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	<title>Udine20.it &#187; rototom sunsplash</title>
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		<title>Rototom Sunsplash: Exodus – Finding Shelter a Udine e Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 17:16:05 +0000</pubDate>
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Anteprima di “Exodus – Finding Shelter” a Udine e a Roma l’11 e il 14 marzo L’ODISSEA DI ROTOTOM SUNSPLASH DIVENTA UN FILM
“Exodus, movement of Jah people” cantava Bob Marley, il profeta del reggae, che tuttavia non avrebbe mai voluto predire una sorte del genere a Rototom Sunsplash, il più grande festival che in Europa [...]]]></description>
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Anteprima di “Exodus – Finding Shelter” a Udine e a Roma l’11 e il 14 marzo L’ODISSEA DI ROTOTOM SUNSPLASH DIVENTA UN FILM<br />
“Exodus, movement of Jah people” cantava Bob Marley, il profeta del reggae, che tuttavia non avrebbe mai voluto predire una sorte del genere a Rototom Sunsplash, il più grande festival che in Europa porta avanti il suo messaggio di pace, fratellanza e armonia universale. Eppure di fatto è stato così e dall’anno scorso la manifestazione ha dovuto fare i bagagli e trasferirsi in un esilio nemmeno troppo volontario da quell’Italia che l’ha “sfrattato” senza troppi scrupoli in una Spagna ben più aperta e tollerante, dove il successo è persino maggiore e le polemiche politiche inesistenti.<br />
Per questo è proprio “Exodus – Finding Shelter” il titolo scelto per la pellicola realizzata dal regista romano Tommaso D’Elia, che sarà presentata in anteprima a Udine al Visionario e a Roma al Cinema Aquila rispettivamente l’11 e il 14 marzo prossimi. Il film-documentario è prodotto dall’associazione culturale Exodus e da Paneikon, società di produzione che da sempre opera con alcuni fra i maggiori broadcasters mondiali come Rai, Bbc, Canal Plus, Discovery Channel e National Geographic: della durata di 55 minuti, racconta con forte suggestione la vicenda dei tanti ragazzi che hanno creato in Friuli una manifestazione di richiamo mondiale sostenendo un territorio come quello del Comune di Osoppo (Udine) a cui le oltre 150 mila visite che ogni anno il Festival registrava portavano un grosso beneficio in termini di indotto economico e di apertura culturale. Oltre ai più grandi nomi della musica reggae mondiale, la kermesse raduna infatti anche intellettuali di alto profilo per dibattiti e incontri sulla cultura globale, lo sviluppo sostenibile, la pace, la tolleranza, il multiculturalismo e sostiene progetti solidali in Italia e all’estero.<br />
Questa finestra sul mondo si è chiusa però nell’autunno 2009 nella sua versione italiana, quando a seguito di un provvedimento giudiziario nei confronti del presidente Filippo Giunta in base a uno degli articoli più controversi della legge Fini-Giovanardi il Festival si è trovato a un bivio: o chiuder baracca e cancellare un’esperienza di cultura “alternativa” unica nel suo genere, oppure far lasciare i propri affetti e cambiare le proprie vite ai membri della sua organizzazione per cercar fortuna all’estero, esattamente come fa un numero sempre maggiore di giovani che in un’Italia che ha ogni giorno più paura della gioventù e del talento vede penalizzata la propria libertà di costruirsi un futuro adeguato ai propri sogni, alle proprie abilità e al proprio merito.<br />
La scelta dei ragazzi dell’associazione Rototom è stata la seconda: l’esodo come scelta di libertà, per continuare a coltivare un sogno. Un’utopia di pace e fraternità – un approccio critico al senso di omologazione imperante – che oggi può sopravvivere in maniera organica solo fuori dall’Italia. Era<br />
un rischio enorme: organizzare in terra straniera, senza contatti preventivi né basi consolidate, un festival fra i più grandi d’Europa poteva risolversi in un flop. Invece è stato un trionfo. Benicàssim, località spagnola nei dintorni di Valencia, si è rivelata location ideale nel 2010 e intende continuare a esserlo anche in avvenire.<br />
“Exodus – Finding Shelter” è la storia di tutto questo: la storia di una seria avventura culturale che il mondo invidiava all’Italia, ma che l’ottusità della politica ha ridotto a “favoreggiamento del consumo di sostanze stupefacenti” facendo scomparire dal suolo patrio il senso di un’esperienza che può insegnare molto dal punto di vista organizzativo e filosofico. Il resto è docu-fiction abilmente condotta da Tommaso D’Elia che prende spunto dalla vicenda del Sunsplash per affondare la lama dell’inchiesta su un’Italia che rifiuta le sue eccellenze nel nome del pregiudizio, inseguendo un’astratta idea di Stato etico che vede come nemico un Festival patrocinato perfino dall’Unesco come “evento che promuove la pace e la non violenza”.</p>
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		<title>Ottimo inizio per il Rototom Sunsplash 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 04:17:48 +0000</pubDate>
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I primi due giorni del festival hanno visto più di trentacinquemila persone invadere pacificamente l’area di Benicàssim deputata allo svolgimento della kermesse: un colorato popolo senza confini che ha raggiunto la località spagnola con ogni mezzo, aereo , auto, treno, bus: perfino in bici.
Rototom Sunspash 2010: le FOTO da Benicassim
Nulla può separare il popolo reggae [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/08/sunsplash-13.jpg" alt="" width="630" height="421" /></p>
<p>I primi due giorni del festival hanno visto più di trentacinquemila persone invadere pacificamente l’area di Benicàssim deputata allo svolgimento della kermesse: un colorato popolo senza confini che ha raggiunto la località spagnola con ogni mezzo, aereo , auto, treno, bus: perfino in bici.</p>
<h1><a title="Rototom Sunspash 2010: le FOTO da Benicassim" rel="bookmark" href="../rototom-sunspash-2010-le-foto-da-benicassim/">Rototom Sunspash 2010: le FOTO da Benicassim</a></h1>
<p>Nulla può separare il popolo reggae dal “suo” evento clou, capace di regalare un’atmosfera davvero unica di pace, fratellanza e armonia e una serie di performance che hanno davvero soddisfatto l’audience. Tuttavia la novità è che oltre agli aficionados, la realtà del Sunsplash di quest’anno è aperta alla curiosità e all’affetto della nuova comunità di riferimento, quella spagnola: tanti sono gli abitanti di Benicàssim e dei paraggi che hanno voluto presenziare agli spettacoli e agli incontri di grande interesse che in questi due giorni hanno visto affrontare temi come cultura della pace e sviluppo sostenibile, destino dei rifugiati, situazione in Palestina e fame nel mondo. Importante è stato anche il benvenuto che le autorità locali hanno dato al festival e al suo ospite d’onore, il ministro giamaicano della cultura Olivia “Babsy” Grange, che è stata ricevuta in municipio dal sindaco Francesc Colomer. “Il binomio musica e cultura appartiene alla nostra città di Benicàssim” – ha detto il primo cittadino – “e ora che abbiamo avuto fortuna ad incontrare il Reggae attraverso il Festival del Rototom Sunsplash siamo felici che il festival sia qui, e ci auguriamo di collaborare con il Rototom per diversi anni”.	Il ministro Grange ha espresso la propria gratitudine alla Spagna per il calore con cui ha accolto sia lei che il Sunsplash, ambasciatore della musica più caratterizzante della sua isola. “La vostra è stata un’ospitalità calorosa – ha detto – qui mi sento un po’ a casa mia, in Jamaica: felici o tristi, noi giamaicani vogliamo esprimerci con la musica. Per questo vi ringraziamo di aver creduto nel festival”. L’esponente del governo giamaicano ha poi presenziato alla prima serata della kermesse, rimanendo favorevolmente impressionata per la folta presenza di pubblico nonostante l’esodo della manifestazione a 1600 km di distanza da Osoppo. Se l’audience è stata straordinaria, è perché lo è stata anche la qualità dei concerti dei primi due act. Dopo le “positive vibrations” di star del reggae giamaicano come Glen Washington e Anthony B, la leggenda del New York Ska Jazz Ensemble e la verve iberica dell’idolo di casa Morodo nella prima serata, domenica è stata la volta di pezzi da novanta come Jah Mason e Romain Virgo, Bob Andy e Big Youth: esibizioni ad alto livello di adrenalina e festa riuscitissima per un numero di spettatori che si è andato ampliando ulteriormente. Lunedì la festa non si è fermata: sedicimila persone sono accorse per i concerti di Morcheeba, Bushman e Africa Unite. E il bello deve ancora venire. Ancora quttro giorni di sole, mare, unità nella diversità, e soprattutto tanta tanta musica attendono la comunità dell’arena di Benicassim. Oggi sarà la volta di Ginjah e l‘algerino Khaled, oltre agli italiani Alborosie e Train to Roots: ma tanti altri artisti saliranno sui palchi del festival nei giorni a venire. Come molti saranno i temi che verranno affrontati nell’area dedicata ai dibattiti. Proseguono le riflessioni su mondialità, lotta al razzismo e all’omofobia, ma soprattutto oggi ci sarà modo di confrontarsi sui problemi legati all’energia e all’ambiente insieme a Greenpeace e domani si approfondirà il tema della droga in un’ottica scientificamente avanzatissima con uno dei più importanti studiosi del fenomeno a livello mondiale, Antonio Escohotado, padre della autorevole “Storia generale delle droghe” pubblicata nel 1983 e tradotta in sei lingue. Grandissima attesa c’è però a Benicassim per il dibattito che mercoledì verrà dedicato a “Il caso Italia e la berlusconizzazione d’Europa” e che vedrà ospiti d&#8217;eccezione come Beppe Grillo, Giuliano Giuliani, Andrea De Lotti de “Lo Sbarco” e Tommaso Cerno dell&#8217;Espresso. Il Rototom Sunsplash vuole riflettere insieme a loro sulle ragioni che lo hanno spinto all’esilio a causa di un clima sempre più repressivo, chiuso, soffocante che si respira in un Paese dove gli spazi di libertà si restringono sempre più, davanti ad una società civile che appare apatica, senza voce. In tutta Europa si osserva con inquietudine la crisi italiana, la caduta verticale dei valori costituzionali e democratici, e si teme soprattutto che la berlusconizzazione si diffonda nel resto del continente. Protagonista assoluto dell’incontro sarà di certo Beppe Grillo, il dissacrante comico ormai divenuto un personaggio di spicco anche della politica, che esorta ad andare al di là del vittimismo per reagire con il coraggio della visione al malcostume della partitocrazia e delle cricche e che è sceso in campo alle scorse elezioni con il movimento “Cinquestelle” raccogliendo risultati lusinghieri. Grillo è stato già al fianco del Sunsplash nella sua battaglia per la libertà di espressione partecipando con un intervento in diretta video alla grande serata di “Non processate Bob Marley” che si tenne a Udine nel novembre scorso: stavolta regala al Sunsplash il suo contributo in carne ed ossa per spiegare al pubblico spagnolo che in Italia la libertà oggi non è più un valore indiscutibile per tutti come dovrebbe essere in una società civilmente evoluta. Al suo fianco nella discussione ci saranno Giuliano Giuliani, padre di Carlo, giovane vittima del G8 di Genova nel 2001, che da anni si batte per capire la verità sull’omicidio di suo figlio, il reporter Tommaso Cerno de “L’Espresso” e il maestro italiano Andrea de Lotto, tra i promotori de “Lo Sbarco: la nave dei diritti”, iniziativa partita da Barcellona in primavera per restituire all’Italia quella condizione civile che appare ormai in via di estinzione.</p>
