono e di ottimo nella nostra comunità scientifica nazionale, sia, soprattutto, il fondamentale ruolo dell’istituzione universitaria nella crescita culturale, economica e sociale del nostro Paese. Una visione delle cose più equilibrata e più vicina a quanti lavorano quotidianamente nelle nostre Università ha almeno il valore di rendere giustizia a tutti quei ricercatori universitari che con passione, ma anche con tanti sacrifici economici e non solo, intraprendono la carriera accademica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Un ruolo, quello delle Istituzioni Universitarie, richiamato in modo forte alcuni giorni fa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «<span>No ai tagli indiscriminati</span>», ha affermato il Presidente, e ancora: «Riconosciamo, nei fatti, nella ricerca e nella formazione la leva fondamentale dello sviluppo».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Nella finanziaria varata nell’estate 2008, vengono assegnati per il 2009 al funzionamento delle Università 7,4 miliardi di euro, che nel 2010 diminuiranno a 6,7 e nel 2011 diventeranno 6, al di sotto del totale delle spese per stipendi del personale delle Università. Questi <strong>sono tagli lineari, che prescindono dal merito e dalla qualità</strong>. Il taglio è per tutti, senza distinzioni tra bravi e meno bravi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Voglio ricordare che i tagli si inseriscono in un contesto nazionale in cui il finanziamento alla ricerca è, come noto, al di sotto dell’1% del PIL, notevolmente inferiore alla percentuale di PIL investita dagli altri Paesi europei, ma anche extra europei. La Cina investe ad oggi 1,42% del proprio PIL, con un incremento del 50% negli ultimi 5 anni. Le nostre vicine Austria e Slovenia investono rispettivamente il 2.55% e l’1,59%.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Le debolezze competitive, ricollegabili alla strutturale e storica scarsità di risorse, si leggono anche nel numero medio di ricercatori: 2,82 ricercatori su mille lavoratori, meno di Polonia, Ungheria, Portogallo e Spagna, meno della metà di Gran Bretagna, Francia, Germania, e solo un quarto rispetto a Svezia e Finlandia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Come comunità scientifica siamo consapevoli della gravità della crisi economica finanziaria in atto e delle difficoltà del nostro Paese, gravato da un enorme debito pubblico e dal vincolo cogente del rispetto dei parametri di Maastricht, ma proprio per questa nostra consapevolezza, affermiamo con forza che <strong>il disinvestimento programmato dalla ricerca e dalla formazione minerà alla base il processo di sviluppo del domani</strong>. L’investimento in ricerca e formazione oggi costituisce la base per lo sviluppo competitivo del domani. Ciò sembra essere ben chiaro ai più importanti Paesi europei che, come noi, vivono una crisi che non ha eguali. La Francia, ad esempio, ha stanziato 5 miliardi di euro in 5 anni per migliorare la qualità della formazione e della ricerca.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Nella competizione mondiale ci presentiamo con una forza produttiva in ricerca dimezzata. In questo quadro non dovremmo aspettarci nulla di buono. Ma per fortuna non è così: un noto articolo di David King pubblicato su <em>Nature</em> e punto di riferimento per vari analisti, dimostra che su un gruppo di 31 Paesi &#8211; tra i quali G8 ed Europa dei 15 &#8211; nei quali troviamo la quasi totalità delle pubblicazioni scientifiche di qualità, l’Italia è settima per produzione scientifica e tredicesima nel rapporto tra numero di citazioni e pubblicazioni. Non solo, nel programma <em>Ideas</em> del settimo programma quadro, su 9.167 domande presentate al primo bando dell’<em>European Research Council</em> ben il 20% sono state presentate da giovani ricercatori italiani. Questi ricercatori si collocano al primo posto per percentuale di partecipazione e al secondo, dietro alla sola Germania, per percentuale di successo. Ma un terzo di questi non sceglie l’Italia per svolgere la ricerca finanziata con lo <em>starting grant</em> europeo, ma va all’estero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ma perché, a fronte di tanta progettualità e creatività dei nostri giovani e delle Università che li hanno formati, in tanti anni nessun governo è stato in grado di dare una risposta adeguata in termini strutturali e di risorse?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Da alcuni economisti è stato stimato che il costo diretto ed indiretto, a carico delle famiglie e dello Stato, della formazione di un giovane fino allo stadio del precariato universitario sia di 500 mila euro. Dai dati più recenti si evidenzia come il fenomeno della fuga dei cervelli presenti ogni anno un saldo negativo di 3.000 unità. Cioè 3.000 talenti non rientrano più, e il regalo dell’Italia al mondo è dell’ordine di 1,5 miliardi di euro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">A quale logica economica nei sistemi capitalistici avanzati, imperniati sempre più sui principi dell’economia della conoscenza, rispondono questi investimenti senza ritorno, queste rimesse di ricchezza delle famiglie italiane e dello Stato in altri Paesi?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">È necessario unire gli sforzi e lavorare insieme perché questa emorragia si arresti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">È necessario dare messaggi di fiducia e di speranza ai nostri giovani e alle Università che li formano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Come comunità accademica Udinese, il tema dei giovani ricercatori ci è molto caro. La struttura demografica del nostro Ateneo è, infatti, una delle più giovani d’Italia. La media nazionale dei ricercatori sotto i 38 anni è del 5%, a Udine sale al 15%. Udine ha 222 assegnisti di ricerca, 283 ricercatori e 468 dottorandi di ricerca. Giovani menti che formano un grandissimo capitale intellettuale e di ricerca per l’Università del Friuli che non possiamo permetterci di dissipare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Si diceva, è necessario dare messaggi di fiducia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Credo che segnali positivi siano riscontrabili nella recente Legge Gelmini, ma ancor prima nelle linee guida per la riforma del sistema universitario, emanate dal MIUR nello scorso mese di dicembre in tema di Governance, Valutazione e Reclutamento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">La Legge 1/2009 interviene sul tema del reclutamento e afferma soprattutto il principio che una parte del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) debba essere distribuito tra gli Atenei in base a criteri di <span>merito</span> e <span>qualità</span>. <strong>I criteri di riparto dei finanziamenti sono fondamentali e sono ancor più importanti quando le risorse sono poche. <span>Speriamo sia la volta buona</span>.