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	<title>Udine20.it &#187; progetto</title>
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		<title>Progetto Pramollo: parere positivo. Si aspetta il sì della regione</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 18:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[pramollo]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>

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		<description><![CDATA[Udine 14 luglio 2011 “Abbiamo appreso che la Commissione tecnica ha redatto un parere pienamente positivo sul progetto, su tutti i punti oggetto del project financing. E&#8217; un risultato davvero eclatante: credo che la Commissione abbia svolto un ottimo lavoro, di concerto con il Proponente.
Il parere, comunque, ha anche dimostrato che l&#8217;attività della nostra Amministrazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-47355" title="pontebba" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2011/07/pontebba.jpg" alt="pontebba" width="631" height="574" />Udine 14 luglio 2011 “Abbiamo appreso che la Commissione tecnica ha redatto un parere pienamente positivo sul progetto, su tutti i punti oggetto del project financing. E&#8217; un risultato davvero eclatante: credo che la Commissione abbia svolto un ottimo lavoro, di concerto con il Proponente.<br />
Il parere, comunque, ha anche dimostrato che l&#8217;attività della nostra Amministrazione, che ha voluto essere attiva e propositiva nel project financing, è stata utile, sia per quanto concerne l&#8217;aspetto dei parcheggi (con l&#8217;accordo di programma cui abbiamo dato impulso), sia per quanto concerne la ricaduta territoriale sul territorio della Val Canale e Canal del Ferro. Ciò significa, anche, creare opportunità per le attività produttive e posti di lavoro.<br />
Questo è particolarmente importante anche alla luce delle ultime sfavorevoli sorti di importanti attività imprenditoriali della nostra area.<br />
Il richiamo, adesso, è a una rapida consequenzialità tra parere tecnico della commissione e decisione della giunta regionale, che nel dicembre 2008 decise di pubblicare il bando.<br />
Considero fondamentale anche il rispetto del mandato dato dal consiglio regionale, con la conferma dell&#8217;allocazione delle risorse necessarie sia nel bilancio annuale sia in quello pluriennale.Questo parere, inoltre, rappresenta davvero una pietra miliare per le sorti del progetto, dando atto della validità dello stesso e facendo chiarezza anche in merito ai dubbi che tempo addietro alcuni avevano sollevato circa la sua valenza.<br />
Ci auguriamo che prima della pausa estiva la giunta regionale si pronunci per il SI.<br />
Siamo certi che la realizzazione del progetto darà molte opportunità di rinascita a tutta la Val Canale e Canal del Ferro. Numerosi imprenditori ci sollecitano la partenza del progetto, del resto questo è stato confermato anche dal presidente di Confindustria, Adriano Luci”.</p>
<p>Isabella de Monte , sindaco di Pontebba</p>
<p>Il progetto consiste nella realizzazione di:<br />
1. impianto funiviario (cabinovia) articolato in tre tratte: con partenza nella zona della stazione ferroviaria di Pontebba fino a malga Tratten con un minimo investimento immobiliare a monte;</p>
<p>da malga Tratten fino a stazione intermedia nella zona della caserma ex Guardia di Finanzia di Pramollo;</p>
<p>da caserma ex Guardia di Finanzia di Pramollo fino<br />
alla stazione d’arrivo monte Madrizze;</p>
<p>2. piste da sci di rientro fino alla stazione Tratten (ca. 10 km. di piste in territorio italiano) e relativi impianti di innevamento;</p>
<p>3. parcheggio di interscambio a valle e presso la stazione intermedia;</p>
<p>4. strutture commerciali e di servizio complementari;</p>
<p>5. ricettività per 600 posti letto.<br />
Costo totale progetto € 76.748.729,00<br />
finanziato da privati oltre che dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Regione Carinzia.</p>
<p>RICADUTE TRIBUTARIE A FAVORE DELLA REGIONE FVG:<br />
l’investimento regionale rientrerà integralmente con il meccanismo delle compartecipazioni tributarie  in unica soluzione: circa € 10.000.000,00<br />
entrate annue: circa € 7.000.000,00</p>
<p>Nuovi posti di lavoro stimati: 205<br />
Nuovi posti letto stimati: 845</p>
<p>INTERVENTI PUBBLICO E PUBBLICO-PRIVATI (€ 38.310.000,00)<br />
CONSISTENTI NELLA REALIZZAZIONE DI:<br />
scuola alberghiera c/o ex caserma GdF via Mazzini;<br />
centro conferenze e congressi;<br />
centralina idroelettrica;<br />
piscina comunale;<br />
struttura residenziale sanitaria protetta c/o ex scuola media;<br />
albergo “Tratte”;<br />
ristorante tipico “Al fortino”;<br />
parcheggi interrati;<br />
sentieristica e collegamenti turistici;<br />
