Aperitivo a Grado

Tuttospettacoli di martedì 15 febbraio

FEFF21

Eccovi qui il quadro degli spettacoli teatrali e musicali che si svolgeranno nei teatri del Friuli Venezia Giulia martedì 15. Stay tuned, Udine20 is on air
BESSOL – UN ARBITRO TAL BUNKER

Martedì 15 Gennaio 2008  –  20.45 Auditorium “Alla Fratta” – San Daniele del Friuli (UD)

Di Fantini con Claudio Moretti

Un arbitro di calcio, un’ora prima del fischio d’inizio della sua ultima partita, dà libero sfogo ai suoi pensieri. Purtroppo, quello che doveva essere il giorno di chiusura di una carriera fatta di pochi successi e tante sconfitte, ma guidata sempre da un profondo senso di giustizia, si trasforma in un incubo. A cominciare dallo spogliatoio che gli viene assegnato: un buco sottoterra, una specie di bunker, una cella con chiusura dall’esterno con poca luce e niente acqua calda. E’ questo luogo surreale il motivo scatenante del delirante e divertente monologo che si sviluppa come flusso di coscienza e che analizza, con sfoghi furiosi alternati a momenti di dolcezza, un mondo che si sta trasformando in funzione del mercato e delle televisioni.

 

 

DELITTO PERFETTO

Martedì 15 Gennaio 2008  –  20.45Teatro Comunale “Odeon” di Latisana

Uno dei gialli più famosi di tutti i tempi. Delitto perfetto è un meccanismo infernale, un giallo psicologico, il trionfo della “suspense” teatrale. Dal testo di Knott Alfred Hitchcock trasse uno dei suoi capolavori, sfruttando la claustrofobia degli spazi chiusi, e piegandoli alla moltiplicazione della suspense, proprio come in una pièce teatrale filmata. Nel grande schermo grandi furono le prove di Grace Kelly e Ray Milland. La storia: Tony Wendice potrebbe essere un uomo felice, ha una moglie bella e ricca, conduce una vita agiata, non deve preoccuparsi del lavoro, ma è ossessionato dai debiti della sua carriera fallita da tennista. Sa che sua moglie Margot ha una passione per l’americano Mark Halliday, ma più che la gelosia è il desiderio di ereditare la fortuna della sposa a spingerlo sulla china del delitto. Che, come suo costume, organizza con precisione e meticolosità. Avvicina un vecchio compagno di college, Swan Lesgate, che sa in cattive acque, lo ricatta e lo convince a uccidere Margot. Il piano è semplice e lucido: Lesgate entrerà in casa Wendice con la sua complicità e si nasconderà dietro una tenda. Dal suo club, a un’ora precisa, Tony telefonerà a casa e Margot dovrà andare a rispondere all’apparecchio vicino alla tenda. Lesgate uscirà dal nascondiglio e la strangolerà. Le indagini, in assenza di indiziati e di movente, dovranno concludere che un ladro, sorpreso in flagrante, ha ucciso la donna. Ma la sera fatale qualcosa non va per il giusto verso.

 

 

LA VEDOVA ALLEGRA

Martedì 15 Gennaio 2008  –  20.45 Teatro Pier Paolo Pasolini – Casarsa della Delizia (PN)

Franz Lehár, nato nel 1870, era figlio di un direttore d’orchestra dell’esercito austro-ungarico e seguì le orme del padre, diventando a soli vent’anni il più giovane direttore d’orchestra dell’esercito. Di stanza a Pola conobbe Felix Falzari, il suo primo librettista, con il quale realizzò ‘Kukuschka’, opera che fu presentata a Lipsia e Budapest. Il trasferimento a Vienna rappresentò la svolta nella carriera di Lehár, il quale lasciò il servizio militare e divenne il maestro di cappella del Teatro di Vienna. Contemporaneamente realizzò le musiche per un lavoro di Victor Lèon, direttore del rivale Carltheater. La mossa avventata lo costrinse a dimettersi dalla sua carica e lo convinse a diventare un compositore a tempo pieno. Tre anni dopo scrisse ‘La vedova allegra’, un successo che arrivò in tutto il mondo e che, in un secolo, ha avuto l’onore di migliaia di repliche oltre che di registrazioni, film e produzioni televisive. La trama: Il Barone Zeta, Ambasciatore del Pontevedro a Parigi, riceve un ordine tassativo dal proprio governo: la signora Anna Glavari, giovane vedova del banchiere di corte, deve a tutti i costi risposarsi con un compatriota. Infatti se dovesse passare a seconde nozze con uno straniero, il suo capitale, valutato 100 milioni di dollari, abbandonerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e, per la “Cara Patria”, sarebbe la rovina economica. Il Barone Zeta, coadiuvato da Niugus (cancelliere un po’ pasticcione), tenta di convincere il Conte Danilo Danilowich, segretario all’Ambasciata di Parigi, a sposare la ricca vedova. Danilo però non ne vuole sapere perché, fra lui ed Anna c’è già stato del “tenero” prima che lei sposasse il banchiere Glavari; ed ora Danilo, ferito nell’orgoglio, non vuole assolutamente ammettere di essere ancora innamorato di Anna. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per ingelosirlo. Durante una festa che Anna organizza nella sua villa, sia per vedere le reazioni di Danilo e sia per salvare l’onore della moglie del barone Zeta, ella dichiara a tutti gli invitati che intende sposare un francese: il sig. Camillo De Rossillon. Danilo furioso abbandona la festa. Tutto sembra perduto ma il lieto fine – di rigore nell’operetta – è dietro l’angolo.

 

L’UOMO, LA BESTIA LA VIRTU’

 di Luigi Pirandello

Martedì 15 Gennaio 2008  –  20.45 . Teatro Comunale di Monfalcone

Nata da una novella, “Richiamo all’obbligo”, la pièce si sviluppa incarnandosi in personaggi-animali immaginati e descritti da Pirandello come maschere grottesche. Paolino, rispettabile professore privato, è l’uomo della vicenda: trasparente, come lo definisce l’Autore, ma con una doppia vita; è infatti l’amante della signora Perella, la virtù in persona, moglie trascurata e infelice del Capitano di marina Perella, la bestia. La tresca potrebbe continuare a lungo e senza intoppi, dato che l’indegno marito – fedifrago, violento e irascibile, ormai da anni lontano dal letto della moglie – è sempre per mare, e torna a casa raramente e malvolentieri. Ma un incidente, un’inattesa quanto inopportuna gravidanza, minaccia di sconvolgere quest’ordine e costringe il professore a cercare una soluzione ad ogni costo. Nell’unica notte che il Capitano trascorrerà a casa, tra un porto e l’altro, dovrà assolutamente ottemperare agli obblighi coniugali, e rendere così apparentemente legittimo il frutto dell’amore proibito. Comincia una frenetica corsa contro il tempo, per far sì che gli istinti sessuali della bestia vengano risvegliati al momento opportuno…Mai come in questo testo la drammaturgia di Pirandello incontra e si esprime col linguaggio del grottesco e fa nascere un apologo – come lo stesso autore ha voluto definirlo – una favola allegorica. La situazione è di quelle, tanto care a Pirandello, al limite del possibile eppure credibilissime, paradossale risvolto di quella società claustrofobica e piena di convenzioni che egli ha saputo scardinare pezzo dopo pezzo coi suoi affondi letterari e teatrali. La società che pratica una falsa onestà, che in apparenza accetta le norme comuni e in segreto le trasgredisce.

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