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Da troppi anni si sente parlare di meritocrazia e di valutazione, concetti più proclamati che realmente adottati, se si pensa che di fatto, ad oggi, circa il 99% del FFO è stato distribuito annualmente in proporzione all’importo dell’anno precedente, cioè su base storica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Il modello di valutazione Ministeriale certifica che l’Università di Udine, in base ai risultati di merito su didattica e ricerca, dovrebbe ricevere l’1,22% del FFO. Purtroppo, però, riceve solamente l’1,04%. Questo significa che nel 2008 avremmo dovuto ricevere 88 milioni dal Ministero, che ne ha trasferiti solo 76; una differenza negativa di 12 milioni di euro. In pratica, <strong>abbiamo prodotto risultati in didattica e ricerca per 88 milioni di euro finanziati solo per 76</strong>. Una ricchezza prodotta dal nostro Ateneo che non resta a Udine, ma va a compensare inefficienze di altri Atenei del sistema universitario italiano. <strong>Dal 1996 a oggi la nostra Università è sottofinanziata per 78 milioni di euro, dal 2000 ad oggi addirittura di 95 milioni di euro</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">E qui faccio <strong>un appello e una proposta</strong>. La Legge 1/2009 stabilisce, come già è stato detto, che dal 2009 il 7% del FFO venga ripartito secondo criteri di qualità: <span>ci stiamo</span>. Facciamo nostra la proposta fatta pervenire al Ministro Gelmini dagli Atenei associati in <span>Aquis,</span> e <strong>chiediamo</strong> <strong>che la metà di questo 7% sia assegnato sulla quota di accelerazione del riequilibrio solo tra gli Atenei sottofinanziati</strong>. Questa è davvero l’ultima importante occasione per ridare credibilità ai meccanismi di riparto dei finanziamenti ministeriali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ma il percorso virtuoso di riforma intrapreso deve essere accompagnato da <strong>un urgente ripensamento dei tagli statali programmati per il 2010-2011. Senza risorse nessuna riforma è possibile</strong>, senza risorse è invece certa la totale implosione del sistema universitario nazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Il quadro generale tracciato finora spiega, Signori, lo stato di preoccupazione di tutto il mondo universitario, diffuso anche all’interno del nostro Ateneo, fra tutte le componenti, docenti e ricercatori, personale tecnico amministrativo e studenti. Per noi l’apprensione ha toni del tutto particolari sia per la forte responsabilità sociale nei confronti dell’intera comunità friulana, responsabilità per noi rafforzata dai principi fondanti del nostro Statuto, che pone al servizio del territorio la sua Università, sia per il ciclo di vita ancora giovane, dimostrato dalla stessa struttura demografica del corpo docente e ricercatore. È un Ateneo che per i potenziali di ricerca e di qualità formativa, oltre che di trasferimento tecnologico, si trova ancora, dopo gli incessanti ritmi di crescita degli ultimi anni, nella fase del ciclo di vita definita di sviluppo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Prima di entrare nel merito delle linee guida programmatiche del governo di Ateneo ci tengo delineare un quadro di sintesi della nostra Istituzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI UDINE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">I NUMERI DELL’ATENEO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’Università di Udine conta 10 facoltà e 28 dipartimenti, offre quest’anno 39 corsi di laurea triennale e 48 di laurea magistrale. Dal 2004 è attiva la Scuola Superiore, istituto per l’eccellenza che ogni anno registra mediamente 110 domande per 18 posti disponibili. L’Ateneo ha attivato 20 master universitari, molti dei quali grazie a sostenitori e finanziatori esterni, 31 Scuole di Specializzazione e 19 Corsi di Dottorato di Ricerca per 165 posti disponibili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’impegno dell’Ateneo nel campo della ricerca, di base e applicata, è testimoniato da diverse strutture ad alta specializzazione come l’Azienda agraria universitaria, l’Azienda ospedaliero-universitaria, i consorzi Friuli Formazione e Cirmont e Friuli Innovazione-Centro di ricerca e di trasferimento tecnologico, che dal 2004 gestisce il Parco scientifico e tecnologico di Udine, senza dimenticare la nostra casa Editrice Forum. La nostra Università presenta un buon radicamento territoriale in varie sedi. Le principali, per numero di studenti, sono Gorizia e Pordenone con rispettivamente 1555 e 1083 studenti. Dall’insediamento in questi territori, ad oggi abbiamo laureato 2457 studenti a Gorizia e 1603 Pordenone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">PERSONALE E STUDENTI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’Università di Udine ha 745 docenti e ricercatori, 633 fra tecnici amministrativi e collaboratori ed esperti linguistici (di cui 94 a tempo determinato), 1.356 tra assegnisti di ricerca, specializzandi e dottorandi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Gli studenti sono 16.620, il 74% dal Friuli Venezia Giulia. Dal 1978 i laureati sono 28.800, oltre 2.900 nell’anno appena trascorso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Il 50% dei nostri laureati triennali, secondo l’ultimo Rapporto dell’indagine Almalaurea, a un anno dal conseguimento del titolo ha trovato occupazione, contro la media nazionale del 45,5%.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">VALUTAZIONE DELLE FACOLTÁ</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">La valutazione, ancora una volta, dimostra la qualità del nostro Ateneo; il Censis nel 2008 ha inserito la facoltà di Medicina, per il settimo anno consecutivo, al primo posto in Italia; Scienze della formazione, da parte sua, primeggia per la seconda volta. Ancora, la facoltà di Lingue e letterature straniere ha ottenuto il terzo posto in Italia, dove la Preside Antonella Riem da quest’anno è presidente della Conferenza nazionale dei presidi delle Facoltà di Lingue italiane, e Giurisprudenza mantiene saldamente il quinto posto. Agraria, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Lettere e filosofia sono, tutte, entro le prime 10 facoltà in Italia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">INTERNAZIONALIZZAZIONE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’Università di Udine ha dato un grande impulso nel 2008 all’ internazionalizzazione della didattica; apripista è stata la facoltà di Economia, con l’avvio dei primi 15 insegnamenti in lingua inglese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">I corsi di laurea con titolo congiunto internazionale sono saliti a 6, coinvolgendo 4 facoltà: Agraria, Formazione, Lettere, Lingue. L’ultimo traguardo, in particolare, riguarda la convenzione con l’Università di Mendoza (Argentina) per la doppia laurea triennale in Viticoltura ed enologia, che prosegue il percorso di internazionalizzazione del corso di laurea che già da anni ha attivato il doppio titolo accademico italiano e tedesco.