Aperitivo a Grado

Ultimo giorno per Udin&Jazz 2008

parker_by_emiliano_neri.jpgSabato 28 giugno una grande festa in musica: libertà e improvvisazione dal pomeriggio a notte fonda con ben sei esibizioni dei più diversi artisti, tutte perle del jazz regionale, nazionale e planetarioEsordisce il friulano Claudio Cojaniz, definito “luciferino pianista/prosatore”, un talento istintivo e visionario della tastiera, dalla poesia che sgorga spontanea dalle mani che amano perdersi nei labirinti come quelli costruiti dalla genialità di Thelonius Monk. “L´artista – afferma Cojaniz – è un bambino: non è in grado nemmeno di allacciarsi le scarpe. (…). Il delitto è uccidere il bambino che è in noi. Non faccio nulla senza gioia: sono sempre principiante”. L´autore di Blue Demon (Travelin’ Monk) e di Romantic Circle (perché romantici sono gli afflati di emozioni spontanee delle sue interpretazioni, pur senza alcun sentimentalismo), presenta a Udine il suo ultimo lavoro discografico, Intermission Riff, che esegue in prima assoluta nella Corte di Palazzo Morpurgo alle ore 18.00 per il pubblico di Udin&Jazz.

A seguire, alle 19.30, nella stessa sede di Palazzo Morpurgo, il grande Amiri Baraka: quello stesso protagonista della storia e della musica degli anni Sessanta che il giorno prima al festival sedeva attorno a un tavolo a raccontare di sé, dei suoi libri, della sua analisi sociale e artistica del jazz e dei suoi “confini”, ora recita o canta o declama, insomma interpreta le sue poesie nell´Amiri Baraka Speech Quartet con la moglie (anche lei poetessa) Amina e alcuni eccezionali partner che a lui si intrecciano con i suoni del pianoforte (il grande e storico compagno Dave Burrell) e del contrabbasso di un altro degli immancabili protagonisti di I will not apologize: William Parker.

Ed è l´ultima performance (alle 21.00) dei ragazzi del laboratorio del Living Theatre, che concludono con un´azione finale la loro entusiastica esperienza, a “salutare” l´intima e bellissima sede di Palazzo Morpurgo: le danze continuano al San Giorgio per una lunga notte di jazz.

Alle ore 22.00 comincia la maratona del Teatro San Giorgio con Archie Shepp, maestro assoluto del sax, ma eclettico strumentista e grandissimo comunicatore sul palcoscenico: “battesimato” nel 1960, dall´incoercibile Cecil Taylor, compagno di Coltrane in Cose Nuove a Newport nel 1965, e da sempre un artista che cammina un “passo avanti” nell´esplorazione estrema di nuovi linguaggi, Shepp lega il suo nome anche al granitico batterista Max Roach, alla voce di Abbie Lincoln, al piano di Horace Parlan, o ancora alla tromba di Chet Baker.

Quando imbraccia lo strumento Archie Shepp fa conciliare il mondo intero, e tiene in pugno tutta la storia della musica afroamericana, sfoderandola nel corso delle sue esibizioni, veri e propri compendi di Great Black Music, tra scintillanti Standards, vigoroso Rhythm´n´Blues, anomalo Rap e stralunati Speech Poetry. A Udine è accompagnato da amici di lungo corso: Tom McClung, Wayne Dockery e Steve Mc Craven con i quali continua a scrivere, concerto dopo concerto una parte di storia della musica che ancora ha tanto da dire.

Una prima mondiale segue, a mezzanotte circa, dopo un breve pausa tecnica per qualche chiacchiera e un po´ di bevande fresche: una sorta di “summit” universale del contrabbasso vede due nomi assoluti concertare con gli strumenti, in un duo di potenza straordinaria: William Parker e Stefano Scodanibbio.

Della grandezza di Parker, specie dopo averlo ascoltato nel bellissimo progetto Raining on the Moon, non c´è bisogno di dire: ci si aspetta, piuttosto di lasciarsi sorprendere di come la sua vena narrativa ora lirica, ora impulsiva e la sua naturale attitudine ritmica si concilino con il virtuosismo e l´astrattezza di un archetto eclettico e di tutt´altro percorso come quello di Stefano Scodanibbio. Figura d´assoluto rilievo nel contesto della musica classica contemporanea (ha lavorato, tra gli altri per e con Cage, Bussotti, Donatoni, Nono, Frith, Globokar, Xenakis, Scelsi e Sciarrino), dove da molti anni riveste il ruolo del contrabbasso per antonomasia, il contrabbassista maceratese è dotato di una tecnica funambolica e di un estro interpretativo inconfondibili. Oltre che un eccezionale strumentista, Scodanibbio è anche fecondo compositore “interdisciplinare”: tra le sue opere più note Il Cielo sulla Terra, creata in collaborazione con lo scomodo pensatore Giorgio Agamben, e con il pittore Gianni Dessì, che vede suo palcoscenico due ballerini, quindici bimbi, dieci strumentisti, video e diverse apparecchiature elettroniche.