<h1><a title="Rototom Sunspash 2010: le FOTO da Benicassim" rel="bookmark" href="../rototom-sunspash-2010-le-foto-da-benicassim/">Rototom Sunspash 2010: le FOTO da Benicassim</a></h1>
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		<title>Rototom Sunspash 2010: le FOTO da Benicassim</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 12:47:26 +0000</pubDate>
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In sedici intensi anni il Rototom Sunsplash è diventato il più grande raduno reggae d’Europa raggiungendo una affluenza media annua superiore alle 130 mila presenze e portando in Friuli un pacifico esercito di pubblico proveniente addirittura da 120 paesi diversi. Oltre che essere un interlocutore privilegiato della scena reggae giamaicana il festival è diventato attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-28203" title="SunBeach" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/08/sunsplash-10.jpg" alt="SunBeach" width="630" height="421" /><br />
In sedici intensi anni il Rototom Sunsplash è diventato il più grande raduno reggae d’Europa raggiungendo una affluenza media annua superiore alle 130 mila presenze e portando in Friuli un pacifico esercito di pubblico proveniente addirittura da 120 paesi diversi. Oltre che essere un interlocutore privilegiato della scena reggae giamaicana il festival è diventato attraverso le sue iniziative collaterali un valido portavoce di istanze quali la pace, l&#8217;ambiente, i diritti umani, lo sviluppo sostenibile nel dichiarato intento di costruire “un altro mondo possibile”.<br />
La diciassettesima edizione del Rototom Sunsplash è iniziata il 21 Agosto 2010 a Benicàssim per terminare il 28 agosto. Il festival mantiene invariata la sua formula che vede accostarsi agli eventi musicali una serie di incontri e dibattiti, corsi, esposizioni d’arte, proiezione di film e documentari, seminari di meditazione e terapie del benessere e altre varie attività autogestite dalle tantissime associazioni no profit presenti al festival.<br />
Gli obiettivi che il Rototom Sunsplash si pone in questa nuova fase sono restare coerenti con la sua storia ma in una nuova location, dare quindi impulso alla scena reggae spagnola valorizzando i suoi fermenti e continuare ad avvicinare l&#8217;Europa ai Caraibi grazie alla stretta connessione tra la Spagna e le Americhe ed alla forte presenza della musica reggae anche nei paesi di lingua spagnola al di la dell’Atlantico.</p>
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		<title>Rototom Sunsplash via dal Friuli emigra a Benicassim in Spagna</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 13:36:31 +0000</pubDate>
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Ieri sera alle 21 è stato annunciato in via definitiva che il Rototom Sunsplash andrà a Benicassim in Spagna e non più ad Osoppo. Queste che seguono alcune dichiarazioni a caldo di Filippo Giunta e del sindaco di Osoppo Luigino Bottoni
Un altro mondo è possibile. Questo non mi piace Filippo Giunta: “La mia coscienza mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11480" title="marley-3" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/marley-3.jpg" alt="marley-3" width="630" height="400" /></p>
<p>Ieri sera alle 21<a href="http://www.udine20.it/ufficiale-rototom-sunsplash-trasloca-in-spagna/"> è stato annunciato in via definitiva che il Rototom Sunsplash andrà a Benicassim</a> in Spagna e non più ad Osoppo. Queste che seguono alcune dichiarazioni a caldo di Filippo Giunta e del sindaco di Osoppo Luigino Bottoni</p>
<p>Un altro mondo è possibile. Questo non mi piace <strong>Filippo Giunta</strong>: “La mia coscienza mi impone di provare a costruire un’alternativa&#8221; “Era nell’aria da qualche anno. Da quando il centrodestra di Renzo Tondo, ma soprattutto di Luca Ciriani, aveva vinto le elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia. L’aveva promesso in campagna elettorale, l’attuale assessore al turismo e alle attività produttive: in caso di vittoria il Rototom Sunsplash se la sarebbe vista brutta. E così è stato”. Con queste parole il presidente dell’Associazione Rototom, Filippo Giunta, aveva introdotto l’editoriale pubblicato sul numero di gennaio del mensile d’informazione “La Gazzetta” della Cooperativa sociale Itaca di Pordenone (pubblicato anche su www.itaca.coopsoc.it). Di ieri la notizia ufficiale, nell’aria da mesi, resa nota in poche righe dall’organizzazione: il Rototom Sunsplash lascia la sede di Osoppo dopo 10 anni in Friuli e 16 in Italia e trasloca in Spagna a Benicassim, località fra Valencia e Barcellona, dove si terrà dal 21 al 28 agosto prossimi. A seguire riportiamo il citato articolo di Filippo Giunta in versione integrale e ringraziamo il Presidente dell’Associazione Rototom per la sua disponibilità, con l’augurio di ritrovarci presto in Friuli Venezia Giulia.</p>
<p><strong>Luigino Bottoni, Sindaco di Osoppo</strong> &#8220;Rimpiangeremo il festival perche la ricaduta economica che portava non e&#8217; sostituibile. Ci sono arrivate diverse richieste per eventi da organizzare all&#8217;interno del parco del Rivellino, sport, cultura, tutte interessanti ma non sono paragonabili al Sunsplash come ritorno economico. La notizia che il festival si sia trasferito in Spagna non ci coglie di sorpresa. I cittadini di Osoppo sono dispiaciuti ma la cittadinanza ha metabolizzato la cosa.. Ci auguriamo che torni ad Osoppo il festival ma sappiamo che non accadra in tempi brevi. &#8220;</p>
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		<title>Ufficiale: Rototom Sunsplash trasloca in Spagna a Benicàssim</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 20:32:44 +0000</pubDate>
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Ufficiale il trasferimento del più grande Festival reggae d’Europa a Benicàssim
dal 21 al 28 agosto. L’impostazione dell’evento rimane identica: formula che vince non si cambia E’ ufficiale: il Rototom Sunsplash adesso ha una nuova casa. Il più grande raduno reggae d&#8217;Europa, che si è svolto per 16 anni in Italia e per 10 anni ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-10440" title="sunsplash201" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/10/sunsplash201.jpg" alt="sunsplash201" width="600" height="400" /><br />
Ufficiale il trasferimento del più grande Festival reggae d’Europa a Benicàssim<br />
dal 21 al 28 agosto. L’impostazione dell’evento rimane identica: formula che vince non si cambia E’ ufficiale: il Rototom Sunsplash adesso ha una nuova casa. Il più grande raduno reggae d&#8217;Europa, che si è svolto per 16 anni in Italia e per 10 anni ha portato stimoli culturali e presenze turistiche al Parco del Rivellino di Osoppo, da quest’anno si trasferirà in Spagna, a Benicàssim, località costiera fra Valencia e Barcellona, dal 21 al 28 agosto. Sarà lì che si esibiranno i più grandi artisti reggae del pianeta, in quello che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio social forum europeo su tematiche quali la pace, l&#8217;ambiente, i diritti umani, lo sviluppo sostenibile nel dichiarato intento di costruire “un altro mondo possibile”. Il pubblico di decine di migliaia di spettatori che nell’ultima edizione sono affluiti da 120 Paesi diversi dovrà cambiare location per assistere al “suo” Festival. Dopo 16 anni, di fronte ad una crescente intolleranza della politica italiana verso qualsivoglia modello di società multietnica e multirazziale, il Rototom ha ritenuto doveroso, per rispetto verso i suoi partecipanti, trasferirsi in un altro Paese, sempre in Europa, più accogliente, più aperto e più democratico. La ricerca si è concentrata principalmente in Spagna, date le grandi affinità culturali tra i due Paesi, e si è fermata a Benicàssim perché in questa località esiste già uno spazio dedicato ai grandi eventi, ed essa è conosciuta nel mondo per la presenza di un altro festival internazionale, il Fib (Festival Internacional de Benicàssim), che si svolgerà quest’anno dal 15 al 18 luglio. La località marina è dotata di infrastrutture turistiche d’accoglienza e la gente è ospitale ed abituata a confrontarsi con spetttatori di grandi eventi provenienti da tutto il mondo. Ciò permetterà al Rototom Sunsplash di restare fedele a se stesso, non modificando l&#8217;impostazione del festival e ponendosi anche ulteriori obiettivi, come dare impulso alla scena reggae spagnola creando una sorta di raduno spagnolo all’interno del più vasto raduno europeo. Avvicinare l&#8217;Europa ai Caraibi sarà in un certo senso più facile, grazie alla grande apertura e alla stretta connessione tra la Spagna e le Americhe. Oltre al programma musicale, che vedrà l&#8217;esibizione dei più grandi artisti reggae del mondo (il cast è in avanzato stato di definizione), la formula rimarrà quindi la stessa di sempre. Si volgeranno incontri e dibattiti, corsi di percussioni, danza, strumenti musicali etnici, cucina africana, ecc., ma anche esposizioni d&#8217;arte, mostre fotografiche, arte dal vivo, proiezione film e documentari. Saranno proposti anche spettacoli e laboratori teatrali, insieme ad attività olistiche (meditazioni, massaggi, terapie del benessere, ecc.) e ad attività autogestite dalle tantissime associazioni no profit presenti al festival. Rototom Sunsplash continuerà quindi la sua storia di musica, pace, confronto ed allegria, non senza un pizzico di nostalgia per la meravigliosa gente del Rivellino, con la speranza di rincontrarla numerosa nelle date del Festival.</p>
<p><a href="http://www.udine20.it/rototom-sunsplash-via-dal-friuli-emigra-a-benicassim-in-spagna/">qui trovi una dichiarazione di Filippo Giunta e del Sindaco di Osoppo Luigino Bottoni</a><br />
<small><a style="color:#0000FF;text-align:left" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Benic%C3%A0ssim&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=21.38316,30.410156&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Benicasim,+Provincia+di+Castell%C3%B3n,+Valencia,+Spagna&amp;ll=40.056318,0.065654&amp;spn=0.085396,0.184193&amp;t=h&amp;z=13">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
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		<title>Le Foto di &#8220;Non processate Bob Marley&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 20:31:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le immgini dall’happening-manifestazione di venerdì 13 novembre nato a difesa del Rototom Sunsplash, il più grande festival reggae d’Europa. In Piazza Matteotti  si sono esibite le band che hanno aderito alla manifestazione, dagli Africa Unite ai Tre Allegri Ragazzi Morti. In piazzetta Lionello invece hanno trovato spazio i dj set e le tante associazioni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11475" title="marley-8" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/marley-8.jpg" alt="marley-8" width="600" height="400" />Le immgini dall’happening-manifestazione di venerdì 13 novembre nato a difesa del Rototom Sunsplash, il più grande festival reggae d’Europa. In Piazza Matteotti  si sono esibite le band che hanno aderito alla manifestazione, dagli Africa Unite ai Tre Allegri Ragazzi Morti. In piazzetta Lionello invece hanno trovato spazio i dj set e le tante associazioni che hanno sempre trovato ospitalità al Sunsplash e ora intendono appoggiare la rivendicazione di libertà dell’associazione Rototom.<strong> Inviateci a redazione@udine20.it le vostre foto che pubblicheremo qui</strong></p>