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Con successo continua il programma Erasmus. l’Ateneo ha avviato collaborazioni con 195 Atenei dei Paesi dell’Unione Europea per la mobilità studentesca. Udine mantiene una delle più altre percentuali in Italia di studenti che ne usufruiscono, con l’1,8% in uscita e l’1,3% in entrata. Nel 2008 è stato realizzato con la Russia il progetto di scambio docenti e studenti nell’ambito dell’<em>Erasmus Mundus Cooperation Window.</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Lo scorso mese abbiamo avviato l’istituzione, presso il nostro Ateneo, del Centro di Documentazione Europea, centrale informativa della Commissione Europea specificatamente dedicato alle Università.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Si è inoltre rafforzata e consolidata la presenza dell’Ateneo nella rete del Master Euroculture, di cui siamo stati co-fondatori 10 anni fa. È stato infine avviato un Master europeo con l’Università della Sorbona nel settore delle arti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Nell’ambito dei progetti di cooperazione sono attive 52 convenzioni bilaterali. In particolare, sempre molto proficua la collaborazione con il Camerun. Infatti, a seguito delle iniziative avviate, l’Ateneo ha recentemente ottenuto dall’UE il finanziamento per la creazione di un network in collaborazione tra le Università, i centri di ricerca, le imprese del Centro Africa per l’alta formazione nelle discipline della veterinaria, zootecnia e sicurezza alimentare. Dal 2008 ha anche preso avvia la collaborazione con la Guinea Equatoriale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Sono state avviate le procedure per l’ingresso di Udine nella <span>Università Euro Mediterranea</span> (EMUNI). È in fase di costituzione un Centro di Studi della lingua e della cultura dell’Europa Centro Orientale dove assumerà particolare importanza una sezione di polonistica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">RICERCA E INNOVAZIONE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’Università di Udine ha ottenuto ottimi piazzamenti per la qualità della ricerca e per il numero di citazioni. Il Comitato di indirizzo per la ricerca universitaria, che valuta la qualità della ricerca in 15 aree scientifiche, pone Udine tra i primi tre atenei italiani in 5 aree: Matematica e Informatica; Biologia; Scienze mediche; Scienze agrarie; Scienze giuridiche. Il numero di citazioni, ossia quante volte il lavoro di un ricercatore è citato da altri studiosi, colloca Udine all’11° posto su 46 Atenei medio-grandi (oltre 200 scienziati) (fonte: <a href="http://www.pubblicoergosum.org/"><span style="color: windowtext; text-decoration: none">www.pubblicoergosum.org</span></a>).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Nel 2008 le pubblicazioni dell’Università di Udine recensite da ISI (Web of Science) hanno ricevuto 13.300 citazioni mentre nel 2007 avevano ricevuto 10.079 citazioni, con un incremento percentuale del 32%, il valore di gran lunga maggiore negli ultimi 10 anni, attestando l’impatto sempre maggiore sulla comunità scientifica delle pubblicazioni del nostro Ateneo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Gli indicatori di trasferimento tecnologico pongono il nostro Ateneo tra i migliori a livello nazionale. Vi porto soltanto l’ultimo esempio di trasferimento tecnologico di successo. Si tratta della produzione della prima varietà certificata di uva da vino resistente alle malattie. È stata un’appassionante competizione scientifica europea e statunitense, che ha avuto successo grazie alla realizzazione del progetto di sequenziamento del genoma della vite. Un progetto avviato nel 2005 dal gruppo di Genomica dell’Ateneo e conclusosi con successo nel 2007, rendendo il team udinese protagonista nel campo della ricerca scientifica a livello mondiale. Le applicazione derivanti dal sequenziamento del DNA della vite hanno facilitato ricadute nel sistema in termini di ricerca applicata. L’impatto economico che avrà la produzione del vitigno resistente alle malattie sarà enorme. Basti pensare che soltanto in Friuli si spendono in pesticidi 7 milioni di euro l’anno, ma soprattutto l’ambiente e la qualità della vita ne ricaveranno importanti benefici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Il portafoglio brevetti ha raggiunto la quota di 58 domande di tutela depositate, di cui 29 commercializzate. Dal 2002 al 2008 sono 22 le imprese spin off dell’Università.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Continua con grande successo, in termini di risultati e di partecipazione, la business plan competition Start Cup del nostro Ateneo, ed è nostra intenzione proporre, già da quest’anno, una Start Cup regionale che veda insieme le tre università competere a livello nazionale.</span></p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">AZIENDA OSPEDALIERO – UNIVERSITARIA: ATTO AZIENDALE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Nel settembre 2008 si è giunti alla firma dell&#8217;Atto aziendale di organizzazione dell’azienda ospedaliero universitaria. Su di essa si concentrano molte attese, derivanti dalla necessità di contemperare la migliore assistenza possibile per i pazienti, un ambiente ideale per la preparazione professionale degli studenti e il giusto equilibrio tra assistenza, didattica e ricerca per i docenti. Come in tutte le grandi innovazioni esistono delle criticità, che vanno superate nell&#8217;ambito del processo di confronto franco e aperto già avviato, tra Regione, Direzione aziendale e Università, puntando insieme alla creazione di un nuovo modello nel quale la valutazione sia basata sulla qualità dei risultati, e che possa rappresentare un modello di riferimento importante per l’intera Regione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Per questo guardiamo con interesse la presentazione del libro verde da parte della Regione e l&#8217;impegno alla creazione di una rete ospedaliera efficiente e sicura, condividendo l&#8217;obiettivo di un riordino per competenze professionali e tecnologiche. Anche la Facoltà di Medicina, con le sue molteplici discipline di alta specialità inserite nell&#8217;Azienda ospedaliero universitaria, potrà dare un importante contributo alle domande poste dal libro verde e partecipare alla stesura del nuovo piano sociosanitario.