Aperitivo a Grado

FOTO Vicino Lontano: Inaugurazione 15/05

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inaugura4.jpgLe foto dell’inaugurazione di Vicino Lontano 2008

A un anno dall’assegnazione del Premio Terzani alla memoria della giornalista russa Anna Politkovskaja, vicino/lontano riprende in mano il filo che la giuria del Premio Terzani gli aveva affidato nell’edizione 2007, con la volontà di capire meglio la realtà, i progetti e le prospettive di un paese destinato a divenire sempre più prepotentemente un fondamentale baricentro geopolitico nel cuore del continente eurasiatico.

19:30 – Loggia del Lionello
INAUGURAZIONE VICINO/LONTANO 2008

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17:00 – Vicolo Mulin Nascosto – Via Zanon
Passaggi di Roggia – Ciclo di interventi artistico-musicali

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Subito dopo l’inaugurazione ufficiale, sotto il tendone di piazza Libertà, alle 20.30 di giovedì 15, il direttore di Limes Lucio Caracciolo, il russista Aldo Ferrari, l’esperto di progetti energetici Massimo Nicolazzi e il giornalista russo Sergey Startsev, moderati dal professor Guglielmo Cevolin, coordinatore del Limes club Pordenone-Udine, si confronteranno sul tema “L’agenda del Cremlino”, a pochi giorni dall’uscita in libreria del nuovo numero di Limes “Progetto Russia”, che in questa occasione verrà presentato in anteprima. L’intento del confronto è quello di affrontare più da vicino, e in una prospettiva di approfondimento multidisciplinare, le molte questioni aperte sul tavolo del nuovo presidente russo, Dmitry Medvedev. Indicato dallo stesso Vladimir Putin come suo successore, Medvedev è entrato ufficialmente al Cremlino lo scorso 7 maggio. Alla Casa Bianca, sede del governo, siede invece Vladimir Putin. Questa diarchia secondo molti osservatori non porterà a nulla di buono. Secondo alcuni Medvedev, presidente debole, potrebbe lasciare il gioco al vero burattinaio Putin; secondo altri potrebbe invece avere la forza di affrancarsi. Ma c’è anche la possibilità che, insieme, riescano a condurre la Russia verso le riforme che il paese deve ancora affrontare per completare quella transizione cominciata con il crollo dell’impero sovietico e non ancora conclusa. Molte le scadenze in agenda per il nuovo presidente.
Nei mesi a venire, Mosca dovrà fronteggiare la determinazione americana a realizzare quello scudo antimissile le cui postazioni sono previste in paesi ex-satelliti come Polonia, Repubblica Ceca e, forse, Ucraina. Dovrà poi tamponare l’inesorabile avanzata della Nato verso i confini della Federazione, cercando in ogni modo di evitare che altri ex-alleati (Georgia e Ucraina) cadano sotto l’influenza dell’Alleanza Atlantica. Allo stesso tempo dovrà monitorare con attenzione i rapporti tra Kosovo e Serbia, pronta a intervenire a difesa di un ritrovato alleato balcanico importante sul versante energetico. Sempre in tema di politica estera, alla Russia spetta poi decidere che posizione assumere rispetto al pericolo nucleare iraniano, e quale ruolo giocare nel puzzle mediorientale. Sul fronte settentrionale, sarà impegnata a difendere quell’ampio tratto di Mar Glaciale Artico che giura appartenerle per poter raccogliere tutta l’energia che quei fondali racchiudono e che le servirà per continuare a crescere e rinsaldare il rinnovato status di superpotenza.
Un ruolo che, per essere veramente credibile, dovrà saper recitare anche in patria, entro gli sterminati confini di una federazione non propriamente consolidata. E che rischia di rimanere senza più russi.
