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	<title>Udine20.it &#187; fontanini</title>
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		<title>Commercio: in Friuli è caos, la Lega minaccia Tondo, la Rosolen lo attacca intanto a Tomezzo parte il centro commerciale naturale</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:21:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“La stagione delle incertezze, delle paure, e dell’inerzia sul commercio è finita con questo incontro. Ci aspettiamo che la giunta batta un colpo. Altrimenti la batteremo noi”. Pietro Fontanini, segretario nazionale della Lega Nord, commenta così il vertice tra lo stato maggiore del Carroccio (presenti anche il capogruppo Narduzzi, il presidente del Consiglio regionale Franz [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55024" title="carrello-foto" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2012/01/carrello-foto.jpg" alt="carrello-foto" width="632" height="572" />“La stagione delle incertezze, delle paure, e dell’inerzia sul commercio è finita con questo incontro. Ci aspettiamo che la giunta batta un colpo. Altrimenti la batteremo noi”. Pietro Fontanini, segretario nazionale della Lega Nord, commenta così il vertice tra lo stato maggiore del Carroccio (presenti anche il capogruppo Narduzzi, il presidente del Consiglio regionale Franz e il presidente della Commissione Attività Produttive Razzini) e l’assessore regionale Brandi tenutosi a Udine MARTEDI. Secondo Fontanini “la giunta deve legiferare in modo coerente rispetto al programma elettorale. Deve riaffermare la propria potestà legislativa in materia di commercio, non soggiacere tremebonda alle imposizioni di un governo che ci è ostentatamente nemico”. “Riceviamo sollecitazioni – prosegue Fontanini- da commercianti e operatori affinché vengano difesi i loro interessi. Il diritto al riposo festivo non può essere messo in discussione. In Austria, in Slovenia e in tutta Europa la domenica le serrande restano abbassate. Basta con le storielle di chi fa gli interessi delle grandi multinazionali. Noi insistiamo sul tetto delle 29 aperture domenicali”. Fontanini apre a “eventuali deroghe sugli orari, su cui è giusto che ognuno si gestisca secondo le proprie esigenze”. E Trieste? “Siamo disponibilissimi a venire incontro alle esigenze specifiche di Trieste. La giunta regionale faccia la sua proposta, noi valuteremo. Ma bisogna muoversi, non aspettare”.  Chiude Fontanini “L’assessore Brandi deve essere più determinata. Di cosa ha paura? Dei ricorsi? Ne abbiamo già fronteggiati a centinaia. Su questo settore decide la Regione, non Monti”.</p>
<p>Intanto proprio oggi l&#8217;ex assessore Rosolen ha fortemente cirticato la giunta Tondo per le posizioni prese sul commercio: &#8221;Non serviva andare a Roma per sapere che le Regioni hanno competenza  legislativa sul commercio e che devono difendere questa prerogativa&#8221;.     Questo il commento del Consigliere regionale Alessia Rosolen che aveva  criticato la decisione della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia  di non ricorrere contro i provvedimenti del Governo Monti in materia di  liberalizzazioni sul Commercio.    &#8221;Gli esiti della Commissione  Attivita&#8217; produttive della Conferenza delle Regioni &#8211; ha detto oggi  Rosolen &#8211; smentiscono le posizioni assunte dalla Giunta regionale, visto  che l&#8217;orientamento pressoche&#8217; unanime e&#8217; stato quello di intervenire  per una modifica dell&#8217;articolo 31 del provvedimento del Governo in  materia di liberalizzazioni sul commercio&#8221;.</p>
<p>Anche Tolmezzo avrà il suo centro commerciale naturale. E’ quanto emerso da un incontro, organizzato dal consigliere delegato di Confcommercio mandamentale Bruno Bearzi, presenti commercianti ed esercenti associati del centro storico, l’amministrazione comunale con l’assessore al Commercio Aurelia Bubisutti e il rappresentante dell’associazione “Vie del centro”.<br />
Quello del centro commerciale naturale è un progetto finanziato dalla Regione che riunirà le forze economiche in una serie di azioni unitarie proprie dei classici centri della grande distribuzione. L’iniziativa ha trovato unanime consenso, tanto che a giorni il Comune presenterà apposita domanda di finanziamento.<br />
L’assessore Bubisutti ha voluto chiarire ogni aspetto della norma e i motivi per i quali non è stata presentata la domanda nel corso del 2011, essenzialmente legati alla necessità di concludere entro l’anno un progetto per la riqualificazione urbana, finanziato pure dalla Regione e i cui risultati sono stati diffusi durante una riunione lo scorso dicembre.<br />
La riunione è stata anche un’opportunità per chiedere all’assessore i tempi di realizzazione della ristrutturazione di piazza XX Settembre e se è stata approfondita la necessità di nuovi parcheggi in centro storico o nelle sue adiacenze dato che le aree di sosta, tanto più dopo le soppressioni in piazza, risultano carenti. Bubisutti ha assicurato che i lavori partiranno in primavera e che è in avanzato stato di studio da parte dell’assessore all’Urbanistica la revisione dei siti finalizzati a parcheggi.<br />
L’incontro si è concluso con l’impegno di Confcommercio e del Comune ad attivarsi capillarmente presso le aziende per far conoscere e di conseguenza raccogliere l’adesione per la realizzazione del centro commerciale naturale.</p>
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		<title>Udine: Fontanini e Honsell uniti contro la RAI e la mancata programmazione in friulano</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:17:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-55582" title="fontahonsell" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2012/01/fontahonsell.jpg" alt="fontahonsell" width="630" height="400" />Il presidente della Provincia on. Pietro Fontanini è tra i firmatari, assieme al sindaco di Udine Furio Honsell, al rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno, al presidente della Società filologica friulana Lorenzo Pelizzo e al Vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine mons. Guido Genero, della diffida inviata ai Ministeri competenti, ad Agcom e alla Rai in merito all’inadempienza della sede regionale di quest’ultima relativa alla tutela della lingua friulana. Il documento invita ad adottare tutte le misure necessarie in materia di tutela della lingua “friulana” e, in particolare, a prevedere e garantire la programmazione di trasmissioni televisive in lingua friulana nell’ambito territoriale del Friuli. La diffida, indirizzata ai Ministeri dell’economia e delle Finanze e dell’interno, alla Rai (sede di Roma e di Trieste) nonché all’Agcom, è stata redatta dal Comitato per l’autonomia ed il rilancio del Friuli in collaborazione con il Codacons regionale.<br />
