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	<title>Udine20.it &#187; UMFVG</title>
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		<title>Malborgetto: Dal cristallo alla valanga</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:24:00 +0000</pubDate>
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Sabato 14 novembre a Malborghetto, Valbruna (UD) si terrà il IX Convegno di meteorologia &#8220;Dal cristallo alla valanga, la neve senza confini&#8221; si parlerà di neve e cambiamenti climatici, delle nevicate abbondanti dello scorso anno e di temi di grande attualità come le valanghe. In allegato il comunicato stampa con il programma dettagliato del convegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11286" title="cristallo" src="http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2009/11/cristallo.jpg" alt="cristallo" width="600" height="272" /><br />
Sabato 14 novembre a Malborghetto, Valbruna (UD) si terrà il IX Convegno di meteorologia &#8220;Dal cristallo alla valanga, la neve senza confini&#8221; si parlerà di neve e cambiamenti climatici, delle nevicate abbondanti dello scorso anno e di temi di grande attualità come le valanghe. In allegato il comunicato stampa con il programma dettagliato del convegno e l&#8217;invito con preghiera di pubblicazione.</p>
<p>La splendida Valbruna, tra le montagne delle Alpi Giulie, farà da cornice sabato 14 novembre 2009 alla IX edizione del convegno di meteorologia che l&#8217;UNIONE METEOROLOGICA del FRIULI VENEZIA GIULIA &#8211; ONLUS (UMFVG) organizza come di consueto. &#8220;Dal cristallo alla valanga, la neve senza confini&#8221; il titolo di un evento che, senza confini appunto, ospiterà relatori anche dalle vicine nazioni slovena ed austriaca e dal Veneto. L&#8217;argomento di questa edizione sarà infatti quello più amato da tutti gli appassionati di climatologia e meteorologia, la neve. Nella sala conferenze di Palazzo Veneziano a Malborghetto tra le 10 e le 16.30, si alterneranno tecnici ed esperti del settore per percorrere un sentiero virtuale che inizierà con l&#8217;esplorazione dei microscopici processi di formazione dei piccoli cristalli di neve, per finire con le più violente manifestazioni nevose, le valanghe. In corrispondenza del convegno, a contorno di una due giorni che si prospetta di assoluto rilievo, si terrà anche un grande &#8220;METEORADUNO&#8221; organizzato dall&#8217;Associazione Meteotriveneto-M3V al quale contribuirà e parteciperà anche l&#8217;UMFVG.</p>
<p>Coordina il convegno Fabio Pagan</p>
<p>Programma della mattina<br />
ore 9.00<br />
Apertura iscrizioni (GRATUITE)<br />
ore 10.00<br />
Saluto delle autorità<br />
ore 10.30<br />
Fulvio Stel<br />
(ARPA/UMFVG)<br />
“Candide vergini: il fiocco di neve dal mito alle moderne teorie che<br />
cercano di spiegarlo”<br />
ore 11.00<br />
Livio Stefanuto<br />
(OSMER ARPA)<br />
La neve nell’inverno 2008-2009: quanta e perché<br />
ore 11.30<br />
Franz Stockinger<br />
(ZAMG Klagenfurt-Karnten)<br />
L’andamento storico delle nevicate in Austria e Carinzia e l’eccezionale stagione invernale<br />
2008/2009<br />
ore 12.00<br />
Tanja cegnar<br />
(ARSO Slovenija)<br />
I cambiamenti climatici e la neve in Slovenia<br />
12.30-14.30<br />
Pausa pranzo<br />
Programma del pomeriggio<br />
ore 14.30<br />
Anselmo Cagnati<br />
(ARPAV – DRST &#8211; Centro Valanghe Arabba)<br />
Cambiamenti climatici, innevamento e impatto sulle valanghe<br />
ore 15.00<br />
Alessio Fabbricatore<br />
(Direttore Responsabile della rivista &#8220;Il Soccorso Alpino Speleosoccorso&#8221;)<br />
&#8221; Il rischio valanghe nell&#8217;attività speleologica. Prevenzione e sicurezza.&#8221;<br />
UD)<br />
ore 15.30<br />
Giovanni Baldassi<br />
(UMFVG &#8211; Università di Padova, Corso di laurea in Sc. Forestali e ambientali)<br />
Il Montasio, storia di un piccolo ghiacciaio a cuore aperto<br />
ore 16.00<br />
Giampalo Rizzonelli<br />
(Meteo Triveneto)<br />
Il freddo artico nelle doline delle nostre montagne<br />
ore 16.30<br />
