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	<title>Udine20.it &#187; corriere</title>
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		<title>Udine: accoltellamenti e auto a fuoco. Cronache dalla notte friulana</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 13:06:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è stata una nottata tranquilla quella che nelle prime ore del giorno del 31 maggio ha visto due diverse compagnie di carabinieri impegnate nel fronteggiare eventi criminosi in città e in provincia.
Il primo episodio è accaduto alle 2 di notte nei pressi dell&#8217;autostazione di Udine quando per motivi definiti futili due giovani stranieri erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-44322" title="carabinieri notte" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/05/carabinieri-notte.jpg" alt="carabinieri notte" width="632" height="421" />Non è stata una nottata tranquilla quella che nelle prime ore del giorno del 31 maggio ha visto due diverse compagnie di carabinieri impegnate nel fronteggiare eventi criminosi in città e in provincia.</p>
<p>Il primo episodio è accaduto alle 2 di notte nei pressi dell&#8217;autostazione di Udine quando per motivi definiti futili due giovani stranieri erano venuti a contatto. Non si tratta però della solita rissa: l&#8217;ecuadoregno del &#8216;90 Cedeno Alcivar Luis Saul infatti ha estratto un coltello e ha ferito alla schiena il marocchino del &#8216;92 El Hansali Abdelamounaim. Il marocchino però è riusicto a prendere possesso del coltello del sudamericano e ha a sua volta ferito &#8220;l&#8217;avversario&#8221; al torace. A quel punto è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri che ha sedato la rissa e tratto in arresto Cedeno Alcivar accusato di lesioni personali aggravate. Nella disfida ad avere la peggio è stato il marocchino che è in prognosi riservata presso l&#8217;Ospedale Civile di Udine con il rischio di un possibile enfisema per un evidente interessamento del polmone. Tuttavia non corre alcun pericolo di vita.</p>
<p>Il secondo intervento alle 4 di mattina a Pradamano dove una pattuglia della caserma di San Giovanni al Natisone è giunta presso una abitazione privata mentre era in corso il rogo di due autovetture. Mentre i vigili del fuoco stavnao spegnendo le fiamme che si stavano sprigionando da una Mercedes Kompressor e da un&#8217;Audi A2. Le auto di proprietà rispettivamente di Claudio Braidic, 40 enne di Pradamano pregiudicato,e di sua moglie Simona Cuttini 42 enne di Pradamano. Le due auto non erano coperte da assicurazione contro incendio. I primi accertamenti operati dai Carabinieri lasciano ipotizzare un gesto dimostrativo indotto da rancori tra soggetti di etnia Rom.</p>
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		<title>Udine: autostazione aperta fino al 1 ottobre, intanto il comune cerca i soldi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 11:39:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/07/BusInt12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26872" title="BusInt12" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/07/BusInt12.jpg" alt="BusInt12" width="630" height="412" /></a>Ennesimo vertice dal prefetto fra Comune e Provincia di Udine e la Tofina srl, proprietaria dello stabile attualmente adibito ad autostazione a Udine. Il vertice durato un paio d&#8217;ore si è concluso con il prolungamento dell&#8217;attuale accordo con la Tofina  fino al 1 ottobre. Nel frattempo il comune di Udine cercherà il denaro sufficiente a comprare lo stabile, che la proprietà si è resa disponibile a vendere, o tenterà di individuare una area alternativa qualora la perizia tecnica stimasse un costo troppo alto dell&#8217;affitto. L&#8217;accordo stabilito fino al prim ottobre anche con la provincia prevede lo stesso canone su cui le parti erano andate in conflitto. <span id="more-26870"></span></p>
<p>Il sindaco Honsell e l&#8217;assessore Marchetti si sono presentati uniti, dopo le sterili accuse a mezzo stampa dei giorni scorsi, all&#8217;incontro dal prefetto e sono riusciti a ottenere questa proroga fino a fine settembre così da garantire almeno una tranquilla parternza all&#8217;anno scolastico. La Tofina avrebbe accettato in cambuo di un impegno scritto da parte del comune a cercare i finanziamenti necessari (e si parla probabilmente dei finanziamenti del 2011) ad acquistare l&#8217;area.</p>
