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	<title>Udine20.it &#187; dati</title>
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		<title>Nucleare: ARPA, dati di nessuna rilevanza in Friuli</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 08:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Udine 7 aprile &#8216;11 &#8211; Mentre in Giappone presso la centrale di Fukushima proseguono i tentativi di chiudere le falle che stanno disperdendo materiale radioattivo, in Italia le misurazioni segnalano che la contaminazione non sembra raggiungere i nostri cieli e le nostre terre. Il servizio di monitoraggio dell&#8217;ARPA FVG segnala infatti che non ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34778" title="nucleare" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/12/nucleare.jpg" alt="nucleare" width="632" height="420" />Udine 7 aprile &#8216;11 &#8211; Mentre in Giappone presso la centrale di Fukushima proseguono i tentativi di chiudere le falle che stanno disperdendo materiale radioattivo, in Italia le misurazioni segnalano che la contaminazione non sembra raggiungere i nostri cieli e le nostre terre. Il servizio di monitoraggio dell&#8217;ARPA FVG segnala infatti che non ci sono assolutamente dati rilevanti <span id="more-41399"></span></p>
<p>Tracce di Iodio 131 sono state rivelate sui campioni  alimentari ed ambientali misurati il 6 aprile 2011. Le quantità  riscontrate sono <strong>di nessuna rilevanza sanitaria</strong> ed in linea con i valori misurati dagli altri laboratori della rete nazionale.</p>
<p>I risultati delle misure sono contenuti nella tabella seguente.</p>
<div>
<h4>Concentrazione di Iodio 131</h4>
</div>
<table border="0" summary="Risultati misure di Conntrazione di Iodio del 6 aprile 2011">
<thead>
<tr>
<th id="col2148-0" scope="col">Tipo di campione</th>
<th id="col2148-1" scope="col">Luogo di raccolta</th>
<th id="col2148-2" scope="col">Data di riferimento</th>
<th id="col2148-3" scope="col">Concentrazione di I-131</th>
<th id="col2148-4" scope="col">Errore</th>
<th id="col2148-5" scope="col">Unità di misura</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Latte di capra</td>
<td>Trivignano</td>
<td>6 aprile 2011</td>
<td>0.30</td>
<td>0.04</td>
<td>Bq/l</td>
</tr>
<tr>
<td>Particolato atmosferico</td>
<td>Udine</td>
<td>5 aprile 2011</td>
<td>0.00028</td>
<td>0.00004</td>
<td>Bq/m3</td>
</tr>
<tr>
<td>Particolato atmosferico</td>
<td>Udine</td>
<td>6 aprile 2011</td>
<td>0.00049</td>
<td>0.00012</td>
<td>Bq/m3</td>
</tr>
<tr>
<td>Acqua piovana</td>
<td>Udine</td>
<td>4 aprile 2011</td>
<td>0.80</td>
<td>0.03</td>
<td>Bq/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<item>
		<title>La nube radioattiva in Italia: Arpa FVG, dati normali.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 19:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[centrale nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[cesio]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
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		<category><![CDATA[radioattiva]]></category>
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		<description><![CDATA[Le masse d’aria provenienti dal Giappone, nel loro movimento verso l’oceano Pacifico e gli Stati Uniti, hanno gradualmente perso il loro contenuto iniziale di radioattività. I livelli di radioattività misurati sulla costa occidentale degli Stati Uniti e riportati dall’Ente per la Protezione dell’Ambiente sono bassissimi, così come quelli misurati in Islanda.