trattamento acque reflue e sistemazione acquedotto<br />
Pramollo;<br />
villaggio residenziale ecosostenibile c/o ex caserma Fantina;<br />
centro alberghiero con wellness c/o ex caserma Bertolotti;<br />
tagesmutter – kinderalm;<br />
società cooperativa di servizi;<br />
centro giovani – youth village c/o ex caserma Bertolotti.</p>
<p>Di questi sono già avviati:<br />
centralina idroelettrica: € 500.000,00;<br />
sistemazione sentieristica e collegamenti turistici: € 450.000,00;<br />
intervento trattamento acque reflue e sistemazione acquedotto Pramollo: € 560.000,00.</p>
<p>INTERVENTI PRIVATI: € 7.500.000,00<br />
acquisizione di un hotel a Pontebba;<br />
lavori di sistemazione del Ferr-hotel, albergo Stelutis e<br />
albergo Pontebba.<br />
Il progetto è condiviso anche dai Comuni di Chiusaforte, Dogna,<br />
Malborghetto Valbruna e Tarvisio.</p>
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		<title>Udine: riparte l&#8217;ex- macello</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 20:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ex macello]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>

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		<description><![CDATA[Riparte l’iter che porterà a restituire alla città l’edificio dell’ex macello comunale, il complesso progettato negli anni ’20 che sorge in via Sabbadini, in un’area della città posta a sud-ovest del centro storico, esterna all’ultima cerchia di mura, tra porta Grazzano e il quartiere di S.Rocco. La giunta ha dato il via libera al progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/macello-20.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11745" title="macello 20" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/macello-20.jpg" alt="macello 20" width="600" height="400" /></a>Riparte l’iter che porterà a restituire alla città l’edificio dell’ex macello comunale, il complesso progettato negli anni ’20 che sorge in via Sabbadini, in un’area della città posta a sud-ovest del centro storico, esterna all’ultima cerchia di mura, tra porta Grazzano e il quartiere di S.Rocco.<span id="more-11744"></span> La giunta ha dato il via libera al progetto definitivo di ristrutturazione del complesso per realizzare un Centro polifunzionale per attività sociali e culturali. La delibera permetterà ora all’amministrazione comunale di accendere il mutuo per coprire una parte delle spese e dovrà passare in consiglio comunale, in quanto è prevista anche una variante al vecchio piano particolareggiato. Il progetto ha già ottenuto i pareri favorevoli dell’Ass4 “Medio Friuli”, della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, dei Vigili del fuoco, delle Commissioni igienico edilizia e paesaggistica.</p>
<p>Sei aree funzionali da ristrutturare. L’intervento prevede il restauro e l’adeguamento strutturale dei fabbricati presenti nell’area, che sono stati divisi in sei aree funzionali: musicale e di intrattenimento, culturale, didattica per bambini, associativa, servizi al pubblico, spazi tecnici e impianti e che complessivamente riguardano oltre 5 mila 300 metri quadri di superficie. Per quanto riguarda l’area musicale e di intrattenimento il progetto prevede una sala concerti di 610 mila metri quadri e una sala prove e di registrazione (333 metri quadri). Anche l’area culturale è divisa in due sezioni: una sala per spettacoli teatrali (930 metri quadri) e uno spazio espositivo (333 metri quadri). In mezzo ai due edifici principali troverà poi spazio il bar e il giardino d’inverno, collegati all’ingresso e al portico e, attraverso una struttura leggera di collegamento, al foyer da un lato e al guardaroba e ai servizi igienici dall’altro. Notevole lo spazio a disposizione di bambini e genitori: 886 metri quadri destinati a spazio ludico-ricreativo. A fianco, troveranno spazio anche un caffè e un ristorante (447 metri quadri) e uno spazio per un ristorante (217 metri quadri).</p>
<p>Progetto da 7 milioni. La spesa complessiva ammonta a 7 milioni 17 mila euro, dei quali 5 milioni 641 mila euro per i lavori veri e proprio, a cui vanno aggiunti un milione 321 mila euro di somme a disposizione dell’amministrazione (rilievi, allacciamenti, commissioni, tasse, ecc.), 37 mila euro di oneri per la sicurezza e 17 mila euro di incentivo ex legge 109/94. Della spesa prevista, 5 milioni 680 mila euro sono stati messi a disposizione dalla Regione, mentre il restante un milione 217 mila è carico del Comune, che dopo il via libera della Giunta accenderà il mutuo.</p>