«Il perpetrarsi della mancata attuazione da parte del servizio radiotelevisivo pubblico delle trasmissioni in marilenghe è oltraggioso per la nostra dignità di popolo – tuona Fontanini &#8211; . I diritti di una minoranza linguistica, sanciti a ogni livello normativo, da quello europeo a quello nazionale, continuano ad essere violati. Non vedo perché a fronte di una così puntuale tutela legislativa si voglia continuare con questo atteggiamento offensivo. Certo – prosegue Fontanini – si può buttare tutto nel calderone della crisi, che ci sono cose più importanti. Ma non bisogna dimenticare che il diritto di un popolo a vedere rappresentata la propria identità non è questione marginale. Perché, quando potrebbero essere adottate soluzioni virtuose, si preferisce invece l’immobilismo? Perché anziché applicare la legge, continuiamo a rimanere alle spalle di grandi realtà come quella in Spagna della Catalogna. Lì – aggiunge – vi sarebbe come minimo un’insurrezione popolare se accadesse una cosa del genere». Quanto al contesto nazionale vi sono realtà che non debbono affrontare strade così tortuose per affermare un diritto. «Si pensi al caso “nostrano” della lingua slovena – puntualizza Fontanini -, dove una minoranza meno popolosa rispetto a quella friulana, per il solo non trascurabile fatto di avere alle spalle uno Stato ha un proprio spazio ben definito nelle programmazioni Rai. Una considerazione – sottolinea Fontanini – va poi fatta in riferimento all’attuale quadro normativo nazionale con la determinazione del Governo a voler far scomparire la Province. Che fine farà il popolo friulano se già adesso, con l’esistenza di un ente che in larga parte lo rappresenta, siamo quasi alle barricate per la mera applicazione di leggi in vigore. Quando il Friuli sarà solo “un pezzo” di Regione che fine farà il popolo friulano? La Rai – conclude Fontanini – ci chiede di pagare il canone: stante il fatto che i friulani versano ogni anno regolarmente questa tassa, sarebbe opportuno che, per lo meno, si prevedesse di destinare una parte di queste ingenti risorse per la realizzazione di programmi in lingua friulana».</p>
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		<title>Politica: Fontanini, &#8220;Alleanza di centrodestra in dubbio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 20:14:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-52035" title="fontanini" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/10/fontanini.JPG" alt="fontanini" width="631" height="948" />Udine 5 gennaio 12 &#8211; fonte ANSA”Ho dei dubbi sulla solidità dell’alleanza con il Pdl e l’Udc, perché sento più di qualche scricchiolio”. Lo ha detto oggi il segretario regionale della Lega Nord e presidente della provincia di Udine, Pietro Fontanini, commentando le dichiarazioni del governatore Renzo Tondo.<br />
”Su diversi temi per noi fondamentali come la sicurezza, la difesa delle piccole imprese, le liberalizzazioni nel commercio – ha spiegato Fontanini – con il Pdl non siamo molto in sintonia”.     Sul commercio il segretario regionale della Lega Nord ha detto che ”le regole per le aperture domenicali facevano parte del programma quando siamo andati al governo con Tondo, mentre adesso il presidente sembra aver cambiato idea”. Secondo Fontanini, inoltre, ”ci sono diverse cose che la Lega Nord non puo’ condividere del governo Monti, mentre a Roma il Pdl e’ alleato con la sinistra a sostegno di questo esecutivo. Per esempio – ha spiegato – per noi sono inaccettabili il pagamento dell’Ici per le case popolari e la maggiorazione dell’Ipt, l’imposta provinciale di trascrizione sugli autoveicoli. In quest’ultimo caso c’e’ una disattenzione da parte della nostra Regione – ha continuato Fontanini -, mentre le province autonome di Trento e di Bolzano hanno gia’ legiferato in materia e non applicheranno la maggiorazione”.     Sulla candidatura di Tondo alla presidenza della regione per il centrodestra, Fontanini ha commentato affermando che ”prima va chiarito il quadro politico, visto che appunto a livello nazionale il Pdl e’ alleato con il Pd e noi della Lega siamo all’opposizione. A questo punto – ha aggiunto – devo forse pensare che Tondo si alleerà con la Serracchiani e Moretton?<br />
Spero di no – ha continuato – perché questo sarebbe un papocchio incredibile”.     Fontanini resta convinto della proposta di un Friuli autonomo con l’unificazione della province di Udine, Pordenone e Gorizia, a fianco di Trieste città metropolitana, ”per contribuire in modo sostanziale – ha detto – alla riduzione dei costi della politica, esercitando la nostra autonomia in materia di enti locali”. ”Non vedo alternative – ha proseguito – e se Tondo ha qualche altra idea la manifesti oppure dica che vuole chiudere tutte le province”.     Infine il segretario della Lega Nord si e’ detto ”allibito” rispetto alla metodologia con cui e’ stata costruita l’ultima finanziaria regionale. ”Ci sono almeno cento commi con contributi ad hoc – ha concluso – trovo che questa sia una politica di piccolo cabotaggio e non un modo serio di legiferare”.</p>
