Aperitivo a Grado
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Il festival si ripresenta al pubblico per l’ottavo anno con un’ampia varietà di proposte e con tematiche di grande attualità quali il rapporto fra giustizia ed equità nelle moderne società democratiche, la precarietà e la conseguente difficoltà per le giovani generazioni di progettare il loro futuro, la cultura della sostenibilità ambientale ed energetica ai tempi della globalizzazione (vicino/lontano aderisce insieme al Comune di Udine alla Notte Verde del Nordest), il futuro dell’uomo nell’era delle biotecnologie. Nel corso di oltre sessanta appuntamenti – Confronti, Incontri, Storie, mostre, spettacoli, proiezioni, concerti e presentazioni di libri – interverranno più di cento ospiti, tra scrittori, giornalisti, filosofi, rappresentanti del mondo scientifico, attori, musicisti e artisti.

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Dopo il brindisi benaugurale, si sono aperte le porte di San Francesco per il concerto, alle 19.30, del Polifonico diretto da Fabiana Noro con l’accompagnamento al pianoforte di Ferdinando Mussutto. Lo storico e pluripremiato coro, che già inaugurò la terza edizione del festival e con cui si rinnova quest’anno la sinergia, eseguirà alcuni pezzi dal suo repertorio tra cui Biele di voi di Rodolfo Kubik e Der Gondelfahrer di Franz Schubert.

Alle 20 prenderà il via il primo dei numerosi dibattiti in programma a San Francesco, “Quale misura per il presente? Un confronto su scienza, democrazia, sostenibilità”, realizzato in collaborazione con la rivista Multiverso, a cui partecipano – moderati da Francesco Marangon il giornalista Paolo Cacciari, già assessore all’Ambiente e alle politiche giovanili del Comune di Venezia, Gilberto Corbellini, professore di Storia della medicina, Bioetica ed Epistemologia medica alla Sapienza di Roma, e Arnaldo Cecchini, professore di Tecniche urbanistiche all’Università di Sassari. Al centro della discussione è la ‘misura’, uno dei fondamenti su cui si basa la conoscenza scientifica e a cui è di fatto riconducibile ogni ambito dell’attività umana. La misura implica il desiderio di ordine, di regola, di controllo; come tale essa rappresenta una garanzia contro l’arbitrio e il caos ed è per questo un riferimento importante nelle decisioni democratiche. Tali decisioni, però, presuppongono a loro volta forme adeguate di rappresentanza politica e di partecipazione civile. Ne deriva che la misura non può sostituirsi alla scelta e all’interpretazione, ma deve accompagnarsi ad esse. Di fronte alla complessità del presente appare indispensabile trovare una nuova alleanza fra scienza e democrazia, dare un nuovo senso alla misura e – tramite un’etica della responsabilità – un nuovo peso a parole come equità, sobrietà, rigore, partecipazione, sostenibilità.

Chi ha seguito il dibattito che ha tenuto la scena della filosofia italiana negli ultimi mesi, dopo la pubblicazione del “manifesto del nuovo realismo” di Maurizio Ferraris, non potrà mancare al confronto successivo, “Dove va la filosofia?” (ore 21.30). Moderati da Marco Pacini, saranno uno di fronte all’altro Pier Aldo Rovatti – che lanciò nel 1984, insieme a Gianni Vattimo, la stagione del postmoderno, dell’ermeneutica e del pensiero debole – e lo stesso Ferraris, che pure è stato tra i protagonisti di quella cultura, da cui ora prende le distanze per abbracciare un “nuovo realismo” filosofico che riporta la concretezza della realtà al centro della riflessione. Il dibattito va bene al di là dei semplici “rapporti di forza” tra scuole filosofiche, ponendo – o riproponendo – interrogativi pregnanti, primo fra tutti: che fine ha fatto la soggettività?

Nel pomeriggio di giovedì, alle 18, si apre alla Galleria fotografica Tina Modotti la mostra multimediale Urban Survivors, che rinnova la collaborazione di vicino/lontano con Medici Senza Frontiere, la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente, operativa in oltre 60 paesi. La mostra, che resterà aperta nei soli giorni del festival, propone le immagini realizzate da cinque grandi fotografi dell’agenzia internazionale Noor – Pep Bonet, Alixandra Fazzina, Stanley Greene, Jon Lowenstein e Francesco Zizola – nelle baraccopoli di Dhaka (Bangladesh), Port-au-Prince (Haiti), Johannesburg (Sud Africa), Karachi (Pakistan) e Nairobi (Kenya). Agli scatti d’autore si affiancano i contributi video realizzati in collaborazione con la Darjeeling Productions e candidati, per il loro valore, ai Webby Awards, il prestigioso riconoscimento dell’International Academy of Digital Arts and Sciences per i materiali diffusi su internet. Urban Survivors ha lo scopo di mettere in luce le emergenze umanitarie e sanitarie che MSF affronta negli slum delle più grandi città del mondo e, al contempo, di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sull’entità di un fenomeno che riguarda, ad oggi, oltre un miliardo di persone, un settimo dell’intera umanità.

Vicino/lontano 2012 coincide con l’avvio di un progetto fortemente voluto dal presidente Alessandro Verona, “Una tartaruga in Piazza Venerio”, un giardino temporaneo ideato da un collettivo di professionisti (Luigi Montalbano, Luca Gremese e lo stesso Verona) e quest’anno finalmente realizzato grazie all’adesione di un pool di aziende private che hanno garantito il loro sostegno, per primi i Vivai d’Andreis. Il giardino, che rimarrà per tutta l’estate a disposizione della città, ospita una preziosa scultura, di proprietà della famiglia Calzavara di Basiliano, dell’artista udinese Carlo Ciussi, recentemente scomparso.

Si segnala infine che dal 3 al 27 maggio, alla Casa della Confraternita, è allestita l’esposizione fotografica con proiezione video di Barbara Urbano e Claudio Cescutti, “Dentro la città dei morti: Progetto micro-jardin”, realizzata con la collaborazione di Vivai Flora. Nelle stesse date, la corte e il giardino di Palazzo Morpurgo diventano “Spazi Aperti” all’arte contemporanea e ospitano una collettiva con le installazioni di giovani artisti. Entrambe le iniziative sono a cura dell’associazione ETRARTE, così come “Zapping Videoarte”, incursioni videoartistiche a San Francesco, tra un confronto e l’altro di vicino/lontano.

 

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