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Udinese-Inter 0-3: Guidolin: “poco da salvare, dobbiamo resettare tutto, obiettivo salvezza”

Ecco Guidolin dopo il tracollo contro l’inter che esce vittoriosa per 3-0 dal Friuli:

QUI LE PAGELLE

 

 

“E’ stata una delle più brutte prestazioni da quando sono qui e c’è poco da salvare: solo la prestazione di Widmer e l’esordio di Bruno Fernandes. Abbiamo giocato male e c’è poco da aggiungere. Dobbiamo lavorare per ritrovare la nostra mentalità. Nelle ultime stagioni abbiamo fatto dei miracoli, ma non è facile ripetersi anche se gli interpreti sono quasi sempre gli stessi. Bisogna resettare tutto e ripartire senza guardare al passato perché altrimenti facciamo fatica. Siamo una squadra che deve sacrificarsi e giocare sempre con la mentalità da provinciale, perché noi siamo una società provinciale. Noi dobbiamo lottare per ottenere il nostro obiettivo che è la salvezza e dobbiamo calarci in questa mentalità. Dal punto di vista del lavoro tutti facciamo il nostro e non ho mai dovuto riprendere nessun calciatore: dobbiamo solo ritrovarci. È giusto che venga anche io giudicato per i risultati che porto a casa, ma io penso di essere lo stesso che è arrivato nel 2010. Muriel? Le sue qualità e la sua velocità non si discutono, ma ci aspettiamo di più. Deve crescere e trovare continuità. Ma tutti dobbiamo dare di più a partire da me”.

Nelle ultime sei gare in quattro casi non avete segnato. Come la vedi?
“Non riusciamo a esprimerci con continuità sui livelli della passate stagioni. Quelle, però, vanno dimenticate perché sono stati autentici capolavori. Non è quella la nostra dimensione. Abbiamo problemi nello sviluppo del gioco offensivo, ma oggi i problemi sono emersi dappertutto”.

Qual è la vera differenza rispetto alla passata stagione?
“A livello mentale dobbiamo capire che bisogna riacquisire quell’atteggiamento che ci ha permesso di fare la differenza negli ultimi tre anni. Abbiamo quasi la stessa squadra dello scorso anno, ma occorre ritrovare lo spirito che ci ha permesso di costruire classifiche meravigliose. Il nostro organico è composto da tanti giovani e far capire a questi ragazzi che bisogna chiudere una pagine e aprirne un’altra non è semplice”.

E’ più difficile anche per l’allenatore dopo tanti anni riuscire a trasmettere le sue idee?
“A me non sembra di essere diverso e cambiato”.

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