<p>Alla ricerca di fondi europei per restaurare anche le due palazzine d’ingresso. Il progetto definitivo prevede la riduzione delle aree di intervento e della dotazione impiantistica. Rispetto al progetto preliminare, infatti, sono state stralciate alcune opere, per mancanza di fondi, che ora l’amministrazione comunale sta cercano di ottenere partecipando ad un progetto europeo che finanzia progetti di recupero di archeologia industriale. Il progetto definitivo quindi non prevede il restauro delle due palazzine (ex palazzo dell’amministrazione ed ex portineria e alloggio custode) poste a fianco dell’ingresso (una delle due era già stata stralciata in sede di concorso per mancanza di fondi). Inoltre sono state eliminate le opere per la sosta di cicli e motocicli, mentre in tutti gli edifici sarà realizzata soltanto la predisposizione per le rete dati, telefonia e per l’impianto intrusione.</p>
<p>Una variante per tutelare il verde e limitare le altezze degli edifici. La variante, invece, comporterà alcune modifiche al vecchio piano particolareggiato che permetteranno di tutelare l’area verde e le altezze degli edifici, visto che tutto il complesso . è vincolato dalla Soprintendenza. Il vecchio piano particolareggiato dell’area, risalente gli anni ’80, prevedeva infatti sia un ingresso viario e un parcheggio all’interno dell’area verde, entro il muro di cinta dell’area sia la possibilità di costruire nuovi edifici con altezze variabili dai 6 ai 12 metri. Con questa variante queste due possibilità scompaiono: dunque niente più parcheggi al posto dell’area verde e niente più edifici con un altezza che può arrivare a 12 metri. L’area verde resterà al suo posto e gli unici nuovi edifici previsti sono volumi di collegamento molto leggeri, in vetro e ferro, per unire i tre edifici al centro dell’area dell’ex macello.</p>
<p><strong>Il Comune partecipa al bando per ottenere 1 milione e mezzo<br />
EX MACELLO, VIA LIBERA AL PROGETTO PER CHIEDERE IL FINANZIAMENTO EUROPEO<br />
I fondi serviranno a restaurare anche le due palazzine d’ingresso</strong></p>
<p>Mancano soldi per completare la ristrutturazione dell’ex macello, il cui progetto definitivo è appena stato approvato dalla giunta, e l’amministrazione comunale prova a trovarli partecipando a un bando europeo. La delibera è stata approvata dalla giunta straordinaria, convocata appositamente venerdì 20 novembre, e che ha dato il via libera al progetto che prevede il recupero e valorizzazione dell’area urbana dimessa e in particolare della riqualificazione, tramite restauro e allestimento, delle due palazzine d’ingresso dell’ex macello e la creazione di un punto di accesso alla città capace di promuovere conoscenza, cultura, inclusività e coesione sociale. Lo studio di fattibilità delle due palazzine prevede una spesa di un milione e mezzo di euro. Le due palazzine saranno la sede delle associazioni comunali e un luogo specificatamente dedicato alla consultazione e all’implementazione on-line di archivi e documentazione relativi alla storia socio-economica e del patrimonio archeoindustriale urbano e regionale. Il finanziamento richiesto è pari a un milione 654 mila euro, dei quali 380.604 del Comune di Udine e un milione 274 mila euro mediante contributo regionale sul “Bando per la valorizzazione dei siti di archeologia industriale nel Friuli Venezia Giulia”, nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013.</p>
<p>	Le due palazzine si trovano all’ingresso dell’area macello su via Sabbadini. La palazzina degli uffici amministrativi (669,96 metri quadri più 75,12 mq di portico), è un corpo a pianta rettangolare di cinque piani, di cui uno parzialmente interrato. L&#8217;edifico ha due ingressi, uno su via Sabbadini e l&#8217;altro sulla tettoia d&#8217;ingresso. La facciata fronte strada è caratterizzata da una torretta. Il seminterrato conteneva i magazzini e l’archivio; il piano terra ospitava lo studio del veterinario direttore, il laboratorio batteriologico, il museo di anatomia patologica e gli uffici di direzione; il primo ed il secondo piano erano adibiti ad abitazione del direttore, il terzo piano non aveva destinazioni specifiche. A fianco alla palazzina degli uffici amministrativi sorge la portineria (414,67 metri quadri), un edificio di quattro piani, di cui uno interrato, utilizzato come spogliatoio e magazzino impianti. Si accede da tre ingressi: uno sul cortiletto su via Sabbadini, uno sul portico d&#8217;ingresso, il terzo che dà sul cortile di presentazione. Il piano terra ospitava la portineria e gli uffici della contabilità, della pesatura e del sorvegliante. Il primo piano ospitava l’alloggio per il custode, il secondo piano non aveva destinazioni specifiche. A fianco della portineria c’è un cortile chiuso da quattro cancelli, parzialmente coperto da una tettoia, decorata mediante l’uso di diversi materiali, dove si svolgeva la bollatura e pesatura degli animali. Le due palazzine su via Sabbadini sono rimaste immutate rispetto all’aspetto originario.</p>
