Aperitivo a Grado
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Alla soglia dell’importante traguardo dei primi vent’anni di attività, Trieste Film Festival – in programma dal 17 al 24 gennaio al Cinema Excelsior, al Cinema Ariston e al Teatro Miela con la consueta organizzazione a cura dell’Associazione Alpe Adria Cinema – propone un’edizione (la diciannovesima) quanto mai ricca di proposte, affiancando ai concorsi internazionali (lungometraggi, cortometraggi e documentari) omaggi a grandi personalità del cinema e della letteratura, inedite monografie e retrospettive dedicate ad importanti cineasti dell’Est Europa, eventi speciali di assoluto rilievoUna kermesse di oltre 140 titoli, dove non mancano importanti anteprime italiane e internazionaliTrieste Film Festival 2008 sarà inaugurato, giovedì 17 gennaio da due attesi eventi speciali, a partire dall’ultimo lavoro della “storica” coppia di documentaristi Francesco Conversano e Nenè Grignaffini che presenteranno in prima assoluta “IL MARE IN UNA STANZA”: il cortometraggio racconta Trieste attraverso le parole e lo sguardo dello scrittore Mauro Covacich. Un’occasione davvero unica per poter gustare questo “mini-film” di venti minuti dove Trieste – città di confine, città mitteleuropea, città di letterature ma soprattutto città di mare – viene rivisitata dallo scrittore attraverso una serie di personalissimi percorsi, che avevano già trovato spazio nel suo libro “Trieste sottosopra”.

Ulteriore evento speciale della serata inaugurale è la prima italiana dell’ultimo film del maestro del cinema ceco, il Premio Oscar Ji?i Menzel, HO SERVITO IL RE D’INGHLTERRA, tratto dal capolavoro dello scrittore ceco Bohumil Hrabal, che nella sua vita ha visto spesso l’intrecciarsi di rapporti tra la sua creazione letteraria e il cinema. Ancora una volta l’amico Menzel – il grande cineasta che ha firmato numerosi film su sceneggiature di Hrabal, tra cui il capolavoro “Treni strettamente sorvegliati” – si è cimentato nella realizzazione di un film tratto dalla penna di questo grande narratore del Novecento, scegliendo quello che viene unanimemente considerato il suo romanzo più noto e significativo. Menzel incontrerà la stampa e il pubblico venerdì 18 alle 10.30 all’Hotel Urban.
Tra gli eventi speciali di questa edizione da segnalare anche la serata-evento realizzata in anteprima assoluta per il Trieste Film Festival (domenica 20 gennaio al Teatro Miela) dal musicista Massimo Zamboni, storico fondatore dei gruppi CCCP e CSI. Durante la serata verrà proiettato il film documentario ‘Il tuffo della rondine’ di Stefano Savona, nel quale il regista accompagna il ritorno del cantante a Mostar. A seguire la performance semi-acustica del musicista emiliano con l’anteprima di alcuni brani di prossima uscita per le edizioni musicali de Il Manifesto.

Sempre al Teatro Miela, in programma anche la III edizione di CATODICA, la video rassegna promossa da Fucine Mute, a cura di Maria Campitelli con la collaborazione del Gruppo 78, che quest’anno sarà dedicata all’immagine in movimento e si svolgerà in un’unica, intensa serata – mercoledì 23 gennaio a partire dalle 20.00 – nell’ambito del Festival. Alle 22.00 atteso concerto di Murcof, il noto artista internazionale di origine messicana che si avvale della video art quale completamento visivo della sua ricerca musicale fondata sui media elettronici.

