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	<title>Udine20.it &#187; facebook</title>
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		<title>Insultavano Falcone e Borsellino su Facebook; indagati due fratelli di Tricesimo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 14:15:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Udine 18 gennio 2012 &#8211; Istigazione a delinquere e diffamazione aggravata i reati ipotizzati nell&#8217;avviso inviato a due giovani fratelli (un maschio e una femmina)di Manduria, in provincia di Taranto ma residenti a Tricesimo in provincia di Udine. La loro colpa è quella di aver ingiuriato pesantemente la memoria  e la figura dei giudici Giovanni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55676" title="falcone_borsellino" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2012/01/falcone_borsellino.jpg" alt="falcone_borsellino" width="630" height="436" />Udine 18 gennio 2012 &#8211; Istigazione a delinquere e diffamazione aggravata i reati ipotizzati nell&#8217;avviso inviato a due giovani fratelli (un maschio e una femmina)di Manduria, in provincia di Taranto ma residenti a Tricesimo in provincia di Udine. La loro colpa è quella di aver ingiuriato pesantemente la memoria  e la figura dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino su Facebook fondando il gruppo &#8220;Falcone e Borsellino falsi eroi&#8221;. La polizia postale ha chiuso il  gruppo nel marzo 2010 e ha indagato i due giovani, 25 e 27 anni, residenti in Friuli e un altro ragazzo 28enne  residente in provincia di Torino. Il pubblico ministero, terminate le indagini, ha inviato l&#8217;avviso ai tre ragazzi che erano gli amministratori della pagine Facebook contro i giudici Falcone e Borsellino e ora si attende la decisione sull&#8217;eventuale rinvio a giudizio. Nella pagina, oscurata da molto tempo come detto, si potevano leggere insulti ai giudici e una frase che era diventata il simbolo di questa vergogna: &#8220;Falcone e Borsellino due terroni in meno&#8221;.</p>
<p>Ve detto che gli stessi utenti del celebre social network si erano attivati contro il gruppo creato dai tre ragazzi: esiste infatti tuttora &#8220;SEGNALIAMO E FACCIAMO CHIUDERE IL GRUPPO &#8220;FALCONE E BORSELLINO FALSI EROI&#8221;" che può contare su 19 mila membri</p>
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		<title>Facebook si rinnova. Ecco tutti i cambiamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 12:21:38 +0000</pubDate>
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Facebook in queste ore sta modificando alcune impostazioni basiche del servizio, migliorando chat, foto, ricezione email e un cambio non da poco per l&#8217;homepage, dove si possono leggere tutte le attività del network. Comparirà una barra laterale nella parte destra della pagina che visualizzerà tutti gli aggiornamenti in tempo reale, dando così la possibilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/09/facebook.jpg" alt="facebook" title="facebook" width="630" height="400" class="alignnone size-full wp-image-49703" /><br />
Facebook in queste ore sta modificando alcune impostazioni basiche del servizio, migliorando chat, foto, ricezione email e un cambio non da poco per l&#8217;homepage, dove si possono leggere tutte le attività del network. Comparirà una barra laterale nella parte destra della pagina che visualizzerà tutti gli aggiornamenti in tempo reale, dando così la possibilità di vedere le interazioni dei propri amici in cui includere informazioni che non necessariamente appaiono nella home vera e propria:</p>
<p>Si potranno così vedere anche le attività contestuali, magari i check degli amici in alcuni luoghi, gli updates delle pagine a cui si è fan per non perdersi nulla, ma proprio nulla, delle azioni degli amici. Un altro cambiamento riguarda le foto: sono cambiate le dimensioni delle foto singole nello stream e anche le dimensioni degli album, da condividere in bacheca, sempre nello stream. Ecco come saranno le foto, tipo trittico stile puzzle, molto più intuitivo:</p>