<p>Ex macello comunale – interventi previsti dal progetto definitivo</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="453" valign="top"></td>
<td width="105" valign="top">
<p align="center"><strong>Superficie (mq)</strong></p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="center"><strong>Importo (euro)</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top"><strong>Area   musicale e intrattenimento</strong></td>
<td width="105" valign="top">
<p align="center">
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Sala   concerti</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">610,04</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">798.284,98</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Sala   prove e registrazione</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">333,68</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">277.072,88</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">
<h1>Area   culturale</h1>
</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Sala   spettacoli teatrali</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">930,74</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">1.381.394,19</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Spazio   espositivo</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">333,64</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">276.459,99</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top"><strong>Area   di collegamento</strong> (ingresso, portico, foyer, guardaroba, servizi igienici,   bar interno, giardino d’inverno)</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">1.513,04</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">1.215.524,06</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">
<h1>Area   didattica per bambini</h1>
</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">866,03</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">826.387,79</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">
<h1>Servizi   per il pubblico</h1>
</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Caffè,   ristorante</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">447,91</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">561.986,90</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Ristorante   estivo</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">217,84</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">122.286,49</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">
<h1>Spazi   tecnici</h1>
</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">66,00</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">18.539,24</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top"><strong>Impianti</strong> (fognature, idrico, antincendio, elettrico, illuminazione esterna, ecc.)</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">-</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">163.493</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">
<h1>Totale</h1>
</td>
<td width="105" valign="top">
<p align="right">5.318,92</p>
</td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">5.641.429,52</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Oneri   per la sicurezza</td>
<td width="105" valign="top"></td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">37.212,54</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Somme   a disposizione dell’amministrazione (spese per rilievi, allacciamenti,   commissioni, tasse, ecc.)</td>
<td width="105" valign="top"></td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">1.321.357,96</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top">Incentivo   ex legge 109/94</td>
<td width="105" valign="top"></td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right">17.000,00</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="453" valign="top"><strong>Totale   progetto</strong></td>
<td width="105" valign="top"><strong> </strong></td>
<td width="93" valign="top">
<p align="right"><strong>7.017.000,00</strong></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Il progetto del nuovo stadio Friuli</title>
		<link>http://www.udine20.it/il-progetto-del-nuovo-stadio-friuli/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 11:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[stadio]]></category>
		<category><![CDATA[stadium plus]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[Udinese]]></category>

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		<description><![CDATA[Si torna a parlare del progetto di ammodernare l&#8217;impianto dello stadio Friuli che aveva subito le ultime significative modifiche per ospitare tre match di italia&#8217;90. Un progetto mastodontico e affascinante che potrebbe spostare la geografia della città. Sarà l&#8217;argomento caldo dei prossimi mesi.
