Aperitivo a Grado

Udine: Marco Paolin con “ITIS Galileo” al Teatrone- 2 aprile 2012

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UDINE – Dopo Song n. 32 e Il sergente, ritorna sul palcoscenico del “Giovanni da Udine” uno degli attori più amati e applauditi dal pubblico friulano: il grande affabulatore Marco Paolini, in scena lunedì 2 aprile alle 20.45 con l’attesissimo ITIS Galileo. Ricordiamo che martedì 3 aprile alle 10.30 ci sarà la replica per le scuole, preceduta dall’ultimo appuntamento con OraDiTeatro (il ciclo d’incontri ideati e condotti da Annamaria Cecconi).
Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema. Per gli altri, soprattutto! Prende avvio da questa considerazione il lavoro di approfondimento che Marco Paolini ha dedicato alla figura di Galileo Galilei («L’unico caso di lavoratore precario che diventa ordinario in un’Università italiana»). Il padre della scienza moderna vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con il passato. Forse perché la ragione ha perso appeal? Forse perché la scienza ha deluso? Lo spettacolo non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione ma indaga sulla discussione tra fede, ragione e superstizione.
Commenta, infatti, Paolini: «Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace».
E ancora: «Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà».
Attivo sulla scena teatrale fin dagli anni Settanta, Marco Paolini è arrivato al grande pubblico con Il racconto del Vajont. Lo spettacolo ha vinto nel 1995 il Premio Speciale Ubu per il Teatro Politico, nel 1996 il Premio Idi per la migliore novità italiana e nel 1997 l’Oscar della televisione come miglior programma dell’anno per la diretta trasmessa da Rai 2 dalla diga del Vajont il 9 ottobre 1997, anniversario del disastro.
Per informazioni, contattare l’Infopoint del “Giovanni da Udine” (0432.248418), consultare il sito ufficiale (www.teatroudine.it) o iscriversi alla fan page (www.facebook.com/teatroudine).

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