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Udinese: Di Natale, “Udine è casa mia; Non dirò mai no alla nazionale”

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 Vi proponiamo l’intervista rilasciata da Di Natale a Fifa.com, il portale della federazione mondiale resa pubblica il 10 giugno 2013

Come spieghi tutti questi gol in questi anno visto che hai cominciato a segnare più di 20 gola a stagione solo dopo dopo che sei entrato nel club dei 30enni? Non c’è nessun segreto. Per un calciatore anzi per un atleta in generale  è fondamentale lo stile di vita. Mi preparo sempre al meglio e da questo punto di vista devo ringraziare il professor Paolo Artico che mi cura da parecchi anni. E’ sempre attento a quello che faccio , si assicura che rispetti la dieta e che non abbia infortuni muscolari. Fondamentalmente divido la mia vita fra casa e il campo senza voli pindarici

Pensi che la tua longevità sia dovuta al fatto di aver debuttato in serie A solo a 25 anni? No non credo, Penso che sia una questione di serietà nell’approccio agli allenamenti e nella vita che un giocatore tiene lontano dal campo di gioco

Hai iniziato al tua carriera da ala prima di spostarti al centro. Ti trovi più a tuo agio da centravanti? Ho cominciato a giocare al centro come ultimo attaccante circa 5 anni fa, forse perchè non riuscivo a fare l’esterno come serviva …. Parlando seriamente è ovvio che giocando centravanti, con l’aiuto di tutta la squadra, è stato più facile essere preciso in zona gol. Non c’è dubbio che lo spostamento di ruolo mi abbia aiutato a segnaredi più

Fra tutti i tuoi partner d’attacco con chi ti sei divertito di più? Sono stato fortunato a giocare con dei veri campioni. ma se devo sceglierne uno devo fare il nome di Alexis Sanchez. Quello che abbiamo fatto in due stagioni a Udine è stato incredibile. detto questo devo fare anche il nome del mio attuale partner d’attacco Luis Muriel che ha le qualità per diventare un fenomeno

Nonostante tutti i tuoi gol non hai vinto niente. Sei soddisfatto o hai dei rimorsi? Se mi guardo indietro sono soddisfatto e felice per quello che ho fatto. Ho vinto due volte la classifica marcatori del campionato, ho segnato più di 150 gol in serie A, ho vestito 40 volte la maglia della nazionale mettendo anche il numero 10. Ho giocato due europei e un mondiale. Sono felice e non ho rimorsi

Perchè hai rifiutato le offerte delle big del campionato italiano? E’ una mancanza di ambizione? Assolutamente no. Penso che quello che ho fatto a Udine sia nella storia del club. Mi sembra una cosa importante. La verità è che questa città è diventata la mia nuova casa e non ho mai pensato di lasciare l’Udinese, la città e la famiglia Pozzo che mi ha adottato come fossi un figlio

Hai mai sognato di giocare nella squadra della tua di nascita, il Napoli? Napoli mi manca e io sono orgoglioso di essere napoletano ma Udinese è come una seconda casa per me. Mi sento molto bene qui e sento che la gente mi vuole bene. Quando mi aveva contattato la Juventus ho detto al presidente che volevo restare Non c’è pressione qui, anche se perdi qualche  partita si può preparare la partita successiva in pace. I risultati dimostrano che è il  modo giusto per preparare gli impegno. Ognuno deve metterci la sua parte: i giocatori, l’allenatore, il presidente e la società

Nonostante tutti i gol fatti con la tua squadra non hai avuto lo stesso successo con la nazionale dove hai fatto 11 gol in 42 presenze. Sinceramente penso che non sarebbe male tornarci (ride ndr) ma sono orgoglioso di quanto ho fatto con la nazionale

Sei stato l’unico ad aver segnato a Casillas agli ultimi europei. Perchè ti sei ritirato dalle competizioni internazionali? Ho un buon rapporto col CT Cesare Prandelli, lo rispetto e penso stia facendo un buon lavoro. Non lo ringrazierò mai abbastazna per avermi fatto partecipare agli europei ma dopo ha deciso,  giustamente, di partire una nuova esperienza basata sui giovani. Se dovesse avere bisogno di me, io ci sono. Non dirò mai alla nazionale.

Chi sono gli attaccanti e i difensori che  ti hanno più impressionato nell’arco della tua carriere? Ce ne sono tanti. Per gli attaccanti Totti, Del Piero e Ibra. Per i difensori dico Cordoba. Era veloce come me e non riuscivo a saltarlo

Qualè il gol più importante della tua carriera? Quello con la Spagna a Euro 2012 è stato il più bello e il più importante. Mi ha permesso anche di riscattarmi dall’errore ai rigori di quattro anni prima. Me lo sentivo prima della partita che se avessi avutio l’occasione avrei segnato. L’avevo detto anche a Gianluigi Buffon. Secondo me quello è stato anche la nostra miglior partita agli europei

A ottobre farai 36 anni. Per quanto ti vedi ancora giocatore? Finchè mi diverto e il fisico regge. E finchè reggo lo stress

Resterai nel mondo del calcio? Il calcio è la mia passione. Mi affascina l’idea di allenare i ragazzini che mi fanno sentire giovane  e mi apice potergli trasmettere la mia esperienza

 

 

 

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