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		<title>Udine: Fontanini invita i friulani a non pagare il canone RAI</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 12:21:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il canone della Rai non va pagato. Invito i cittadini del Friuli all&#8217;obiezione fiscale&#8221;. Lo ha detto oggi il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini (Lega Nord), in una conferenza stampa. &#8220;E&#8217; inaudito infatti &#8211; ha spiegato il presidente &#8211; che la Rai da un lato non osservi una legge dello Stato che impone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-52035" title="fontanini" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/10/fontanini.JPG" alt="fontanini" width="631" height="945" />&#8220;Il canone della Rai non va pagato. Invito i cittadini del Friuli all&#8217;obiezione fiscale&#8221;. Lo ha detto oggi il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini (Lega Nord), in una conferenza stampa. &#8220;E&#8217; inaudito infatti &#8211; ha spiegato il presidente &#8211; che la Rai da un lato non osservi una legge dello Stato che impone le trasmissioni in lingua friulana e, dall&#8217;altro, chieda un aumento del canone. I friulani &#8211; ha detto Fontanini &#8211; si debbono ribellare. Io ho sempre pagato il canone ma adesso non lo farò più e invito i friulani a non farlo. In un momento di difficoltà dell&#8217;economia &#8211; ha concluso Fontanini &#8211; l&#8217;aumento del canone Rai è inaudito&#8221;. Fontanini ha parlato anche dell&#8217;Imu precisando che &#8220;é una tassa comunale. So che alcuni sindaci in Veneto hanno invitato all&#8217;obiezione fiscale, ma su questo punto noi stiamo ancora discutendo. Ma un&#8217;obiezione fiscale anche a questa tassa il cui ricavato per il 50% andrà a Roma non è da escludere&#8221; ha concluso. (ANSA)</p>
<p>com stampa provincia Udine &#8211; Non bisogna abolire le Province ma accorpare quelle più piccole. E quando soprattutto i piccoli Comuni debbono rivolgersi alla Regione o allo Stato, la Provincia rappresenta un vantaggio. Sono solo alcune delle risposte al sondaggio realizzato dall’Upi nazionale e presentato a Roma agli inizi di dicembre dal quale ha preso le mosse la conferenza stampa di fine anno convocata a palazzo Belgrado dal presidente del Consiglio Marco Quai e al quale ha preso parte anche il presidente on. Pietro Fontanini.<br />
«Se di taglio dei costi della politica e della macchina amministrativa si deve parlare, in un momento come quello attuale dove trasversalmente siamo tutti chiamati ad essere responsabili, essendoci gli strumenti – ribadisce Fontanini –, non vedo perché si debba attuare un taglio indiscriminato e non una “chirurgia” precisa degli sprechi. In Friuli Venezia Giulia la strada da percorrere è una sola: visto che quattro Province sono troppe bisogna costituire la grande Provincia le Friuli da un lato costituita dagli attuali enti intermedi di Udine, Gorizia e Pordenone e la Città metropolitana composta dall’attuale Provincia di Trieste (fino a Monfalcone compresa) dall’altro. Bisogna stare infatti molto attenti a una cosa: presi dall’urgenza della crisi non si può perdere di vista l’importanza di avere degli enti intermedi soprattutto in vista della ripresa. Il mondo dell’economia dovrà correre veloce e per questo avrà bisogno di una macchina amministrativa in grado di essere all’altezza. In questo periodo, dunque, dovremo eliminare tutti gli enti veramente inutili dove i Cda costano più del braccio operativo e che, non essendo soggetti alla “prova del voto”, possono fare un po’ quello che gli pare, certi che non rischiano la bocciatura delle urne. Non possiamo pensare che le cose restino come sono». E su questo tema secca la posizione del Presidente Fontanini sull’operato della Regione che «dorme e non sente». Accusa precisa lanciata al Consiglio in primis e ovviamente ai partiti li rappresentati. Sulla proposta lanciata dal presidente della Regione di interrogare i cittadini con un referendum, Fontanini non si dice contrario «ma è necessario che prima esprimano la propria posizione gli amministratori regionali».<br />
Fontanini ha poi stigmatizzato la protesta romana dei nostri sindaci. «Sono rimasto basito dal loro atteggiamento. Sulle casse degli enti locali i tagli della Regione hanno pesato solo dell’1,7%. Va ribadito altresì che, dal 1996 la Regione si finanzia praticamente in toto in maniera del tutto slegata da Roma per cui non ho proprio capito il livore manifestato dai sindaci friulani».<br />
Per Quai «è insensato dal punto di vista istituzionale che il tema dell’abolizione delle Province, che ha un impatto profondo sulla forma di stato prevista dalla Costituzione, sia inserito in una legge ordinaria che ha l’obiettivo di salvaguardare le finanze pubbliche: non ci sono né i presupposti di necessità e di urgenza, né si determinano risparmi di spesa. Al contrario – ha proseguito Quai -, la scelta di abolizione delle Province ingenera confusione, pone nel caos le amministrazioni territoriali che oggi dovrebbero essere in prima linea a cercare di dare risposte alla crisi. Secondo i risultati di uno studio realizzato di recente dalla Bocconi – ha sottolineato Quai – l’abrogazione delle Province con conseguente trasferimento delle loro competenze genererebbe un aumento dei costi, non certo una diminuzione. Quanto ai costi dell’apparato politico provinciale – la media è quella nazionale – è l’1,4% dell’intera spesa corrente dell’ente. Poca cosa per pensare che la loro eliminazione possa salvare i destini dell’economia del Paese. La Provincia di Udine – ha continuato Quai – è stata istituita nel 1797 da Napoleone Bonaparte, dal 1866 è nel Regno d’Italia. Palazzo Belgrado ne è la sede dal 1891: ritengo dunque che si tratti di un ente cha ha dimostrato nei secoli di essere capace di ottimizzare il rapporto costi dell’ente e benefici per i cittadini».<br />
La conferenza è stata anche l’occasione per riassumere l’attività svolta dal Consiglio nel corso del 2011. Nell’anno che sta per volgere al termine ci sono state 9 sedute nel corso del quale sono state approvate 48 delibere, evase 13 comunicazioni del Presidente, 19 question time, sono stati approvati 2 ordini del giorno ed è evasa un’interpellanza e 6 interrogazioni a risposta orale.<br />
Quanto alle sette Commissioni consiliari permanenti, nel 2011 ci sono state 9 sedute della commissione infrastrutture e grandi opere, 15 di quella ambiente, energia, caccia e pesca; si sono riunite 13 volte la commissione bilancio e 3 volte la commissione turismo e attività produttive; 11 volte la commissione politiche per la famiglia e politiche sociali, 9 volte la commissione statuto, 8 quella vigilanza e controllo. 12 in tutto le riunioni della Conferenza dei Capigruppo e dell’Ufficio di presidenza.</p>