chiusura lavori<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
ABSTRACTS degli interventi<br />
Fulvio Stel<br />
ARPA FVG<br />
“Candide vergini: il fiocco di neve dal mito alle moderne teorie che<br />
cercano di spiegarlo”<br />
La peculiare simmetria dei fiocchi di neve ha rappresentato un problema<br />
insormontabile per i pensatori del passato e solo negli ultimi anni le<br />
moderne teorie sono riuscite a rendere parzialmente conto delle<br />
osservazioni. I primi rudimentali tentativi fatti per spiegare la forma<br />
del cristallo di neve verranno descritte in questo intervento, passando<br />
attraverso i miti che lo riguardano, per arrivare alla moderna<br />
interpretazione di questa meraviglia della natura.<br />
Livio Stefanuto<br />
ARPA FVG<br />
“La neve dell&#8217;inverno 2008-2009 in FVG: quanta e perchè ”<br />
&#8220;Nevicata d&#8217;altri tempi&#8221;, &#8220;Paesi sommersi&#8221;. I titoli dei giornali si sono<br />
sprecati per quanta neve è caduta sulle nostre montagne durante<br />
l&#8217;inverno 2008-2009. Durante il convegno verranno presentati i dati raccolti<br />
dalla Regione con particolare riferimento al totale giornaliero di neve fresca e<br />
allo strato di neve al suolo e illustrato l&#8217;andamento dell&#8217;innevamento negli<br />
ultimi 35 anni nelle località più significative. Verranno inoltre discusse alcune<br />
delle configurazioni sinottiche responsabili delle nevicate più intense.<br />
UMFVG is a member of the European Meteorological Society (EMS)<br />
and of the Unione Società Meteorologiche Italiane (UNIMET)<br />
UNIONE METEOROLOGICA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA &#8211; ONLUS<br />
Via Silvio Pellico, 9 web: www.umfvg.org<br />
I-33043 Cividale del Friuli (UD) mail: info@umfvg.org<br />
C.F. e P.IVA 02150490304<br />
Franz Stockinger<br />
ZAMG Klagenfurt (Karnten)<br />
&#8220;Historical Snow Trends in Carinthia/Austria and the Record Winter Season 2008/09&#8243;<br />
Snowprecipitation and snowcover are of environmental relevance and at the<br />
same time of specific importance for Traffic and Tourist Industry. Time<br />
series of height of snowcover in Carinthia give a very clear information<br />
concerning the development during the last 40 years. Shortly referencing the<br />
underlying causes and an indication to our last record winter season in<br />
Gail-Valley at the Austrian-Italian border closes this presentation.<br />
Tanja Cegnar<br />
Environmental Agency of Slovenia<br />
“I cambiamenti climatici e la neve in Slovenia”<br />
In winter snow cover is quite frequent also in lowlying areas in spite of the ever more frequent<br />
so-called green winters, but again variations from one year to another are well pronounced. In<br />
most instances a falling trend is more or less present; the cycles are notably stressed, especially<br />
the minimum at the end of the 1980s and beginning of the 1990s. Many areas also observed a<br />
minimum in the 1970s. The climax at the beginning of the 1980s is noticeable across the entire<br />
Slovenia. The deepest snow cover in Ljubljana came on 15 February 1952 when the snow cover<br />
was 146 cm thick. At Kredarica the maximum snow cover occurred in April 2001 and was 7 m<br />
thick. During the last months of 2008 exceptionally deep snow cover was observed in the western<br />
Julian Alps.</p>
<p>Anselmo Cagnati<br />
ARPAV – DRST &#8211; Centro Valanghe Arabba<br />
&#8220;Cambiamenti climatici, innevamento e impatto sulle valanghe&#8221;<br />
L’analisi di discontinuità delle principali variabili meteorologiche ha messo in evidenza un<br />
cambiamento di fase climatico sulle Alpi sud-orientali intorno alla fine degli anni ‘80 del secolo<br />
scorso con un aumento delle temperature (specie la massima estiva e la minima invernale) e una<br />
diminuzione delle precipitazioni invernali. Ciò si è tradotto in una riduzione, dei giorni di<br />
permanenza di neve al suolo del 10-15% rispetto alla media 1960-90. La quota della neve sicura,<br />