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		<title>Udine: stazione autocorriere chiusa, botta e risposta fra Provincia e Comune</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 17:11:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/07/corriere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-26350" title="corriere" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/07/corriere.jpg" alt="corriere" width="630" height="400" /></a>E&#8217; guerriglia a suon di comunicati stampa fra il sindaco Honsell versus il presidente della Provincia Fontanini e l&#8217;assessore Marchetti. Dopo che ieri il sindaco aveva dichiarato che la Provincia non sa gestire il problema e l&#8217;allarme su possibili altre deleghe in carico all&#8217;ente intermedio oggi da Via Belgrado è arrivata la risposta piccata della giunta Fontanini che per bocca dell&#8217;assessore Marchetti ha invitato, ironicamente ma non troppo,  l&#8217;ex rettore a tornare a insegnare<span id="more-26349"></span></p>
<p><strong>Comunicato stampa Provincia di Udine</strong></p>
<p>«Battute tra istituzioni sono dannose e non portano alla soluzione dei problemi». È la replica del presidente della Provincia on. Pietro Fontanini in seguito agli attacchi a mezzo stampa da parte del primo cittadino di Udine che, in riferimento alla questione della stazione delle autocorriere di Udine, si è lasciato andare a esternazioni giudicate “fuori luogo” da parte del presidente e del vicepresidente di palazzo Belgrado Fabio Marchetti che oggi, nel corso di una conferenza stampa straordinaria, hanno fatto il punto sulla questione. «In regione – ha affermato Fontanini &#8211; ci sono molte autostazioni, ma solo a Udine vi è l’anomalia che vede il Comune non proprietario dell’immobile destinato a quest’uso». Estremamente amareggiato dalla linea adottata dal Comune anche il vicepresidente Marchetti: «le dichiarazioni di Honsell – ha detto – sono false e dimostrano che il Sindaco non conosce le competenze di Comune e Provincia oltre a non conoscere alcune leggi dello Stato». Intanto è fissata per domani alle 11 e 30 la riunione con il Prefetto tra Provincia, Comune, Tofina srl e Saf, per capire quali conseguenze avrà l’atto di interruzione di pubblico servizio. La Tofina srl, la società che gestisce ed è proprietaria della struttura, infatti, lunedì notte ha chiuso gli accessi in quanto la convenzione, scaduta il 20 luglio, è stata rinnovata per altri 18 mesi alle stesse condizioni da parte della Provincia. «La Giunta provinciale – ha proseguito Marchetti – il 14 luglio scorso ha deliberato la proroga della convenzione esistente, come dice la norma, agli stessi patti e alle stesse condizioni». Per ogni passaggio di mezzo adibito a trasporto pubblico Tofina srl percepisce un euro e 68 centesimi (+ Iva). «Cifra – riprende Marchetti – stabilita su parametri oggettivi e, se paragonata alle altre città italiane, al di sopra della media. Va rilevato altresì che, in controtendenza con gli altri capoluoghi della nostra regione, il Comune di Udine non è proprietario della struttura adibita ad autostazione pur potendo disporre, per un eventuale acquisizione o realizzazione, di un contributo regionale pari a un milione e 100 mila euro. Questa situazione – ha evidenziato Marchetti -, più unica che rara in Italia, va addirittura contro quanto aveva stabilito la precedente amministrazione Cecotti, che aveva individuato nell’area ex Bertoli Safau (vicino alla stazione Fs) l’area idonea per la realizzazione della nuova stazione delle corriere. Ad oggi il Comune (giunta Honsell) ha fatto dietrofront e ha tolto la localizzazione affermando di non avere individuato alternative e che l’autostazione della città deve rimanere quella attuale».<br />