<p>Anche la chat sta cambiando: è stato aggiunto un box giù in basso a destra con gli aggiornamenti e le notifiche in real time, anche quando si chiude la chat il box delle notifiche rimane comunque visibile nella colonna di destra. Un’altra novità riguarda la gestione di fanpage: Facebook ha scritto ai suoi utenti che il servizio manderà molte meno email nella casella della posta degli amministratori. A chi gestisce una pagina fan, Facebook manda con scadenza settimanale un aggiornamento sulle statistiche, numero di fan, like, commenti ed engagement del servizio in generale. Adesso, per facilitare il lavoro degli amministratori, nella pagina delle impostazioni che riguardano le notifiche, si potrà direttamente controllare quante email ricevere, cliccando su un apposito box in alto a destra. In questo modo Facebook invierà solo una email quando ci sono importanti aggiornamenti circa storie che si sono perse, facendo un sommario: si potranno comunque in ogni momento cambiare le impostazioni individuali.</p>
<p>Queste modifiche sembrano voler ottimizzare le notifiche per l’utente affinchè siano davvero imperdibili, e non superflue, per seguire le attività intorno al proprio network, e oltre, nel social network bianco e blu che ha cambiato il volto al web.</p>
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		<title>Avvocato WEB: lo stalking? Anche su Facebook!</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 06:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci risiamo, ma dovremo abituarci: Facebook, il social network più famoso e popolato, fa ancora parlare di sé per fatti di cronaca giudiziaria.
Stavolta si tratta del reato di stalking, nel caso deciso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 25488 depositata lo scorso 24 giugno 2011 (che si pubblica integralmente in calce).
Ma cos’è lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-47311" title="tastiera" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/07/tastiera.jpg" alt="tastiera" width="632" height="498" />Ci risiamo, ma dovremo abituarci: Facebook, il social network più famoso e popolato, fa ancora parlare di sé per fatti di cronaca giudiziaria.<br />
Stavolta si tratta del reato di stalking, nel caso deciso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 25488 depositata lo scorso 24 giugno 2011 (<a href="http://www.cindi.it/" target="_blank">che si pubblica integralmente in calce</a>).<br />
Ma cos’è lo stalking e cosa c’entra Facebook?<br />
Con il termine “stalking” (che in inglese significa letteralmente “tendere un agguato”), si intende un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti e telefonate indesiderate, a volte dal contenuto osceno. Non si tratta quindi solo di qualche messaggino in più. Lo stalking è perseguitare una persona attraverso pedinamenti, continuo pressing psicologico, minacce e molestie. Nell&#8217;epoca in cui non si scrivono più lettere il media privilegiato per comunicare è ovviamente il web. Il moderno postino non poteva che essere il socila network che ha rivoluzionato la rete: Facebook.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cindi.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Clicca qui per saperne di più sui tuoi diritti e doveri da utente del web</strong></span></a></p>
<p>Nell’ordinamento giuridico italiano lo stalking è stata tipizzato diventando reato nel 2009, con l’introduzione nel codice penale dell’art. 612 bis (rubricato “Atti persecutori”) a opera del D.L. 23 febbraio 2009 n. 11, convertito in legge 23 aprile 2009 n. 38.<br />
Nello specifico tale disposizione punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni “chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.<br />
La condotta appare molto ampia e secondo alcuni sarebbe a tal punto indeterminata da far dubitare della costituzionalità della norma per violazione del principio di legalità (art. 25, comma 2 Costituzione).<br />
Secondo la giurisprudenza, possono concretare le suddette molestie e minacce anche i comportamenti perpetrati in via telematica mediante l’utilizzo di un social network, come nel caso segnalato: un uomo, dopo la rottura del rapporto di convivenza, ha perseguitato la sua “ex” minacciandola per mesi con messaggi inviati su Facebook e giungendo a percuoterla.<br />