Il calo demografico tra la popolazione slava è infatti uno tra i punti sottolineati in rosso sull’agenda del Cremlino. Seguono alcolismo e xenofobia, e in generale l’odio cieco per il diverso, caucasico o asiatico che sia, fino a qualche anno fa concittadino sovietico. E Mosca si dovrà guardare proprio dalla periferia russa. Dal Caucaso russo in primo luogo, dove sentimenti indipendentisti e fervore islamico si fondono a formare una miscela esplosiva. Resta poi l’impegno di far crescere in maniera equilibrata il benessere della popolazione, e di togliere la ruggine da uomini e mezzi delle forze armate, se la Russia vorrà continuare a contare nel mondo non soltanto per il suo, non infinito, tesoro energetico. Nel confronto inaugurale di vicino/lontano i relatori analizzeranno in particolare le relazioni internazionali della Russia: con l’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti, la Cina e l’India. A una riflessione sugli aspetti energetici si affiancherà un approfondimento sulla direzione della modernizzazione in corso sotto il profilo degli assetti economici e democratici. Guideranno il pubblico le cartine geopolitiche di Limes, illustrate dal direttore della rivisita, Lucio Caracciolo, che è anche membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Lucio Caracciolo. Dirige la rivista italiana di geopolitica Limes e la rivista eurasiatica di geopolitica Heartland pubblicata in lingua inglese. E’ caporedattore di MicroMega. Scrive editoriali e commenti per Repubblica e per l’Espresso e collabora con numerosi media italiani e stranieri.
Svolge seminari di geopolitica in varie università. Ha pubblicato diversi saggi, fra cui Alba di guerra fredda (1986); La democrazia in Europa (1992); Euro no. Non morire per Maastricht (1997); L’Italia alla ricerca di se stessa (1999); Dialogo intorno all’Europa (con Enrico Letta) e Terra incognita (2001). Fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano.
Aldo Ferrari. Russista e armenista, è docente di Lingua e letteratura armena all’Università di Venezia e responsabile dell’Osservatorio Caucaso-Asia Centrale dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano. E’ inoltre vicepresidente dell’Associazione per lo Studio in Italia dell’Asia centrale e del Caucaso (ASIAC). Tra le sue pubblicazioni principali: La Russia tra Oriente e Occidente. Per capire il continente-arcipelago (1994); Alla frontiera dell’impero. Gli armeni in Russia – 1801-1917 (2000); La foresta e la steppa. Il mito dell’Eurasia nella cultura russa (2003); L’Ararat e la gru. Studi sulla storia e la cultura degli armeni (2003); Il Caucaso. Popoli e conflitti di una frontiera europea (2005); Breve storia del Caucaso (2007). Ha curato l’edizione italiana del volume di A. Kappeler, La Russia. Storia di un impero multietnico (2006).
Massimo Nicolazzi. Ha lavorato per oltre vent’anni nel settore dell’esplorazione e produzione di idrocarburi, ricoprendo incarichi dirigenziali all’Eni/Agip e nella società russa Lukoil. Attualmente si occupa di nuovi progetti nel comparto energetico ed è presidente di due società costituite per la realizzazione di terminali di rigassificazione. E’ membro del Consiglio scientifico della rivista Limes, cui collabora abitualmente.

Sergey Startsev. Giornalista, dirige la sede italiana a Roma dell’Agenzia di stampa RIA Novosti. Nel 1988 intraprende il suo primo incarico giornalistico in Italia: prima come corrispondente dell’Agenzia Itar-Tass, poi come corrispondente del quotidiano russo Nezavisimaja Gazeta. Nel 2001 torna in Russia con l’incarico di vicedirettore del mensile russo Mirovaja Energeticheskaja Politica. Nel 2002, con un gruppo di collaboratori, fonda il settimanale di socio-politica Smysl, che dirige fino al 2003, quando assume la vicedirezione del quotidiano russo Den. Nel 2004 passa alla RIA Novisti.

Guglielmo Cevolin. Professore aggregato di Istituzioni di diritto pubblico alla Facoltà di Economia dell’Università di Udine e Legislazione nazionale dei beni culturali all’Università di Bologna. E’ coordinatore del LiMes Club Pordenone-Udine.

Fonte: Ufficio stampa vicino/lontano
Paola Colombo

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