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">INDOTTO DELL’UNIVERSITÁ DI UDINE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ma quali sono le ricadute sul territorio regionale della presenza dell’Università di Udine?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’Ateneo friulano è un’azienda pubblica con un bilancio di 140 milioni di Euro e che coinvolge circa 20 mila persone</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Non mi soffermo ora sugli effetti più intuibili, in termini di ricadute culturali e di crescita sociale di intere comunità territoriali, ma voglio riferirmi in particolare agli effetti, sia diretti che indiretti, sulla struttura socioeconomica provinciale e regionale. Si stima che <strong>l’impatto economico riconducibile alla presenza della nostra Università sia di circa <span>160 milioni di euro all’anno:</span></strong> molto di più del plafond anticrisi destinato alle PMI e messo a disposizione da alcune grandi banche presenti in Regione il mese scorso. Tale importo viene annualmente re-immesso nel sistema regionale alimentando la domanda di beni e servizi e quindi dando un costante e significativo impulso all’economia locale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Si tratta di una cifra approssimata per difetto che comprende la domanda di <u><span>beni di consumo e di investimento da parte dell’Ateneo</span></u> <span>(<u>12 milioni</u> di euro), <u>la quota di imposte e di tasse</u></span> <u>riconducibile all’attività istituzionale dell’Ateneo</u> (<u><span>32 milioni</span></u> di euro all’anno), il <u><span>reddito spendibile dal personale che lavora nell’Ateneo</span></u> (<u><span>50 milioni</span></u> di euro annui), la <u><span>domanda di servizi da parte degli studenti</span></u> (quali, ad esempio, le attività ristorative e di trasporto, gli alloggi e il tempo libero, per <u><span>26 milioni</span></u> di euro annui). Infine, il <u><span>risparmio annuale (ovvero i minori costi) di cui le famiglie friulane</span> beneficiano</u> grazie all’opportunità di far laureare i propri figli presso l’Università di Udine: <span>tale risparmio si stima in <u>40 milioni di euro</u>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">LE AZIONI PROGRAMMATICHE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Le azioni programmatiche di questo nuovo governo di Ateneo si sviluppano attorno ai principi di <strong>qualità, efficienza e sostenibilità</strong>, entro un chiaro processo di <strong>pianificazione strategica</strong>. Le aree oggetto di intervento, già dai primi mesi di insediamento, sono state la ricerca, la didattica e l’internazionalizzazione, in un quadro di ristrutturazione organizzativa e di definizione di una politica rigorosa di bilancio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Vediamo sinteticamente la natura degli interventi e gli obiettivi perseguiti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">RICERCA</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">La nostra Università parte da un buon posizionamento nazionale in termini di qualità della ricerca, ma è proprio dal costante potenziamento di questa attività che si rafforzano le basi per uno sviluppo continuo e duraturo di Ateneo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Gli obiettivi dell’azione di governo sulla ricerca sono l’aumento della competitività del sistema ricerca in campo nazionale ed internazionale, con l’incremento della produttività della ricerca del 20% annuo in termini di numero, qualità ed impatto delle pubblicazioni, numero di brevetti ed ammontare dei finanziamenti esterni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Le linee di azione individuate per conseguire tali obiettivi sono molteplici. Per questioni di tempo cito solo quelle che si trovano già in un buon stato di avanzamento:</span></p>
<ol style="margin-top: 0cm" start="1" type="1">
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Sono state avviate le procedure di valutazione della ricerca attraverso la definizione di indicatori bibliometrici, differenziati per quattro macroaree scientifiche e si stanno definendo i meccanismi di allocazione delle risorse secondo criteri condivisi di qualità e di merito; abbiamo inoltre intrapreso, in accordo con i Direttori di Dipartimento, un processo di autovalutazione dei gruppi di ricerca al fine di procedere ad una mappatura della ricerca di Ateneo.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Si è avviato il processo di razionalizzazione organizzativa dei Dipartimenti, con la doppia finalità: ottimizzare il processo di aggregazione delle competenze scientifiche, secondo criteri di omogeneità e complementarietà, agevolando in tal modo la produttività della ricerca e ottimizzando i processi di coordinamento tra Dipartimenti e Sede centrale.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Abbiamo intrapreso politiche volte a favorire l’inserimento e la valorizzazione dell’attività di giovani ricercatori, che sono il futuro e la forza propulsiva di questa altrettanto giovane Università. Già da aprile saranno gli organi di governo emaneranno i regolamenti per la creazione delle Scuole di dottorato e l’istituzione della figura del Ricercatore a tempo determinato.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">In un più ampio quadro di razionalizzazione organizzativa al servizio della didattica e della ricerca, siamo impegnati nel potenziamento delle infrastrutture e delle competenze manageriali a supporto dell’attività di ricerca.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Fin dai primi mesi del mio insediamento ho ripristinato i fondi dipartimentali, nella misura compatibile con gli equilibri di bilancio (150 mila euro a settembre 2008 e 250 mila euro a febbraio 2009).</span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Nel 2008 abbiamo finanziato 82 borse di dottorato con un investimento di 4 milioni di euro di cui 2 a carico dell’Ateneo.