La notte prosegue all´una e mezza circa con una performance anch´essa quantomeno sorprendente: sul palcoscenico del San Giorgio, unico appuntamento in Italia, il duo composto da Frances-Marie Uitti, che suona il violoncello d’alluminio e elettrico a sei corde e Tullio Angelini, che ai giradischi e ai lettori cd riproduce le sue inusitate e tesissime ricerche sonore. I due musicisti viaggiano in quei territori dove la scrittura e l’improvvisazione sono solo alcuni dei parametri per le argomentazioni trattate. La performance del duo è l´indagine di uno spettro sonoro in continua modificazione che viene codificato e recuperato per puntare verso il centro del suono. Le scansioni prodotte, anche fino al limite, portano i due musicisti ad allentare e dilatare mondi e modi sonori, senza soluzione di continuità e ad allontanarsi e ricontattarsi senza pregiudizi. Angelini utilizza vinili e cd di autori del ‘900 e delle relative post produzioni con le più recenti avanguardie. Un progetto dove alterazioni, accelerazioni, silenzi, ritmi concorrono con la stessa importanza, in virtù dell’expertise degli interpreti, capaci di travalicare le frontiere dei generi e attirare su di sé, per poi diffondere, una tale quantità di “proiezioni simboliche” e di immagini interiori, tali da funzionare tanto come ‘agitatori’ della memoria, quanto come anticipatori di un possibile domani, sempre secondo il loro punto di vista. Un’intensa performance che dispensa energia, disciplinato stupore e nella quale i due riservano, all’empatia, una regola speciale, un metodo.

A chiudere i battenti del Festival, a partire dalle tre del mattino il Trio guidato da Dario Carnovale al pianoforte e accompagnato da due forze nostrane: Simone Serafini al contrabbasso e Luca Colussi alla batteria. Debuttare come leader di un trio pianistico è cosa tutt´altro che scontata; farlo con un brillante album dal vivo è cosa ancora più rara: Dario Carnovale, giovane quanto talentuoso pianista siciliano, ed i suoi compagni ci sono riusciti con naturalezza e con un ottimo risultato.

Il trio affronta per lo più un repertorio proprio, riconoscibile per la scrittura robusta e per la propensione per le strutture complesse ma risolte sempre con garbo e consumata malizia: i giovani interpreti sembrano danzare sull´intera storia del jazz senza scrupoli ma con grande maestria, passando da atmosfere rarefatte e meditative a momenti di grande tensione ed entusiasmo ritmico. Un trio giovane in tutti i sensi, che esplora in modo fresco ed energico il territorio del jazz moderno.

A chi resiste fino alla fine, il premio di un´alba goduta dal centro della bellissima Udine, ripensando al debutto di un festival coraggioso, e aspettando l´edizione che verrà.

Calendario / sabato 28 giugno

ex Mercato del Pesce

ore 10.00_13.00 e 17.00_21.30

The black sound of music. Uno sguardo sulla musica nera afro-americana

Mostra fotografica di Luciano Rossetti a cura di Luca d’Agostino/Phocus Agency / fino al 28 giugno

 

Teatro San Giorgio

 – ore 11.00_17.00

Documenti, immagini, suoni ed azioni dal Living Theatre di New York

laboratorio teatrale a ingresso libero e aperto al pubblico, diretto da Martin Reckhaus / fino al 28 giugno

 

– ore 11.00_17.00 e 20.30_00.00

Mostra di materiali audio-video e cartacei dall’Archivio del Living Theatre di New York

a cura di Eleonora Cedaro e Paolo Toffolutti / fino al 28 giugno

 

Libreria Feltrinelli

– orari di apertura del negozio

Mostra di materiali audio-video e cartacei dall’Archivio del Living Theatre di New York a cura di Eleonora Cedaro e Paolo Toffolutti / fino all’8 luglio

 

Osteria Alla Ghiacciaia

– ore 12.30 / Aperitivo Jazz / Incontro con i protagonisti dei concerti di Udin&Jazz

Piazza Matteotti
– ore 17.30

Azioni performative – Living Theatre

Corte Palazzo Morpurgo
– ore 18.00

CLAUDIO COJANIZ piano solo, presentazione del nuovo CD Intermission Riff

Corte Palazzo Morpurgo
 – ore 19.30

AMIRI BARAKA SPEECH QUARTET (Amiri e Amina Baraka, voci; Dave Burrell, pianoforte; William Parker, contrabbasso)

 – ore 21.00
Azioni performative – Living Theatre

Teatro San Giorgio
– ore 22.00

ARCHIE SHEPP QUARTET

(Archie Shepp, sax; Tom McClung, pianoforte; Wayne, Dockery, contrabbasso; Steve McCraven, batteria)

a seguire: Notturno Jazz

– ore 00.00

WILLIAM PARKER e STEFANO SCODANIBBIO DUO – prima mondiale

(William Parker e Stefano Scodanibbio, contrabbassi)

– ore 01.30

FRANCES-MARIE UITTI & TULLIO ANGELINI DUO – unica data italiana

(Frances-Marie Uitti, violoncello d’alluminio ed elettrico 6 corde; Tullio Angelini, giradischi, lettori cd)

– ore 03.00

DARIO CARNOVALE TRIO

(Dario Carnovale, pianoforte; Simone Serafini, contrabbasso; Luca Colussi, batteria)Tutti gli eventi sono a ingresso libero, tranne il concerto di Archie Shepp e il Notturno Jazz al Teatro San Giorgio (€ 10,00, ridotto € 7,00 per assistere a tutti i concerti)

In caso di maltempo il concerto previsto per le 19.30 in Piazza Matteotti si tiene al Teatro San Giorgio

Fonte: Euritmica

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