<p><em> Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll. </em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Udine-Italy/Udine20/155101771533"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/10/banner_fan.jpg" alt="" /></a></p>
<p><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/marley-1.jpg" alt="" /><br />
<img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/marley-2.jpg" alt="" /><br />
<img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/marley-3.jpg" alt="" /><br />
<img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/marley-4.jpg" alt="" /><br />
<img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/marley-5.jpg" alt="" /><br />
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<img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/marley-12.jpg" alt="" /><br />
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		<title>Le voci a sostegno del Sunsplash</title>
		<link>http://www.udine20.it/le-voci-a-sostegno-del-sunsplash/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Questi i messaggi di sostegno che saranno letti stasera durante la manifestazione &#8220;Non processate Bob Marley&#8221; a partire dalle 18.00 in centro a Udine in due piazze, davanti al Municipio (Piazzetta Belloni) e in Piazza San Giacomo. E domani vi proporremo le fotografie del raduno

GENNARO T &#8211; ALMAMEGRETTA
Il Rototom Sunsplash è  l&#8217;unico festival musicale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11457" title="sunsplash_01" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/sunsplash_01.jpg" alt="sunsplash_01" width="600" height="400" /><br />
Questi i messaggi di sostegno che saranno letti stasera durante la manifestazione &#8220;Non processate Bob Marley&#8221; a partire dalle 18.00 in centro a Udine in due piazze, davanti al Municipio (Piazzetta Belloni) e in Piazza San Giacomo. <strong>E domani vi proporremo le fotografie del raduno</strong></p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Udine-Italy/Udine20/155101771533"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/10/banner_fan.jpg" alt="" /></a></p>
<p><strong>GENNARO T &#8211; ALMAMEGRETTA</strong></p>
<p>Il Rototom Sunsplash è  l&#8217;unico festival musicale di livello europeo che si tiene in Italia.</p>
<p>Ora grazie alla legge Giovanardi-Fini è messo sotto accusa. La musica non propinata e veicolata dai soliti media commerciali ha sempre meno diritto di cittadinanza in questo paese che sta sprofondando nel provincialismo più becero e nell&#8217;isolamento culturale internazionale.</p>
<p>Iniziative come il Sunsplash italiano dovrebbero essere appoggiate e sponsorizzate anche dagli enti pubblici, per il valore di scambio culturale e di diffusione dell&#8217;incontro tra i popoli. Ma una cosa del genere potrebbe accadere in un paese &#8220;normale&#8221; e moderno&#8230; L&#8217;Italia purtroppo non lo è da tempo.</p>
<p><strong>ELISA</strong></p>
<p>Caro Filippo,</p>
<p>esprimo a te e a tutto lo staff e gli amici del Sunsplash il mio supporto morale e il mio dispiacere per questa situazione.</p>
<p>Siete stati tra i primi ad ospitarmi come artista al Rototom,e anche quando vi abbiamo presentato i progetti più strani,con la musica più difficile e sperimentale ci avete aperto la porta e avete alzato il volume.</p>
<p>Negli anni avete dato spazio alla cultura,all’arte,alla musica nelle sue forme più pure,regalando al Friuli uno spazio diventato di culto, conosciuto e rispettato dal popolo della musica e non solo,dentro e fuori i confini nazionali..</p>
<p>Il Sunsplash è cresciuto nel tempo,frutto di un lungo cammino.</p>
<p>Sinceramente,spero con tutto il cuore che il grande lavoro che avete fatto vi venga riconosciuto,e che vi venga permesso di continuare a farlo ancora,qui in Friuli dove purtroppo spesso mancano ancora tanti spazi e occasioni per accogliere la musica.</p>
<p><strong>NEFFA</strong></p>
<p>Come sempre ci ritroviamo contromano, come sempre siamo attaccati.</p>
<p>Non possediamo i loro vestiti da 3000 euro, eppure siamo più belli.</p>
<p>Non abbiamo i loro soldi (rubati) in tasca, eppure siamo più liberi.</p>
<p>Non abbiamo i loro sistemi di repressione eppure siamo più forti.</p>
<p>Come dissi una volta a Monsignor Tonini, che mi era stato scagliato addosso da Red Ronnie, l&#8217;erba sulla terra ce l&#8217;ha messa Dio.</p>
<p>&#8220;Nasce dall&#8217;unione della terra con il sole io me la fumo dentro una cartina</p>
<p>perché so che pure lei lo vuole.&#8221;</p>
<p>Un abbraccio</p>
<p><strong>PAPAGIANNI &#8211; SUD SOUND SYSTEM</strong></p>
<p>Ciao ragazzi in questo momento difficile esprimiamo la nostra</p>
<p>solidarietà e vi sproniamo a combattere le ingiustizie ed i soprusi</p>
<p>ancora con più forza. A voi và il nostro rispetto per quello che fate.</p>
<p>GOD bless</p>
<p><strong>DON CIOTTI – fondatore del gruppo Abele</strong></p>
<p>Il “Rototom Sunsplash”  di Osoppo, per come ho avuto modo di conoscerlo, è un momento di grande positività, di socialità, di approfondimenti, di musica. Ho visto tanti ragazzi partecipare attivamente agli incontri, porre domande intelligenti, interrogarsi sul presente e sul futuro.</p>
<p>Dispiace allora sapere che il presidente del festival sia adesso oggetto di una denuncia da aparte dell&#8217;autorità giudiziaria per il “realto di agevolazione all&#8217;uso di sostanze stupefacenti”, uso peraltro fisiologico in ogni grande contesto di aggregazione giovamnile e limitato in massima parte alle droghe leggere. Un uso che l&#8217;esperienza, il realismo e l&#8217;equilibrioci dicono che può essere contrastato non certo con gli articoli di legge, ma con forte investimento educativo, con iniziative che accompagnino i giovani nella crescita e li portino, al di là delle semplificazioni e delle scorciatoie, a scoprire il valore della libertà responsabile, all&#8217;essere pieni e consapevoli interpreti di democrazia. E senza dimenticare che i consumatori sono quasi sempre l&#8217;anello debole di un gioco criminale che dal traffico di droga ricava profitti enormi e sul quale davvero di dovrebbe concentrare ogni sforzo repressivo.</p>
<p>Mi auguro perciò che prevalga il buon senso e quindi un ripensamento. Il “Rototom”  è un momento prezioso. Cancellarlo ci renderebbe culturalmente tutti più poveri.</p>
<p><strong>VINICIO CAPOSSELA</strong></p>
<p>Salve a tutti, sono solidale alla vostra lotta. Se si dovessero processare le musiche per i comportamenti a cui inducono dovremmo proibie tutti i nostri eroi e me personalmente mettermi in galera per la quantità di sbronze tristi e allegre che la mia musica ha accompagnato. Lunga vita al Rototom, al festival, al locale e alle persone che l&#8217;hanno reso vivo fino ad ora.</p>
<p>Un abbraccio a tutti. Solidalmente .</p>
<p><strong>THE EASY STAR ALL STARS</strong></p>
<p>Siamo veramente dispiaciuti sentendo le  cattive notizie riguardanti il Rototom Sunsplash che ci arrivano dall’Italia: quello che succede al suo presidente e soprattutto a tutti i reggae-fans che rendono questo evento così speciale. Easy Star All Stars hanno partecipato due volte al Rototom Sunsplash, includendo il concerto di quest’estate e a nostro avviso è uno dei più bei reggae festival del mondo. Al Parco del Rivellino abbiamo trovato sempre e solo  persone appassionate, ottima musica e un’atmosfera bellissima.<br />
Per dimostrare il nostro sostegno al festival gli dedicheremo le nostre due prossime date italiane nella speranza che questo accresca la mobilitazione nella lotta contro questa ingiustizia. Nei nostri prossimi concerti del 18 e 19 novembre a Cesena e Conegliano Veneto parleremo della situazione del festival dal palco per dare il nostro contributo.<br />
Crediamo che i nostri fans siano cittadini responsabili che amano condividere la gioia col prossimo e ascoltare bellissima musica. Speriamo che il pubblico che verrà ai concerti capisca che non c’è nessun motivo per perseguitare una cultura positiva come quella del reggae.</p>
<p><strong>MAX CASACCI &#8211; SUBSONICA</strong></p>
<p>Chi vuole processare la musica?</p>
<p>chi vuole abolire un festival musicale presumendolo colpevole di spingere i giovani all&#8217;utilizzo di sostanze proibite farebbe bene prima a prendere in considerazione l&#8217;idea di chiudere prima molti altri spazi fisici e virtuali. I locali frequentati da vip, veline calciatori e sedicenti esponenti del bel mondo, le principali curve degli stadi, e infine il Parlamento stesso stanno nell&#8217;immaginario collettivo alla cocaina più di quanto Bob Marley negli anni zero stia alla marijuana.</p>
<p>Perché la musica quando è buona, e il Rototom nel suo genere ospita i migliori talenti della scena mondiale, ti rende libero e basta.</p>
<p>Libero vuole anche dire libero dagli stereotipi libero di provare scegliere e passare oltre, perché la musica questo fa.</p>
<p>Volete spegnere la musica e magari lasciarci soli davanti alle trasmissioni dove i vincenti alludono impunemente ai loro vizi? In un&#8217;Italia dove invece il perdente Stefano Cucchi muore in circostanze quantomeno sospette bollato dall&#8217;onorevole di turno come un drogato che se l&#8217;è cercata?</p>
<p>La musica a noi a ha regalato un futuro e la libertà e state certi: molti ragazzi che domani faranno la differenza , che si appassioneranno alle grandi sfide, che avranno coraggio, generosità e che faranno fruttare il loro talento in tutti i campi, oggi stanno sotto i palchi della musica. Non certo a casa sintonizzati sul pietoso teatrino di una contemporaneità che ci vuole cortigiani, sudditi o puttane, (pardon escort), in pratica disposti a tutto pur di rosicchiare le briciole di un boccone di celebrità. Questa è la mentalità dopata che ci spacciate ogni giorno, questi sono i vostri insegnamenti, questa la vostra concezione di perbenismo. La musica è invece solo uno dei tanti rimedi ai vostri disastri.</p>
<p>Attenzione quindi prima di accusare gli altri potreste risultare ridicoli.</p>
<p><strong>COLOUR SOUND INDIE</strong></p>
<p>Color Sound Indie e i suoi Artisti Giuliano Palma &amp; The Bluebeaters, Caparezza e Club Dgoo esprimono solidarietà e vicinanza al Rototom Festival e ai loro promotori, nella speranza che un&#8217;esperienza così importante non possa essere cancellata nè criminalizzata.</p>
<p><strong>VAURO – fumettista</strong></p>
<p>E&#8217; vero , il reggae agevola il consumo di Mariijuana, Come il gregoriano agevola il consumo di ostie e le canzoni di Cristina D&#8217;Avena agevolano la pedofilia. Diciamo basta a queste musiche insane e cantiamo tutti in coro &#8221; Meno male che Silvio c&#8217;è&#8221;!</p>
<p><strong>SANDRO RUOTOLO &#8211; giornalista</strong></p>
<p>Il Rototom Sunsplash è  una manifestazione che apre una finestra sul mondo, che accoglie persone da ogni dove, che riesce a parlare alle giovani generazioni in modo esemplare. Criminalizzarla è un errore grave, significa colpire il diritto d&#8217;espressione, significa chiudersi al mondo quando invece abbiamo la necessità di aprirci alle culture e alle differenze.</p>
<p>A voi tutti va la mia piena solidarietà.</p>
<p><strong>FONDAZIONE AREZZO WAVE ITALIA</strong></p>
<p>La Fondazione Arezzo Wave Italia (FAWI) invita tutti a recarsi a Udine venerdì 13 novembre 2009 dalle 18 alle 24 in Piazza Matteotti e Piazza Leonello per la manifestazione &#8220;Non processate Bob Marley&#8221;.</p>
<p>FAWI e Italia Wave Love Festival esprimono vicinanza e sostegno agli organizzatori del Rototom Sunsplash, che attraverso il suo presidente Filippo Giunta, è stato accusato da una procura locale di &#8220;agevolazione all&#8217;uso di stupefacenti&#8221; visto che è un festival reggae e che &#8220;l&#8217;ideologia rastafariana prevede l&#8217;associazione tra la musica reggae e la marijuana&#8221;.</p>