</span></li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">DIDATTICA E ORIENTAMENTO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Sul piano della didattica, dopo l’importante espansione quantitativa degli anni recenti, sta seguendo anche per l’Ateneo udinese, come pure su scala nazionale, l’effetto del processo di applicazione del DM 270/2004. Si è avviata, così, una fase caratterizzata dalla revisione complessiva dell’offerta formativa, focalizzata su <em>sostenibilità</em> e <em>validità qualitativa</em> dei corsi di studio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">La sfida che ci siamo posti è di affrontare questo passaggio non in termini di puro “taglio” e “sacrificio”, ma cogliendo l’occasione per compiere delle scelte di rilancio qualitativo. È proprio nella prospettiva di un forte rilancio qualitativo dell’offerta didattica di Ateneo che il Senato Accademico del 28 gennaio ha elaborato le <em>Linee guida per la programmazione didattica di Ateneo</em>, incentrata su una serie di criteri interni di efficienza, efficacia, qualità e sostenibilità, rispetto ai quali tutti i corsi verranno valutati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Nel quadro di razionalizzazione avviato, trovano ampio spazio percorsi congiunti di formazione interateneo con l’Università di Trieste.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ci tengo a sottolineare che questi criteri nel loro complesso sono ben più severi dei criteri imposti dal Ministero. Ad esempio per le lauree magistrali richiediamo un numero minimo di studenti che è circa il doppio rispetto al numero minimo richiesto dal Ministero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Un altro importante capitolo è l’attività di Orientamento nei confronti degli studenti delle scuole medie superiori. Non crediamo nella promozione indifferenziata dell’Università, fatta spesso con opuscoli costosi e depliant pubblicitari. Crediamo che l’Orientamento, quello che resta nella mente dei giovani, debba avvenire attraverso gli incontri, le descrizioni, i racconti, le curiosità soddisfatte attraverso il dialogo. Faremo l’orientamento porta a porta in Regione e fuori Regione, con la collaborazione di tutti i Presidi e i loro Delegati. Il successo del nostro Salone dell’orientamento, tenuto alcuni giorni fa, con la presenza di oltre 3000 ragazzi è per noi uno stimolo importante per procedere in questa direzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">SERVIZI AGLI STUDENTI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Un concetto che credo possa meglio rappresentare il rapporto tra Ateneo e Studenti è la capacità di ascolto e di condivisione. Io penso che i servizi agli studenti siano dovuti e se sono di qualità meglio ancora, diventano anche attrattivi per l’Ateneo, ma la condivisione di percorsi non è dovuta, in genere è solo auspicata. Il confronto con gli studenti e i loro rappresentanti ci è stato, invece, molto utile nei tanti momenti difficili che abbiamo affrontato in questi mesi, non solo sui temi generali della riforma e dei tagli nazionali ma anche e soprattutto nella condivisione delle strategie, in particolare per quanto riguarda la rivisitazione dell’offerta didattica di Ateneo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">INTERNAZIONALIZZAZIONE: QUARTA MISSIONE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’impulso ai processi di internazionalizzazione della didattica e della mobilità di studenti e ricercatori è un’esigenza imprescindibile per la nostra Università, al centro di una Euro-Regione verso la quale e con la quale intendiamo potenziare e strutturare forti rapporti di partnership. Gli obiettivi sono: migliorare la capacità di attrarre studenti, dottorandi e giovani ricercatori, mantenere attivo il flusso di studenti in mobilità in entrata e uscita e favorire lo scambio in mobilità di docenti e ricercatori. Inoltre si vuole incrementare il numero di studenti in tirocinio presso imprese straniere e stimolare e favorire ingresso di studenti stranieri presso imprese locali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Il perseguimento di questi obiettivi ci sta impegnando nella creazione di condizioni organizzative che favoriscano l’adozione di un approccio processuale e trasversale all’internazionalizzazione dell’Ateneo. Stiamo lavorando per creare una stretta sinergia e complementarietà di azioni nei tre livelli: la ricerca, la didattica e la mobilità. La sfida dell’internazionalizzazione sarà la <span>quarta missione</span> dell’Università accanto a ricerca, didattica e trasferimento tecnologico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Diverse sono le aree strategiche e i modelli organizzativi su cui dobbiamo insistere per raggiungere gli obiettivi elencati. In particolare, la valutazione delle aree geografiche su cui maggiormente puntare, il potenziamento della progettualità europea (progetti Tempus, Erasmus Mundus), l’offerta formativa in lingua inglese, i processi di reclutamento per stranieri, siano essi studenti ai vari livelli o ricercatori, le convenzioni finalizzate con enti e istituzioni italiane e straniere, il potenziamento dei dottorati per stranieri, l’istituzione di corsi in lingua inglese e il potenziamento delle iniziative didattiche congiunte di I, II e III livello con Paesi stranieri sono tutti elementi sui quali stiamo lavorando e per i quali svilupperemo delle azioni a breve, medio e lungo termine.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Accanto a questo, dobbiamo mantenere al buon livello raggiunto i servizi per la gestione dell’accoglienza potenziando gli strumenti di comunicazione e promozione volti a favorire una maggiore visibilità a livello internazionale soprattutto attraverso l’utilizzo di un sito web multilingue ed esaustivo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">EDILIZIA</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Il patrimonio immobiliare dell’Università degli Studi di Udine è in evoluzione con importanti ed essenziali opere in fase di realizzazione e completamento molte delle quali caratterizzano il tessuto urbano in cui sono inserite. Dopo una prima fase di auditing del patrimonio il nuovo Governo di Ateneo ha valutato le strutture edilizie ed impiantistiche alla delle esigenze attuali e future, puntando alla razionalizzazione e concentrazione in Poli Universitari funzionali, sicuri e gradevoli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Il governo di Ateneo pone tre linee strategiche prioritarie:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.75pt; text-align: justify; text-indent: -18.75pt"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma"><span>a)<span>   </span></span></span> <span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">il consolidamento e la messa a regime delle strutture esistenti ed in corso di realizzazione;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.75pt; text-align: justify; text-indent: -18.75pt"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma"><span>b)<span>   </span></span></span> <span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">la promozione diffusa della cultura della sicurezza;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.75pt; text-align: justify; text-indent: -18.75pt"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma"><span>c)<span>   </span></span></span> <span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">la razionalizzazione delle strutture organizzative e amministrative dedicate alla gestione e sviluppo del patrimonio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">PROGRAMMAZIONE, ORGANIZZAZIONE E VALUTAZIONE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’obiettivo generale perseguito è quello di raccordare le strategie e le azioni dell’Ateneo entro un quadro programmatico unitario e coerente, con particolare riferimento alla dimensione finanziaria ed organizzativa, con un progressivo rafforzamento dei meccanismi di valutazione intesi anche come leva di cambiamento e miglioramento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ci siamo posti tre fondamentali obiettivi:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">1. Riequilibrio economico finanziario e rafforzamento del metodo della programmazione</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Nessuna organizzazione è realmente autonoma se non dispone di un adeguato livello di autonomia economico-finanziaria. Le tensioni finanziarie del nostro bilancio, ulteriormente aggravate dai noti provvedimenti statali di programmatica riduzione delle risorse, hanno portato a grosse rigidità nella discrezionalità della spesa. L’Università è un’azienda caratterizzata da un’elevata incidenza di costi fissi. Esistono quindi elevati livelli di interdipendenza tra un esercizio e l’altro che non possono più essere sottovalutati o rinviati al momento in cui si manifestano i loro effetti. Ne deriva che ogni decisione di oggi deve necessariamente essere valutata in rapporto agli effetti che produrrà nel futuro, sia in termini di compatibilità finanziaria, sia in termini di coerenza con il disegno strategico espresso dagli organi di governo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">In questo contesto è stato indifferibile programmare interventi strutturali &#8211; di merito e di metodo &#8211; per scongiurare il rischio di un azzeramento sostanziale della progettualità dell’Ateneo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">In concreto le azioni finora intraprese per conseguire questo primo obiettivo sono:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma"><span>a)<span>   </span></span></span> <u><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Pareggio di bilancio e recupero del disavanzo</span></u></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">E’ stato necessario procedere alla ristrutturazione della spesa, in maniera che i fabbisogni annuali non eccedessero le relative fonti. Il pareggio nel bilancio previsionale del 2009 è stato raggiunto a prezzo di riduzioni di spesa significative per supplenze e contratti, per compensi, per spese di pubblicità, per convegni, per trasferimenti ad enti partecipati (FORUM, Azienda agraria e simili). Sono state previste le risorse per adeguare il trattamento economico dei lettori al fine di evitare futuri inutili e costosi contenziosi. È stato inoltre mantenuto l’impegno a favore della ricerca, sia in termini di borse di dottorato, sia in termini di assegnazioni ai Dipartimenti. E questo attesta come le manovre finanziarie che stiamo realizzando sono di rigore ma all’insegna dello sviluppo e del rilancio. Rilancio, che in un Ateneo, può derivare primariamente dalla Ricerca.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma"><span>b)<span>  </span></span></span> <u><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Piano di rientro del disavanzo dell’amministrazione centrale</span></u></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Il piano di rientro richiesto dal Ministero è stato approvato dal Consiglio di amministrazione ed inviato al Ministero. Il piano prevede l’assorbimento del disavanzo entro il 2012 attraverso una manovra complessiva (tra maggiori entrate e minori spese) di circa 11 milioni di euro. Va detto che gli interventi sulle riduzioni delle spese sono significativi e dolorosi, comprendono, infatti, anche il diniego della permanenza in servizio per ulteriori 2 anni ai docenti con maggiore anzianità e il prepensionamento del personale che ha raggiunto i 40 anni di contribuzione utili. Da sottolineare, però, che il pareggio non potrà essere raggiunto se non sarà adeguato il nostro Fondo di finanziamento ordinario.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">2. Riassetto organizzativo</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’organizzazione è strumento per la realizzazione delle strategie: se cambiano le strategie deve cambiare anche l’organizzazione. Ciò è tanto più vero nel caso dell’Università di Udine, dove non solo è necessario riqualificare la spesa, ma anche l’assetto in essere, frutto di stratificazioni successive che, dopo un trentennio, richiedono di essere riconsiderate nella loro effettiva funzionalità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Le azioni finora svolte riguardano l’avvio del processo di riorganizzazione dell’Ateneo, soprattutto a livello macro strutturale. Una riorganizzazione questa, necessaria in tempi brevi, anche per fronteggiare la mutata situazione di organico che si verrà a determinare per effetto dell’impossibilità di rinnovare i contratti a tempo determinato (-50 unità entro il 2012). Abbiamo distinto il complesso processo di riorganizzazione in tre momenti: analisi, diagnosi e progettazione. Stiamo espletando le prime due fasi. Entro maggio gli organi di governo formuleranno la proposta di riorganizzazione macrostrutturale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ma nel più ampio processo di riprogettazione efficace ed efficiente di Ateneo rientrano, nel medio termine anche le politiche di insediamento territoriale, che dovranno svilupparsi entro i percorsi di efficienza e qualità della formazione e della ricerca, entro nuovi e più moderni patti territoriali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">3. Rafforzamento della valutazione come meccanismo operativo</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’impegno consiste nel rafforzamento della valutazione come momento effettivo e sostanziale funzionalmente inserito nei meccanismi organizzativi di Ateneo. In altri termini non solo statistiche descrittive, ma primariamente come strumento per l’orientamento dei