dal sito dell&#8217;Udinese Calcio
L’Udinese Calcio s.p.a., alla presenza delle massime autorità regionali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.udine20.it/il-progetto-del-nuovo-stadio-friuli/1001/" rel="attachment wp-att-1001" title="stadium.jpg"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/03/stadium.jpg" alt="stadium.jpg" width="290" align="left" border="2" height="200" /></a>Si torna a parlare del progetto di ammodernare l&#8217;impianto dello stadio Friuli che aveva subito le ultime significative modifiche per ospitare tre match di italia&#8217;90. Un progetto mastodontico e affascinante che potrebbe spostare la geografia della città. Sarà l&#8217;argomento caldo dei prossimi mesi.<span id="more-1000"></span></p>
<p>dal sito dell&#8217;Udinese Calcio</p>
<p align="justify">L’Udinese Calcio s.p.a., alla presenza delle massime autorità regionali e cittadine, ha presentato oggi al Responsabile del Comitato per le Strutture Sportive Avv. Luca Pancalli ed al presidente del Credito Sportivo Andrea Carnevaletti il progetto per la ristrutturazione dello Stadio Friuli e per la riqualificazione dell’area urbana circostante.</p>
<p>Lo Stadio Friuli, icona della ricostruzione e del ritorno alla normalità dopo il terremoto, diventa ancora una volta simbolo della spinta al rinnovamento: visione e concretezza: Il progetto per il Nuovo Stadio Friuli è un esempio di queste capacità.</p>
<p>Il progetto è stato sviluppato per Udinese Calcio da Gruppo Polo–Le Ville Plus, impresa di costruzioni specializzata in edilizia sostenibile, che in seguito ad uno studio sui più importanti stadi del mondo, ha sviluppato il primo progetto di stadio multifunzionale, costruito secondo principi di bio-edilizia, bio-architettura e bio-climatica.</p>
<p>Alla realizzazione dello stesso hanno fattivamente collaborato la Finanziaria Regionale Friulia S.p.A. per le analisi di fattibilità economico-finanziarie, Rizzani de Eccher per l’indagine sulle soluzioni di riqualificazione strutturale delle strutture esistenti, il Gruppo Polo-Le Ville Plus per lo studio di fattibilità relativo alla realizzazione delle soluzioni progettuali di bioarchitettura e bioingegneria nonché il Gruppo Riello e Nest S.r.l. per l’analisi di fattibilità di impianti di sfruttamento di energie alternative.</p>
<p>il Nuovo Stadio diventerà area fruibile tutto l’anno quale <span>contenitore di molteplici servizi dedicatiall’intera comunità come palestre, uffici, spazi ricreativi o culturali per congressi e convegni, hotel, strutture ricettive o un palazzetto dello sport per </span>potenziare l’offerta attrattiva dell’area nel suo complesso.</p>
<p>Ma lo sviluppo deve essere sostenibile: e quindi utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, isolamento termico ed acustico, raccolta e riuso dell’acqua piovana, riduzione delle emissioni di CO<sub>2</sub>, raccolta differenziata dei rifiuti, controllo dell’irraggiamento solare e della ventilazione naturale per la climatizzazione invernale ed estiva: questi sono alcuni dei principi applicati nel Nuovo Stadio Friuli per ottenere un basso ambientale. Proprio l’aspetto del consumo energetico è stato affrontato con uno spirito fortemente innovativo, per esempio con l’utilizzo di una <u>centrale di trigenerazione</u> realizzata da Gruppo Rielloin grado di produrre energia elettrica, energia termica ed energia frigorifera derivata da quella termica, utilizzando come <u>combustibile l’olio vegetale</u>soddisfacendo non solo il fabbisogno energetico dell’impianto sportivo ma cedendo la parte in esubero alla rete elettrica generale.</p>
<p>SINTESI DEL PROGETTO</p>
<p>Il progetto presentato da Udinese Calcio per la ristrutturazione dello Stadio Friuli ed elaborato da Gruppo Polo-Le Ville Plus, prevede una serie di <span>interventi di base sulla struttura:</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>la riduzione della capienza <span>da 42.000 a 30.000 posti;</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>la speciale curvatura ed inclinazione delle gradinate in modo che ogni zona delle gradinate, sia essa centrale o in curva, garantisca una <span>visione confortevole ed ottimale del campo di gioco;</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>l’eliminazione della pista di atletica che allontana lo spettatore dal campo di gioco;</p>