<p>Da Mauro Valenti, presidente della fondazione Arezzo Wave italia, parole solidarietà agli organizzatori: &#8220;Rototom Sunsplash è il fratello gemello di Italia Wave, la musica può essere diversa ma la filosofia è la stessa. Sarebbe per noi tristissimo se il festival dovesse andarsene dall&#8217;Italia. Mai come ora siamo tutti Rototom!&#8221;</p>
<p><strong>AXEL KLEIN – Università  di Kent, UK</strong></p>
<p>Il Sunsplash è una rara e speciale opportunità per persone di tutta l&#8217;Europa, i Caraibi e l&#8217;Africa di ritrovarsi insieme e scambiarsi le reciproche esperienze culturali, le cose in comune e soprattutto le loro differenze in un ambiente che è rilassato e tranquillo così come sicuro e ben organizzato. La combinazione di musica e incontri culturali permette delle interessantissime scoperte intellettuali in un ambiente molto speciale. Non potrei pensare ad un esempio meglio riuscito di dialogo interculturale e sono stupito che le autorità abbiano deliberatamente deciso di chiuderlo.</p>
<p><strong>DON GALLO – fondatore Comunità di San Benedetto al Porto di Genova</strong></p>
<p>Caro Rototom, esprimo tutta la mia solidarietà per Bob.</p>
<p>Non posso essere presente, per impegni già presi.</p>
<p>Ma lottiamo per far cessare la &#8220;strage mafiosa&#8221;, con tutti i suoi complici.</p>
<p>Ciao</p>
<p>Don Gallo</p>
<p><strong>CAROLYN COOPER &#8211; Prof. di studi culturali e letterari presso l’Universita delle Indie Occidentali, Kingston, Giamaica</strong></p>
<p>Scrivo per esprimere il mio profondo sostegno al festival di musica reggae Rototom Sunsplash che io considero un potente mezzo di trasmissione che ha permesso alla musica e alla cultura reggae di diffondersi in tutto il mondo. E’ stato istruttivo partecipare all’edizione del 2009 della Reggae University</p>
<p>Come fondatrice del dipartimento di Studi di cultura Reggae all&#8217;Università delle Indie Occidentali, Mona, credo sia importante impegnarsi in un dialogo universale sui significati della cultura popolare. Vi ringrazio per aver creato uno spazio in cui prosperano i confronti tra culture differenti. Mi auguro che il Rototom trovi una nuova casa dove crescere e prosperare con forza.</p>
<p>bless</p>
<p>Carolyn Cooper</p>
<p><strong>ASH AMIN – British Academy &#8211; UK</strong></p>
<p>L&#8217;idea di svilire e criminalizzare il Rototom Sunsplash è spaventosa. Questo è un evento molto eccitante, bello e pieno di pace e speranza, un evento che coinvolge insieme giovani e meno giovani di tante nazioni diverse in unità e le autorità regionali vedono come pericoloso e destabilizzante. E&#8217; un evento che mette queste piccole località friulane nella mappa mondiale con un grande ritorno di immagine in questo senso: è per questo che probabilmente  chi vuole restare chiuso nel suo guscio vuole distruggere. E&#8217; una settimana di felicità che non ha bisogno di promuovere alcun tipo di droga per ottenere il calore umano ed i nemici della democrazia vogliono portarlo alla sua fine nel più meschino dei modi. E&#8217; un raro momento in cui i giovani ascoltano le più serie voci in una europa diversa ed in un differente modello di comunità che fa paura a qualche nostalgico di un passato che non tornerà mai più. E&#8217; uno spazio di musica meravigliosa, divertimento, incontri che qualcuno ha deciso non valga la pena di mantenere. Perchè?  Che un festival reggae porti ad una reazione così veementemente punitiva è una misura di quanto intolleranti ed autoritari i nostri tempi stiano diventando.  Dovremmo cercare di non abituarci a questa deriva autoritaria. Ci sono troppi echi del passato, di quando l&#8217;europa si è svegliata in tempi cupi dopo una lenta accumulazione di errori, i tempi in cui era permesso che gli indesiderabili fossero perseguiti in modi shoccanti. Quando un innocente e spensierato momento viene etichettato come sbagliato o pericoloso, questo è un segnale che qualcosa di terribile sta accadendo ed è tempo di svegliarci e di urlare forte contro la soppressione della libertà.</p>
<p><strong>LAURA BALBO – Università  di Padova</strong></p>
<p>Sono stata invitata più  volte, e ho partecipato, all&#8217;evento Rototom Sunsplash a Osoppo. Questa immagine soprattutto mi è rimasta impressa: era l&#8217;unico posto dove si poteva avere un&#8217;idea del mondo diverso e variegato che sarà la società italiana del futuro. Insieme, molte etnie, ragazzi e ragazze e giovani mamme e bambini, lingue diverse, abbigliamenti non standardizzati secondo mode e trend prevalenti. Tende, roulottes, macchine, biciclette. La musica accomunava, rallegrava.</p>
<p>A questa immagine ritorno spesso  come a un sogno, perchè viviamo in un contesto così  pesantemente diverso, e chiuso al cambiamento. Non perdiamo solo uno straordinario festival reggae: un simbolo, una apertura verso il futuro.</p>
<p><strong>RIDDIM Magazine &#8211; Germania</strong></p>
<p>Italia, sei troppo divertente! Il mondo sta ancora ridendo delle scappatelle sessuali e degli abusi di droga del tuo Presidente. Invece di voltare le spalle ad un politico ovviamente corrotto la maggioranza della tua popolazione sembra amarlo ancora di più. Ora poi hai anche l&#8217;audacia di combattere una delle più tranquille istituzioni che persone appassionate abbiano mai creato: il Rototom Sunsplash, dove migliaia di amanti della musica per dieci giorni sono la testimonianza che una vita in pace e unità non è solo un&#8217; utopia ma è finalmente possibile. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Filippo Giunta ed a tutta la famiglia del festival. Siamo stati parte di quella famiglia negli scorsi tre anni con il nostro lavoro alla Reggae University. Non occorre di certo conoscere il sistema legale italiano per capire che le accuse fatte contro il festival ed il suo principale organizzatore sono ingiuste e ridicole. E&#8217; il Rototom Sunsplash che ha fatto conoscere al mondo il Friuli Venezia Giulia come una regione aperta e tollerante ma evidentemente la sua reputazione sarà presto un ricordo del passato se proseguiranno queste azioni contro il festival. Come Bob Marley disse: &#8216;Puoi prendere in giro qualcuno per qualche tempo ma non puoi prendere in giro tutti per sempre&#8217;. Quindi per favore, Italia, non prenderti in giro da sola!</p>
<p><strong>PAPA BINGI &#8211; Shashamane International Sound &#8211; KENYA</strong></p>
<p>Mi rattrista molto sentire che il sistema di Babylon sta cercando di allontanare il Rototom Sunsplash dall’Italia. Vorrei poter partecipare personalmente alla manifestazione ma purtroppo ho appena lasciato l’Italia dopo le nostre recenti dancehalls. Manderò comunque di sicuro un messaggio video di supporto. Credo che economicamente il Rototom Sunsplash sia un buon affare per Udine e non capisco perché lo stiano combattendo con questo accanimento. Vorremmo tornare ad esibirci al festival e contribuiremo quindi alla sua difesa.</p>
<p>Blessed love,</p>
<p>Papa Bingi</p>
<p><strong>NEIL PERCH – Zion Train &#8211; UK</strong></p>
<p>Ciao a tutti. Sono in tour e questo mi rende complicato poter essere presente ed inviare un messaggio video. Mi dispiace perché essere presente, almeno anche solo in video, mi avrebbe fatto molto piacere.</p>
<p>Vi scrivo per manifestarvi la mia totale solidarietà. Negli anni il Rototom Sunsplash è  sempre stato un importante punto di riferimento non solamente per quello giamaicano ma soprattutto per tutto il movimento reggae europeo . Noi Zion Train bbiamo avuto diverse volte il piacere di essere con voi: non posso dimenticare la presentazione in anteprima del nostro CD ‘Live as one’ insieme a tanti ospiti. Con quel disco abbiamo avuto l’onore di vincere un Jamaican Grammy. Ho nel cuore ancora l’emozione di festeggiare il mio quarantesimo compleanno ad Osoppo ai controlli del mio Abassi High Power Sound. Stanno cercando di allontanare il festival dal Friuli e questo è un peccato perché a mio avviso in un certo senso questo luogo appartiene al Sunsplash e viceversa il festival appartiene al Friuli. Io spero in qualche modo il festival possa rimanere dove è nato ma l’importante comunque è di non perdere lo spirito con cui si pone al pubblico e cioè quello di essere un luogo di condivisione di messaggi di pace e di unità. Voglio chiudere con un’esortazione a non rinunciare a questa battaglia per la libertà musicale, spirituale e politica.</p>
<p>Un abbraccio a tutti: appuntamento al prossimo Sunsplash</p>
<p>Neil Perch &amp; Zion Train</p>
<p><strong>DAVID RODIGAN – DJ da trent&#8217;anni per BBC, Kiss FM e Capital radio &#8211; UK</strong></p>
<p>La musica reggae Reggae è  stata un&#8217;ispirazione per gli oppressi ed emarginati per più di cinquant&#8217;anni. E&#8217; un messaggio universale di amore e pace immortalato da artisti leggendari come Bob Marley e Peter Tosh.</p>
<p>Ogni tentativo di bandire un evento come il Rototom Sunsplash deve essere visto come un tentativo di bandire la libertà della gente di decidere quali concerti vogliono vedere e quali festivals vogliono frequentare.</p>
<p><strong>LUIGI MANCONI &#8211; presidente di A Buon Diritto</strong></p>
<p>Se mai avessi avuto qualche dubbio sulla necessità di criticare a fondo la legge Giovanardi-Fini sulle sostanze stupefacenti, il fatto di aver seguito passo passo, minuto dopo minuto, la vicenda di Stefano Cucchi, mi induce a considerare quella legge una delle ragioni fondamentali dell’infelicità sociale di moltissime persone. Per questo aderisco alla vostra iniziativa.</p>
<p>MASO NOTARIANNI &#8211; Direttore di PeaceReporter.net e responsabile comunicazione di Emergency</p>
<p>Voglio esprimere il mio sostegno e la mia preoccupazione per le sorti del Rototom Sunsplash, un festival che in tanti anni è stato veicolo di valori come pace, libertà, tolleranza e integrazione tra i popoli. Che una realtà di tale importanza musicale, ma soprattutto culturale a livello italiano e mondiale, sia oggetto di una intimidazione così forte da costringerla a lasciare il suo Friuli è indice di un clima opprimente e di un paese incattivito.</p>
<p>Al Rototom e al suo presidente Filippo Giunta va la mia piena solidarietà.</p>
<p><strong>IGNAZIO MARINO – Presidente di Commissione Parlamentare d&#8217;Inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale</strong></p>
<p>Sono vicino a Filippo Giunta, presidente ed organizzatore del Festival Rototom Sunsplash, che si tiene ormai da quindici anni ad Osoppo, indagato per aver violato l’articolo 79 della legge Fini – Giovanardi.</p>
<p>Ho ricevuto l’invito di Filippo Giunta a partecipare all’edizione 2009 del Rototom Sunsplash per parlare di testamento biologico in una delle iniziative del festival.  Invito che ho accettato con molto piacere poiché è uno dei festival reggae più importanti al mondo, sicuramente il più importante d’Europa, cui partecipano tantissimi giovani, con i quali ho trovato interessante e stimolante confrontarmi.</p>
<p>Filippo Giunta è indagato perché – stando all’articolo 79 della legge Fini–Giovanardi – avrebbe favorito nell’area del festival l’uso di droghe e per questo motivo rischia una pena dai 3 ai 10 anni di reclusione e un’ammenda fra i 3mila e i 10mila euro.</p>
<p>Comprenderei tale  punizione se fosse stato provato che Giunta è uno spacciatore che ha venduto dosi di droga durante il festival. Ma ho più problemi a comprendere una detenzione in carcere di 10 anni perché dei ragazzi hanno fumato degli spinelli durante un festival musicale che Giunta ha organizzato.</p>