In realtà la pronuncia sopra richiamata non costituisce una novità assoluta, né per il contesto (in più della metà dei casi lo stalking si manifesta nella relazione di coppia), né per il mezzo tecnologico utilizzato: quasi un anno fa’, con la sentenza 30 agosto 2010 n. 32404, la stessa Cassazione Penale confermava la custodia cautelare nei confronti di un ragazzo resosi protagonista di “continui episodi di molestie, consistiti in telefonate, invii di sms, messaggi di posta elettronica e tramite Facebook, anche nell’ufficio dove lei lavorava”<br />
In tale vicenda la condotta persecutoria e ossessionante era giunta sino alla diffusione, sul noto social network, di un filmato che ritraeva un rapporto sessuale tra l’indagato e la vittima; ciò, sommato ad altri episodi intimidatori, provocava nella donna un grave stato di ansia e di vergogna che la costringeva a dimettersi.<br />
Beninteso, parlando di questi fatti e dei relativi risvolti penali, non si tratta di dar la caccia alla notizia demonizzando lo strumento tecnologico, ma di sensibilizzare gli utenti riflettendo sull’uso che viene fatto dello strumento stesso.</p>
<p><em><strong>Avv. David D&#8217;Agostini</strong></em></p>
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		<title>Web: il futurologo Sterling, Facebook ha i giorni contati</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 07:22:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gorizia 12 apr 11 &#8211; &#8220;Facebook ha i giorni contati. Ed è un pazzo chi punta sul futuro a lungo termine della geniale intuizione di Mark Zuckerberg, così come degli altri social network. Basti pensare a Myspace, che nel giro di un anno ha perso più del 70% del suo valore e dei suoi contatti&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-41716" title="facebook-social-migration" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/04/facebook-social-migration.png" alt="facebook-social-migration" width="630" height="419" />Gorizia 12 apr 11 &#8211; &#8220;Facebook ha i giorni contati. Ed è un pazzo chi punta sul futuro a lungo termine della geniale intuizione di Mark Zuckerberg, così come degli altri social network. Basti pensare a Myspace, che nel giro di un anno ha perso più del 70% del suo valore e dei suoi contatti&#8221;. Parola di Bruce Sterling, famoso scrittore di fantascienza, teorico del cyberpunk e grande studioso dei nuovi media.<span id="more-41715"></span> Ospite della penultima giornata di FilmForum Festival, a Gorizia, lo scrittore statunitense ha tenuto questa mattina, una lectio sul tema &#8216;Media Transition and Media Mutation&#8217;. Celebre per Mirrorshades, un&#8217;antologia di racconti di fantascienza del 1986 che ha contribuito a definire il filone cyberpunk, Sterling ha pubblicato diversi romanzi e racconti di fantascienza anche in Italia per le case editrici Fanucci e Mondadori. &#8220;E&#8217; veramente assurdo che sia durata tutto questo tempo l&#8217;invenzione fortunosa di uno studente che si è ritirato dal college &#8211; aggiunge Sterling -. In ogni caso, i social network avranno al massimo sette, forse 10 anni di vita ancora. Poi, com&#8217;é nell&#8217;ordine delle cose, saranno sostituiti da nuovi media e nuovi linguaggi, probabilmente da un&#8217;evoluzione dei personal blog&#8221;. Sterling ha anche parlato della &#8216;cyber war&#8217; paventata nei giorni scorsi da Barack Obama. &#8220;Siamo già in guerra, effettivamente &#8211; ha sottolineato Sterling -. Può sembrare una parola grossa, considerare &#8216;attacco bellico&#8217; una semplice intrusione dentro un computer. Ma non dimentichiamo che i pc sono stati inventati durante la Seconda guerra mondiale, quando i militari avevano la necessità di decodificare i codici nemici. E che dire del blog del presidente russo solo poche settimane fa hackerato e messo fuori uso da nemici di cui non si scoprirà mai l&#8217;identità? O dei continui attacchi informatici degli hacker cinesi, che tutti ben conoscono e che nessuno affronta con decisione?&#8221;, osserva lo scrittore. Noto per la produzione fantascientifica, Bruce Sterling si farà ispirare adesso dall&#8217;Italia, Paese in cui ha eletto la sua residenza per diversi mesi all&#8217;anno. &#8220;Il mio prossimo romanzo sarà ambientato fra Capri e Los Angeles &#8211; ha anticipato Bruce Sterling &#8211; E non è detto che si tratti ancora di fantascienza&#8221;. (ANSA).</p>