Quanto ai meriti di aver trovato la soluzione in tempi rapidi alla chiusura dell’autostazione, Marchetti precisa come «nel corso di una riunione tra le parti interessate, tra cui anche il Comune, si era deciso che in caso di serrata da parte di Tofina si sarebbe percorsa per prima la soluzione “morbida” adottata quando l’edificio era stato interessato dai lavori di ristrutturazione vale a dire l’occupazione dei viali Europa e Leopardi e lo spostamento della biglietteria al Pullman bar. Non vi è stato pertanto – conclude &#8211; nessun eroico intervento, eravamo già pronti ai “colpi di testa” di Tofina srl».</p>
<p><strong>Comunicato stampa Comune di Udine</strong></p>
<p>“Invece di perdere tempo ad accampare scuse o insultare, consiglio l’amministrazione provinciale di darsi da fare per risolvere un problema che è sotto gli occhi di tutti i cittadini della provincia”. Così il sindaco di Udine Furio Honsell replica al presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini e all’assessore ai Trasporti Fabio Marchetti, che nel corso di una conferenza stampa avvenuta oggi 21 luglio a palazzo Belgrado hanno attaccato pesantemente il Comune in merito alla questione della stazione delle corriere. “Amareggia che delle figure istituzionali quando sono colte in fallo reagiscano con degli insulti personali – commenta il primo cittadino –. Tutti sanno che quello attuale è l’unico sito adatto ad ospitare, a breve e medio termine, un’autostazione a Udine. L’area ex Safau è ancora in mano al giudice fallimentare e serviranno comunque anni prima di bonificarla”. Di fronte alle dichiarazioni rilasciate da Fontanini e Marchetti, il sindaco invita l’amministrazione provinciale ad agire tempestivamente per far rientrare l’emergenza. “Davanti al prefetto la Provincia si era impegnata a fare delle valutazioni sui costi di gestione ma non ha più fatto sapere niente – sottolinea Honsell –. Ora purtroppo ci troviamo di fronte a questa situazione fortemente lesiva per i cittadini di Udine e del Friuli ed è ben noto che la competenza in materia è dell’amministrazione provinciale, che in più di un anno di tempo non è riuscita a trovare una soluzione in grado di evitare la chiusura dell’autostazione”. Già nel luglio del 2009, infatti, in una riunione a palazzo Belgrado il Comune aveva informato l’amministrazione provinciale circa l’inesistenza di una alternativa logistica a breve e medio termine. “La Provincia si sarebbe dovuta attivare immediatamente – conclude Honsell – senza portare, a danno di tutti i cittadini, alla chiusura della stazione delle corriere”.</p>
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		<title>Udine: chiusa la stazione delle autocorriere.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 07:35:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo una lunga trattativa fra provincia di Udine e la Tofina, la società che in gestione la stazione delle autocorriere del capoluogo friulano, a sorpresa stamattina la stazione è rimasta chiusa, circoscritta con il nastro bianco e rosso. Disagio per i passeggeri che si vedono costretti a salitre e scendere dai mezzi lungo via Leopardi.
AGGIORNAMENTI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una lunga trattativa fra provincia di Udine e la Tofina, la società che in gestione la stazione delle autocorriere del capoluogo friulano, a sorpresa stamattina la stazione è rimasta chiusa, circoscritta con il nastro bianco e rosso. Disagio per i passeggeri che si vedono costretti a salitre e scendere dai mezzi lungo via Leopardi.<span id="more-26322"></span></p>
<p>AGGIORNAMENTI IN GIORNATA</p>
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		<title>Udine:Indagata l&#8217;infermiera delle foto su Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 18:15:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;album pubblico di un infermiera di Udine sotto accusa. Una normale raccolta di fotografie scattate tra i colleghi di reparto se non fosse che nelle immagini si vedano anche dei pazienti della terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Anziani intubati e incoscienti. 						 (ANSA) &#8211; UDINE, 18 MAG &#8211; Jennifer Millia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/foto-di-pazienti-dellospedale-di-udine-su-facebook/4849/" title="immagine.jpg" rel="attachment wp-att-4849"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/05/immagine.jpg" alt="immagine.jpg" width="370" height="180" /></a>E&#8217; l&#8217;album pubblico di un infermiera di Udine sotto accusa. Una normale raccolta di fotografie scattate tra i colleghi di reparto se non fosse che <strong>nelle immagini si vedano anche dei pazienti della terapia intensiva</strong> dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Anziani intubati e incoscienti.