10 Gennaio 2012 – “Sono stanco, distrutto, ma felice di essere a casa”. Sono le prime parole di Eugenio Bon, il marittimo triestino della Savina Cylyn rimasto per 10 mesi in ostaggio dei pirati somali, subito dopo il suo sbarco all’aeroporto di Ronchi dei Legionari (Gorizia). Con una barba lunghissima, come quella di Tom Hanks nel celebre film “Cast Away”, e accompagnato da papà Adriano e mamma Elisabetta – entrambi a Roma per il su sbarco in Italia – Eugenio ha ripercorso la sua drammatica esperienza di ostaggio al microfono di una troupe televisiva. “E’ stata un’esperienza traumatica in tanti momenti – ha detto Eugenio – in una realtà completamente diversa dalla nostra, in cui bisognava ricordare che non eravamo i soli ad essere in ostaggio dei pirati, perché sono molti gli equipaggi che erano nelle nostre stesse condizioni, ed alcuni sono ancora lì”. Il trentenne triestino non vede l’ora di tornare a casa per riabbracciare gli amici e godersi finalmente temperature meno soffocanti rispetto a quelle del Corno d’Africa. “La prima cosa che farò è recuperare le forze – ha spiegato Bon – poi ritornerò alla vita normale e mi taglierò finalmente questa barba che non sopporto più”. Il marittimo ha poi detto di voler tornare a navigare. “Penso che tornerò a navigare – ha concluso – perché questo e il mestiere che ho scelto, sperando di non finire più in una situazione del genere e di non navigare più in quelle acque”.
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