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		<title>Facebook: 4 Febbraio 2011 festeggia il settimo compleanno</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 14:03:58 +0000</pubDate>
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Era il 4 febbraio 2004 quando l’allora studente di Harvard, Mark Zuckerberg, creò il social network più famoso al mondo. In meno di 10 anni Facebook ha raggiunto milioni di iscritti, di tutte le età e proveniente da ogni parte del mondo, gli è stato tributato un film ed è sempre sulla bocca di tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/02/auguri-facebook.jpg" alt="auguri facebook" title="auguri facebook" width="630" height="315" class="alignnone size-full wp-image-38229" /><br />
Era il 4 febbraio 2004 quando l’allora studente di Harvard, Mark Zuckerberg, creò il social network più famoso al mondo. In meno di 10 anni Facebook ha raggiunto milioni di iscritti, di tutte le età e proveniente da ogni parte del mondo, gli è stato tributato un film ed è sempre sulla bocca di tutti per qualsiasi motivo. Quello di facebook è senza dubbio un compleanno mondiale!</p>
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		<title>Annuncia suicidio su Facebook e muore nell’indifferenza degli amici</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 08:23:02 +0000</pubDate>
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Spesso la rete diventa uno sfogatoio per chi soffre o ha problemi. Può succedere anche che in un momento di debolezza una persona decida di farla finita e di annunciarlo su un social network. E questa &#8220;richiesta d&#8217;auito&#8221; può anche cadere nel silenzio e nel disinteresse totale della comunità. L’ultimo episodio del genere si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-35129" title="facebook3" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/12/facebook3.jpg" alt="facebook3" width="630" height="395" /><br />
Spesso la rete diventa uno sfogatoio per chi soffre o ha problemi. Può succedere anche che in un momento di debolezza una persona decida di farla finita e di annunciarlo su un social network. E questa &#8220;richiesta d&#8217;auito&#8221; può anche cadere nel silenzio e nel disinteresse totale della comunità. L’ultimo episodio del genere si è verificato pochi giorni fa in Inghilterra, dove Simone Black, 42enne, ha pensato di farla finita lasciando un messaggio su Facebook dove spiegava di aver ingerito una dose letale di pillole che presto sarebbe morta. Nessuno dei suoi “amici” sul network ha pensato di verificare se il testo fosse una provocazione o un messaggio reale. I commenti che sono stati scritti sul post pubblicato dalla donna sono stati commenti di derisione, ridicolizzando il presunto gesto&#8230;</p>
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		<title>Mi Piace sul.. tormentone su Facebook per la lotta contro il cancro</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 07:25:12 +0000</pubDate>
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Di sicuro tutte le donne  su Facebook avranno già ricevuto una mail di sensibilizzazione a favore della lotta contro il cancro al seno, in corso per tutto il mese di ottobre. La mail nello specifico incita a scrivere come status del giorno la semplice risposta alla domanda “Dove amate poggiare la borsa appena rientrate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-31567" title="borsa" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/10/borsa.jpg" alt="borsa" width="242" height="208" /><br />
Di sicuro tutte le donne  su Facebook avranno già ricevuto una mail di sensibilizzazione a favore della lotta contro il cancro al seno, in corso per tutto il mese di ottobre. La mail nello specifico incita a scrivere come status del giorno la semplice risposta alla domanda “Dove amate poggiare la borsa appena rientrate a casa?”.</p>