I livelli in Italia saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34778" title="nucleare" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/12/nucleare.jpg" alt="nucleare" width="630" height="419" />Le masse d’aria provenienti dal Giappone, nel loro movimento verso l’oceano Pacifico e gli Stati Uniti, hanno gradualmente perso il loro contenuto iniziale di radioattività. I livelli di radioattività misurati sulla costa occidentale degli Stati Uniti e riportati dall’Ente per la Protezione dell’Ambiente sono bassissimi, così come quelli misurati in Islanda.<span id="more-40828"></span></p>
<p>I livelli in Italia saranno quindi talmente bassi da essere difficilmente rilevabili con i normali sistemi di misura e comunque di nessuna rilevanza dal punto di vista sanitario.<br />
Qualunque tipo di precauzione, quali iodio profilassi o riparo al chiuso, risulta quindi del tutto fuori luogo.</p>
<p>Tutti i risultati delle misure giornaliere effettuate sino ad oggi in Italia, comprese quelle effettuate da ARPA FVG, non hanno evidenziato anomalie rispetto a quanto rilevato precedentemente all’incidente.</p>
<p>ARPA Friuli Venezia Giulia continuerà a seguire l’evolversi della situazione e ad effettuare tutte le misure necessarie. Qualunque eventuale variazione rispetto ai livelli di fondo naturale verrà comunicata.</p>
<p><strong>Aggiornamento 25 marzo</strong></p>
<p>Tutti i risultati delle misure effettuate oggi 25/03/2011 dal Laboratorio di Fisica Ambientale di ARPA FVG non hanno evidenziato anomalie rispetto a quanto rilevato precedentemente: non risulta cioè presenza alcuna di radionuclidi artificiali gamma emettitori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Turismo: Friuli in crescita nel 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 20:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
				<category><![CDATA[| GOSSIP]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla lettura dei dati statistici consolidati fino a luglio e da una prima attendibile proiezione per i mesi di agosto e settembre, il Friuli Venezia Giulia stila un primo bilancio sui flussi turistici 2010 comparando i risultati anche alle passate stagioni turistiche 2008 e 2009, segnalando una crescita degli arrivi ma soprattutto la ripresa della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-31635" title="LogoTurismoFVG_2010_bianco_p" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/10/LogoTurismoFVG_2010_bianco_p.jpg" alt="LogoTurismoFVG_2010_bianco_p" width="614" height="277" />Dalla lettura dei dati statistici consolidati fino a luglio e da una prima attendibile proiezione per i mesi di agosto e settembre, il Friuli Venezia Giulia stila un primo bilancio sui flussi turistici 2010 comparando i risultati anche alle passate stagioni turistiche 2008 e 2009, segnalando una crescita degli arrivi ma soprattutto la ripresa della componente business rimasta inespressa nel corso del 2009.<span id="more-31634"></span></p>
<p>Gli arrivi registrati su tutto il territorio regionale da gennaio a settembre si attestano sul +2,1% mentre le presenze registrano un’inflessione del -1,9%. Se analizziamo il dato cumulativo degli ultimi tre anni si registra una crescita degli arrivi regionali del +5,2% e delle presenze del +1,8% laddove il quadro complessivo nazionale rimane negativo contrassegnando -4,2% negli arrivi e – 4,8% nelle presenze (ndr dati nazionali disponibili al 2009).</p>
<p>A corredo dei dati relativi ad arrivi e presenze turistiche, si evidenzia una diminuzione della permanenza media dei turisti sul territorio regionale, in linea con le tendenze a livello nazionale, dai 4,47 giorni registrati nel 2009 ai 4,16 giorni del 2010.</p>
<p><strong>Tipologia di struttura ricettiva</strong></p>
<p>Le strutture imprenditoriali regionali, che raggruppano alberghi, residenze turistico-alberghiere, campeggi, bed&amp;breakfast, alloggi agrituristici, contrassegnano un aumento degli arrivi del +2,6% e una sostanziale tenuta delle presenze che si attestano a -0,8%, mentre le strutture private (case e appartamenti per vacanze) registrano un’inflessione pari a -3,2% degli arrivi e delle presenze del -6,5%.</p>
<p>Passando al dettaglio i dati relativi alle strutture ricettive basandosi sui dati consolidati, registrati dal mese di gennaio a luglio 2010, si evidenzia un quadro strutturato in cui gli hotel risultano in crescita sia negli arrivi e sia nelle presenze (rispettivamente del +2,1% e del +1,8%) e i bed&amp;breakfast e gli alloggi agrituristici si confermano le tipologie ricettive in costante crescita ormai da anni, aumentando contestualmente il numero di posti letto e registrando incrementi sia negli arrivi sia nelle presenze: +22,4% gli arrivi, +22,8% le presenze per i b&amp;b; +9,6% gli arrivi, +21,9% le presenze negli agriturismo.</p>
<p><strong>Le provenienze dei turisti</strong></p>
<p>In merito alle provenienze dei turisti, sempre attestandosi sui dati definitivi, il dato degli arrivi in regione degli italiani risulta in crescita del +2,1% e quello relativo alla fedeltà degli stranieri evidenzia una crescita pari al +5,5%. In merito alla permanenza sul territorio regionale di turisti stranieri, risulta interessante segnalare l’aumento degli arrivi dei turisti tedeschi e soprattutto austriaci nonché quello dei visitatori provenienti dalla Slovacchia, dai Paesi Bassi e dall’Ucraina.</p>