Il Concorso Internazionale Lungometraggi presenta quest’anno 13 lungometraggi di finzione in anteprima italiana. Molto articolata la provenienza dei film in concorso – con produzioni da Slovenia, Bosnia, Austria, Ungheria, Serbia, Germania, Turchia, Polonia, Repubblica Ceca – dove predominano i temi di attualità, le emergenze sociali così come i rapporti e conflitti famigliari. La carrellata sul percorso dei lungometraggi parte dalla dal film tedesco AM ENDE KOMMEN TOURISTEN (E alla fine arrivano i turisti) del giovane film-maker Robert Thalheim, film che affronta il controverso tema dei viaggi della memoria nella “ex- Auschwitz”. E’ una co-produzione sloveno-bosniaca, invece, ESTRELLITA diretto da Metod Pevec, che vanta la sceneggiatura di Abdulah Sidran, mentre, sempre dalla Slovenia arriva INSTALACIJA LJUBEZNI (Installazione d’amore) di Maja Weiss. Il regista ungherese Csaba Bollok firma ISZAKA UTAZÁSA (Il viaggio di Iska), opera che ha collezionato presenze e consensi nei principali festival internazionali. Serbia, Germania e Ungheria presentano, invece, la co-produzione KLOPKA (La trappola) con il ritorno a Trieste del regista Srdan Golubovic; MADONNEN (Madonne) è l’ultimo lavoro della tedesca Maria Speth, mentre dalla Polonia il concorso presenta due pellicole: PLAC ZBAWICIELA (Piazza del Redentore) diretto in coppia da Joanna Kos-Krauze e Krzysztof Krauze, film selezionato per gli European Film Awards 2007, e PORA UMIERA? (Tempo di morire) di Dorota K?dzierzawska. Del ceco Jan Sv?rák in concorso VRATNÉ IAHVE (Vuoti a rendere), premio del pubblico al Karlovy Vary 2007, mentre, sempre dalla Repubblica Ceca, giunge anche PRAVIDLA LŽI (La regola della menzogna) di Robert Sedlá?ek. Sul fronte delle co-produzioni, il regista Semih Kaplanoglu firma la pellicola greco-turca YUMURTA (Uovo) mentre la Russia è presente con PUTEŠESTVIE S DOMAŠNIMI ŽIVOTNYMI (“In viaggio con gli animali”) della regista Wera Storoschewa. Da segnalare, infine, la presenza in concorso del regista austriaco Ulrich Seidl con l’anteprima italiana del suo IMPORT EXPORT, già in concorso a Cannes.
Il Concorso Internazionale Cortometraggi, propone una ventina di opere in pellicola prodotte negli ultimi due anni, con lavori provenienti da più di una decina di Paesi dell’Europa centro orientale. Una selezione che, mai come quest’anno, riunisce una grande varietà di generi e di temi: ci si commuove e si sorride tra storie surreali e di denuncia, che fotografano un’Europa dell’est sempre più multietnica, dove la ricerca di un’identità post-bellica e post-comunista è ancora al centro del lavoro di tanti giovani autori.
Ritorna inoltre, l’atteso Concorso Internazionale Documentari, riservato ai migliori documentari delle aree di tradizionale interesse del festival, con un’attenzione rivolta anche alla produzione di casa nostra: le opere in concorso sono tutte inedite per l’Italia. Tra i temi dominanti quello della “memoria”, dove sguardi talvolta più drammatici altre volte più ironici e leggeri rileggono il recente passato dell’est Europa. Un processo di revisione storica e ricostruzione della propria storia recente che assume il volto dei sopravvissuti agli internamenti nel documentario sloveno I BAMBINI DELLA COLLINA DI PETRI?EK di Miran Zupani?, o il racconto di un dodicenne con il suo personale ‘diario’ sul ’56 in Ungheria (NAPLÓFILM, 12 VOLTAM 56-BAN – Diario filmato, avevo dodici anni nel ‘56 di Boglárka Edvy, Sándor Silló), fino a un vero e proprio pamphlet di denuncia delle dittature di oggi come in PLOŠ?A (Piazza Kalinovski) dell’estone Yurij Chaš?evatskij.