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		<title>Udine: Fontanini, &#8220;Io, guarito grazie alla sanità e a Padre Pio&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 17:54:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-52035" title="fontanini" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/10/fontanini-681x1024.jpg" alt="fontanini" width="630" height="947" />“Alcuni mesi fa mi hanno  diagnosticato un tumore, una brutta tegola cadutati in testa mi dissero i  medici: Presi, quindi, subito a curarmi all’ospedale di Udine, ma accanto alla  scienza credo sia intervenuta anche la fede e la religione in quanto una notte  in sogno mi è apparso padre Pio che si sedette ai piedi del mio letto e mi  confortò rincuorandomi e incoraggiandomi. E pensare ch’io mai pregai prima  questo santo del Sud Italia privilegiando, da buon leghista, la Madonna di  Castelmonte”: è quanto ha dichiarato il presidente della Provincia di Udine,  l’onorevole Pietro Fontanini, alla conferenza tenuta con l’arcivescovo emerito  di Udine, mons. Pietro Brollo, dal titolo “i due Pieri si raccontano” su  iniziativa dell’associazione Euretica, in collaborazione con Il Comitato Friul  Tomorrow 2018, all&#8217;Istituto Jacopo Linussio di Tolmezzo. Ad aprire l’incontro  sono stati i presidenti di Euretica, Alessandro Grassi, e del Comitato Friul  Tomorrow 2018, Daniele Damele, presenti anche il preside del Linussio, Fabio  Pellizzari e don Davide Larice, anch’egli del Comitato Friul Tomorrow  2018.</p>
<p>Fontanini ha proseguito rendendo  noto che “ad agosto sono andato a ringraziare e pregare sulla tomba di padre Pio  in quanto oggi sono qui con la malattia in fase di remissione evidentemente  grazie all’ottima sanità del Friuli, ma anche all’aiuto di qualcosa di  trascendente. Questa – ha concluso sul punto il presidente della Provincia  udinese – è la mia piccola storia, ma sono molte le persone che guariscono da un  tumore oggi”.</p>
<p>Immediata è stata la reazione  compiaciuta di mons. Brollo che ha detto come “da queste esperienze possiamo  capire il senso della vita che non può che essere quello di affidarsi al Signore  aprendogli il nostro cuore”. Brollo ha anche specificato che “amare significa  uscire da noi stessi e volere il bene dell’altro”.</p>
<p>Molti altri i temi trattati dai due  relatori stimolati dalle domande poste loro da Damele. Così sullo sport  Fontanini ha confessato di aver fatto il calciatore e di dilettarsi, oggi, nelle  camminate in montagna mentre il vescovo Brollo oggi pratica lo sci anche se il  cuore lo ha lasciato in un campo di calcio: “quando scelsi di fare il prete in  molti mi dissero che era un peccato perché non avrei più potuto giocare a  calcio, sport nel quale sarei forse riuscito bene”. Insomma abbiamo perso un Di  Natale e guadagnato un prete gli ha allora chiesto Damele: “forse sì, ma un Di  Natale un po’ più alto” gli ha replicato col sorriso Brollo. Ambedue i  conferenzieri hanno concordato sul “fattore educativo dello sport praticato con  passione e fair play come costantemente indicato dallo stesso Comitato Friul  Tomorrow 2018 ai giovani”.</p>
<p>L’evento ha avuto il patrocinio di  Assocomsumatori Udine, dell&#8217;Associazione italiana per la donazione di organi,  tessuti e cellule (Aido), che da sempre mira a favorire stili di vita corretti  per prevenire l&#8217;ingrossamento delle liste d&#8217;attesa per ricevere un organo, e  della società Siram SpA.</p>
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		<title>Le isituzioni friulane unite contro Paolo Villaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 17:15:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Regione Friuli Venezia Giulia sta valutando l&#8217;ipotesi di querelare Paolo Villaggio per alcuni passaggi del suo ultimo libro, &#8221;Mi dichi&#8221;, in cui i friulani vengono descritti come &#8221;alcolizzati&#8221;. La decisione sulla querela sara&#8217; presa domani nella riunione della Giunta regionale. Nel libro, un saggio comico sull&#8217;italiano, Villaggio scrive che &#8221;gli altoatesini parlano e scrivono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-52006" title="paolo-villaggio-friulani" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/10/paolo-villaggio-friulani1.jpg" alt="paolo-villaggio-friulani" width="632" height="297" />La Regione Friuli Venezia Giulia sta valutando l&#8217;ipotesi di querelare Paolo Villaggio per alcuni passaggi del suo ultimo libro, &#8221;Mi dichi&#8221;, in cui i friulani vengono descritti come &#8221;alcolizzati&#8221;. La decisione sulla querela sara&#8217; presa domani nella riunione della Giunta regionale. Nel libro, un saggio comico sull&#8217;italiano, Villaggio scrive che &#8221;gli altoatesini parlano e scrivono per dispetto solo in tedesco, e i friulani, che per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante&#8221;.</p>
<p>Indignato e sconcertato per aver ricevuto offese tanto pesanti quanto gratuite. Per il Presidente della Provincia di Udine on. Pietro Fontanini, «bene farebbe il presidente della Regione Renzo Tondo a querelare questo signore che ha dato ai friulani definizioni così offensive e che non fanno per nulla ridere. La dizione dei friulani è tra le migliori in Italia in quanto priva di accenti vistosi. Non sono per nulla d’accordo neppure con chi sostiene che i friulani non hanno autoironia e non sanno stare allo scherzo: le frasi riportate sul testo scritto da Villaggio non sono spiritose e hanno lo stesso effetto di una barzelletta mal riuscita. Chi parla pare non conosca affatto il nostro popolo: poteva ironizzare su luoghi comuni celebri come, ad esempio, sul fatto che siamo risparmiatori all’ennesima potenza, che può capitare che infarciamo i nostri discorsi con qualche imprecazione un po’ colorita. Ci stava anche una battuta sul “tajut”. Ma che cosa c’entra l’alito e il resto? Questo qua non ha mai conosciuto un friulano. Quanto al possibile riferimento al commento negativo dato alla lingua friulana dal sommo Dante Alighieri va detto che la critica rivolta alla lingua dei friulani nacque dal fatto che il padre dell’italiano aveva interesse a promuovere la sua e comunque, pur nella sua critica, non  utilizzò termini così volgari. Villaggio dovrebbe pertanto vergognarsi per aver usato così tanta superficialità nella sua opera»</p>