<p>La legge Giovanardi-Fini da quando esiste, e cioè quasi da 4 anni, è stata usata per denunciare comportamenti simili a quelli contestati a Giunta solo in due occasioni, entrambe a Bologna: delle due inchieste una è ancora in corso, nell’altro caso c’è stata invece piena assoluzione per gli indagati.</p>
<p>Quello che emerge dalla vicenda Rototom e dalla denuncia a Giunta è che la Fini–Giovanardi è  una legge forse con alcuni eccessi punitivi.</p>
<p>Come sapete, ho già più  volte espresso la mia contrarietà all’impianto di quella legge che equipara tutte le droghe e che punisce oltre misura i consumatori senza risolvere il problema dell’utilizzo di droghe sintetiche e chimiche fra i giovanissimi e non.</p>
<p>Quindi ribadisco il mio supporto morale a Giunta sperando che questa vicenda si concluda rapidamente e con una sua assoluzione. Mi auguro che il Rototom possa continuare a svolgersi in Italia e che soprattutto si avvii una larga riflessione sulla Fini–Giovanardi, con l’obiettivo di poter modificare la legislazione in materia: distinguendo fra l’uso delle diverse droghe, evitando carichi penali per chi consuma droghe leggere e concentrando le azioni di forze dell’ordine e magistratura nella lotta allo spaccio e al traffico di droga gestito dalle organizzazioni criminali, come hanno già fatto molti altri paesi europei.</p>
<p><strong>DEBORA SERRACCHIANI &#8211; Eurodeputata</strong></p>
<p>Cari Amici di Rototom,</p>
<p>desidero esprimere prima di tutto l’auspicio che l’ultimo atto non sia compiuto e che la manifestazione Rototom Sunsplash possa rimanere nella nostra terra friulana, dove da anni contribuisce ad arricchire l’offerta culturale e turistica della Regione.</p>
<p>Credo che la saggezza dovrebbe spingerci tutti a lavorare per conservare un evento che si svolge pacificamente, che crea importanti ricadute economiche sul territorio, e che è ospitato volentieri dai cittadini e dall’amministrazione locale.</p>
<p>Sono convinta che se vi sono dei problemi bisogna impegnarsi per risolverli, non pensare che la soluzione stia banalmente nel fare piazza pulita.</p>
<p>Se Rototom se ne va, non solo non avremo risolto un problema, ma ne avremo creati parecchi altri, e avremo regalato una manifestazione di successo a un’altra Regione o magari a un altro Stato.</p>
<p>Mi associo perciò allo spirito che ha animato l’iniziativa di quei consiglieri regionali che hanno voluto interpellare in proposito il Presidente della Giunta regionale e mi unisco a tutti coloro che hanno sentito il dovere di esprimere solidarietà.</p>
<p>Con i migliori auguri</p>
<p><strong>GIULIANO GIULIANI &#8211; comitato Piazza Giuliani</strong></p>
<p>Ho avuto occasione di partecipare, nel 2006 e quest’anno, a due iniziative di dibattito nell’ambito delle edizioni di quello che è correttamente indicato nella citazione del Nucleo investigativo della Legione carabinieri Friuli Venezia Giulia come “evento culturale denominato ROTOTOM SUNSPLASH, ossia un festival musicale di ispirazione Reggae, di grande rilevanza internazionale”.</p>
<p>Ho potuto constatare, nella grande partecipazione giovanile, un clima di incoraggiante convivialità, di consapevole partecipazione alle iniziative culturali, ai dibattiti, agli spettacoli musicali, che sono anch’essi, ovviamente, una forma assai apprezzabile di cultura. Non entro nel merito delle considerazioni svolte nella notifica della citazione, che è compito di un avvocato. Posso solo sottolineare la preoccupazione che le iniziative giudiziarie possano derivare da un malinteso nesso tra democrazia e repressione. I dibattiti ai quali ho partecipato vertevano proprio su questo nesso, e sul sempre più frequente uso della repressione a danno della democrazia e dei diritti.</p>
<p><strong>BEPPINO ENGLARO &#8211; presidente Per Eluana</strong></p>
<p>Nel luglio appena passato ho avuto il grande piacere di conoscere  direttamente la realtà  del Rototom Sunsplash, avendo partecipato a un  dibattito sul biotestamento. Un luogo bello, pulito, pieno di giovani di tutto il mondo così attenti e curiosi, così pieni di speranza. Ora vengo a scoprire che si vuole impedire la prossima edizione. Sono  amareggiato, e in quest&#8217;occasione non posso ritrovare il Friuli aperto e tollerante che io conosco. Al Rototom Sunsplash e al suo presidente Filippo Giunta va tutta la mia solidarietà.</p>
<p><strong>MONI OVADIA -uomo di teatro, scrittore</strong></p>
<p>Esprimo piena solidarietà  al festival e al suo direttore contro l&#8217;ingiustizia che li colpisce.</p>
<p>Le forze che sostengono il governo italiano attualmente in carica esprimono, con rarissime eccezioni, una cultura liberticida e reazionaria che mira a reprimere e comprimere gli spazi dell&#8217;autonomia culturale in cui si esprimono i valori dell&#8217;uguaglianza, dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;espressione delle alterità e della multiculturalità.</p>
<p>L&#8217;ideologia reazionaria che anima il centro-destra si fonda sulla diffusione della paura, sull&#8217;omologazione a modelli d&#8217;ordine e di controllo sociale che mirano a far rinchiudere le persone negli angusti spazi del ghetto televisivo per ammannire ad individui e famiglie la stessa melassa mediatica omogeneizzata e distorta dalla propaganda di un solo modello esistenziale. La sottocultura che anima le forze ultra conservatrici è nemica della gioia di vivere, espressa dalla parte più libera, più vitale e più creativa dei giovani del nostro paese che sono malvisti in quanto tali soprattutto quando si organizzano autonomamente come accade in manifestazioni come il Rototom Sunsplash che sono occasioni di cultura, di socialità, di energia vitale, di bellezza e di risonanza con il linguaggio e metalinguaggio universale della musica, veicolo di pace e fratellanza.</p>
<p>Lo strumento della repressione in questa occasione è una delle tante leggi fondate sull&#8217;idea e la prassi di un controllo di polizia sulle coscienze e sulle anime con il pretesto della cosiddetta lotta alle droghe e miranti all&#8217;asfissia di tutto ciò che non vuole sottostare al potere dei prepotenti. I prepotenti di una classe politica molti esponenti della quale sono dediti all&#8217;uso di stupefacenti come la cocaina che circola a carrettate nei palazzi di chi comanda insieme alla prostituzione aperta e camuffata.</p>
<p>Esprimo piena solidarietà  al festival e al suo direttore contro l&#8217;ingiustizia che li colpisce</p>
<p><strong>LILIANA BORANGA – direttrice Radio Base</strong></p>
<p>Vi scrivo non in quanto direttore di radio Base Popolare Network, emittente che fin dall’inizio ha fatto conoscere non solo il festival ma anche il Friuli in tutto il mondo via etere, non come ex responsabile dell’ufficio stampa del festival, incarico che ho lasciato alla fine della edizione 2009 per motivi personali. Ma come persona che da sedici anni ha frequentato il Rototom Sunsplash e che si ritrova oggi, ma si è ritrovata, per anni sospettata di essere, grazie a molti articoli usciti sulla stampa, una possibile e ipotetica fumatrice di canne o spinelli, nonché una probabile consumatrice di altre droghe. Non poteva che essere così visto che frequentavo un festival reggae. Questo il parere che da sempre circola nelle redazioni. Lo conosco fin troppo bene. E con me mia figlia disabile da 17 anni. E con noi quelle migliaia di persone che per anni  hanno frequentato il Parco del Rivellino non per farsi uno spinello, ma solo per amore della musica e del messaggio di pace che da quel festival si è sempre alzato verso tutto il pianeta. Oppure per sdraiarsi  con gioia per  scrivere con i propri corpi la parola PACE. E farla dire e ripetere in decine di dibattiti e incontri: una parola da cui, per mia storia, cultura e dna, non posso e non voglio prescindere.</p>
<p>Tutto questo accentuare una immagine di un festival che deve solo essere frequentato da “drogati”, ha soprattutto mancato di rispetto verso tutti gli altri che “drogati”, come è stato sempre scritto, non sono. Quelle migliaia di bambini, donne e uomini che sono venute ad ascoltare personalità come un frate francescano a recitare il Cantico delle Creature sotto un tendone gremito di ragazzi e ragazze.  Oppure che hanno voluto capire come costruire la pace da don Albino Bizzotto, sapere come salvare la propria salute da una tecnologia devastante ma estremamente cannibale nella ricerca di guadagno, dalle spiegazioni dell’esimio professore Kundy. E riflettere sulle conseguenze delle guerre su chi, imbrogliato da sedicenti “missioni di pace”, si ritrova con patologie mortali. Ovvero quei  soldati  ammalati che al Rivellino sono arrivati non per motivi politici ma perché sapevano che sarebbero stati ascoltati. Al di là delle loro appartenenze ideologiche. Oppure per aiutare quella mamma senegalese che raccontava delle migliaia di  orfani di quei giovani che scappano dalla loro terra per cercare lavoro da noi. E naufragano nell’oceano perché le loro barche sono troppo leggere. Oppure capire che bisogna fermarsi dal creare sempre nuove e gratuite sofferenze. Ce ne sono anche troppe. Loro di tutto parlavano fuorché di droga e noi li abbiamo ascoltati. Con molta attenzione. E abbiamo ascoltato tanta musica.</p>
<p>Ripeto: tutto questo non ha mai fatto né notizia né sensazione. La droga si.  Solo…quella per creare ancora una volta paura. Eppure poteva veramente essere una “vera” notizia quella che migliaia di persone andavano ad un festival  reggae perché amanti della vera pace. Nient’altro…</p>
<p>…&#8230;è stata persa una grande occasione di fare informazione…</p>
<p>Per anni sono stata vicina allo staff del Rototom Sunsplash e ho lavorato coscientemente a stretto contatto con Filippo Giunta e nessuno mi ha mai “indotto né  istigato o stimolato” a farmi una canna. Io ho sempre scelto la mia vita. Anche come giornalista.</p>
<p>Liliana dott. Boranga</p>
<p>Direttore di Radio Base Popolare Network</p>
<p><strong>GIANPAOLO CARBONETTO &#8211; giornalista</strong></p>
<p>Poche cose sono più indigeste per la mente umane delle leggi che non si sentono giuste e la legge Fini-Giovanardi è una legge autoritaria, irrazionale e antiscientifica perché rispolvera il proibizionismo, naviga tra contraddizioni profonde, non distingue tra droga leggera e pesante. L’unico merito che ha è quello di ricordarci costantemente chi sono in realtà i due firmatari. Se a questa serata si è arrivati la colpa non va attribuita alla magistratura che, come sempre, non fa che applicare una legge, ma alla legge stessa.</p>
<p>Vorrei dire mille cose, ma scelgo di soffermarmi su una soltanto mettendo in parallelo il rapporto tra la cultura giamaicana e la ganja, e quello della cultura friulana con l’alcool. Perché è indubbio che il consumo di bevande alcoliche è stato ed è, sia pure in forme differenti, parte importante del vivere in questa regione. E non soltanto tra le classi più disagiate, ma anche nelle cosiddette classi elevate. A dimostrare che l’alcol non è visto soltanto come rifugio nello scappare da una vita insopportabile, o come ricerca di momentaneo benessere, ma anche come vero e proprio status symbol. E, proprio come la ganja in Giamaica, anche l’alcol è entrato nella farmacopea popolare friulana che gli ha attribuito capacità terapeutiche in molti casi inesistenti o almeno esagerate. Ma, d’altro canto, anche tante medicine approvate e vendute in farmacia tanto bene non fanno.</p>