Atteso evento speciale, idealmente legato alla sezione dei documentari, è “CONFINI D’EUROPA” di Corso Salani, con la proiezione di tutta la serie composta da sei documentari firmati dall’autore fiorentino, due dei quali presentati al festival in prima assoluta: #1. Ceuta e Gibilterra, #2. Rio de Onor, #3. Imatra, #4. Talsi, #5. Chisinau, #6. Yotvata. La produzione Vivo film, in collaborazione con Rai Tre – Fuori Orario (trasmissione che presenterà la serie dal 14 gennaio ogni lunedì alle 0:50) è un itinerario ideale attraverso quelle località che raramente vengono sfiorate dall’attenzione collettiva, aree marginali che mostrano una segreta bellezza, una poetica intima, di “confine”, appunto.

Da segnalare l’ampia monografia – “RADICI”, curata da Paolo Vecchi – dedicata ad uno dei massimi maestri del cinema ungherese, il regista István Gaál: un omaggio che il festival stava realizzando con la collaborazione del grande autore, scomparso improvvisamente nei mesi scorsi. Dopo aver contribuito in questi anni alla valorizzazione e riscoperta di grandi autori dell’area, il festival sofferma quest’anno il suo sguardo su una personalità artistica e intellettuale a tutto tondo: Gaál sarà presentato non solo nella sua veste di regista di grandi capolavori di fiction, ma anche come autore di documentari e cortometraggi, oltre che nella sue pluripremiata attività di fotografo che ha saputo magistralmente immortalare, con i suoi scatti urbani, numerose città italiane (una sua mostra sarà allestita al cinema Excelsior).
Il festival non poteva non ricordare un altro grande autore che ha contribuito a valorizzare e riscoprire: del maestro polacco Jerzy Kawalerowicz, morto soltanto da pochi giorni, sarà proiettato POCIAG (Il treno della notte), del 1959.

Ancora un atteso omaggio nell’ambito del progetto quinquennale “LO SCHERMO TRIESTINO”, ideato e organizzato in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Trieste (progetto a cura del prof. Luciano De Giusti): dopo l’avvio lo scorso anno con la dedica a Franco Giraldi, quest’anno il festival racconta un altro grande personaggio nato a Trieste, il giornalista, critico cinematografico, autore, sceneggiatore e produttore Tullio Kezich. Questa ricca e articolata retrospettiva – che sarà affiancata dalla pubblicazione del volume “Tullio Kezich il mestiere della scrittura”, curato da Riccardo Costantini e Federico Zecca per la Facoltà di Scienze della Formazione – ci mostrerà tutto il talento creativo di Kezich, presentato nella sua veste di autore per il cinema e per la televisione – con la proiezione delle principali pellicole e degli sceneggiati televisivi da lui scritti o prodotti. A questo omaggio ben si accosta il progetto dedicato a Italo Svevo nell’ottantennale dalla scomparsa. Il festival, con la sezione ITALO SVEVO: “TUTTE LE FILMS”, si soffermerà sull’opera sveviana come motore per tanta produzione cine-televisiva e sull’importanza del cinema come veicolo di notorietà per lo scrittore stesso. Grande attesa a Trieste per la presenza delle attrici Claudia Cardinale e Betsy Blair, interpreti di “Senilità” (il celebre film girato tra Trieste e Roma nel 1962 da Mauro Bolognini) che, sabato 19 gennaio, parteciperanno all’incontro fissato alle 16.00 al Cinema Ariston, saranno presenti in sala alla proiezione del film e incontreranno la stampa in due incontri pubblici a loro dedicati.

Nell’ambito del festival anche la sezione GIROTONDO. ARTHUR SCHNITZLER e il cinema, curata da Clara Buonanno e Francesco Pitassio: la rassegna (che prende ironicamente a prestito il titolo da uno dei testi teatrali più celebri di Schnitzler anche in forza della sua circuitazione in tre città della Regione, Udine, Pordenone e Trieste) è la prima, in Italia, espressamente dedicata alla ricchezza sorprendentemente duratura del rapporto che lega lo scrittore viennese (1862-1931) al cinema. Nove i film presentati a Trieste affiancati da una mostra a cura del prof. Luigi Reitani (“Arthur Schnitzler: da Vienna all’Europa”, allestita nella Biblioteca Statale di Trieste. Inaugurazione martedì 15 gennaio alle 17.30).