<p>“Devo confessare di non conoscere molto Paolo Villaggio, ma la sua uscita sui friulani mi sembra proprio fantozziana”. Il sindaco di Udine Furio Honsell interviene così sulla polemica scatenata dalle frasi contenute nel libro “Mi dichi” del comico genovese. “L’uscita di Villaggio – commenta Honsell – è maldestra e fuori luogo, perfettamente in linea con lo squallore che spesso caratterizza la figura di Fantozzi. Mi sembrano dei commenti razzisti – continua il primo cittadino –  e indicano ancora una volta la brutta china che sta prendendo una parte della società e della politica italiana”.</p>
<p><strong>Diteci la vostra sulla nostra <a href="http://www.facebook.com/udine20" target="_blank">pagina Facebook</a><br />
</strong></p>
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		<title>Fontanini: Villaggio non fa ridere, dovrebbe vergognarsi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 12:22:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Indignato e sconcertato per aver ricevuto offese tanto pesanti quanto gratuite. Per il Presidente della Provincia di Udine on. Pietro Fontanini, «bene farebbe il presidente della Regione Renzo Tondo a querelare questo signore che ha dato ai friulani definizioni così offensive e che non fanno per nulla ridere. La dizione dei friulani è tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-15066" title="fontanini" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/01/fontanini.jpg" alt="fontanini" width="629" height="870" />Indignato e sconcertato per aver ricevuto offese tanto pesanti quanto gratuite. Per il Presidente della Provincia di Udine on. Pietro Fontanini, «bene farebbe il presidente della Regione Renzo Tondo a querelare questo signore che ha dato ai friulani definizioni così offensive e che non fanno per nulla ridere. La dizione dei friulani è tra le migliori in Italia in quanto priva di accenti vistosi. Non sono per nulla d’accordo neppure con chi sostiene che i friulani non hanno autoironia e non sanno stare allo scherzo: le frasi riportate sul testo scritto da Villaggio non sono spiritose e hanno lo stesso effetto di una barzelletta mal riuscita. Chi parla pare non conosca affatto il nostro popolo: poteva ironizzare su luoghi comuni celebri come, ad esempio, sul fatto che siamo risparmiatori all’ennesima potenza, che può capitare che infarciamo i nostri discorsi con qualche imprecazione un po’ colorita. Ci stava anche una battuta sul “tajut”. Ma che cosa c’entra l’alito e il resto? Questo qua non ha mai conosciuto un friulano. Quanto al possibile riferimento al commento negativo dato alla lingua friulana dal sommo Dante Alighieri va detto che la critica rivolta alla lingua dei friulani nacque dal fatto che il padre dell’italiano aveva interesse a promuovere la sua e comunque, pur nella sua critica, non  utilizzò termini così volgari. Villaggio dovrebbe pertanto vergognarsi per aver usato così tanta superficialità nella sua opera»</p>
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		<title>Mittelfest: Fontanini tuona, perchè non c&#8217;è il friulano?</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 11:49:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Pare che i criteri di esclusione al cartellone del Mittelfest applicati dal direttore artistico Furio Bordon siano stati usati a singhiozzo e, caso strano, a vedersi tagliato fuori, senza possibilità di replica, Odissee, lo spettacolo teatrale in friulano, rilettura in chiave moderna del celeberrimo poema epico greco, prodotto l’anno scorso in sinergia dalla Provincia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-46299" title="Logo20anni" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/06/Logo20anni.png" alt="Logo20anni" width="631" height="361" />«Pare che i criteri di esclusione al cartellone del Mittelfest applicati dal direttore artistico Furio Bordon siano stati usati a singhiozzo e, caso strano, a vedersi tagliato fuori, senza possibilità di replica, Odissee, lo spettacolo teatrale in friulano, rilettura in chiave moderna del celeberrimo poema epico greco, prodotto l’anno scorso in sinergia dalla Provincia e dalla Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine».<span id="more-46586"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.udine20.it/mittelfest-2011-tutto-il-programma-924-luglio/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>PROGRAMMA MITTELFEST 2011</strong></span></a></p>
<p>All’indomani dalla presentazione del Festival della cultura di Cividale, che quest’anno ha come leit motiv “Nazioni e identità”, per il presidente della Provincia di Udine on. Pietro Fontanini «è uno scandalo che una delle rappresentazioni più importanti del panorama culturale friulano sia stato brutalmente escluso per “impossibilità di ospitare spettacoli che abbiano già debuttato”. Peccato che da una veloce verifica su internet – prosegue Fontanini -, su un totale di 16 spettacoli di prosa i primi cinque verificati – mi sono fermato lì, quanto appurato era sufficientemente esaustivo &#8211; hanno rivelato che non si tratta di inediti».<br />
Sabato 16 luglio è in programma &#8220;Goethe schiatta&#8221; con Renato Palazzi da Thomas Bernhard: sul sito delteatro.it c’è una recensione datata 9 giugno 2011. Si scopre inoltre che lo spettacolo è in giro dal 2010. Su youtube risulta una presenza al festival &#8220;Primavera dei teatri&#8221; tenutasi a Castrovillari dal 31 maggio al 4 giugno. Domenica 17 luglio andrà in scena &#8220;Il Drago d&#8217;oro&#8221; del Teatro Stabile Sloveno di Trieste, che ha debuttato il 12 novembre 2010 e faceva parte della stagione teatrale 2010-2011, proprio come Odissee. Lunedì 18 luglio sarà la volta di &#8220;Tu non sei il tuo lavoro&#8221; regia di Mabellini: lo spettacolo ha debuttato il 29 giugno 2010 (per la recensione visitare sito delteatro.it). Volendo si può visionare su Youtube il video (novembre 2010) dello spettacolo Salomè di Zlatar Frey così la serata conclusiva di Mittelfest il 24 luglio non riserverà ulteriori sorprese. Era già presente nel cartellone del Metastasio di Prato dal 3 marzo al 3 aprile 2011 lo spettacolo &#8220;Giochi di famiglia &#8211; prima parte della Trilogia di Belgrado&#8221; a Mittelfest il 20 luglio. Per il presidente Fontanini «è scandaloso che quest’anno, visto il tema portante, anziché realizzare uno spezzone per la produzione teatrale in lingua friulana, dove accanto a &#8220;Odissee&#8221; avrebbe potuto essere presentato anche &#8220;Pieri da Brazzaville&#8221;, nel cartellone abbiano trovato posto esclusive che poi esclusive non sono e che la cultura friulana sia rimasta fuori. Chi dobbiamo ringraziare per tanta diligenza nella chirurgica censura? Se un criterio di selezione esiste – prosegue Fontanini – piaccia o non piaccia lo si deve applicare. Ma se risulta che l’applicazione è iniqua non si può tacere. Ancora una volta non posso condividere la strategia del festival».</p>