ovvero almeno 100 gg con altezza della neve al suolo maggiore di 30 cm, negli ultimi 20 anni si è<br />
attestata sopra i 1500 m, con conseguenti difficoltà di gestione delle aree sciistiche poste a quote<br />
basse. L’attività valanghiva non mostra trend particolari mentre è evidente una concordanza di<br />
fase fra innevamento e attività valanghiva nonché una estrema variabilità negli ultimi 10 anni.<br />
Alessio Fabbricatore<br />
Direttore Responsabile della rivista &#8220;Il Soccorso Alpino Speleosoccorso&#8221;<br />
Guida speleologica<br />
&#8221; Il rischio valanghe nell&#8217;attività speleologica. Prevenzione e sicurezza.&#8221;<br />
Se c&#8217;è pendenza e c&#8217;è neve, c&#8217;è pericolo valanghe!<br />
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.) è la struttura deputata agli<br />
interventi di ricerca in valanga. L&#8217;attività non è però limitata alla ricerca ma anche alla<br />
prevenzione.<br />
Le esplorazioni speleologiche vengono effettuate sempre più spesso, sull&#8217;arco alpino, nel periodo<br />
invernale in quanto l&#8217;innevamento presente riduce drasticamente la presenza di acqua nelle<br />
grotte alpine. L&#8217;avvicinamento alla grotta, ed ancora di più l&#8217;uscita, possono presentare dei gravi<br />
pericoli per gli speleologi.<br />
Il Soccorso Speleologico del Friuli Venezia Giulia si è adoperato fattivamente per la prevenzione<br />
del rischio valanghe presso la comunità speleologica.<br />
Durante il convegno verrà svolta una presentazione delle attività istituzionali inerenti al soccorso<br />
in valanga del C.N.S.A.S. e un&#8217;analisi di incidenti in valanga accorsi a speleologi.<br />
Giovanni Baldassi<br />
UMFVG – Università di Padova, Corso di laurea in scienze forestali ed ambientali della<br />
Facoltà di Agraria<br />
“Il Montasio, storia di un piccolo ghiacciaio a cuore aperto”<br />
I ghiacciai ricoprono parte della superficie terrestre. La loro storia, il loro progredire e regredire<br />
hanno segnato la morfologia di vaste aree della terra e altresì influenzato la distribuzione<br />
dell&#8217;uomo e dei suoi insediamenti.<br />
I ghiacciai alpini, soprattutto quelli situati alle basse quote, vivono un equilibrio molto labile. Essi<br />
si muovono lungo la lama di un rasoio, dove un piccolo cambiamento alimenta conseguenze e<br />
feedback complessi e a volte letali.<br />
Le forze in gioco sono tante, temperature e nevicate non sono le uniche a segnare la storia o, nel<br />
peggiore dei casi, l&#8217;esistenza di alcuni apparati glaciali.<br />
E&#8217; quanto successo al ghiacciaio del Montasio durante l&#8217;alluvione del 15 agosto 2008. L&#8217;acqua in<br />
piena strappò via il suo cuore privando il ghiacciaio del serbatoio di ghiaccio e neve che lo<br />
alimentano dall&#8217;interno. Vuoto, come un uomo senza più anima, si mostrava la mattina del 16<br />
agosto.</p>
<p>Giampaolo Rizzonelli<br />
M3V – Meteo Triveneto<br />
“L’artico di casa nostra: il progetto di monitoraggio delle doline e dei siti freddi del<br />
Triveneto”<br />
Questa relazione ha lo scopo di presentare un progetto storico, storico considerato il fatto che per<br />
la prima volta da quando è nata la “meteorologia moderna” sono stati monitorati<br />
contemporaneamente in un unico studio i siti più freddi del Triveneto (e probabilmente d’Italia),<br />
nato dalla collaborazione tra Meteo Triveneto &#8211; A.R.P.A. Veneto, Centro Valanghe di Arabba -<br />
Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia – Osservatorio Meteorologico Regionale del Friuli<br />
Venezia Giulia. Il monitoraggio di 35 “frost hollow” ha portato a rilevare oltre che il nuovo record<br />
italiano di temperatura minima, -43,8°C il 09/01/2009 alla Busa di Manna – Pale di San Martino<br />
(TN), anche una serie di interessantissimi dati per quanto riguarda escursioni termiche e repentini<br />
aumenti e/o diminuzioni di temperatura.</p>
<p>Fonte: Barbara Pernar &#8211; Ufficio Stampa UMFVG</p>
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