comportamenti individuale e collettivi verso il miglioramento continuo in un’ottica di risultato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">In questo contesto difficile ed in evoluzione, chi assume la carica di Rettore si trova di fronte ad una lista infinita di richieste e di proposte, talora anche molto valide, che il Rettore stesso è chiamato a deludere in funzione delle limitatissime risorse disponibili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Uno dei momenti più sofferti di questi miei primi mesi come Rettore che ho condiviso con gli Organi Collegiali di Governo, è stata l’impossibilità di procedere all’assunzione di tutti i 63 stabilizzandi, che già dall’inizio del 2008 aspettavano l’assunzione a temo indeterminato. Ne abbiamo assunti solo 22 a tempo definito, ma manteniamo l’impegno morale nei loro confronti di procedere alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di bilancio, sempre più cogenti. Voglio sottolineare con forza e gratitudine la straordinaria capacità di reazione della nostra comunità accademica, nelle sue diverse componenti, personale docente e ricercatore, personale tecnico-amministrativo, con le loro rappresentanze sindacali, e gli studenti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">UNIVERSITÁ E TERRITORIO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’Università degli Studi di Udine, nonostante le sue difficoltà finanziarie, è pronta ad affrontare le sfide difficili che la riguardano anche perché, in un periodo di grave crisi, non può lasciare da solo il territorio da cui nasce, ma anzi con esso deve elaborare risposte valide e sostenibili. In gioco c’è la maggiore qualità ed il ruolo sempre più internazionale dell’Ateneo, ma anche dello stesso Friuli in un rapporto di interdipendenza che è ormai largamente consolidato. A ogni generazione spetta di confrontarsi con i valori fondanti del passato e di dargli, soprattutto nei momenti di crisi generale, nuovo senso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">L’identità del Friuli e della sua Università sono per noi, oggi, risorse di coesione e competitività, cemento per la messa a sistema di tutto il territorio e per la creazione di nuove territorialità. I nostri sono i valori di un Terra coesa al suo interna, ma aperta verso il mondo: coesione come forza motrice di aperture e visioni, dunque. E questo sta scritto oggi in quel <strong>“Patto” Università-Territorio</strong> che le istituzioni friulane hanno sottoscritto lo scorso ottobre per rinnovare la missione fondativa della Legge che nel 1977 ha istituito l’Università del Friuli, dando risposta ad una pressante istanza popolare, che dalle macerie del terremoto ha fatto sentire forte la propria voce e il proprio orgoglio. Questo anche il senso simbolico dell’invito all’Ambasciatore Zanardi Landi, Uomo di questa terra friulana, ma portatore dei più ampi valori europei e di cooperazione internazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">CONCLUSIONI – APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Caro Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, la nostra Università è convinta sostenitrice della necessità di rafforzare il sistema universitario regionale nell’ottica di una ottimizzazione delle risorse e conseguentemente di un miglioramento degli standard qualitativi e quantitativi della ricerca e della didattica, e ciò nel rispetto delle autonomie e delle diversità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Vi è da dire che c’è molto impegno da parte della Regione per questo nuovo e complesso percorso. Le siamo vicini Presidente e le chiediamo di farsi regista di <strong>un <span>vero</span> progetto strategico di rafforzamento delle Università regionali</strong>, proponendo obiettivi e strumenti infrastrutturali e finanziari per conseguirli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Signor Presidente, Il sottofinanziamento che ci dissangua da anni è una prova dura che questa Università non si meritava. Che il Friuli non si meritava. È una prova che stiamo affrontando, con rigore amministrativo e con visione strategica. Perché non possiamo accettare di lasciar arretrare, in termini di coesione e di competitività, di crescita sociale e culturale tutto il territorio friulano. Questo non sarebbe perdonato a nessuno di coloro che hanno alte responsabilità pubbliche in questa Regione e, prima di tutti, al Rettore dell’Università del Friuli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Signor Presidente, non abbiamo <span>mai</span> pensato, e questo deve essere chiaro, di chiedere alla Regione interventi per risanare i conti dell’Università di Udine. Domandiamo fiducia e sostegno nella misura in cui siamo in grado di produrre risultati e miglioramenti, e lo abbiamo dimostrato. Con coraggio, determinazione e grande senso di responsabilità di tutti noi, abbiamo risanato i nostri conti, con una dolorosissima manovra finanziaria di 11 milioni di euro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Quello che Le chiediamo, invece, <span>è di <strong>avviare un processo di perequazione</strong> nell’allocazione delle risorse regionali alle Università</span>. Semplicemente perché <strong>non è giusto proporre misure uguali per posizioni diseguali o strategie di integrazione a partire da situazioni sperequate</strong>. Questo non si chiama “campanilismo”, come si cerca di farlo passare, ma Giustizia Distributiva, concetto istituito da Aristotele quale condizione base dell’esistenza di ogni Stato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Presidente le affidiamo una <span>sfida</span>, che potremmo definire di <span>governo equo delle diversità</span>, nel rispetto dei principi della qualità e del merito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">In questo percorso, ne sia certo, saremo al suo fianco.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">COLLABORAZIONI E RINGRAZIAMENTI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">I risultati raggiunti in questi anni dall’Università di Udine, le coraggiose azioni intraprese in questi mesi e la portata delle iniziative future non sarebbero possibili senza la totale partecipazione della comunità universitaria.