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		<title>Radio Onde Furlane a rischio: Missana, &#8220;Chi è che ci vuole male?&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 14:28:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Periodo di crisi anche per l&#8217;editoria. A essere colpita per prima Radio Onde Furlane storica emittente in friulano che rischia la chiusura a causa dei tagli della regione alle mittenti per progetti legati  alle lingue minoritarie. Abbiamo intervistato lo storico direttore Mauro Missana per farci spiegare a quali rischi va incontro Radio Onde Furlane e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-large wp-image-38857" title="radio onde furlane" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/02/superlijpg-1024x682.jpg" alt="radio onde furlane" width="629" height="418" />Periodo di crisi anche per l&#8217;editoria. A essere colpita per prima Radio Onde Furlane storica emittente in friulano che rischia la chiusura a causa dei tagli della regione alle mittenti per progetti legati  alle lingue minoritarie. Abbiamo intervistato lo storico direttore Mauro Missana per farci spiegare a quali rischi va incontro Radio Onde Furlane e come si può uscire da questo momento di difficoltà<span id="more-38856"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>E&#8217; vero che la sopravvivenza di         Radio Onde Furlane è in pericolo per il mancato finanziamento         della         regione? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La nostra è un&#8217;emittente comunitaria,       quindi con dei limiti di affollamento pubblicitario, stabiliti per       legge, e deve autoprodurre la quasi totalità dei suoi programmi       con       costi che è facile immaginare. Inoltre siamo tra gli enti       riconosciuti dalla regione tra i soggetti strategici per       l&#8217;attuazione       delle politiche linguistiche per la lingua friulana. Anche se non       come altri, rispetto a quello che facciamo. Detto questo il       rapporto       con gli enti pubblici ci ha permesso di fare dell&#8217;informazione       istituzionale, che ci ha dato la possibilità di pagare anche la       produzione di un palinsesto molto corposo, che va dalle otto del       mattino, sino a notte fonda. Poi, non dimentichiamo l&#8217;aspetto       emotivo       che rappresenta la nostra radio, quella spinta ideale al servizio       del       territorio che nessuna altra emittente riesce ad avere. E&#8217; una       motivazione profonda, che nasce dalla volontà di soci e       dipendenti.       Non è solo il finanziamento in senso stretto a mettere a       repentaglio       la sopravvivenza, ma questa indecisione a livello politico, che       sinceramente non comprendiamo, perché, per una struttura fragile       come la nostra, bastano pochi mesi per metterla in ginocchio. Non       si       può programmare nulla. Se si trattasse di un disegno preciso,       verrebbe spontaneo dire che lo stanno realizzando in maniera molto       grezza. In questo senso c&#8217;è una scarsa cultura dei media,       specialmente a livello istituzionale. Oltre a leggere i giornali,       non       si chiedono come si producono. Un cane che si morde la coda,       insomma.</p>
<div>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Come mai il finanziamento è         saltato?</strong></p>
</div>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La crisi economica ha colpito un po&#8217;       tutti e la distribuzione delle risorse rimanenti non ha premiato       chi       ha messo in atto delle gestioni virtuose. La nostra è un esempio       molto efficace di come si possono ottimizzare le risorse, creando       sette posti di lavoro e facendo informazione quotidiana, in       friulano,       principalmente, ma anche in italiano, castigliano e,       periodicamente,       nelle lingue dell&#8217;immigrazione. Diciamo semplicemente che la       regione       ha tagliato i fondi delle trasmissioni in convenzione alle       emittenti       private e li ha lasciati, per un anno in più, alla RAI, che       dovrebbe       garantire la programmazione per legge. Noi siamo stati i più       penalizzati. Dato che ci sono delle spese fisse come in qualunque       azienza, questo ci ha scombinati e costretti a decisioni drastiche       che lasceranno un senso profondo nella gestione aziendale e nei       contributi proposti. Per noi questo taglio è basilare, perché       abbiamo investito sul personale, essendo una cooperativa, quindi       abbiamo anche fatto molta formazione. Oggi siamo in cassa       integrazione per tre mesi, poi chissà. Chiaro che la       programmazione       ne risentirà fortemente e ci dispiace sia per gli ascoltatori, sia       per tutte le persone che abbiamo ospitato in questi 30 anni.<br />
<strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Quali         attività svolgete? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Radio Onde Furlane è nata nel 1980,       per la volontà di una serie di persone, di tutte le posizioni       politiche, che volevano mettere in piedi un mezzo di comunicazione       che avesse un rapporto diretto con il territorio. Nel corso degli       anni, oltre alla produzione radiofonica, la nostra casa editrice,       Informazione Friulana, ha realizzato altri progetti, che vanno       dagli       interventi nelle scuole, di cui andiamo fieri, alle tante       produzioni       editoriali, gli strumenti informatici, le trasmissioni televisive,       l&#8217;organizzazione di eventi, la piccola etichetta discografica, le       numerose consulenze e la possibilità data a molti collaboratori di       lavorare nell&#8217;ambiente culturale. Le difficoltà non sono mancate       Il       nostro archivio è molto corposo ed è stato anche oggetto di studi.       Ci sono le voci del passato come Bellina, Turoldo e Sgorlon, come       pure gli intellettuali del presente. Collaborano con noi circa       quaranta volontari, che producono programmi di musica e       informazione.       