<p>Ma l’alcol è del tutto diverso dalla ganja: non pretende di elevare il distacco tra sacro e profano, non induce alla meditazione, non rilassa, né porta benessere. L’alcol, usato in quantità smodate, porta soltanto all’abbruttimento. E non dimentichiamo anche che in Italia, a fronte di nessun morto per l’uso di cannabis e di alcune centinaia di morti per droghe pesanti, ogni anno si contano decine di migliaia di vittime causati dall’abuso di bevande alcoliche e che si ritiene che circa due terzi dei decessi della nostra regione siano da addebitarsi direttamente o indirettamente al consumo smodato di alcol: per cirrosi, tumori, incidenti automobilistici che coinvolgono, tra l’altro, anche persone del tutto sobrie.</p>
<p>Eppure contro l’alcol non si fa praticamente nulla, se non blande campagne che hanno sicuramente un impatto minore rispetto ai più o meno sottili, più o meno espliciti inviti al bere. E sono campagne che insistono sulle minacce e sullo spavento. Mai sulla cultura e sul suo cambiamento; magari sul bere bene, ma bere poco. Questo comportamento deriva forse da un rispetto per la cultura locale? Ma figuriamoci. Anzi, è proprio il mancato rispetto della cultura locale – che in realtà con l’alcol ha ben poco a che fare – che induce a fare così.</p>
<p>Perché non si tratta di una valutazione culturale, bensì di una vocazione impositiva e repressiva. Impositiva perché, visto che il fenomeno non è arginabile, lo si tassa pesantemente per guadagnare mentre si fa finta di condannare. Repressiva perché per le cose nuove, non già praticate, si preferisce proibire comunque più che capire. Anche perché capire comporta molta più fatica che proibire dall’alto della propria autorità.</p>
<p>D’altro canto in uno stato che vorrebbe proibire l’ingresso di altri uomini soltanto perché  hanno la pelle di colore diverso, oppure hanno un’altra religione, e che comunque li ha resi delinquenti per legge solo per il fatto di essere arrivati qui da noi per cercare di sopravvivere, la cosa è perfettamente comprensibile.</p>
<p>La speranza è che prima o dopo si riesca ad avere un governo che cancelli questa legge e che, quindi, quella di questa sera sia soltanto un arrivederci. Per rivedere tutti questi artisti, ma anche un po’ più di democrazia.</p>
<p><strong>GUIDO BLUMIR – pres. Comitato Scientifico “Libertà e droga” e uno dei massimi esperti del settore</strong></p>
<p>Sono due i punti su cui vorrei insistere: primo, agli organizzatori si rimprovera nella denuncia dei carabinieri di aver dato ordine alla sicurezza interna del festival di vigilare sul solo uso di droghe cosiddette “pesanti”, per evitare casi di overdose. Il punto è enorme: a qualunque operatore del settore e studioso della materia appare come priorità assoluta quella di evitare la morte delle persone, non certo per una questione di immagine. Questo compito, in tutto il territorio nazionale, dovrebbe essere di fatto affidato alle Asl, ai Sert, agli operatori pubblici. Ma che, come pura opera di prevenzione, l&#8217;organizzazione di un evento internazionale così importante abbia agito con successo per evitare queste morti è davvero rilevante. Ed è evidente che, per quel che può fare un privato senza mezzi infiniti a disposizione, evitare che all&#8217;interno del proprio festival circolino spacciatori di droghe pesanti è un modo per raggiungere questo risultato, che, ripeto, è la priorità assoluta.</p>
<p>Perchè ricordiamo che, a fronte di centinaia di morti per droghe -morti che avvengono ovunque, in Umbria addirittura in un convento-, non è mai avvenuto, né in Italia né nel mondo, alcun caso di decesso per le droghe “leggere”.</p>
<p>In secondo luogo, lo scorso anno sono stati fermati dalle forze dell&#8217;ordine e segnalati alle prefetture circa 50.000 consumatori di sostanze di cui circa l&#8217;80% per cannabis. I consumatori di cannabis in Italia sono in totale circa 4 milioni e la maggior parte di questi fuma anche in luoghi pubblici, dunque a vista delle forze dell&#8217;ordine, in borghese o meno – mentre le nostre forze dell&#8217;ordine sono composte da 332.000 elementi-; dunque sarebbe fattibile fermare almeno 500.000 persone su 4 milioni di consumatori di una sostanza illecita. Ciò non succede, e se all&#8217;apparenza questo potrebbe configurarsi come una sorta di omissione d&#8217;atti d&#8217;ufficio di massa, da un altro punto di vista può essere considerato come una strategia di buon senso da parte delle forze dell&#8217;ordine per consentire il normale funzionamento dei loro apparati. Non esiste infatti altro comportamento illegale di massa a questo livello di diffusione e con questa facilità di essere fermato in flagranza di illecito.</p>
<p>Queste cifre allora dimostrano che anche le forze dell&#8217;ordine operano con una strategia selettiva, dando di fatto la priorità alla lotta al traffico di droghe pesanti e ai reati gravi e gravissimi.</p>
<p>Guido Blumir &#8211; Presidente del comitato scientifico &#8220;Libertà e droga&#8221;</p>
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		<title>Rototom Sunsplash ringrazia, saluta e se ne va</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:32:51 +0000</pubDate>
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“Rototom Sunsplash” ringrazia, saluta e se ne va, ma non senza combattere fino in fondo una grande battaglia per l’affermazione del principio di libertà dove trova alleati di ogni versante culturale e politico: da Ignazio Marino a Debora Serracchiani, da Beppino Englaro a Giuliano Giuliani, dall’ex sottosegretario Franco Corleone fino ad arrivare al consigliere regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-10706" title="rototom-9" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/rototom-9.jpg" alt="rototom-9" width="600" height="400" /><br />
“Rototom Sunsplash” ringrazia, saluta e se ne va, ma non senza combattere fino in fondo una grande battaglia per l’affermazione del principio di libertà dove trova alleati di ogni versante culturale e politico: da Ignazio Marino a Debora Serracchiani, da Beppino Englaro a Giuliano Giuliani, dall’ex sottosegretario Franco Corleone fino ad arrivare al consigliere regionale del Pdl Alessandro Colautti passando per il suo collega del Pd Giorgio Baiutti, il segretario regionale di Rc Kristian Franzil, il radicale Gianfranco Leonarduzzi, il consigliere provinciale Cristiano Shaurli, l’ex assessore regionale Roberto Antonaz, per finire con il sindaco di Udine Furio Honsell. E mentre anche Moni Ovadia auspica che la vicenda abbia una svolta positiva, essa diviene oggetto anche di una interrogazione presentata dai parlamentari Rita Bernardini e Marco Perduca, mentre già in regione una richiesta di chiarimento è stata rivolta da alcuni consiglieri, primo firmatario Baiutti.</p>
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<p>Nonostante l’affetto della gente e la solidarietà giunta trasversalmente da vari esponenti politici, il più grande Festival reggae d’Europa è costretto ad emigrare, spostando altrove i numeri da capogiro in fatto di presenze e le vaste ricadute economiche sul territorio di un piccolo comune friulano come Osoppo: un paese di 3 mila abitanti che grazie a questa manifestazione d’estate diventano 150 mila. Anzi, diventavano. Perché dal 2010 il “Sunsplash” lascerà il Friuli. Lo ha annunciato nel corso di una affollata conferenza stampa il portavoce del sodalizio Alessandro Oria, che ha motivato l’esigenza non come una libera scelta, ma come la conseguenza di un “accanimento di sorveglianza” che ha portato nelle ultime settimane a “provvedimenti che rendono impossibile rimanere ad Osoppo”.</p>
<p>Il riferimento è agli avvisi di garanzia piovuti per ragioni diverse sull’amministrazione comunale del piccolo paese friulano, per un’ipotesi di abuso d’ufficio, ma soprattutto sul vertice dell’associazione, il presidente Filippo Giunta, rispetto a cui l’indagine è stata aperta per violazione della legge Fini Giovanardi. Viene contestato l&#8217;art.79: per tale dispositivo “chi adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all&#8217;uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 10.000”. Il Sunsplash in sostanza agevolerebbe l&#8217;uso di marijuana per il solo fatto di essere un festival reggae.</p>
<p>L’organizzazione ovviamente non ci sta e mentre evidenzia le ingenti spese affrontare per un servizio di sicurezza imponente, incassa la solidarietà  di esponenti di primo piano della cultura e della politica italiana che inviano messaggi di appoggio. “Non riconosco in questa vicenda il Friuli aperto e tollerante che è la mia terra” sostiene Beppino Englaro, mentre Giuliano Giuliani vede nella parabola del Sunsplash “un malinteso nesso tra democrazia e repressione”. “La sottocultura delle forze conservatrici  è nemica della gioia di vivere” ribatte Moni Ovadia che osserva come “dà fastidio il pensiero che si auto-organizza in forme libere e vitali”.</p>
<p>L’analisi del senatore Ignazio Marino si rivolge invece alla legge Fini Giovanardi “il cui art.79 è stato evocato finora solo due volte contro organizzatori di eventi culturali e musicali e l’unico caso arrivato a giudizio si è chiuso con la piena assoluzione di chi era imputato, a dimostrazione degli eccessi punitivi di questa norma”. A supporto della causa arriva il messaggio dell’europarlamentare Debora Serracchiani: “cancellando Sunsplash non avremo risolto un problema ma ne avremo creati altri ben peggiori – dice – poiché un evento di tale rilevanza non può mancare nell’offerta culturale e turistica della regione senza generare una grave perdita. Per questo voglio sperare che l’ultimo atto in questa vicenda non sia ancora compiuto”. Al telefono giunge anche la solidarietà del consigliere regionale Pdl Alessandro Colautti a cui “dispiacerebbe perdere un’occasione di confrontoo e dibattito aperta come il Sunsplash, che negli ultimi anni ha fatto un salto di qualità prestandosi ad approfondimenti importanti su temi come ecologia e fine vita”.</p>
<p>L’ex sottosegretario Franco Corleone spiega che “ci troviamo di fronte ad un teorema, che è la cosa più pericolosa che esiste, perché nasce dal pregiudizio e sfocia nella persecuzione”. “La sensibilità diffusa di cittadini, amministratori, politici è a favore del Sunsplash. Questo festival non può morire. Auspico un’archiviazione da parte della magistratura”.</p>
<p>A supporto dell’iniziativa è intervenuto anche il consigliere Pd Giorgio Baiutti: “Abbiamo fiducia nella magistratura e auspichiamo che entro un mese e mezzo, in sede dei discussione della finanziaria regionale, la Regione possa ancora dare un segno tangibile di voler mantenere in Friuli un festival di richiamo internazionale come questo”. L’ex assessore regionale Roberto Antonaz fa un appello a “resistere, perché non vada disperso un patrimonio di civiltà come quello di decine di migliaia di giovani che in 16 anni non han mai dato vita ad alcun episodio negativo o tantomeno nonostante la folla enorme che si radunava a Osoppo. Se si mette in discussione il principio di libertà per Sunsplash, non potete mollare”. Gli fa eco Kristian Franzil, segretario regionale di Rc: “colpita una libertà, si scalfiscono anche le altre. La lotta per conservare in Friuli una fabbrica di consapevolezza civile come il Sunsplash ci vedrà partecipi attivamente”. “E’ irresponsabile chi non fa nulla per arginare il pericolo di una perdita così grave per il Friuli – spiega poi il consigliere provinciale Pd Cristiano Shaurli – perché della solidarietà non ce ne faremo nulla quando questa grande opportunità di crescita culturale ed economica sarà sparita dal Friuli”. Il sindaco di Udine Furio Honsell spera nella magistratura “in cui bisogna avere fiducia: credo che lo stato di diritto imponga la presunzione di innocenza per chiunque, e spero che le questioni giudiziarie verranno chiarite al più presto per impedire che si verifichi un grave impoverimento culturale ed etico per il Friuli qualora Sunsplash dovesse emigrare”.</p>