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Un passaggio qualificante nel dare integrazione sistemica alle relazioni territoriali, è stata la firma del “Patto” con le rappresentanze territoriali. Ringrazio tutti gli enti, le istituzioni, e i parlamentari firmatari del patto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Altrettanto importante è stata l’ampia intesa su iniziative comuni con le tante istituzioni locali: i Sindaci e le Amministrazioni comunali di Udine, Pordenone, Gorizia, Cividale, Cormons, Gemona, la Provincia di Udine, le Amministrazioni provinciali di Gorizia e Pordenone, l’Amministrazione Regionale, l’Ente per il diritto allo studio universitario di Udine, le Camere di Commercio, le Associazioni imprenditoriali, i Presidenti di Assindustria, Confcommercio, Confartigianato e Coldiretti, le Fondazioni Bancarie, e in particolare la Fondazione Crup, gli istituti finanziari e bancari, il Consorzio Universitario del Friuli, i Consorzi di Gorizia e Pordenone, il Comitato per l’Università friulana e <span>la Fondazione Renati.</span> Ma non possiamo non citare la Chiesa friulana, sempre attenta alle dinamiche del nostro Ateneo, il mondo della cultura e dei media.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ma il mio più grande riconoscimento va oggi a questa grande comunità accademica che ha saputo affrontare difficoltà e cambiamenti senza mai perdere di vista la qualità della propria missione di didattica, ricerca e servizio. Un riconoscimento importante va ai Presidi, ai Direttori di dipartimento, ai componenti degli organi di governo. Grazie davvero per l’intenso, intelligente e costruttivo lavoro svolto in questi mesi. Un ringraziamento particolare va ai miei più stretti collaboratori. Tutta la progettualità sviluppata in questi mesi non sarebbe stata possibile senza l’aiuto quotidiano paziente e competente del Prorettore, Alfredo Antonini, e dei miei delegati d’area: Silvio Brusaferro per l&#8217;Edilizia e la Strumentazione, Andrea Garlatti per la Valutazione, Organizzazione e Controllo, Michele Morgante per la Ricerca e il Trasferimento tecnologico, Alessandro Trovarelli per l&#8217;Internazionalizzazione, Fabio Vendrusolo per l&#8217;Innovazione e Razionalizzazione dell&#8217;offerta didattica. A loro il mio più affettuoso grazie e le scuse per tutto il tempo che ho loro sottratto alla ricerca, allo studio, alla famiglia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ringrazio <span>Piero Susmel,</span> presidente dell’azienda Agraria, Mauro Pascolini direttore del Centro Polifunzionale di Gorizia e Piercarlo Craighero di quello di Pordenone, <span>Livio Clemente Piccinini, direttore della Scuola Superiore</span> e i numerosi colleghi che hanno accettato deleghe anche molto importanti per specifici settori; cito soltanto coloro che in questo momento sono più da vicino coinvolti nei più importanti processi di cambiamento dell’Ateneo: Raffaella Bombi delegata ai Sistemi informativi, Francesco Marangon delegato all’Orientamento e tutorato, Sandro Fabbro delegato ai Rapporti con il territorio, Gino Bontempelli delegato alla Sicurezza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Un riconoscimento particolare va al Direttore Amministrativo Daniele Livon, insieme ai suoi collaboratori più diretti e ai capi Ripartizione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Ringrazio infine la mia Segreteria gli Uffici e le persone coinvolte nella organizzazione di questa cerimonia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">Un ringraziamento speciale va a Sua Eccellenza Monsignor Pietro Brollo, Arcivescovo di Udine, che questa mattina <span>ha celebrato la Santa</span> <span>Messa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">I risultati ottenuti e i progetti avviati dimostrano come, in sintonia con le comunità territoriali e al servizio della scienza e della ricerca, la nostra Università possa concretamente contribuire allo sviluppo civile, sociale ed economico del Friuli, dell’Italia e dell’Europa. Con questo rinnovato impegno</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">dichiaro aperto</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">l’Anno Accademico 2008/2009</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Tahoma">trentunesimo dell’Università degli Studi di Udine</span></strong></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Inaugurazione Anno Academico Uniud</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 04:39:23 +0000</pubDate>
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Appuntamento lunedì 9 marzo per l’inaugurazione del XXXI anno accademico dell’Università di Udine. La cerimonia si svolgerà a partire dalle 11 nell’aula magna di piazzale Kolbe 4, in via Chiusaforte a Udine. .Appuntamento lunedì 9 marzo per l’inaugurazione del XXXI anno accademico dell’Università di Udine. La cerimonia si svolgerà a partire dalle 11 [...]]]></description>
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<p> <![endif]-->Appuntamento lunedì 9 marzo per l’inaugurazione del XXXI anno accademico dell’Università di Udine. La cerimonia si svolgerà a partire dalle 11 nell’aula magna di piazzale Kolbe 4, in via Chiusaforte a Udine.<span id="more-3908"></span> .Appuntamento lunedì 9 marzo per l’inaugurazione del XXXI anno accademico dell’Università di Udine. La cerimonia si svolgerà a partire dalle 11 nell’aula magna di piazzale Kolbe 4, in via Chiusaforte a Udine. Interverranno l’ambasciatore presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, e il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo.Prima dell’inizio della cerimonia, alle 9.30 l’arcivescovo di Udine, monsignor Pietro Brollo, celebrerà la Santa Messa nella chiesa di S. Giacomo, in piazza S. Giacomo. Il programma della cerimonia prevede dalle 11 l’intervento del rettore Cristiana Compagno. A seguire, gli interventi del presidente del Consiglio degli studenti, Giovanni Benedetti, e del rappresentante del personale tecnico-amministrativo, Carla Bressani. La prolusione affidata ogni anno a rotazione alle dieci facoltà d’Ateneo, toccherà quest’anno alla facoltà di Medicina e chirurgia. Massimo Bazzocchi, docente di Diagnostica per immagini e radioterapia, parlerà de “L’immagine del corpo umano nel XXI secolo: da Roentgen all’imaging molecolare”. Spazio quindi all’intermezzo audiovisivo realizzato dagli studenti dei corsi in Scienze e tecnologie multimediali e Linguaggi e tecnologie dei nuovi media coordinati da Marco Rossitti. Seguirà la consegna dei riconoscimenti al personale collocato in quiescenza. L’inaugurazione si concluderà con il canto del Gaudeamus.La cerimonia sarà trasmessa in diretta dalla Web radio dell’università
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO: Lo Speciale Strassoldo VS Guzzanti di Telefriuli</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 21:20:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi proponiamo lo speciale a cura di Alessandra Salvatori andato in onda su Telefriuli ieri sera con tutti i particolari della bagarre. Segue il Video
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