Diciamo che è un punto di incontro privilegiato per chi fa musica       in       tutta la regione. Sono molte le etichette italiane ed europee che       scelgono al nostra emittente, ma Onde Furlane è un incrocio di       esperienze tra le più disparate. se sparisse, verrebbe a mancare       un       punto di incontro e il vuoto si farebbe sentire.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Ma è vero che qualcuno dice che         voi         siete di &#8220;sinistra&#8221; e quindi scomodi per la giunta attuale?</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Chi lo afferma è ridicolo. Lo sfido       ad       ascoltare le nostre trasmissioni informative, dove gli spazi sono       super-partes per scelta condivisa. Ma forse, nel mondo       dell&#8217;indormazione, questo dare spazio a tutti. In un periodo di       abbruttimento generale, comunque, nulla meraviglia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>C&#8217;è anche         un insieme di produzioni come &#8220;Musiche furlane Fuarte&#8221; a         rischio? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E&#8217; chiaro che autofinanziavamo con       convinzione la nostra etichetta e quindi anche questo settore, che       comprende ormai una trentina di titoli è a rischio. Peccato,       perché       l&#8217;organizzazione trentennale del &#8220;Premi Friûl&#8221;, ci aveva       permesso di scoprire molti talenti. Senza contare le numerose       serate       che abbiamo organizzato con i nostri gruppi, oppure la       collaborazione       con Festintenda e Cormôr Salvadi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<div><strong>Avete intrapreso delle         iniziative per trovare dei finanziamenti alternative per         mantenere         viva la radio?</strong> (pubblicità, richieste ad altri enti come la       provincia)</div>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La Provincia di Udine sembra muta,       anche se il presidente Fontanini deve sicuramente moltissimo alla       nostra emittente, dove ha lavorato per anni, con dei programmi di       informazione. Sicuramente la sua formazione è stata a Onde       Furlane,       ma sembra essersene dimenticato. Rinsavirà. In quanto alla       pubblicità, ne possiamo trasmettere poca e quindi diventa anche       più       complicata farla</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Quindi quale scenario si prospetta per i         dipendenti di Radio Onde Furlane?</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per ora la cassa integrazione,       partita       a febbraio. Nel futuro anche qualche scelta drastica. Poi chissà,       magari qualcuno scapperà alla ricerca di lidi migliori. . In       passati       abbiamo ospitato spesso gente che stava perdendo il lavoro e       sappiamo       cosa vuol dire rinunciare anche alla propria dignità. Dato che       siamo       in pochi, ricopriamo tutti parecchi ruoli e ogni mancanza si fa       sentire. E&#8217; un peccato aver sacrificato ferie, festività e ore       libere per costruire qualcosa di concreto, amato dalla gente e       vederlo scivolare via così. Ricordiamoci che noi dei       professionisti, quindi stiamo lavorando e non giocando.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Come si         può uscire da questa situazione di empasse? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Cercando di capire che Radio Onde       Furlane non è soltanto l&#8217;unico media, tout court, che trasmette la       maggior parte della sua programmazione in lingua friulana, ma una       sorta di laboratorio, un centro di formazione permanente che da       spazio a tutte le associazioni del territorio. nei nostri studi       transitano almeno cinquecento persone al mese, dallo scrittore al       presidente di categoria economica passando per sindacalisti,       personaggi curiosi, musicisti e un po&#8217; tutti quelli che fanno       cultura       in Friuli. E&#8217; un media fatto da giovani, molto amato dalle persone       di       tutte le età, con un pubblico affezzionato che ci sente a tutte le       ore e ci ringrazia di esistere, come testimoniato dalla grande       festa       di sottoscrizione che abbiamo organizzato lo scorso anno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cosa perderebbe il Friuli?</strong></p>
<p>Una voce diversa, autonoma, gestita a       livello locale, senza apparentamenti politici. Una summa di quello       che il territorio esprime in tutte le sue forme. Ma anche gente       che       lavora in forma motivata e professionale, forte di un&#8217;esperienza       acquisita anche in giro per il mondo. Non è poco.</p>
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		<title>Pietro Fontanini: lunedì mozione opposizioni in Provincia di Udine</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 18:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
LUNEDI&#8217; MOZIONE OPPOSIZIONI CONTRO FONTANINI
Verrà discussa lunedì prossimo al Consiglio provinciale di Udine una mozione di censura al presidente dell&#8217;Ente, Pietro Fontanini, segretario regionale della Lega Nord, in seguito ad alcune sue affermazioni definite razziste e xenofobe. In occasione della seduta, i partiti del Centrosinistra firmatari della mozione hanno organizzato un presidio davanti alla sede [...]]]></description>
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LUNEDI&#8217; MOZIONE OPPOSIZIONI CONTRO FONTANINI<br />
Verrà discussa lunedì prossimo al Consiglio provinciale di Udine una mozione di censura al presidente dell&#8217;Ente, Pietro Fontanini, segretario regionale della Lega Nord, in seguito ad alcune sue affermazioni definite razziste e xenofobe. In occasione della seduta, i partiti del Centrosinistra firmatari della mozione hanno organizzato un presidio davanti alla sede del Consiglio, a sostegno della propria azione e in &#8220;risposta sdegnata &#8211; informa una nota &#8211; all&#8217;escalation razzista del Carroccio&#8221;. Al centro della mozione vi sono alcune recenti prese di posizione di esponenti leghisti e dello stesso Fontanini, in particolare quella relativa all&#8217;idea di classi differenziate per i disabili, pronunciata durante un incontro di operatori del sociale alcune settimane fa.</p>
<p>Fonte: ANSA</p>