<p><span>-<span>          </span></span>il riutilizzo della tribuna principale coperta: tutte le altre <span>gradinate verranno ricostruite in una posizione più favorevole e compatta garantendo, al contempo, la possibilità di mantenere in attività lo stadio per quasi tutta la durata dei lavori;</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>la copertura di tutte le gradinate con una struttura dalle linee leggere che si integri con la copertura esistente e con il paesaggio, realizzata in acciaio ed in materiale polimerico traslucido 100% riciclabile: massima illuminazione naturale, buon mantenimento del manto erboso;</p>
<p><span>-<span>          </span></span>l’utilizzo degli spazi <span>sottogradonata per attività multifunzionali: saranno edifici indipendenti edificabili anche in tempi successivi con un sistema costruttivo portante in legno lamellare.</span></p>
<p>Per l’utilizzo dello stadio-multifunzionale da parte della comunità risulta essenziale anche la riqualificazione dell’area circostante e l’implementazione dei collegamenti con il tessuto urbano al fine di sviluppare lo stadio come polo di attrazione, catalizzatore per la città.</p>
<p>La valorizzazione del Nuovo Stadio Friuli non può quindi prescindere dalla realizzazione di <span>interventi esterni significativi, che saranno:</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>realizzazione del <span>Parco-Stadio al posto dei parcheggi nella zona sud su una superficie di circa 38.000 mq: ciò garantisce sia una funzione bio-climatica per mitigare i venti caldi del periodo estivo, sia un futuro ampliamento del parco per un collegamento con il Parco del Cormor;</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>nuovi parcheggi nella zona nord, in parte realizzati su 2 livelli seminterrati;</p>
<p><span>-<span>          </span></span>parziale <span>interramento della sede stradale che consente lo sviluppo dell’area parco e dà più ampio respiro alla zona di ingresso della struttura;</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>realizzazione di una <span>passerella pedonale sopraelevata per collegare il parcheggio nord allo stadio rendendo le aree esterne così davvero integrate con la struttura.</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>2 nuovi corpi aggiunti sul lato est<strong>: </strong>potranno essere utilizzati come palestre o per altre attività sportive che adessosono poste sotto la tribuna principale; facilitando anche l’accesso al Parco del Cormor.</p>
<p><span>-<span>          </span></span>4 nuovi corpi aggiunti sul lato ovest tutti collegati<strong>: </strong>il corpo centrale che si svilupperà in altezza avrà le funzioni di accoglienza a tutta la struttura multifunzionale e, oltre all’ingresso principale allo stadio, ospiterà sale congressi, uffici, punti ristoro. L’altezza permetterà di avere una splendida vista panoramica a 360 e per questo nei piani più alti potrebbe dare spazio ad un <span>hotel di circa 100-120 stanze e anche a bar, ristorante, terrazza, piscina, centri wellness, ecc.</span></p>
<p><span>-<span>          </span></span>collegamento con tutte le aree di interesse limitrofe all’area-stadio come la Fiera di Udine, il centro Città Fiera, l’Università degli studi di Udine, il Parco del Cormor con uno speciale <span>impianto funicolare (ovovia): una soluzione a basso impatto ambientale, ideale per superare la barriera della tangenziale ovest e che rappresenta di per sé un’attrazione innovativa.</span></p>
<p>La proposta dell’Udinese Calcio si articola in una serie di ulteriori opportunità di costruire strutture nelle immediate vicinanze dello stadio, finalizzate alla <span>riqualificazione multifunzionale ed all’aumento della redditività dello stadio non solo nel “match day”, ma tutto l’anno, tutti i giorni.</span></p>
<p>Sono infatti previsti la realizzazione di un campo pratica coperto, di una struttura alberghiera adiacente, di un convitto per poter ospitare le squadre giovanili e, nel tempo, anche l’eventuale costruzione di un nuovo palazzetto dello sport.</p>
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		<title>Ex-macello, nuova Udine?</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 12:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blue</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ex macello]]></category>
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Non è certo uno scoop quello che Udine20 vi propone in questo articolo, tuttavia in questi anni Udine20 ha spesso raccolto le istanze di quei giovani che percepiscono Udine come una città che va via via spegnendosi o che si accende solo in grandi occasioni senza una reale spinta dal basso.