L’insieme degli omaggio riservati a Svevo, Schnitzler e Kezich non poteva non essere colta dal Museo Sveviano che partecipa alla manifestazione con la presentazione di due iniziative: la mostra PERSONAGGI IN CERCA D’ATTORE – Svevo in scena, presso il ridotto dell’Auditorium del Museo Revoltella, e la rassegna ITALO IN HORTIS – retrospettiva sulle “Serate Sveviane”.

Ancora, alla 19.ma edizione del festival anche l’EVENTO SPECIALE: WALERJAN BOROWCZYK RACCONTI ANIMATI, curato da Alberto Pezzotta: cinque cortometraggi d’animazione realizzati in Polonia da uno dei più celebrati maestri dell’erotismo prima di trasferirsi a Parigi, sono il biglietto di presentazione di una più ampia retrospettiva che il festival dedicherà nella prossima edizione a questo aspetto poco conosciuto dell’opera provocatoria del polacco Borowczyk, pittore, fotografo, regista di cinema, animatore.

Anche quest’anno il festival ripropone il CEI EVENT, ovvero il focus sulle cinematografie in crescita dei paesi membri della CEI, iniziato lo scorso anno, che in quest’edizione rende omaggio alla Moldavia, Paese che detiene la Presidenza CEI nel 2008. Il CEI Event intende indagare sugli eredi dei maestri del passato nel cinema moldavo, focalizzando l’attenzione soprattutto sui giovani autori e registi di cortometraggi e documentari.

Ulteriore sezione del Festival, da sempre attento a coniugare il cinema con gli eventi salienti della storia est europea è PRAGA 1968: LA FINE DELLA PRIMAVERA, curata da Francesco Pitassio Un grande evento della Storia viene richiamato dopo quarant’anni alla memoria con quattro documentari d’epoca (1968/1969) e d’autore a testimoniare la dignità e il valore di un’utopia, l’anelito di libertà. E l’ottusità del potere.

Molto articolata anche quest’anno la sezione ZONE DI CINEMA, ampio contenitore destinato a dare spazio e visibilità alla produzione locale e alle grandi produzioni che hanno scelto Trieste come set. Attesi in anteprima italiana due film importanti, realizzati a Trieste da case di produzione straniere con il supporto della Friuli Venezia Giulia Film Commission: FUORI DALLE CORDE, film svizzero diretto da Fulvio Bernasconi, sul fenomeno della boxe clandestina, con Maja Sansa e Michele Vanitucci, vincitore a Locarno del Premio per il Miglior Attore (tra gli interpreti anche il triestino Mauro Serio), e poi LA FINE DEL MARE, produzione internazionale, diretta da Nora Hoppe, autrice affascinata dal background culturale e dall’atmosfera di Trieste. L’opera arriva al festival dopo essere già stata accolta positivamente a Rotterdam e a Cottbus. In anteprima assoluta viene invece presentata l’ultima produzione della Cineteca del Friuli: il documentario BOTTECCHIA, L’ULTIMA PEDALATA che Gloria De Antoni ha realizzato su un grande campione sportivo di casa nostra e sul mistero della sua fine, mentre le parole e i ricordi del maestro Zigaina (nel documentario I DUE FIUMI di Mauro Tonini) hanno il merito di dimostrare che il dibattito su Pasolini continua ad essere aperto e vivo. Il programma della sezione riserva anche uno spazio ai film dei giovani autori e produttori regionali che hanno superato la selezione del concorso “Anteprima Zone di Cinema” (organizzato al Teatro Miela in collaborazione con Bonawentura nel mese di dicembre, a cura di Elena Giuffrida).

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