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		<title>Udine: le premiazioni della Camera di Commercio</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 19:24:43 +0000</pubDate>
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<p>In un tempo di incertezze politiche, economiche e monetarie, cercare  nuovi pilastri per ritrovare l&#8217;equilibrio. Per la Camera di Commercio di  Udine sono internazionalizzazione, aggregazione e innovazione, <span>«in  un contesto di rilancio culturale, di cultura tout court, che porti  sviluppo a tutti i livelli e che parta proprio dall’istruzione, dalla  formazione e dalla ricerca. Dai giovani, cioè, per avere le necessarie  positive ricadute sull’economia del nostro territorio»</span>.</p>
<p>Lo ha affermato il Presidente Cciaa Giovanni Da Pozzo alla 57esima  Premiazione del Lavoro e del Progresso economico, con cui l&#8217;ente  camerale rende onore, ogni anno, a lavoratori, imprenditori, aziende e  personalità che contribuiscono a creare l&#8217;eccellenza e lo sviluppo del  futuro.</p>
<p>Una riflessione, quella di Da Pozzo, con un appello alla Regione, a <span>«compiere scelte in campo energetico con coraggio e rapidità»</span> e a <span>«valorizzare  i territori all&#8217;interno della nostra &#8220;regione delle complementarietà&#8221;  per la specialità e le specificità che ciascuno dimostra di esprimere,  affinché tutto possa essere ponderato e riflettersi al meglio anche  nell’assetto politico-economico regionale»</span>.</p>
<p>Un appello senza campanilismi, ha sottolineato il Presidente, ma valutando i dati di <span>«una provincia che ha un PIL procapite superiore di quasi il 10% alla media nazionale</span> – ha specificato Da Pozzo –<span>,  un PIL che costituisce quasi il 45% di quello regionale, così come è  del 45% la forza lavoro occupata dalle nostre imprese. Questi tre  indicatori sono già sufficienti a farci capire quanto siamo rilevanti  nell’economia del Friuli Venezia Giulia e del Nord Est»</span>. Una  provincia, inoltre, con una ripresa che comincia a evidenziarsi, specie a  partire da aprile, una provincia che continua a produrre e continua a  essere vocata all&#8217;estero e all&#8217;innovazione: tanti segnali di fiducia che  hanno contraddistinto il discorso di Da Pozzo nella sua proiezione al  futuro, nel segno di Friuli Future Forum.</p>
<p>E colti dal Presidente della Regione Renzo Tondo: <span>«Fiducia è un bel messaggio: siamo forse verso la fine della crisi,  e i segnali ci stanno arrivando»</span>. Tondo ha parlato per temi d&#8217;intervento. <span>Primo: il lavoro,</span> <span>«su  cui non dobbiamo abbassare la guardia: stiamo continuando con il  sostegno al reddito, abbiamo fatto un ottimo lavoro con il Governo e  messo da parte le risorse»</span>. <span>Secondo: aumentare la competitività territoriale attraverso le infrastrutture</span> – come ha poi confermato l&#8217;assessore Riccardo Riccardi – e dando  centralità al sistema della portualità. Tondo ha poi colto il segnale  sulle politiche energetiche, <span>«su cui</span> – ha detto – a<span>ndiamo  avanti con convinzione: voglio assicurare che stiamo facendo una  battaglia per partecipare al raddoppio della centrale di Krsko. E pure  su elettrodotti e banda larga manterremo la schiena dritta»</span>. L&#8217;ultima partita, le compartecipazioni, e una necessità: <span>«Bisogna fare le riforme</span> – ha concluso –<span>, avere coraggio. Per quanto mi riguarda andremo fino in fondo».</span></p>
<p>Gli interventi istituzionali – all&#8217;inizio quelli del Vicesindaco di  Udine e del Presidente della Provincia Fontanini – hanno fatto da  cornice alla Premiazione, presentata da Daniela Poggi. Cinquantasette  edizioni come 57 sono stati i premiati, tra cui le quattro Targhe  dell&#8217;eccellenza conferite a Gilberto Luigi Petraz, Pietro Gervasoni,  Enzo Cainero e Luigi Federici, in un momento di conversazione con la  giornalista e autrice televisiva Gloria De Antoni. Oltre alla consegna  dei riconoscimenti da parte dei rappresentanti della Giunta camerale, un  momento davvero magico della serata è stata l&#8217;esibizione, introdotta da  Giannola Nonino, del coro Manos Blancas del Friuli, accompagnato dal  Piccolo Coro “Artemìa” di Torviscosa.</p>
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		<title>Alpini caduti: Fontanini, Islam moderato dove sei?</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 20:47:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-31632" title="alpini_funerali_ansa" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/10/alpini_funerali_ansa.jpg" alt="alpini_funerali_ansa" width="630" height="394" />Un monito agli islamici moderati a farsi sentire, a esprimere la loro solidarietà alle famiglie degli alpini uccisi nel terribile attentato di sabato 9 ottobre e una riflessione sulla presenza del contingente italiano in Afghanistan. <span id="more-31631"></span>Nel giorno della commemorazione degli alpini della Julia barbaramente uccisi in Afghanistan, il presidente della Provincia di Udine on. Pietro Fontanini, che ha partecipato alla messa di suffragio nel santuario delle Grazie, lancia un duplice, forte messaggio. «Dove sono gli islamici moderati – si chiede il presidente Fontanini – in questi giorni di grande dolore per la morte dei quattro alpini? Qual è la loro posizione in relazione a queste continue stragi? Non è giunto alcun messaggio di solidarietà nei confronti delle famiglie dei caduti. Nessuna testimonianza. Un’assenza grave, una mancanza di rispetto nei confronti di ragazzi che hanno sacrificato la loro vita in nome della pace, in nome della speranza di poter difendere la democrazia in quei Paesi e contribuire a cambiare le cose. Su queste basi, il cammino verso l’integrazione non è privo di difficoltà e ostacoli».</p>
<p>Il terribile attentato e le affermazioni del presidente Karzai che conferma le trattative in corso con i talebani, impongono di rivalutare – secondo il presidente Fontanini – la presenza degli alpini in Afghanistan. «Un attività che rischia di diventare inutile e  causare altre tragedie e nuovi lutti – conclude il presidente Fontanini – poiché finalizzata a difendere un presidente, eletto democraticamente, che dichiara di trattare con i talebani, gli esecutori degli attentati contro i nostri soldati».</p>
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