Abbiamo deciso di intervistare Alessando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.udine20.it/ex-macello-nuova-udine/586/" rel="attachment wp-att-586" title="immagine-04.jpg"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/immagine-04.jpg" alt="immagine-04.jpg" align="left" /></a></p>
<p align="justify">Non è certo uno scoop quello che Udine20 vi propone in questo articolo, tuttavia in questi anni Udine20 ha spesso raccolto le istanze di quei giovani che percepiscono Udine come una città che va via via spegnendosi o che si accende solo in grandi occasioni senza una reale spinta dal basso.<span id="more-581"></span></p>
<p align="justify">Abbiamo deciso di intervistare Alessando Oria,  curatore del progetto ex-macello. Se ne parla da mesi. Vediamo di cosa si tratta</p>
<p align="justify"><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/planimetria-generale.jpg" title="planimetria-generale.jpg"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/planimetria-generale.jpg" alt="planimetria-generale.jpg" align="absmiddle" /></a></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>1) Chi siete e chi rappresentate?</em></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">siamo un gruppo di cittadini udinesi nati e cresciuti in questa città, che hanno avuto la fortuna di visitare e risiedere in altri luoghi, in altre regioni e altri paesi, e che non hanno mai accettato l’identità udine-mausoleo, cercando di scardinarla per quanto nelle nostre forze, accompagnando la trasformazione oggettiva della città, che in pochi anni si è trasformata in un attrattivo polo universitario, calamitando migliaia di studenti da tutta Italia ed Europa. Spesso si dovrebbe dire che si rappresenta, indegnamente, solo se stessi, ma il progetto dell’ex macello è stato qualcosa di più ampio e più grande. Allora si può rispondere che rappresentiamo quelle migliaia di giovani udinesi e non che in questi anni hanno creduto e sostenuto la nostra proposta, quel pezzo di città che come noi non si rassegna a una udine grigia e pigra, gerontocratica e opaca.<br />
<em><br />
2) Qual è il motivo per cui vi siete riuniti in un movimento?</em></p>
<p align="justify"> Come consigliere comunale, dopo aver raccolto quegli spunti e quelle tensioni che questa città comunque innervano e grazie al contributo di tante persone dalle competenze più disparate, formalizzai una proposta compiuta e coerente di riqualificazione dell’ex macello comunale di Udine per dedicarlo alle giovani generazioni, solitamente assai trascurate in questa città, presentandola all’amministrazione comunale, della quale -senza alcuna reticenza- io faccio parte sedendo sui banchi della maggioranza. Ad un certo punto dell’accidentato percorso fu insieme naturale e necessario far uscire dal palazzo la nostra proposta per cercare di darle la maggiore forza possibile, coinvolgendo musicisti, studenti, architetti. Così nacque il “Comitato Ex Macello”, e ora il movimento “Giovani da Udine”.</p>
<p><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/immagine-01.jpg" title="immagine-01.jpg"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/immagine-01.jpg" alt="immagine-01.jpg" /></a></p>
<p><em>3) Che cosa volete?</em></p>
<p align="justify"><em> </em>Cerchiamo di dare un senso alle tante battaglie di questi anni, di dare compiutezza alla straordinaria –soprattutto se rapportata a questa città- mobilitazione giovanile e alle speranze a aspettative che sull’ex macello si sono accese, non accettando l’oggettivo e recentissimo colpo di mano dell’amministrazione comunale, che a questo punto della vicenda ha rovesciato la nostra proposta, trasformandola –pare quasi di non riuscire a rompere il karma di questa città- in una sorta di mausoleo generazionale, a dispetto delle apparenze e delle tante chiacchere. Agli affezionati di Udine 20 in questo momento chiediamo di firmare la petizione contenuta sul sito www.exmacello.com (sito preziosissimo per approfondire il tema) e di partecipare alle prossime iniziative.</p>
<p><em>4) Quali sono gli ostacoli che state trovando sulla vostra strada?</em></p>
<p align="justify"> Sarebbe facile rispondere che gli ostacoli si sono incarnati nelle persone sbagliate nei posti sbagliati –l’assessora alla cultura ne è un buon esempio-, o in interessi corposi che si sono organizzati per non vedere compromesse le proprie rendite di posizione. Oppure la nostra stessa fragilità, o i nostri stessi errori, che certo vi sono stati. Facile ma non convincente fino in fondo: crediamo invece che in questo paese, pesante come una porta chiusa di galera, vi stia una questione generazionale irrisolta, dove nella retorica comune tutti si dicono a favore della bella –o brutta- gioventù, e poi nei fatti, mi si perdoni il francesismo, di questa generazione di venti-trentenni se ne fottono.</p>
<p><em>5) Quali iniziative avete intrapreso?</em></p>