<span id="more-4848"></span> 						 <em><strong>(ANSA) &#8211; UDINE, 18 MAG &#8211; Jennifer Millia, l&#8217;infermiera che ha diffuso su Facebook foto di alcuni ammalati intubati nel reparto di anestesia e rianimazione dell&#8217;ospedale di Udine, e&#8217; stata iscritta nel registro degli indagati per l&#8217;ipotesi di reato di interferenze illecite nella vita privata. Lo ha riferito oggi il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, interpellato dall&#8217;ANSA. Per l&#8217;avvocato Stefano Benetti, legale della donna, si tratta di &#8221;un atto dovuto, anche per il clamore mediatico che la vicenda ha avuto. E&#8217; giusto che la Procura indaghi per verificare se ci sono profili di reato, che &#8211; ha aggiunto &#8211; io non ritengo esserci. Esamineremo il capo di imputazione; siamo pronti a difenderci, nonche&#8217; aperti a qualsiasi chiarimento con la Procura e con l&#8217;Azienda ospedaliera&#8221;.</strong></em></p>
<p>Il Garante per la privacy ha avviato accertamenti sulla vicenda della pubblicazione su Facebook di alcune foro di pazienti della terapia intensiva dell&#8217;azienda ospedaliera di Udine. &#8221;In riferimento alla grave vicenda riguardante l&#8217;azienda ospedaliera di Udine, si informa che il Garante per la protezione dei dati personali &#8211; annuncia una nota dell&#8217;organismo di garanzia &#8211; ha avviato nella mattinata di oggi immediati accertamenti, chiedendo in via preliminare alla direzione dell&#8217;Ospedale Santa Maria della Misericordia ogni elemento utile ad una piena valutazione del caso&#8221;. &#8221;In risposta all&#8217;intervento del Garante, il direttore generale dell&#8217;azienda ha comunicato &#8211; sulla base di quanto dichiarato dalla stessa interessata &#8211; che l&#8217;infermiera responsabile di aver messo su Facebook le foto dei pazienti &#8211; spiega ancora la nota &#8211; non ha utilizzato attrezzature informatiche dell&#8217;azienda, e che l&#8217;immissione delle foto e&#8217; avvenuta dalla propria abitazione&#8221;. &#8221;L&#8217;azienda ha inoltre comunicato al Garante &#8211; si legge ancora &#8211; di aver interessato la Polizia Postale di Udine. L&#8217;interessata ha peraltro dichiarato che avrebbe gia&#8217; provveduto a cancellare dalla propria abitazione le foto nelle quali comparivano i pazienti. Il Garante da parte sua proseguira&#8217; l&#8217;attivita&#8217; di accertamento sul rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, anche ai fini di un&#8217;eventuale applicazione di sanzioni nei confronti di chi sara&#8217; ritenuto responsabile della violazione dei diritti dei ricoverati e delle altre persone coinvolte&#8217;</p>
<p><strong><em>COMUNICATO STAMPA 14 MAGGIO DELL&#8217;AZ. OSPEDALIERO-UNIV S.MARIA DELLA MISERICORDIA DI UDINE</em></strong></p>
<p>la foto apparsa su Facebook e pubblicata in prima pagina dal Corriere della Sera RITRAEVA UNA COLLEGA OPERATA D’URGENZA E CONSENZIENTE</p>
<p><strong>Carlo Favaretti</strong>, direttore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria della Misericordia di Udine, a seguito dell’articolo “I pazienti intubati finiscono su Facebook”, apparso oggi – 14 maggio &#8211; sul Corriere della Sera, ha avviato immediatamente questa mattina un’inchiesta interna per accertare chi sia il dipendente che ha inserito le foto su Facebook e se vi siano state violazioni della legge sulla privacy (riservatezza dei dati personali), del regolamento disciplinare (se siano state utilizzate tecnologie dell’Ospedale durante l’orario di lavoro), del codice deontologico (dell’ordine professionale coinvolto).</p>