<p><strong>I capoluoghi regionali </strong></p>
<p>Rispetto alla stagione turistica 2009 i flussi nei capoluoghi regionali sono ripartiti grazie alla componente business in forte ripresa. Il dato complessivo dell’ambito turistico relativo ai capoluoghi fa segnare, infatti, +5,3% degli arrivi e +2,9% delle presenze nel periodo gennaio – settembre 2010.</p>
<p>A testimoniarlo è <em>in primis</em> la città di Pordenone che, dopo un 2009 segnato dalla congiuntura economica, da gennaio a settembre conta su una crescita degli arrivi del +7,1% e delle presenze del +7,3%.</p>
<p>Udine si porta in territorio positivo con +7,1% negli arrivi e +5,8% nelle presenze e il capoluogo regionale mantiene il trend di crescita evidenziato lo scorso anno facendo registrare +5,8% negli arrivi e +2,4% nelle presenze.</p>
<p>Gorizia è l’unica realtà cittadina a presentare numeri con segno negativo contrassegnati da -1,5% negli arrivi e -2,6% nelle presenze.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Mare</strong></p>
<p>Il dato aggregato relativo all’ambito turistico delle località balneari segnala gli arrivi in pareggio (+0,01%) e una diminuzione delle presenze (-3,89%). Le località balneari sono sostanzialmente influenzate dall’andamento negativo di tre tipologie di strutture ricettive: i campeggi/villaggi turistici, le case e gli appartamenti privati e le strutture ricettive a carattere sociale. Le motivazioni risiedono da un lato, e soprattutto per la prima tipologia di struttura ricettiva, a causa del maltempo abbattutosi all’apertura della stagione estiva e d’altro lato a causa della situazione economica non favorevole che ha visto succedersi una contrazione della permanenza degli ospiti.</p>
<p>La natura della tipologia ricettiva incide in misura minore sugli arrivi che marcano la tenuta a Grado con il +0,5% e a Lignano con il -0,2%, mentre influenzano il dato delle presenze che registrano una sostanziale tenuta nell’Isola del sole con il -0,7% e un calo a Lignano del -5,1%.</p>
<p>A conferma si evidenzia, infatti, che il dato alberghiero aggregato per gli ambiti di Grado e Lignano registrato da gennaio a luglio 2010 risulta positivo sia negli arrivi sia nelle presenze al +1,2%.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Montagna</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il dato complessivo registrato nelle località montane si attesta a +1,4% negli arrivi e +0,7% nelle presenze.</p>
<p>In particolare riparte il trend di crescita della Carnia (+7,5% arrivi, +6,8% presenze), mentre nel Tarvisiano si registra un sostanziale pareggio negli arrivi con -0,3% e un calo di flussi a Piancavallo, ambito piccolo con poca incidenza sui dati a livello regionale.</p>
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		<title>Coop sociali Udine: 4 mila occupati</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 21:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative sociali]]></category>
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		<description><![CDATA[Un aumento dell’occupazione, del fatturato ma soprattutto della possibilità per le persone svantaggiate di trovare una risposta alle proprie aspettative nel mondo della cooperazione. Sono i dati più significativi del “Sesto rapporto sulla Cooperazione sociale in provincia di Udine – anno 2008” presentati  a palazzo Belgrado dall’assessore alle politiche sociali Adriano Piuzzi, dal rappresentante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/02/P1010083.JPG"><img class="alignleft size-large wp-image-16478" title="P1010083" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/02/P1010083-1024x768.jpg" alt="P1010083" width="631" height="472" /></a>Un aumento dell’occupazione, del fatturato ma soprattutto della possibilità per le persone svantaggiate di trovare una risposta alle proprie aspettative nel mondo della cooperazione. Sono i dati più significativi del “Sesto rapporto sulla Cooperazione sociale in provincia di Udine – anno 2008” <span id="more-16477"></span>presentati  a palazzo Belgrado dall’assessore alle politiche sociali Adriano Piuzzi, dal rappresentante di Finreco Stefano Bonera e dal presidente Confcooperative Federsolidarietà Enrico Mossenta. «Per le potenzialità che sono capaci di esprime – ha spiegato Piuzzi –, le cooperative sociali rappresentano una delle priorità di questa amministrazione. E la Provincia di Udine, prima in regione, svolge un ruolo significativo nell’utilizzo di questo strumento. Il fatto che il 2008 abbia registrato un buon andamento di queste realtà – ha concluso Piuzzi – rappresenta un grande risultato: per questo il mio compiacimento è rivolto a tutti gli operatori che si dedicano a questo settore».<br />