<p align="justify"> Cronologicamente: la prima petizione on line sulla quale raccogliemmo più di 700 firme di musicisti, artisti e normali fruitori; una memorabile iniziativa pubblica in sala ajace dove oltre a esaurire tutti i posti in sala vi furono almeno un centinaio di persone impossibilitate ad entrare; i “concerti per l’ex macello”,in piazza s.giacomo in cui si esibirono una quindicina di band e musicisti friulani, con migliaia di persone accorse; e a gennaio, dopo il già citato colpo di mano, una nuova petizione.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/immagine-02.jpg" title="immagine-02.jpg"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/immagine-02.jpg" alt="immagine-02.jpg" /></a></p>
<p><em>6) Quali iniziative avete in mente per il futuro?</em></p>
<p align="justify"> Stiamo organizzando la seconda puntata dei “concerti per l’ex macello”, che date le condizioni climatiche si terrà al chiuso, verosimilmente allo zoo di via fiume. E poi una street parade, un corteo musicale per le vie della città, fino a palazzo d’aronco, sede del comune. E poi si vedrà, se nemmeno questo sarà sufficiente.</p>
<p> <em>7) Parlateci della vostra ipotesi progettuale</em></p>
<p align="justify"> Noi chiediamo che l’ex macello diventi un vero luogo di aggregazione, informale e popolare.<br />
Più precisamente il progetto di riqualificazione dell&#8217;area dell&#8217;ex macello, un&#8217;area enorme da 18 mila metri quadri ricca di natura e architetture di pregio, in sintesi, mira a sanare una ferita profonda della nostra città: dare risposte concrete e condivise alle giovani generazioni del Friuli tutto, interpretando e soddisfacendo alcuni dei grandi bisogni di questi mondi giovanili solitamente trascurati. Parliamo, pertanto, di un progetto che pone al proprio centro, e quindi al centro della cosa pubblica, ciò che rimane ai margini da troppo tempo: la Musica. La Musica e il discorso musicale si pongono come architravi di una più complessa operazione culturale, attrezzando vasti spazi per la realizzazione di un locale musicale di discrete dimensioni, capace di ospitare la scena musicale italiana, e di dar spazio degnamente alla scena musicale friulana, permettendole di diventare ancora più importante e conosciuta. Per dare riferimenti concreti, una sorta di Deposito Giordani, o vecchio Rototom. Locale musicale accompagnato da sale prove, registrazione, produzione videoclip a bassa soglia d&#8217;ingresso, tutti elementi che, insieme alla presenza di tecnici e professionisti del settore, permetteranno d&#8217;avvicinare, come incubatori di talenti, tutti quegli appassionati che non sanno dove sviluppare le proprie attitudini, permettendo loro di confrontarsi e di crescere. Locale musicale che si affianca, in modo complementare, ad un locale culturale, con spazi dedicati alle attività culturali in senso lato, con sale prove, sale espositive, laboratori attrezzati e una sala polifunzionale, con bar interno, per dar conto, ad esempio, di quei piccoli gruppi teatrali o di danza che non sanno dove provare e mettere in scena i propri spettacoli, di quei giovani artisti, pittori, scultori, fotografi e via dicendo, che non sanno dove esporre le proprie creazioni nè dove realizzarle, di quelle associazioni o gruppi informali che desiderano organizzare dibattiti e iniziative culturali, di tutte quelle persone, insomma, che desiderano una città che offra loro la possibilità di crescere e arricchirsi. Mi viene in mente il Link di Bologna, o per rimanere a casa nostra lo stesso ex Pabitele, ora Zoo, seppur di dimensioni assai maggiori. Completano il quadro della proposta originaria, interagendo col locale musicale e quello culturale aree di ristorazione, e un ostello della gioventù –il primo della nostra città, e non si capisce davvero perché Udine non abbia ancora un ostello della gioventù…-, così trasformando potenzialmente l&#8217;ex macello comunale in un formidabile luogo d&#8217;aggregazione e in uno dei distretti culturali più completi e avanzati d&#8217;Italia. Ma dal progetto approvato dal Comune dei locali musicale e culturale, intesi proprio come luoghi d’aggregazione non vi è più traccia, sostituiti da una mega struttura unificata, dove il locale culturale diventa l’ennesima sala teatrale di cui questa città non ha proprio bisogno, e dove il locale musicale si trasforma in una mera sala per concerti per di più di ridottissime dimensioni. Una classica operazione dall’alto, elitaria, conservativa degli equilibri dati, che ostacola il cambiamento e la crescita di tutti quelli che voglion fare cultura in questa città -e la “monogestione” impedisce di fatto a chiunque non sia già solidissimo operatore culturale, con bilanci da milioni di euro, di poter concorrere ai bandi di gestione…-. E, non paghi del delitto perpetrato, dal progetto architettonico vincitore sparisce anche l’ostello della gioventù, con una scelta a dir poco incomprensibile pensando al ruolo che hanno gli ostelli, tanto più in una città al centro di importanti manifestazioni culturali e con centinaia di studenti erasmus, manifestando ancora una volta cecità e disinteresse per questa città che cambia, ma che non cambia ancora abbastanza.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/immagine-04.jpg" title="immagine-04.jpg"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/01/immagine-04.jpg" alt="immagine-04.jpg" /></a></p>
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