<p>A chiudere l’incontro gli interventi di Luigino Bottoni, sindaco di Osoppo, che spiega come “il legame di 11 anni di presenza del Sunsplash a Osoppo mi fa sperare che non sia un addio, ma un arrivederci: nel nostro Parco del Rivellino un posto per il Sunsplash ci sarà sempre”, e di Filippo Giunta, presidente dell’Associazione Rototom; “abbiamo ritenuto che di fronte a una crescente aggressività dei controlli e alla criminalizzazione della manifestazione la scelta più ragionevole fosse quella di trasferirci per non creare imbarazzo all’amministrazione e far vivere al nostro pubblico il festival in maniera più serena e armonica. Tuttavia la battaglia perché non succeda ad altri quel che è successo a noi la combatteremo fino in fondo”.</p>
<p>Ed è  una battaglia su più piani quella che si annuncia. Innanzitutto si prepara un collegio di difesa composto da avvocati di fama nazionale per affermare il principio di “pulizia” del Sunsplash ma anche l’illogicità della Fini Giovanardi nei punti contestati. Inoltre si lancerà una mobilitazione con una petizione sul sito fuoriluogo.it e l’iniziativa “io agevolo” portata avanti dal Rototom con ironia, per significare che l’agevolazione determinata dal festival non ha riguardato gli stupefacenti ma semmai il dialogo fra culture, la libertà di pensiero, stampa ed espressione e tanti altri diritti civili. Infine una grande manifestazione concerto venerdì 13 novembre in Piazza Matteotti a Udine che avrà l’emblematico titolo “Non processate Bob Marley” e che a partire dalle 18 vedrà sul palco molti artisti ed intellettuali che dimostreranno con l’arte e il pensiero che di Sunsplash, in Friuli od altrove, c’è davvero bisogno.</p>
<p>Fonte: Ass. culturale Rototom</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8220;<a href="../ufficiale-il-rototom-sunsplash-lascia-il-friuli/">IL ROTOTOM LASCIA IL FRIULI</a>&#8220;</strong></p>
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		<title>Il Sunsplash se ne va: lunedì si saprà dove</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 14:02:11 +0000</pubDate>
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Tutti i dettagli dalla conferenza stampa di lunerdì 2 novembre dove è stato annunciato l&#8217;arrivederci del Sunsplash dal Friuli
Filippo Giunta, Patron del festival Sunsplash si è recato oggi (29/10) dai carabinieri per rispondere all&#8217;accusa di agevolazione dell&#8217;uso di sostanze stupefacenti. Giunta si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha chiesto un incontro per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-10440" title="sunsplash201" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/10/sunsplash201.jpg" alt="sunsplash201" width="600" height="400" /></p>
<p><strong><a href="http://www.udine20.it/ufficiale-il-rototom-sunsplash-lascia-il-friuli/">Tutti i dettagli dalla conferenza stampa</a> di lunerdì 2 novembre dove è stato annunciato l&#8217;arrivederci del <a href="http://www.udine20.it/?s=sunsplash" target="_blank">Sunsplash</a> dal Friuli</strong><br />
Filippo Giunta, Patron del festival Sunsplash si è recato oggi (29/10) dai carabinieri per rispondere all&#8217;accusa di agevolazione dell&#8217;uso di sostanze stupefacenti. Giunta si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha chiesto un incontro per il prossimo 9 novembre quando presenterà le sue memorie. Lunedì conferenza stampa del direttivo Rototom<span id="more-10437"></span><em>La conferenza stampa servirà a chiarire gli orientamenti dell’Associazione e a rispondere agli interrogativi di tutte le testate. All’incontro parteciperanno numerosi esponenti del mondo istituzionale regionale.</em></p>
<p><em>È l’addio del Friuli al festival. Stupefacenti al Sunsplash. Sotto inchiesta l’organizzatore. Agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti: questa l’ipotesi di reato contenuta nell’avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Tolmezzo a carico del presidente dell’Associazione Rototom Sunsplash Filippo Giunta, organizzatore dell’evento estivo nel parco del Rivellino di Osoppo. Giunta sarà sentito oggi, accompagnato dai suoi legali, dagli investigatori del Nucleo operativo dei carabinieri coordinati dal tenente Fabio Pasquariello.</em></p>
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<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Udine-Italy/Udine20/155101771533"><img src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/10/banner_fan.jpg" alt="" /></a></p>
<p><em>In sostanza, gli inquirenti ritengono che all’interno del festival reggae, che in questi ultimi undici anni ha richiamato sotto il forte centinaia di migliaia di partecipanti, fosse consentito quando non addirittura favorito l’uso di droghe leggere. Sostanze leggere sulle quali, sempre secondo gli inquirenti, l’attività di vigilanza da parte del personale incaricato non sarebbe stata esercitata, in quanto essa si sarebbe concentrata esclusivamente sul consumo delle sostanze pesanti.</em></p>
<p><em>L’ipotesi di reato è riconducibile alla violazione dell’articolo 79 del Dpr 309/90, contenente il testo unico della legge in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope. «Chiunque adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto – recita l’articolo – con la reclusione»: pena che può arrivare fino a 10 anni (e con multa fino a 26 mila euro) in base alle sostanze di cui si sia consentito l’uso.</em></p>
<p><em>In realtà la sede del Sunsplash, l’ampio parco del Rivellino che il Comune di Osoppo ha concesso all’Associazione Rototom per un mese circa ogni anno, non è un locale chiuso, ma il fatto che il festival si svolga in un’area recintata e interdetta al pubblico non pagante lo avrebbe reso, per gli investigatori, assimilabile a un luogo chiuso. Nel mirino degli inquirenti sarebbero entrate soprattutto le edizioni del 2008 e del 2009, sulle quali si sarebbero concentrate le attività di indagine, coordinate dal procuratore della Repubblica di Tolmezzo Giancarlo Buonocore.</em></p>
<p><em>Il presidente dell’Associazione Rototom Giunta sarebbe poi coinvolto (in concorso) anche nell’altra inchiesta, quella sull’i potesi di abuso di ufficio che riguarda in primis il sindaco di Osoppo Bottoni oltre a un medico e due tecnici. In questo caso le violazioni di tipo amministrativo riguardano la concessione dell’i doneità a una serie di stand per la ristorazione che la commissione prefettizia per il pubblico spettacolo aveva ritenuto non rispondere ad alcuni parametri fissati per legge.</em></p>
<p><em>Il sindaco aveva allora riunito una commissione ristretta che ritenne ottemperate le prescrizioni e dette il via libera agli stand. Ma quella decisione poteva spettare soltanto alla commissione prefettizia, da qui l’accusa di abuso di ufficio e di falso. Un’ulteriore ipotesi di abuso di ufficio riguarderebbe infine uno spazio adibito a campeggio all’esterno del perimetro recintato del parco.</em></p>
<p><em>E adesso migliaia di firme raccolte in poche settimane a sostegno della permanenza del festival in Friuli ormai, in quella che appare come una certezza, non basteranno a trattenere sotto il forte la grande manifestazione dedicata alla musica reggae che aveva fatto conoscere il nome di Osoppo un po’ in tutto il mondo.</em></p>
<p><em>La sedicesima edizione, quella del luglio 2009 (l’undicesima a Osoppo), aveva ancora una volta confermato il grande seguito che il festival trova in molti paesi, con 150 mila presenze in dieci giorni, 20 mila in meno però rispetto all’edizione 2008 (un calo registrato soprattutto, secondo gli organizzatori, tra il pubblico dei friulani). Ma era stata un’edizione in cui la presenza (e l’i nsistenza) dei controlli da parte delle forze dell’ordine si era fatta sentire, sempre secondo gli organizzatori, più che mai, tanto da indurre lo staff del festival a esprimere ripetute lamentele e a prospettare per l’edizione 2010 una fuga verso altri siti.</em></p>
<p><em>Una “minaccia” che a Osoppo e dintorni è stata vista come una grave perdita per l’economia locale e per il turismo. Sono così partite le raccolte di firme e la mobilitazione di esercenti e commercianti della zona ma anche le prese di posizione del consiglio comunale con un ordine del giorno a sostegno del festival che è stato spedito a Trieste, alla Regione, dove però non si è mai tenuto l’i ncontro richiesto.</em></p>
<p><em>Ora tutto questo sembra passare in secondo piano e la decisione degli organizzatori di lasciare il Friuli, al di là degli esiti della vicenda giudiziaria, appare una scelta inevitabile.</em></p>
<p><strong><em>( Articolo tratto dal Messaggero Veneto del 29 ottobre 2009 )</em></strong></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>PRONTA LA RISPOSTA DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE DEL SUNSPLASH APPARSA SUL SITO UFFICIALE</strong></p>
<p>SUNSPLASH SOTTO ATTACCO DELLA PROCURA!<br />
Lunedi la conferenza stampa del Rototom.</p>
<p>Il Sunsplash, nella persona del nostro presidente Filippo Giunta, è sottoposto in queste ore a un pesante attacco giudiziario. Il reato contestato è &#8220;agevolazione dell&#8217;uso di sostanze stupefacenti durante il festival&#8221;. Carabinieri e un procuratore locale hanno riesumato l&#8217;art 79 della legge Fini Giovanardi (il testo è riportato più sotto) iscrivendo Filippo nel registro degli indagati e combinando questa incriminazione con svariati avvisi di garanzia per abuso d&#8217;ufficio rivolti agli amministratori di Osoppo, rei di averci semplicemente concesso l&#8217;area del Rivellino. Queste misure hanno l&#8217;effetto immediato di rendere giuridicamente IMPOSSIBILE la permanenza del festival in Friuli e di complicare enormemente anche la possibilità di essere accolti in altre regioni italiane.</p>
<p>In sostanza, secondo la polizia giudiziaria udinese e un procuratore di Tolmezzo, il Sunsplash è un luogo da cancellare, un&#8217;esperienza da interrompere, un errore da mondare con le misure del codice penale. Negli atti della procura, questa inaccettabile criminalizzazione non si ferma all&#8217;esperienza individuale del Sunsplash ma si estende alla musica e alla cultura reggae nel loro insieme: &#8220;essendo noto che il luogo diveniva il punto d&#8217;incontro di persone che, nel contesto dell&#8217;evento musicale e delle connesse suggestioni culturali riconducibili all&#8217;ideologia rastafariana che prevede l&#8217;associazione tra musica reggae e marijuana, si dedicavano all&#8217;utilizzo di droghe&#8221; (cit. atti giudiziari).</p>
<p>L&#8217;interrogatorio si terrà oggi pomeriggio mentre la conferenza stampa del Rototom è già stata programmata  Lunedi 2 Novembre a Udine.</p>
<p><em>Art. 79 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, il comma 1 e&#8217; sostituito dal seguente: «1. Chiunque adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all&#8217;uso di sostanze stupefacenti o psicotrope e&#8217; punito, per questo solo fatto, con la reclusione da 3 a 10 anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 10.000 se l&#8217;uso riguarda le sostanze e i medicinali compresi nelle tabelle I e II».<br />