<p>Nello specifico la mail recita così: “Una mia amica ha suggerito l’idea che noi donne dovremmo fare qualcosa di speciale su Facebook al fine di aumentare la consapevolezza e visibilita’ di Ottobre come mese per lotta contro il cancro al seno. E’ una cosa facile da fare e vi chiedo di partecipare tutte insieme, di modo da rendere questo evento memorabile. L’anno scorso, l’idea era di postare il colore del vostro reggiseno come status su Facebook.. questa iniziativa al femminile ha lasciato gli uomini nel dubbio per giorni, mentre ogni donna scriveva colori apparentemente a caso. Il gioco di quest’anno ha a che vedere con la vostra borsa. Dovrete scrivere nel vostro status il posto dove appoggiate la borsa appena rientrate a casa, nella forma di “Mi piace…” e poi il posto. Per esempio, “Mi piace sul divano” o “Mi piace sulla sedia della cucina” o “Mi piace sul tavolo della cucina”. Beh, avete capito, no? <img src='http://www.udine20.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   Bene, mettete la risposta al posto del vostro status (e non nell risposta a questa email) e inoltrate questo messaggio a quante piu’ donne conoscete!!“.</p>
<p>Nemmeno a dirlo, sul famoso social network si è scatenato il panico tra gli uomini che leggevano i vari status “Mi piace sul pavimento“, “Mi piace sul tavolo“, “Mi piace sul divano“, “Mi piace sulla sedia“, insomma una sorta di catena virale sulla stregua del colore del reggiseno circolato l’anno scorso.</p>
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		<title>SONDAGGIO: Facebook, cosa ne pensate?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 11:04:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Argomento caldo è sicuramente l&#8217;uso del  social network Facebook sul posto di lavoro. vi chiediamo di esprimervi e dirci come la pensate, con il sondaggio che segueDopo le polemiche per la dipendente della Danieli licenziata, l&#8217;infermiera che ha pubblicato le foto dei pazienti, l&#8217;uso di FB per la pubblica amministrazione della Regione FVG &#8220;solo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/sondaggio-facebook-cosa-ne-pensate/4959/" rel="attachment wp-att-4959" title="facebook.jpg"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/05/facebook.jpg" alt="facebook.jpg" height="180" width="370" /></a>Argomento caldo è sicuramente l&#8217;uso del  social network Facebook sul posto di lavoro. <strong>vi chiediamo di esprimervi e dirci come la pensate, con il sondaggio che segue</strong><span id="more-4958"></span>Dopo le polemiche per la <a href="http://www.udine20.it/dipendente-critica-su-facebook-la-danieli-e-viene-licenziata/" target="_blank">dipendente della Danieli licenziata</a>, <a href="http://www.udine20.it/foto-di-pazienti-dellospedale-di-udine-su-facebook/" target="_blank">l&#8217;infermiera che ha pubblicato le foto dei pazienti</a>, l&#8217;uso di FB per la pubblica amministrazione della Regione FVG &#8220;solo a pranzo&#8221;, &#8230;</p>
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		<title>Udine:Indagata l&#8217;infermiera delle foto su Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 18:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;album pubblico di un infermiera di Udine sotto accusa. Una normale raccolta di fotografie scattate tra i colleghi di reparto se non fosse che nelle immagini si vedano anche dei pazienti della terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Anziani intubati e incoscienti. 						 (ANSA) &#8211; UDINE, 18 MAG &#8211; Jennifer Millia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/foto-di-pazienti-dellospedale-di-udine-su-facebook/4849/" title="immagine.jpg" rel="attachment wp-att-4849"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/05/immagine.jpg" alt="immagine.jpg" width="370" height="180" /></a>E&#8217; l&#8217;album pubblico di un infermiera di Udine sotto accusa. Una normale raccolta di fotografie scattate tra i colleghi di reparto se non fosse che <strong>nelle immagini si vedano anche dei pazienti della terapia intensiva</strong> dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Anziani intubati e incoscienti.