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Uidne: crisi Principe, in arrivo gli stipendi di dicembre

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«La novità rispetto a venerdì è che gli stipendi di dicembre saranno in pagamento il 10 gennaio, con valuta il giorno successivo. A comunicarcelo, telefonicamente, è stata la stessa azienda nella giornata di ieri». È quanto dichiara il segretario regionale della Flai-Cgil Fabrizio Morocutti al termine delle due assemblee svoltesi oggi alla Kings e alla Principe di San Daniele, i due stabilimenti della provincia di Udine coinvolti dalla crisi che ha portato al concordato del gruppo Kipre. Agli incontri, entrambi convocati dalla Flai, ha partecipato la totalità dei 130 dipendenti delle due fabbriche friulane, che hanno espresso al sindacato gli stessi sentimenti di sconcerto e preoccupazione già manifestati venerdì dai loro colleghi della Principe di San Dorligo (Trieste). «Si tratta di una situazione inaspettata per tutti – spiega Morocutti – tanto più se si considera che solo un mese fa si ipotizzava addirittura un premio di risultato per il 2019».

La realtà si è rivelata profondamente diversa, tanto che i lavoratori temevano addirittura per gli stipendi di dicembre, che verranno invece pagati in settimana (la tredicesima, invece, è già stata erogata a dicembre).«Il fatto che l’azienda si sia finalmente fatta viva per annunciare il saldo degli stipendi – prosegue Morocutti – ha contribuito se non altro a rispondere alle esigenze più immediate dei lavoratori. Il tema fondamentale, però, resta quello della salvaguardia dei posti di lavoro e del futuro di due stabilimenti che rappresentano un pezzo importante dell’agroalimentare made in Fvg e della sua storia, un po’ com’era stato qualche anno fa per Latterie Friulane». Da qui l’auspicio che la famiclia Dukcevich, facendo seguito a quanto comunicato alla stampa pochi giorni fa, dopo l’assemblea di San Dorligo, «dia seguito all’impegno di indicare a breve le date per la convocazione di un tavolo di crisi che dovrà svolgersi, lo ribadiamo, sotto la regia della Regione, per salvaguardare una realtà produttiva e occupazionale che il Friuli Venezia Giulia – conclude Morocutti – non può permettersi di perdere».

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