<p>&lt;&lt;La responsabile della pubblicazione delle foto su Facebook è stata identificata – afferma il direttore Favarretti &#8211; si tratta di un’infermiera di 29 anni che lavora in una delle nostre strutture di anestesia e rianimazione. E’ registrata su Facebook dove ha inserito alcune foto, scattate un anno fa, nella convinzione che l’accesso al suo album personale fosse consentito ai soli suoi amici. Le foto ritraggono colleghi, anche se sono visibili alcuni pazienti, peraltro non riconoscibili. La foto riportata in prima pagina dal Corriere della Sera ritrae una collega ed amica. L’infermiera ha affermato che non sono state utilizzate attrezzature informatiche di proprietà dell’Azienda: l’immissione delle foto è avvenuta dalla propria abitazione. Poiché dallo scorso 11 maggio questa Azienda ha inibito l’accesso a Facebook dai computer aziendali, a seguito di una decisione totalmente indipendente dal fatto verificatosi oggi, in fase istruttoria si è coinvolta la Polizia Postale di Udine che ha convocato l’infermiera per la totale cancellazione delle foto dal sito&gt;&gt;.</p>
<p>&lt;&lt;Sono mortalmente dispiaciuta – ha confessato tra le lacrime l’infermiera, convocata in direzione nel pomeriggio – pensavo che il mio album fosse privato e le foto visibili solo ai miei amici. Non pensavo fosse pubblico, non volevo renderlo pubblico. Ho semplicemente raccolto foto, scattate in tempi diversi, per farne un album ricordo per dei colleghi che andavano in pensione. A mio giudizio i pazienti sullo sfondo non erano riconoscibili, perciò non ho sfumato le foto. Non volevo ledere l’immagine di nessuno. La paziente apparsa sulla prima pagina del Corriere è mia collega ed amica: la foto è stata scattata per festeggiarla dopo un’operazione che aveva subito&gt;&gt;.</p>
<p>L’anestesista ha spiegato che la paziente-infermiera si era sentita male improvvisamente, mentre lavorava in ospedale, e la sera stessa era stata operata di colecisti. Era terrorizzata, la prima operazione della sua vita, così quando si è risvegliata l’ha festeggiata con ii segno di vittoria, come si vede in foto.</p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p>è una segnalazioane al corriere della sera a scatenare il tam tam mediatico. e non solo mediatico. la donna avrebbe infatti scattato sul suo posto di lavoro delle foto con i colleghi dilavoro all&#8217;interno dell corsie dell&#8217;ospedale santa maria della misericordia. E fini qui ninetne di male, anche se il medico interpellato dal corriere ritiene che «<em>Sarebbe stato comunque uno sbaglio — puntualizza il medico —. Io mi sono lasciato fotografare con piacere, ma non avrei mai permesso che le mie immagini finissero in Rete. Volevo soltanto che fossero conservate dalla collega o dal collega. Chi ha deciso di mettere tutto in Rete ha fatto un torto anche a me. (corriere.it)</em></p>
<p>La questione molto più grave però è che nelle foto scattatte incorsia appaiono visibili anche alcuni pazienti intubati. Immagini forte che oltretutto potrebbero essere scaricabili da chiunque si aabilitato dall&#8217;autrice  a farlo. Un aleggerezza grave e imperdonabile<em>&#8220;Se fossi uno dei loro familiari, sarei incavolato nero. Questo è un reparto ad altissima intensità di lavoro. Spero soltanto che il responsabile non abbia utilizzato i computer dell’ospedale per i suoi passatempi personali». Magari è stata una leggerezza. «Macché. Nel nostro reparto, all’ingresso, c’è una galleria fotografica che mostra cosa facciamo qua dentro. E in nessuna di queste foto c’è la faccia di un paziente. Quando le persone entrano, trovano solo i volti sorridenti del personale. E nemmeno quelle le metteremmo online». (corriere.it)</em><em> </em></p>
<p><em>Accertamenti sono stati avviati dalla direzione generale dell&#8217;Azienda ospedaliero-universitaria di Udine, dopo la pubblicazione su Facebook &#8211; resa nota oggi dal Corriere della Sera &#8211; di alcune foto di pazienti della terapia intensiva. Lo si è appreso stamani da fonti dell&#8217;Azienda Santa Maria della Misericordia, il cui direttore, Carlo Favaretti, ha definito la vicenda &#8220;di una gravità assoluta&#8221;. Le fotografie sarebbero state scattate nel reparto di terapia intensiva dell&#8217;ospedale del capoluogo friulano, e ritrarrebbero medici, infermieri e ignari pazienti. A pubblicarle, senza restrizioni, sarebbe stata un&#8217;infermiera sul proprio profilo personale. Da una ricerca sul social network, al momento le fotografie non sono visibili. ansa del 14 maggio</em></p>
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