<span id="more-4848"></span> 						 <em><strong>(ANSA) &#8211; UDINE, 18 MAG &#8211; Jennifer Millia, l&#8217;infermiera che ha diffuso su Facebook foto di alcuni ammalati intubati nel reparto di anestesia e rianimazione dell&#8217;ospedale di Udine, e&#8217; stata iscritta nel registro degli indagati per l&#8217;ipotesi di reato di interferenze illecite nella vita privata. Lo ha riferito oggi il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, interpellato dall&#8217;ANSA. Per l&#8217;avvocato Stefano Benetti, legale della donna, si tratta di &#8221;un atto dovuto, anche per il clamore mediatico che la vicenda ha avuto. E&#8217; giusto che la Procura indaghi per verificare se ci sono profili di reato, che &#8211; ha aggiunto &#8211; io non ritengo esserci. Esamineremo il capo di imputazione; siamo pronti a difenderci, nonche&#8217; aperti a qualsiasi chiarimento con la Procura e con l&#8217;Azienda ospedaliera&#8221;.</strong></em></p>
<p>Il Garante per la privacy ha avviato accertamenti sulla vicenda della pubblicazione su Facebook di alcune foro di pazienti della terapia intensiva dell&#8217;azienda ospedaliera di Udine. &#8221;In riferimento alla grave vicenda riguardante l&#8217;azienda ospedaliera di Udine, si informa che il Garante per la protezione dei dati personali &#8211; annuncia una nota dell&#8217;organismo di garanzia &#8211; ha avviato nella mattinata di oggi immediati accertamenti, chiedendo in via preliminare alla direzione dell&#8217;Ospedale Santa Maria della Misericordia ogni elemento utile ad una piena valutazione del caso&#8221;. &#8221;In risposta all&#8217;intervento del Garante, il direttore generale dell&#8217;azienda ha comunicato &#8211; sulla base di quanto dichiarato dalla stessa interessata &#8211; che l&#8217;infermiera responsabile di aver messo su Facebook le foto dei pazienti &#8211; spiega ancora la nota &#8211; non ha utilizzato attrezzature informatiche dell&#8217;azienda, e che l&#8217;immissione delle foto e&#8217; avvenuta dalla propria abitazione&#8221;. &#8221;L&#8217;azienda ha inoltre comunicato al Garante &#8211; si legge ancora &#8211; di aver interessato la Polizia Postale di Udine. L&#8217;interessata ha peraltro dichiarato che avrebbe gia&#8217; provveduto a cancellare dalla propria abitazione le foto nelle quali comparivano i pazienti. Il Garante da parte sua proseguira&#8217; l&#8217;attivita&#8217; di accertamento sul rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, anche ai fini di un&#8217;eventuale applicazione di sanzioni nei confronti di chi sara&#8217; ritenuto responsabile della violazione dei diritti dei ricoverati e delle altre persone coinvolte&#8217;</p>
<p><strong><em>COMUNICATO STAMPA 14 MAGGIO DELL&#8217;AZ. OSPEDALIERO-UNIV S.MARIA DELLA MISERICORDIA DI UDINE</em></strong></p>
<p>la foto apparsa su Facebook e pubblicata in prima pagina dal Corriere della Sera RITRAEVA UNA COLLEGA OPERATA D’URGENZA E CONSENZIENTE</p>
<p><strong>Carlo Favaretti</strong>, direttore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria della Misericordia di Udine, a seguito dell’articolo “I pazienti intubati finiscono su Facebook”, apparso oggi – 14 maggio &#8211; sul Corriere della Sera, ha avviato immediatamente questa mattina un’inchiesta interna per accertare chi sia il dipendente che ha inserito le foto su Facebook e se vi siano state violazioni della legge sulla privacy (riservatezza dei dati personali), del regolamento disciplinare (se siano state utilizzate tecnologie dell’Ospedale durante l’orario di lavoro), del codice deontologico (dell’ordine professionale coinvolto).</p>