29.10.2009</em></p>
<p>Lunedì nel pomeriggio i prossimi aggiornamenti, subito dopo la conferenza stampa</p>
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		<title>Rototom: 10.000 presenze al secondo giorno</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:41:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Numeri già eccellenti quelli che stanno caratterizzando la sedicesima edizione  del Rototom Sunsplash reggae festival 2009. Già quasi diecimila le presenze al secondo giorno a significare come questa edizione si preannunci già con delle  ottime performance Dal versante accrediti dei media fino a oggi  sono stati accreditati circa 250 giornalisti provenienti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/07/sun_giov_13.jpg" alt="" width="370" height="180" />Numeri già eccellenti quelli che stanno caratterizzando la sedicesima edizione  del Rototom Sunsplash reggae festival 2009. Già quasi diecimila le presenze al secondo giorno a significare come questa edizione si preannunci già con delle  ottime performance<span id="more-5573"></span> Dal versante accrediti dei media fino a oggi  sono stati accreditati circa 250 giornalisti provenienti da 20 paesi diversi. Tra questi i più significativi , a mostrare come  festival abbia un carattere mondiale 2 media africani (un documentarista sud africano e un magazine del Burkina Faso), 1 media neozelandese (una radio), 2 media statunitensi (una radio e un&#8217;agenzia stampa), 4 sud americani (una radio e un magazine argentini e due magazine brasiliani)oltre a un 1 giornalista che collabora con diverse testate cinesi di Pechino.<br />
Tra i tanti i paesi  accreditati oltre all&#8217;Italia, ci sono l’Austria, la Croazia, la Francia , la Germania, il Portogallo, la Serbia, laq Slovacchia, la Slovenia, la Spagna, la Svezia e la Svizzera. Oltre alla Gran Bretagna e l’Ungheria.<br />
Intanto si stanno affollando le stradine di Osoppo di mille colori a rappresentare il popolo del reggae.  Già soddisfatta la giovane proprietaria del minimarket cittadina che, una cubana dal sorriso  impossibile, non smette di ascoltare solo e  esclusivamente reggae . Ancora sul versante dei numeri il 1 luglio il sito del Rototom si è classificato tra  i primi 100.000 siti al mondo e in Italia tra i primi 4000. Con degli agganci dagli altri paesi molto alti come , oltre all’Italia con il 72,1% come l’Austria, la Svizzera,  la Spagna  e gli Stati Uniti.<br />
Grande attesa oggi per Tiken Jah Fakoly, discendente  di una nobile famiglia di griot, ovvero i cantastorie di lunga tradizione, che arriva al festival a rappresentare  il continente nero nella sua parte più sensibile.  Il musicista  da anni conduce una lotta contro la corruzione e il malaffare nel l suo paese oltre che rappresentare una delle voci più belle dell’Africa. Viene confermata la presenza  di LITTLE ROY con MAFIA&amp;FLUXY  dalla Gran Bretagna, garnde è l’atesa per la priam volta di Bunny Wailer che ha deciso di devolver eil suo incasso a della organizzazioni non profit africane e italiane.<br />
Confermata la cancellazione del concerto dei giamaicani Rootz Underground in programma domenica 5 luglio ma sul palco salirà la storica band napoletana Almamegretta  alle  17.30 prima delle esibizioni del secondo gruppo dei finalisti dell&#8217;European Reggae Contest mentre l&#8217;esibizione di Easy Star All Stars viene posticipata alle 22.30 prima del concerto di chiusura di Horace Andy. Ma tutto sembra non creare problemi al popolo del reggae perfettamente in sintonia con il messaggio che “un altro mondo è possibile”.<br />
<img class="alignnone" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/07/sun_giov_13.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
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		<title>Rototom Sunsplash  2-11 Luglio 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 06:53:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La 15a edizione ha registrato 160.000 persone, gente di ogni età e nazionalità che arriva da tutta Europa per ritrovarsi nel meraviglioso Parco del Rivellino di Osoppo, ai piedi delle Alpi friulane. Per dieci giorni consecutivi la musica reggae riecheggia ovunquei concerti iniziano al tramonto, la dancehall si colma ogni notte, mentre i pomeriggi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/07/sun2-01.jpg" alt="" width="370" height="180" />La 15a edizione ha registrato 160.000 persone, gente di ogni età e nazionalità che arriva da tutta Europa per ritrovarsi nel meraviglioso Parco del Rivellino di Osoppo, ai piedi delle Alpi friulane. Per dieci giorni consecutivi la musica reggae riecheggia ovunque<span id="more-5196"></span>i concerti iniziano al tramonto, la dancehall si colma ogni notte, mentre i pomeriggi sono dedicati a relax e impegno sociale. Vi sono dibattiti, incontri su musica reggae e cultura Rasta, film e documentari, mostre fotografiche e d’arte, corsi di percussioni, danza africana, capoeira e didjeridoo, meditazione e medicina alternativa. Team di professionisti organizzano attività di intrattenimento e gioco per i numerosi bambini sempre presenti al festival. Inesorabile l’aumento di pubblico nel corso degli anni.</p>
<p><a href="http://www.udine20.it/foto-sunsplash-2009/"><strong>Qui troverete le fotografie dell&#8217;edizione 2009</strong></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">vi invitiamo a visitare la galleria fotografica del 2008 di Udine20</span> <span style="color: #ff0000;">che lo scorso anno era presente per documentare il festival giorno per giorno. </span><a href="http://www.udine20.it/index.php?s=sunsplash">FOTO SUNSPASH 2008</a></strong></p>
<p><strong>Mercoledì 1 Luglio Pre-Festival</strong><br />
<em>Ska-P, Elvis Jackson, Playa Desnuda</em></p>
<p><strong>Giovedì 2 Luglio</strong><br />
<em>Steel Pulse, Alborosie, The Skatalites, Ska-J, Channel One, Conscious Sound</em></p>
<p><strong>Venerdì 3 Luglio</strong><br />
<em>Barrington Levy, Tiken Jah Fakoly, Twinkle Brothers, Train To Roots, I-Tal Sound</em></p>
<p><strong>Sabato 4 Luglio</strong><br />
<em>Sud Sound System, Linton Kwesi Johnson, Gocoo, European Reggae Contest, Lt. Stitchie, Yaga Yaga</em></p>
<p><strong>Domenica 5 Luglio</strong><br />
<em>Horace Andy, Rootz Underground, Easy Star All Stars, European Reggae Contest</em></p>
<p><strong>Lunedì 6 Luglio</strong><br />
<em>Ali Campbell (Ub40), The Congos, Junior Kelly, The Aggrolites, Ward 21, I-Shence</em></p>
<p><strong>Martedì 7 Luglio</strong><br />
<em>Michael Franti &amp; Spearhead, Beenie Man, Freddie Mcgregor, Elijah &amp; Dubby Conquerors, Soul Stereo Ft Lone Ranger, Carlton Livingstone</em></p>
<p><strong>Mercoledì 8 Luglio</strong><br />
<em>Buju Banton, The Groundation, Sebastian Sturm</em></p>
<p><strong>Giovedì 9 Luglio</strong><br />
<em>Bunny Wailer, Capleton, Yt, Kenny Ken, Ragga Twins, Junglist Alliance</em></p>
<p><strong>Venerdì 10 Luglio</strong><br />
<em>Pablo Moses, U-Roy, Bitty Mclean, Sly &amp; Robbie, New York Ska Jazz Ensemble, Iriepathie, Shashamane International</em></p>
<p><strong>Sabato 11 Luglio</strong><br />
<em>Anthony B, Third World, Glen Washington, Ava Leigh, One Love Hi Pawa</em></p>
<p><strong>Ingresso Festival:</strong></p>
<p>Biglietto singola giornata: 25.00 Euro</p>
<p>Abbonamenti:<br />
2 giorni 45.00 Euro<br />
3 giorni 65.00 Euro<br />
4 giorni 85.00 Euro<br />
5 giorni 100.00 Euro<br />
6 giorni 115..00 Euro<br />
7 giorni 130.00 Euro<br />
8 giorni 145.00 Euro<br />
9/10 giorni 160.00 Euro<br />
Ingresso gratuito: Minori di 12 anni, over 65, disabili.</p>
<p><em>Il Rototom Sunsplash garantisce l&#8217;ingresso gratuito al festival e al campeggio ai tutti i portatori di handicap che rendano non autosufficienti e che prevedano l’indennità di accompagnamento e in tutti i casi di gravi deficit motori, funzionali o psichici.</em></p>
<p><strong>ROTOTOM SUNSPLASH &#8211; 16° EUROPEAN REGGAE FESTIVAL</strong><br />
<em>Parco del Rivelino &#8211; Osoppo (UD)<br />
Info: 0434977314<br />
Email: sunsplash@rototom.com</em></p>
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		<title>African Village al Sunsplash 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 10:42:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il villaggio africano, coordinato dall’Onlus TimeForAfrica, offrirà oltre all’immancabile corso di percussioni con Sene Abdoulaye (Senegal), un corso di danze dal Kenya con Eugene Maginaun appuntamento quotidiano di informazione in collaborazione con la redazione di Afriradio, la prima web-radio italiana dedicata all’Africa, un percorso nei cibi d’Africa e alcuni workshop sull’artigianato africano.
Vasto spazio sarà dedicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2008/07/sun_giov_09.jpg" alt="" width="370" height="180" />Il villaggio africano, coordinato dall’Onlus TimeForAfrica, offrirà oltre all’immancabile corso di percussioni con Sene Abdoulaye (Senegal), un corso di danze dal Kenya con Eugene Magina<span id="more-5251"></span>un appuntamento quotidiano di informazione in collaborazione con la redazione di Afriradio, la prima web-radio italiana dedicata all’Africa, un percorso nei cibi d’Africa e alcuni workshop sull’artigianato africano.</p>
<p>Vasto spazio sarà dedicato ai dibattiti su temi di interesse e attualità come: le dinamiche dell’informazione sull’Africa, con la giornalista Irene Panozzo (03/07); il significato delle danze nelle società di ieri e di oggi, sempre con Eugene Magina (05/07); i paradossi dello sviluppo in Mozambico con Anuar Abdula (06/07); la povertà urbana documentata da Gianpaolo Rampini in una docu-fiction sugli slum di Nairobi (09/07) realizzata nell’ambito di un progetto di cooperazione decentrata dell’ICS (Consorzio italiano di Solidarietà) di Trieste; infine, l’ultimo dibattito, sul turismo responsabile e comunitario proposto come risorsa di sviluppo locale, sarà tenuto da Alex Sarr dell’associazione Chiama il Senegal e Umberto Marin di TimeForAfrica (10/07). I dibattiti saranno ritrasmessi da Afriradio.</p>
<p>TimeForAfrica con queste iniziative vuole contagiare l’African Village del Sunsplash con la sua vocazione: la promozione della conoscenza dell’Africa, libera da antichi esotismi e stereotipi da superare. L’Africa è un continente in movimento per il ritmo incessante che l’attraversa, ma non solo: anche per gli stili di vita, i modelli economici, il rapporto uomo-ambiente, le relazioni sociali che in queste terre affiorano e si affermano. L’Africa è un mosaico di vite, di uomini e donne come quelli raffigurati nel logo dell’African Village 2009, creato dalla grafica e illustratrice Dunja Jogan.</p>
<p>Sarà in funzione un chiosco africano di bevande i cui proventi verranno utilizzati da TimeForAfrica a sostegno del progetto di turismo comunitario Muganga Zitundo, nel distretto di Matutuine in Mozambico.</p>
<p>Inoltre, sarà esposta la mostra &#8220;Persone. Africa, società civile, cambiamento”, a cura del Coordinamento CIPSI e di Chiama l’Africa, mentre nei punti informativi dedicati saranno presentate le attività a favore delle popolazioni africane di alcune organizzazioni no-profit.</p>
<p>Il programma completo è disponibile sul sito: http://www.rototomsunsplash.com/African-Village-9.phtml</p>
<p>TimeForAfrica sarà felice di fornirvi informazioni più dettagliate e organizzare interviste con gli ospiti dell’African Village.</p>
<p>Fonte: Daniela Bandelli</p>
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