Il sesto rapporto dell’Osservatorio provinciale sulle Cooperative Sociali, condotto da Finreco in collaborazione con Confcooperative, Legacoop e A.G.C.I., fornisce, per l’anno 2008, l’aggiornamento dei dati relativi all’occupazione, all’inserimento lavorativo, ai fabbisogni formativi e di servizi terziari, alle attività realizzate, agli investimenti, al valore della produzione; approfondisce inoltre le dinamiche di questi principali indicatori e dei profili relativi agli equilibri economici, patrimoniali, finanziari delle cooperative in un arco temporale che comprende 9 esercizi consecutivi (2000-2008). Tra le 63 cooperative analizzate, 30 sono di tipo A ed erogano servizi rivolti a disabili, anziani, minori e famiglie; 29 sono di tipo B: hanno tra i soci persone provenienti dall’area dello svantaggio e si dedicano ai servizi di pulizia, gestione di aree verdi e ambiente, facchinaggio e trasporto, lavorazione per conto terzi, ristorazione, editoria ed informatica. Le cooperative Miste sono 4. Secondo quanto rilevato, il valore della produzione realizzato nel 2008 dal complesso delle cooperative della provincia di Udine ha registrato un aumento del 13% rispetto al 2007 (da 82.386.789 euro a 93.218.140 euro). Le cooperative di tipo A hanno conseguito ricavi per 66 milioni 933 mila euro. Il 51 per cento proviene da appalti, da privati il 23 per cento. La crescita dei ricavi è costante nel tempo (da 16.268.967 euro a 66.932.980 euro nei nove anni esaminati). Nelle cooperative B i ricavi ammontano a 23 milioni 822 mila euro. Il 51 per cento deriva da appalti ed il 40 per cento da privati. Nelle cooperative Miste i ricavi complessivi risultano pari a 2 milioni 463 mila euro di cui il 41 per cento da altre cooperative/consorzi, il 39 per cento da privati, 15 per cento da appalti. Quanto agli occupati, a fine 2008, erano complessivamente 4 mila 603 di cui il 75 per cento nelle cooperative di tipo A, il 23 per cento nelle B e il 2 per cento nelle Miste. La maggioranza dei lavoratori è composta da donne: 3.405 a fronte di 1.198 uomini. Le A (impegnate nei servizi alla persona) esprimono una dinamica di crescita più consistente e un andamento sostanzialmente positivo (da 1.162 addetti nel 2000 a 3.437 nel 2008). Le B (preposte all’inserimento dei soggetti svantaggiati) registrano un andamento in costante crescita (con l’eccezione del 2001) più accentuata nell’ultimo anno pari al +23% (da 859 nel 2007 a 1.053 nel 2008, pari a 194 addetti). Le cooperative Miste dal 2006 registrano una forte flessione (-63 unità).</p>
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		<title>FVG lontano dalla ripresa</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 19:27:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nei primi nove mesi del 2009, in Friuli Venezia Giulia, la produzione industriale e&#8217; calata del 13%, con un rallentamento della caduta nel terzo trimestre dell&#8217;anno, ma &#8211; secondo la Banca d&#8217;Italia &#8211; &#8221;non si puo&#8217; ancora parlare di ripresa&#8221;. La frenata dell&#8217;industria &#8211; e&#8217; stato spiegato oggi a Trieste durante la presentazione della nota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi nove mesi del 2009, in Friuli Venezia Giulia, la produzione industriale e&#8217; calata del 13%, con un rallentamento della caduta nel terzo trimestre dell&#8217;anno, ma &#8211; secondo la Banca d&#8217;Italia &#8211; &#8221;non si puo&#8217; ancora parlare di ripresa&#8221;. <span id="more-11734"></span>La frenata dell&#8217;industria &#8211; e&#8217; stato spiegato oggi a Trieste durante la presentazione della nota congiunturale relativa al primo semestre 2009 &#8211; e&#8217; trainata dal calo della domanda che nei primi sei mesi dell&#8217;anno di e&#8217; ridotta di circa un quinto (-19,3% la domanda estera, -18,5% la domanda interna) rispetto allo stesso periodo 2008. Nel semestre vi e&#8217; stato un calo dell&#8217;export (-23,4%), la la disoccupazione e&#8217; aumentata di un punto (al 5,4%), senza conteggiare le migliaia di lavoratori che utilizzano gli ammortizzatori sociali. Il 90% delle imprese campione (con oltre 20 addetti) intervistate da Bankitalia alla fine di settembre ha registrato un fatturato &#8221;in forte calo&#8221; nei primi nove mesi dell&#8217;anno e piu&#8217; della meta&#8217; prevede un&#8217;ulteriore diminuzione degli ordini per i prossimi mesi.</p>
<p>“I dati diffusi questa mattina da Bankitalia sulla situazione del Friuli-Venezia Giulia non fanno che confermare le nostre preoccupazioni: la ripresa nella nostra regione è ancora lontana”: a parlare  è il segretario generale della Cisl Fvg, Giovanni Fania, che rilancia l’urgenza di un tavolo ad hoc sull’industria. “Occorre – dice – affrontare seriamente la questione industriale e soprattutto concentrare maggiori sforzi sul comparto manifatturiero, asse<br />
portante del sistema produttivo ed, in generale, della nostra economia”. E sempre in tema, resta viva per la Cisl anche la necessità di ripensare l’assessorato alle Attività produttive, con l’istituzione di un apposito Assessorato all’Industria.<br />
Tuttavia, la crisi che – a detta del Sindacato – non è solo finanziaria, ma anche di valori, richiede un impegno a 360 gradi di tutti gli attori.</p>
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