<p>&lt;&lt;La responsabile della pubblicazione delle foto su Facebook è stata identificata – afferma il direttore Favarretti &#8211; si tratta di un’infermiera di 29 anni che lavora in una delle nostre strutture di anestesia e rianimazione. E’ registrata su Facebook dove ha inserito alcune foto, scattate un anno fa, nella convinzione che l’accesso al suo album personale fosse consentito ai soli suoi amici. Le foto ritraggono colleghi, anche se sono visibili alcuni pazienti, peraltro non riconoscibili. La foto riportata in prima pagina dal Corriere della Sera ritrae una collega ed amica. L’infermiera ha affermato che non sono state utilizzate attrezzature informatiche di proprietà dell’Azienda: l’immissione delle foto è avvenuta dalla propria abitazione. Poiché dallo scorso 11 maggio questa Azienda ha inibito l’accesso a Facebook dai computer aziendali, a seguito di una decisione totalmente indipendente dal fatto verificatosi oggi, in fase istruttoria si è coinvolta la Polizia Postale di Udine che ha convocato l’infermiera per la totale cancellazione delle foto dal sito&gt;&gt;.</p>
<p>&lt;&lt;Sono mortalmente dispiaciuta – ha confessato tra le lacrime l’infermiera, convocata in direzione nel pomeriggio – pensavo che il mio album fosse privato e le foto visibili solo ai miei amici. Non pensavo fosse pubblico, non volevo renderlo pubblico. Ho semplicemente raccolto foto, scattate in tempi diversi, per farne un album ricordo per dei colleghi che andavano in pensione. A mio giudizio i pazienti sullo sfondo non erano riconoscibili, perciò non ho sfumato le foto. Non volevo ledere l’immagine di nessuno. La paziente apparsa sulla prima pagina del Corriere è mia collega ed amica: la foto è stata scattata per festeggiarla dopo un’operazione che aveva subito&gt;&gt;.</p>
<p>L’anestesista ha spiegato che la paziente-infermiera si era sentita male improvvisamente, mentre lavorava in ospedale, e la sera stessa era stata operata di colecisti. Era terrorizzata, la prima operazione della sua vita, così quando si è risvegliata l’ha festeggiata con ii segno di vittoria, come si vede in foto.</p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</strong></p>
<p>è una segnalazioane al corriere della sera a scatenare il tam tam mediatico. e non solo mediatico. la donna avrebbe infatti scattato sul suo posto di lavoro delle foto con i colleghi dilavoro all&#8217;interno dell corsie dell&#8217;ospedale santa maria della misericordia. E fini qui ninetne di male, anche se il medico interpellato dal corriere ritiene che «<em>Sarebbe stato comunque uno sbaglio — puntualizza il medico —. Io mi sono lasciato fotografare con piacere, ma non avrei mai permesso che le mie immagini finissero in Rete. Volevo soltanto che fossero conservate dalla collega o dal collega. Chi ha deciso di mettere tutto in Rete ha fatto un torto anche a me. (corriere.it)</em></p>
<p>La questione molto più grave però è che nelle foto scattatte incorsia appaiono visibili anche alcuni pazienti intubati. Immagini forte che oltretutto potrebbero essere scaricabili da chiunque si aabilitato dall&#8217;autrice  a farlo. Un aleggerezza grave e imperdonabile<em>&#8220;Se fossi uno dei loro familiari, sarei incavolato nero. Questo è un reparto ad altissima intensità di lavoro. Spero soltanto che il responsabile non abbia utilizzato i computer dell’ospedale per i suoi passatempi personali». Magari è stata una leggerezza. «Macché. Nel nostro reparto, all’ingresso, c’è una galleria fotografica che mostra cosa facciamo qua dentro. E in nessuna di queste foto c’è la faccia di un paziente. Quando le persone entrano, trovano solo i volti sorridenti del personale. E nemmeno quelle le metteremmo online». (corriere.it)</em><em> </em></p>
<p><em>Accertamenti sono stati avviati dalla direzione generale dell&#8217;Azienda ospedaliero-universitaria di Udine, dopo la pubblicazione su Facebook &#8211; resa nota oggi dal Corriere della Sera &#8211; di alcune foto di pazienti della terapia intensiva. Lo si è appreso stamani da fonti dell&#8217;Azienda Santa Maria della Misericordia, il cui direttore, Carlo Favaretti, ha definito la vicenda &#8220;di una gravità assoluta&#8221;. Le fotografie sarebbero state scattate nel reparto di terapia intensiva dell&#8217;ospedale del capoluogo friulano, e ritrarrebbero medici, infermieri e ignari pazienti. A pubblicarle, senza restrizioni, sarebbe stata un&#8217;infermiera sul proprio profilo personale. Da una ricerca sul social network, al momento le fotografie non sono visibili. ansa del 14 maggio</em></p>
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